Tra Seminara e la 'ndrina di Belvedere Spinello... Tra COSTAGRANDE e PELLEGRINO

Scritto da Ufficio di Presidenza

Dopo aver ricostruito con ampi e documentati dettagli (e facce) il sodalizio dei PELLEGRINO – BARILARO con proprio epicentro in Bordighera (leggi qui), andiamo avanti con un altro tassello. Un tassello che unisce la 'ndrangheta di Seminara e Belvedere Spinello-San Mauro Marchesato (su cui avevamo parlato di recente in riferimento alle 'ndrine GRECO-DONATO e IONA-MARRAZZO-OLIVERIO, tra Piemonte e Liguria – vedi qui), con con quella del Ponente Ligure e della Lombardia.
Partiamo dalla storia del luntrunazzo che si è fatto latitante per 5 anni, protetto, curato e riverito dai PELLEGRINO e BARILARO (e non solo), il COSTAGRANDE Carmelo...

Per inquadrare la questione pariamo dalla sintesi prodotta dalla D.I.A. sulla latitanza del COSTAGRANDE a Bordighera, cessata con l'arresto il 1 giugno 2007:

«“... Il 1° giugno 2007, in Bordighera (IM), a seguito degli elementi emersi dalle attività tecniche, veniva individuato ed arrestato COSTAGRANDE Carmelo, latitante in quanto destinatario del provvedimento di carcerazione ... emesso in data 18.11.2003 da parte della Procura Generale della Repubblica - Ufficio Esecuzioni Penali di Reggio Calabria, (per aver riportato condanna definitiva per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, n.d.r.).

Nella circostanza, essendo emersi gravi elementi di responsabilità per il reato di favoreggiamento personale, veniva tratto in arresto anche PELLEGRINO Maurizio, individuato come referente logistico del latitante, avendogli messo a completa disposizione la sua abitazione di Bordighera ed essendosi prestato, per almeno una settimana, a soddisfarne le esigenze di movimento e sostentamento. L’appartamento, ancorché di proprietà di PEPE' Benito, è risultato nella effettiva disponibilità di PELLEGRINO Maurizio. ...”

... Sul conto di COSTAGRANDE Carmelo appare doveroso precisare che è ritenuto un personaggio di primo piano della criminalità organizzata calabrese, menzionato da alcuni collaboratori di giustizia, in particolare da:

- BRUNO Antonio, che lo ha indicato prima collegato alla cosca GIOFFRÈ” e successivamente a quella dei “SANTAITI”, con questa consorteria ha mantenuto stretti rapporti con SANTAITI Saverio Rocco [nato il 14.09.1960 a Seminara (RC) – a suo carico risultano precedenti per estorsione, associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata all’omicidio alla detenzione abusiva di armi al danneggiamento all’estorsione, in quanto ritenuto affiliato all’omonima cosca, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, favoreggiamento, porto abusivo e detenzione armi, ricettazione, traffico di armi, evasione, furto, rapina, falsi in genere, nonché sorvegliato speciale], con cui ha condiviso un periodo di latitanza. Gli interessi illeciti con i SANTAITI hanno privilegiato il traffico degli stupefacenti che hanno avuto come scenario anche il capoluogo ligure. In effetti, il Nucleo Operativo Carabinieri di Genova nel 1993 ha svolto un’indagine antidroga conclusasi con il deferimento in stato di libertà, oltre che dei citati COSTAGRANDE Carmelo e SANTAITI Saverio Rocco, anche i sottonotati:
- SANTAITI Stefano Antonio [nato il 21.06.1972 a Seminara (RC), con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere di tipo mafioso]; SANTAITI Gaetano Giuseppe [nato il 17.03.1967 a Seminara (RC), con precedenti per porto e detenzione abusiva di armi e munizionamento, associazione per delinquere di tipo mafioso]; SANTAITI Carmine Demetrio [nato il 21.10.1954 a Seminara (RC), con precedenti per estorsione, associazione per delinquere di tipo mafioso]; RICHICHI Antonio [nato il 02.09.1950 a Seminara (RC), con precedenti per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti]; OTTINA’ Francesco [nato l’01.05.1960, con precedenti per associazione per delinquere di tipo mafioso in quanto facente parte della cosca SANTAITI – GIOFFRE’ e finalizzata al traffico di stupefacenti, all’importazione di armi, estorsione ed altro]; OLIVERI Giovanni [nato il 18.03.1957 a Melicuccà (RC), con precedenti per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti]; COSTAGRANDE Vincenzo [nato l’01.01.1952 a Seminara (RC), con precedenti per associazione per delinquere di tipo mafioso];...”

... Quanto appena esposto, fa presumere che il coinvolgimento del PELLEGRINO Maurizio non sia stato casuale, bensì frutto di vincoli di appartenenza alla medesima organizzazione ‘ndranghetista.

... Si ritiene opportuno, di seguito, ricostruire sinteticamente i collegamenti emersi nel corso della presente indagine tra PELLEGRINO Maurizio e COSTAGRANDE Carmelo. Una prima conversazione utile è riscontrata già il 17 novembre 2005, allorquando PELLEGRINO Maurizio riferisce all’interlocutore, tale Paolo [Paolo è sicuramente da identificare in COSTAGRANDE Paolo nato a Palmi (RC) il 18.10.1988, figlio di Carmelo. A suo carico risultano precedenti per falsità materiale e truffa], di voler essere contattato dalla madre di quest’ultimo, tale Enza, da identificarsi in LIGATO Vincenza [nata a Seminara (RC) il 16.03.1966, con precedenti per falsità materiale ed ideologica],coniugata proprio con COSTAGRANDE Carmelo, all’epoca già latitante. La LIGATO Vincenza è stata, inoltre, controllata in compagnia di PEPE’ Lucia e di LIGATO Antonella, a Seminara il giorno 14.08.2009. ...”

... Il 2 febbraio 2007, si registra in arrivo il seguente SMS: “ciao Maurizio mi dispiace che non ti ho potuto salutare che ci tenevo tanto Paolo”.L’autore si identificava nel citato COSTAGRANDE Paolo, figlio del latitante. E’ evidente come dal testo del messaggio risulti che il giovane abbia stazionato nell’estremo ponente ligure, giustificandosi con PELLEGRINO Maurizio per non averlo potuto salutare. ...”

... La consapevolezza della presenza in Bordighera di COSTAGRANDE Carmelo si concretizza nella serata del 24 maggio 2007, quando si registra a bordo della vettura di PELLEGRINO Maurizio una conversazione tra quest’ultimo e tale “Melo”, fino a quel momento mai evidenziatosi. ...”

... I successivi servizi di osservazione, pedinamento e controllo, condotti in prossimità di via Cornice dei Due Golfi, località Montenero (ndr villa della famiglia) di Bordighera, consentivano di accertare che PELLEGRINO Maurizio effettivamente si accompagnava ad un soggetto sconosciuto, trasportandolo sulla propria autovettura e mantenendo dei comportamenti particolarmente attenti e circospetti, tanto da far presumere che il citato sconosciuto fosse un ricercato. ...”

... Il 30 maggioPELLEGRINO Maurizio e l’uomo, usciti dalla villa di Montenero, si portano in via degli Inglesi, nei pressi del civico 103 e presumibilmente fanno visita a BARILARO Francesco [foto a lato], ove peraltro risulta domiciliato anche il genero PELLEGRINO Giovanni. Tale certezza è confortata da una telefonata registrata qualche ora prima con la quale il BARILARO chiede a PELLEGRINO Maurizio se può passare da lui, quest’ultimo conferma e aggiunge che dopo il loro incontro si sarebbe recato in Francia. Al rientro in Italia PELLEGRINO Maurizio e COSTAGRANDE Carmelo s’ incontrano a Dolceacqua (IM) con un uomo successivamente identificato in CACCAMO Mario [nato l’08.01.1964 a Taurianova (RC) - a suo carico risultano precedenti per truffa]. ...”

... Il pomeriggio del 31 maggio 2007PELLEGRINO Maurizio incontra, in Bordighera, OLIVERI Angelo, BARILARO Francesco e COSTAGRANDE Carmelo, che probabilmente si è sottoposto in mattinata a degli esami clinici, come si desume da alcune telefonate intercorse tra PELLEGRINO Maurizio, suo padre PELLEGRINO Domenico, lo stesso BARILARO Francesco, nonchè quella tra PEPE’ Benito e un medico, identificato in LUCIO Alberto nato a Mondovì (CN) il 28.5.1951, residente a Bordighera (IM), denunciato nel 2003 per truffa ai danni del S.S.N. e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Nella circostanza PEPE’ Benito propone al medico di poterlo incontrare e alle ripetute richieste di quest’ultimo sul motivo di tale richiesta, il PEPE’ risponde che glielo avrebbe detto di persona. Il dottore, alquanto perplesso, concorda un appuntamento per l’indomani mattina presso il suo studio. ...”

... Nella mattinata del giorno 1 giugno 2007, avuta la certezza che la persona in compagnia del PELLEGRINO Maurizio era COSTAGRANDE Carmelo, destinatario di provvedimento di esecuzione dovendo scontare la pena di anni 1, mesi 4 e giorni 26 di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso, veniva predisposta una specifica attività di p.g., che si concludeva con l’arresto del latitante e dello stesso PELLEGRINO Maurizio, per favoreggiamento personale. Nell’occasione venivano effettuate alcune perquisizioni domiciliari tutte con esito negativo, anche se in prossimità di un muro in pietre posizionato nelle adiacenze della piazzola di parcheggio dell’abitazione dell’ATZORI, l’unità cinofila antidroga opportunamente attivata, individuava un luogo di sicuro stoccaggio di sostanza stupefacente tanto da determinare la reazione convulsa del cane impiegato. ...”
[vedi qui verbale dell'arresto e mandato di arresto]

... In occasione dell’arresto di PELLEGRINO Maurizio, è stato riscontrato un comportamento molto significativo, in particolare il medesimo, accusando dolori al torace, si faceva accompagnare presso il pronto soccorso del nosocomio di Bordighera dove, a seguito di visita radiologica, non veniva riscontrata alcuna patologia, per cui veniva riportato in camera di sicurezza. Nella mattinata del giorno seguente, PAGANI Daniela, all’epoca dottoressa presso il citato p.s., contattava la pattuglia che aveva accompagnato il PELLEGRINO Maurizio, riferendo che il giorno precedente, mentre espletava il turno in ospedale dalle ore 08.00 alle ore 13.00, era stata chiamata telefonicamente dal dottor SCRIVA Matteo, all’epoca medico presso il reparto di chirurgia del medesimo ospedale, il quale l’aveva avvisata dell’imminente arrivo di PELLEGRINO Maurizio. Lo stesso si raccomandava affinché il paziente fosse immediatamente ricoverato per accertamenti sanitari, in quanto non sussistevano impedimenti anche per un eventuale piantonamento nel reparto di chirurgia, ove lo stesso SCRIVA si era già prodigato per riservargli un posto letto. Alle successive ore 13.40 la dott.ssa PAGANI riceveva un’ altra telefonata da parte dello SCRIVA, il quale chiedeva conferma dell’arrivo del paziente, assicurandosi nuovamente in merito al suo ricovero. Solo il 3 giugno la dott.ssa PAGANI veniva a conoscenza che PELLEGRINO Maurizio era stato visitato da un altro medico di turno, venendo dimesso dopo gli esami radiologici al torace risultati negativi».

Tale episodio è certamente emblematico, e merita una chiosa, poiché evidenzia la velocità di reazione, dei componenti della famiglia PELLEGRINO, allorquando un loro congiunto versa in situazione di difficoltà; equesta capacità di disporre di persone, anche professionisti posti all’interno di strutture istituzionali, pronte ad agevolarli nelle loro condotte illecite, la dice lunga sulla loro forza di penetrazione nel tessuto sociale di quel territorio»


E' risaputo che i latitanti non vadano
a casaccio nelle loro scelte. Nella 'ndrangheta, come nelle altre organizzazioni mafiose, i latitanti e le proprie cosche selezionano attentamente sia le località ove nascondersi, sia anche le persone a cui affidarsi. Solo persone affidabili, del medesimo ambiente, possono essere prese in considerazione per “affidarsi”, così come soltanto un territorio posto sotto il “controllo” da parte del sodalizio può essere ritenuto sicuro. Il fatto che i PELLEGRINO (con i PEPE' Benito e Lucia - foto a lato -, nonché il BARILARO Francesco) siano stati selezionati per supportare la latitanza del COSTAGRANDE Carmelo è indice di assoluta “affidabilità” loro riconosciuta (probabilmente anche mal riposta, visto l'esito del loro servizio, sic) dal 'ndrina del COSTAGRANDE.

Se da un lato è pacifica e conclamata la responsabilità del PELLEGRINO Maurizio, visto che lo stesso ha ammesso di aver operato nel favoreggiamento del COSTAGRANDE Carmelo, giustificando tale reato con un debito di amicizia nei confronti del compaesano(vedi qui estratto convalida del fermo e dispositivo della sentenza), quello che appare opportuno approfondire un attimo è altro, ovvero la costante e profonda rete di relazione che coinvolge i medesimi soggetti, delle medesime famiglie, nel tempo.

In quanto è stato documentato dall'inchiesta che ha condotto all'arresto del COSTAGRANDE Carmelo, vi è un nome, in particolare, che ci porta a Rho, alla 'ndrina distaccata di Belvedere Spinello, ovvero alla cosca IONA-MARRAZZO-OLIVERIO (quella, per intenderci, del “professore” dal doppio battesimo, massonico ed 'ndranghetista, ovvero il MARRAZZO Sabatino). E' quello di OLIVERI Angelo, coinvolto anche nell'inchiesta “LA SVOLTA” (condannato a 4 anni di reclusione in primo grado con conferma in Appello), di cui abbiamo ampiamente visto nella ricostruzione del profilo dei PELLEGRINO-BARILARO, in quanto operativo, nei rapporti con i fratelli PELLEGINO ed i DE MARTE, per traffico di droga ed armi, come anche confermato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Oliverio che, di quel “locale” di Belvedere Spinello era a capo e che ha poi attivato e gestito la 'ndrina distaccata di Rho.

Un legame nelle attività illecite che abbiamo visto essere stato oggetto anche di altra attività di indagine che - ancora grazie al contributo fornito agli inquirenti dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Oliverio - ha permesso di colpire, con l'Operazione “SAN MARCO” la rete 'ndranghetista che operava nel traffico di droga ed estorsioni nella zona di Saronno, Mozzate, Cislago, Busto Arsizio.

La struttura operativa tra le province di Varese, Como e Milano, stroncata dalla competente DDA, era quella con epicentro in Seminara, e che vedeva coinvolta a pieno titolo la cosca DE MARTE – TRIPEPI - SPINELLA, ovvero la medesima cosca operativa nel golfo dianese ed è, come si è documentato alla virgola, legata ed imparentata con i PELLEGRINO.

Tra gli arrestati dell'Operazione “S.MARCO” (per cui vi sono già state alcune condanne in abbreviato e con patteggiamenti) vi sono: il DE MARTE Francesco, TRIPEPI Diego, GIOFFRE' Santo, SAVINO Giovanni, OLIVERI Angelo, MAGDA Aleodor, PELLICCIA Giacomo, MAGNONE Pancrazio, MAGNONE Luigi, MAGNONE Giuseppe, SCIBILIA Giorgio, ALESSANDRINI Federico, MENEGHINI Alessio, CAROFIGLIO Giuseppe, ANTOGNAZZA Paola, CAPPELLETTI Alessandro Luca, TONNARELLI Marco Antioco, TONNARELLI Riccardo, ARBOLINO Antonio, FERRARIO Carlo, MAGRI Gianluca, DE GIOVANNI Roberto, FESTA Massimiliano, OUNACER Lahoucine, ORTAGGIO Gaspare, MANAGO' Giovanni, LAPIS Vincenzo, MOHAMMED Sharif, ELSEIFY Hassan, PIACENZA Alessandra Elisa, TRIPEPI Paolo, SCULLI Gianfranco, VENOSI Giovannina, TOTILI Blendi, GIORDANO Vitantonio e MANTI Salvatore.

Ed è tra questi, quindi, che troviamo sia il DE MARTE Francesco sia l'OLIVERI Angelo (imparentato con i GIOFRRE', mentre uno dei feratelli è sposato con una ALVARO), che sono proprio i soggetti indicati dal collaboratore di giustizia Francesco Oliverio, per i rapporti consolidati che si sono sviluppati nel tempo tra il sodalizio 'ndranghetista operante d Rho e facente capo al “locale” di Belvedere Spinello (Kr) e quello dell'estremo ponente ligure, con i PELLEGRINO e DE MARTE.

 

 


Nota a margine è ancora fornita dai
social network. Il
figliolo del OLIVERI Angelo, ovvero OLIVERI Giuseppe detto Pino(foto a lato) risulta in fraterno contatto con COSTAGRANDE Paolo che si qualifica per lavorare presso associazione a delinquere”. Questo COSTAGRANDE Paolo, ha tra i propri contatti, ad esempio, molteplici esponenti dal cognome COSTAGRANDE, nonché LIGATO e dei SANTAITI, ovvero proprio quei nomi delle famiglie legate al COSTANGRANDE Carmine. Non è dato sapere se il COSTAGRANDE Paolo in questione sia il figlio del COSTAGRANDE Carmine già latitante a Bordighera, nella culla dei PELLEGRINO, abbiamo posto – con un messaggio – la domanda al COSTAGRANDE Carmine ma non ci ha risposto. Quel che è certo è che tra i contatti di questo COSTAGRANDE Paolo, tra gli altri, oltre a quelli già portati ad esempio, troviamo proprio i PELLEGRINO di Bordighera...

Altra curiosità del profilo facebook del COSTAGRANDE Paolo è la collocazione avuta ad una cerimonia ed anche il nome del “tavolo” a loro riservato: “RISPETTO”... e se non ci si crede ecco la foto:

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