10 febbraio 2012 ad Alessandria dove la mafia e' di casa da tanto tempo...

Scritto da Ufficio di Presidenza

La mafia ad Alessandria esiste"La Liguria è 'ndranghetista"... ma anche l'alessandrino non scherza...

L'alessandrino si potrebbe dire rappresenta geograficamente l'epicentro del regno della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, che nel nord-ovest del Paese ha come indiscusso referente il boss Carmelo "Nino" GULLACE (a cui piace tanto querelarci).

Sì, nonostante l'indagine MAGLIO, con le Operazioni "ALBA CHIARA" (o MAGLIO 1) e "MAGLIO 3", e la maxi operazione "MINOTAURO" [parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5], il potere dei GULLACE-RASO-ALBANESE, legati e imparentati ai PIROMALLI, è ancora forte, retto dalle alture savonesi di Toirano...

Il 10 febbraio siamo stati, con il MoVimento 5 Stelle di Alessandria e Novi Ligure e Davide Bono, consigliere regionale in Piemonte, ad Alessandria per rimpere quella cappa omertosa che ancora vorrebbe negare o, quantomeno, minimizzare la presenza mafiosa nel basso Piemonte. Nonostante il freddo e la neve, che era tornata a cadere, la sala si è riempita. Eravamo al buio per un guasto nella sala comunale, ma le cose le abbiamo dette, compresi i nomi ed i fatti, ad alta voce...



il boss Rosario CACIAbbiamo ricordato prima di tutto che lì, storicamente, si era già ben insediata Cosa Nostra, con la rete dei gelesi legati agli EMMANUELLO ed ai MADONIA. Proprio a Bosco Marengo vi era una cascina del boss Rosario CACI adibita all'ospitalità di latitanti ed a nascondiglio di armi, come accertato dalla DIA e sancito in una sentenza definitiva (anno 2005) che ha portato alla confisca dei beni tra alessandrino e Genova del CACI. Abbiamo ricordato che quando una cosca mafiosa sceglie un luogo per dare rifugio e supporto ai latitanti, significa che quel territorio è sicuro per loro. Non sono soggetti che amano rischiare di essere presi. Quel segnale però è stato colpevolmente ignorato dalla comunità e dalle Istituzioni. Così come altri segnali... concreti, tangibili, ma sempre, puntualmente, ignorati.

Silvio CRISICINO, marito di Angela MAMONECosì come il legame tra Liguria e basso Piemonte, si era già evidenziato con la prima indagine MAGLIO del ROS, nei primi anni duemila... e con l'Operazione "COLPO DI MAGLIO" che aveva colpito il Silvio SCRICINO (marito di Angela MAMONE) con la sua GEDAL con sede a Novi Ligure. Era quella famosa ragnatela 'ndranghetista che passava per il "locale" di Busalla... con qualla valle Scrivia dove gli affari del vecchio Luigi MAMONE sono sempre andati bene, da un lato con la Iplom e dall'altro con le collaborazione con FURFARO ed altri uomini della 'ndrangheta... Territorio dove è andato anche in scena, più recentemente, il pranzo nel quale Gino MAMONE tantava di organizzare un tentativo di corruzione del pm Francesco Pinto che alla Procura di Genova non mollava la presa, con le inchieste che hanno incrinato, dopo anni di immobilismo anche della magistratura, il sistema di potere che ruotava attorno ai MAMONE.

Che Alessandria fosse terra di affari criminali che avevano attirato la 'ndrangheta lo si sa da tempo... Erano insediati nell'alessandrino i SOFIO che concorsero, secondo i racconti di chi conosce i fatti di allora, agli interramenti "coordinati" dal vecchio boss Francesco FAZZARI, esponente - ora defunto - della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE... Ma andiamo con ordine e cerchiamo di ricostruire i fatti, contesto e protagonisti così che il tutto sia più chiaro...

Rampino, Mamone, GullaceI "locali" 'ndranghetisti del basso Piemonte fanno capo alla 'Ndrangheta "ligure", ovvero al capo 'ndrangheta del "locale" di Genova. In allora il vertice della 'ndrangheta in Liguria (e, quindi, nel basso Piemonte, oltre che per la provincia lombarda di Voghera) era nelle mani della famiglia RAMPINO, con Antonio e Franco. Ed il Franco RAMPINO era al brindisi nel 1993, insieme al boss Carmelo GULLACE, con Gino MAMONE, figlio di Luigi MAMONE e Alba RASO, nonché titolare della ECO-GE. Dal 1993, anno del brindisi dei boss a casa MAMONE (vedi qui), i grandi affari dei MAMONE, imparentati con i GULLACE-RASO-ALBANESE, passarono proprio nelle mani di Gino MAMONE e della ECO-GE. Prima con la ERG, poi con la COOPSETTE... i grandi affari dei MAMONE si sviluppano arrivando ad una sorta di monopolio a Genova tra appalti pubblici e privati. E la storia dei MAMONE era già legata a quella dei SOFIO presenti nell'alessandrino, come evidenziammo in quel dialogo con l'ex moglie di Vincenzo MAMONE che ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente e verbalizzate nomi, fatti e affari di quella famiglia (leggi qui).

E, nell'alessandrino, infatti, i conferimenti illeciti dei MAMONE sono stati evidenziati da tempo. Era un'inchiesta del NOE del 2004 con la Procura di Alessandria che prendeva il nome di "Pesciolino d'oro". E qui con Gino MAMONE trovavamo Franco SOFIO, titolare della "SOFIO ELIA SAS". Il rapporto tra Gino MAMONE e Franco SOFIO è quasi fraterno e nelle intercettazioni disposte dalla Procura di Alessandria si scoprì che attraverso il SOFIO i MAMONE possono disporre per i conferimenti illeciti del centro di stoccaggio del SOFIO a Pozzolo Formigaro, che poi li trasferisce in una cava a Castellazzo Bormida. Tra le ditte coinvolte anche la "Intekna" di Castellazzo, la "Pellizzari Bruno" di Montebello Vicentino e la "Eco-Arena" di Bussolengo. Ma il tempo corre e la prescrizione anche... Se a questo si aggiungono alcuni "errori" durante l'inchiesta, l'impunità sui fatti è già scritta nelle norme!

Ed è così che solo il 10 febbraio 2012 arriva a conclusione il procedimento di primo grado, su quelle 350 mila tonnellate di rifiuti tossici illegalmente smaltiti, per un giro d'affari di 2 milioni di euro. False documentazioni sui rifiuti che venivano bonificati solo sulla carta e senza subire alcun trattamento, finendo in discarica o utilizzati per asfaltare le strade. Sostanze tossiche, cancerogene... cioè inquinamento che uccide!
Ed alla fine, il 10 febbraio 2012, 7 anni dopo, grazie alle lentezze e prescrizioni, abbiamo assistito a sei assoluzioni ed una condanna per Franco SOFIO, ad un anno e otto mesi di reclusione.

Nel frattempo l'alessandrino continua ad essere la "grande discarica" per i conferimenti illeciti dei soggetti legati alla 'ndrangheta. Ancora una volta soggetti che operano in Liguria, nella zona del pavese e del basso Piemonte. Seguimmo i camion che formalmente andavano nei Centri di Recupero e che in realtà andavano direttamente a conferire in due siti nella zona di Tortona. Di nuovo le carte sono regolari, i bolli certificano un trattamento dei materiali che però mai si è realizzato... e di nuovo sversamenti di sostanze inquinate, tossico-nocive. Abbiamo quindi indicato punto per punto tutto (i nomi delle società, i soggetti 'ndranghetisti coinvolti, i siti di partenza ed i siti di conferimento illecito, gli inquinanti...) in un dettagliato Esposto alla competente DDA ed in una successiva integrazione. E' stata aperta l'indagine, trovando i riscontri a quanto denunciato, anche attivando le necessarie intercettazioni, ed arrivando ad individuare una sessantina di soggetti coinvolti. Ora si attende che questa nuova Operazione stronchi tutta la rete affaristico-mafiosa coinvolta e che, non perdendo troppo tempo, li si schiacci, evitando che arrivi nuovamente la prescrizione a garantire una inaccettabile impunità.

Luigi MAMONE e Carmelo GULLACEE l'alessandrino rappresenta, come abbiamo detto, quella sorta di epicentro geografico degli affari e traffici della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, capeggiata nel nord-ovest dal boss Carmelo "Nino" GULLACE, e che si ramifica nei vari territori del Piemonte (dal torinese, al vercellese, passando dal biellese e l'alessandrino) sino alla Liguria (con savonese, genovese e imperiese), ed in Lombardia (dove si spinge sino alla zona di Lecco e dell'hinterland milanese).
Non è un caso che a capo del "locale" della 'ndrangheta di Alessandria vi fosse proprio il cugino di Carmelo "Nino" GULLACE, ovvero quel Bruno Francesco PRONESTI' di Bosco Marengo.

Avevamo già accennato, parlando dei GULLACE-FAZZARI in terra savonese e della partecipazione del SOFIO Orlando al funerale del boss Francesco FAZZARI (vedi qui), al fatto che nella villetta adiacente a quella del PRONESTI' in via Emilia a Bosco Marengo, vi sia proprio un citofono con l'indicazione della dimora di un SOFIO, ma non avevamo ad esempio ancora detto che il Bruno Francesco PRONESTI' era ad un matrimonio, nel savonese, dove tutta la "famiglia" si era ritrovata... perché si sa che certe cerimonie sono strumento, come i funerali ed i battesimi, per summit e per stringere o rafforzare alleanze.

PRONESTI' Bruno Francesco e REA RomeoAvevamo già indicato tutto quando era raccontabile - per non compromettere le indagini ancora in corso - sul PRONESTI' (leggi qui) ed alcuni dei principali esponenti della 'ndrangheta del basso Piemonte che facevano capo a lui, così come abbiamo ricordato che risulta alquanto "curioso" che un pluriomicida come Rocco PRONESTI' detto "u lupo" sia libero di circolare tanto da poter partecipare, anche lui, nel 2008 al funerale di Francesco FAZZARI, insieme ai GULLACE, ai MAMONE, ai FOTIA dell'altro "casato" 'ndranghetista dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI (vedi qui).

In questo "viaggio" avevamo prima di tutto affrontato la questione del Cento Benessere del REA Romeo, che, ad Alessandria, continua ad essere aperto (leggi qui). L'apertura di questo Centro, che era stato inaugurato da quello che lì chiamavano "l'assessore" ovvero dal Giuseppe CARIDI, il consigliere comunale affiliato alla 'ndrangheta, ha comportato la chiusura di una ditta di fornitori di Roma che aveva proceduto nel denunciare puntualmente il REA & Co. ben prima che venisse arrestato nell'ambito dell'indagine MAGLIO. Truffati, come hanno denunciato i fornitori, hanno poi dovuto chiudere. Invece il Centro Benessere è ancora aperto, tranquillamente, come se nulla fosse... A Roma le denunce sono state "archiviate", dalla Procura Nazionale Antimafia hanno dichiarato che è una "vicenda estremamente significativa", ma a Torino, l'Autorità Giudiziaria (quella che procede a sequestrare i nostri articoli sulla questione magistratura), dopo l'arresto del REA non ha però ancora proceduto ad alcuna azione di sequestro dell'esercizio aperto dal REA e gestito dalla sua compagna.

CARIDI Giuseppe e ROMEO SergioAvevamo ricostruito poi, oltre alle vicende "di 'ndrangheta" a cui era legato il REA, che suggeriva al PRONESTI' di comprare le apparecchiature per scoprire ed eliminare le cimici, anche uno spaccato delle attività "alla luce del sole" di un altro 'ndranghetista, ROMEO Sergio, facente capo, anche lui, al "locale" guidato dal PRONESTI', così come molto avevamo già scritto sul CARIDI Giuseppe (vedi qui)...

Se guardiamo ai principali affari pubblicamente noti che il ROMEO Sergio, con l'impresa R.G. COSTRUZIONI, svolgeva apprendiamo che nella zona di Novi Liguri aveva una sorta di monopolio. Sì, proprio in quella zona dove, ad esempio, dietro l'Outlet, si nasconde una sorta di "zona franca", terreno fertile di contraffazione quanto di lavoro nero che però la locale articolazione della Guardia di Finanza pare non aver notato. E di nuovo, la questione è sempre la stessa: dove l'illegalità regna sovrana e le norme vengono disattese, con violazioni tollerate per una sorta di "convenienza" sociale (prodotti a basso costo e lavoro nero che garantisce l'unica fonte di occupazione per ragazzi e ragazze di interi paesi circostanti), le mafie trovano terreno fertile, permeabile.

Francesco SOFIO, nipote di Franco SOFIO e cons. comunale a Novi LigureLa lista delle opere ben note dell 'ndranghetista ROMEO Sergio le abbiamo, come detto, già pubblicate (vedi qui), e trovano un loro principale territorio di sviluppo: la zona di Novi Ligure. Ed è proprio nella zona di Novi Ligure, nel Consiglio Comunale di Novi Ligure che troviamo il nipote di SOFIO Franco, ovvero il Francesco SOFIO, nato a Reggio Calabria nel 1974... E non ci pare che tra le tante interrogazioni che il "consigliere comunale" ha promosso nella sua attività, abbia mai sollevato questioni su questa "zona franca" dell'illegalità e dei vermi 'ndranghetisti che operano sul territorio del suo Comune... così come mai, stando a quanto si trova in rete, ha mai condannato senza appello, le vergognose attività del Franco SOFIO, nuovamente connesse ad altri esponenti dell'organizzazione mafiosa, e che hanno devastato l'ambiente (e quindi la salute) nell'alessandrino.

Tornando invece ad Alessandria, non possiamo non ribadire la gravità dell'infiltrazione mafiosa proprio nel Comune di Alessandria. Il CARIDI 'ndranghetista era infatti il presidente della Commissione Territorio-Urbanistica del Consiglio Comunale... ovvero aveva più potere di concorrere alla "distribuzione" di ricchezza ed affari di quanto può fare l'assessore al Bilancio. E' infatti da quella Commissione che passano le varianti e le stesure del Piano Regolatore, le deroghe ed i vincoli. E' lì che un terreno può diventare da agricolo a edificabile, magari residenziale e commerciale, aumentando in modo esponenziale il proprio valore. Ed è proprio su quel terreno, delle grandi speculazioni edilizie, di nuovi insediamenti come centri commerciali e/o artigianali, che passano tanti gli interessi di chi deve riciclare e di controlla il mercato dei movimenti terra, degli scavi e del cemento... in una parola sola: la 'ndrangheta! A volte con i nomi noti, come quello del ROMEO, ad esempio, in altri attraverso nomi insospettabili.... di professionisti che si piegano, per buone parcelle, a coprire gli interessi delle cosche... di prestanome che pur di avere una fettina di guadagno si vendono l'anima ed anche i figli... di grandi colossi del commercio e delle costruzioni che pur di fare utili si affidano all'operato delle imprese mafiose che gli offrono servizi a basso costo.

Ecco, ad Alessandria, chi non si era accorto di chi era CARIDI, a partire dal Sindaco, dovrebbero andare a casa, perché se non si accorgono di aver dato un ruolo chiave della Pubblica Amministrazione in mano ad un 'ndranghetista, sono incapaci e quindi pericolosi! E l'indecenza si nota anche alla luce del fatto che, una volta arrestato il CARIDI che a sediate in testa portava avanti la variante al PRG per autorizzare la speculazione edilizia che devasterà la Valle San Bartolomeo, il Comune di Alessandria (il 31 gennaio 2012 in Commissione ed il 1 febbraio 2012 in Consiglio Comunale) ha approvato in via definitiva la variante al PRG relativa agli interventi sulle aree edificabili ed edificate di Valmadonna e Valle San Bartolomeo. Un provvedimento che non ha avuto manco un voto contrario... perché nessuno in Consiglio Comunale, manco l'opposizione, ha osato alzare la mano per dire "NO". Così la variante che il CARIDI pretendeva è stata approvata con 6 astenuti (minoranza e consigliere Bianchini) e 17 favorevoli. Dagli arresti, il CARIDI 'ndranghetista può quindi essere contento!

Fabbio, il sindaco di AlessandriaIl quadro è evidente quindi nella sua inquietante portata. Ad Alessandria non vi era manco il tempo di avviare l'iter per mandare una Commissione di Accesso (come avvenuto ad esempio a Bordighera e Ventimiglia) perché gli organismi elettivi (Consiglio e Giunta) andavano comunque a scioglimento naturale per le elezioni del 2012. Ma il problema della permeabilità, dell'infiltrazione e del condizionamento, è evidente, ben oltre al caso di CARIDI che, non a caso, veniva definito persona per bene da quella politica che, nonostante l'arresto per 416 bis, nonostante quanto emerge con inequivocabile certezza dalle intercettazioni, ivi compresa l'affiliazione alla 'ndrangheta alla presenza dei vertici della 'ndrangheta ligure. Il Sindaco Piercarlo Fabbio, che sino a pochi giorni prima dell'arresto di CARIDI girava con lui a braccetto alla festa calabrese, che cosa ha detto? Ha ricordato che con la sua Amministrazione aveva "già firmato un protocollo d'intesa con la Prefettura per migliorare i 'percorsi antimafia'"... ovvero la stessa dichiarazione del Sindaco di Ventimiglia sciolto per infiltrazione e condizionamento mafioso! Ha dichiarato che avrebbe chiesto ai capigruppo ''una maggiore coesione e comunita' d'intenti per salvaguardare l'istituzione comunale da potenziali infiltrazioni malavitose''.... Cosa? "Potenziali infiltrazioni"???? C'era un affiliato alla 'ndrangheta che era presidente della III Commissione del Consiglio Comunale e lui parla di "potenziali" e non reali e concrete, avvenute infiltrazioni??? E poi come tranquillizza i concittadini? Così: "Anche con le scuole il profilo del Comune è alto: "Con l'associazione Parcival che fa parte del coordinamento di ‘Libera contro tutte le mafie', di Don Ciotti - aggiunge Fabbio - svolgiamo un progetto di educazione alla legalità, dalla materna fino alle superiori." 

Ecco, davanti a questo panorama, dove la politica tace e copre sino all'arrivo delle manette e dove i progetti ed affari perseguiti dagli 'ndranghetisti non vengono fermati manco dagli arresti, serve che la comunità reagisca e risponda con un rigetto! Serve che l'allarme sociale sia alto e che la comunità costruisca quel muro impenetrabile che la politica e le imprese hanno invece reso permeabile alle cosche, in cambio di pacchetti di voti, finanziamenti e servizi a basso costo. Serve che i cittadini trovino il coraggio della denuncia perché, lo si deve capire, se si reagisce i mafiosi sono finiti, in quanto la loro forza è determinata dalla nostra paura. E serve anche avere il coraggio di aprire gli occhi a quei settori di controllo, compresa la magistratura, che troppe volte è stata cieca... e che ancora su molti torbidi affari si mostra cieca o lenta, troppo lenta. Non possiamo più permetterci procedimenti senza fine che portano solo all'impunità e non possiamo permettere segnali devastanti come la mancata aggressione ai patrimoni ed alle imprese dei mafiosi. Ci sono tutti gli elementi e gli strumenti per intervenire e schiacciarli, e la comunità deve spingere in questa direzione.

Noi, intanto, andiamo avanti... continueremo a raccogliere le segnalazioni per portarle all'attenzione di chi di dovere... continueremo ad indicare i mafiosi, i loro prestanome e servi ed i politici amici e quelli che "imbecilli" o "ingenui" non li sanno riconoscere e così facendo gli aprono le porte... continueremo ad indicare quegli affari sporchi che bisogna fermare... e continueremo ad invitare ogni cittadino ad essere "sentinella di legalità" del territorio, perché così si rende impermeabile una comunità e si crea una rete che collabora con i reparti investigativi e la magistratura per colpire, senza lasciare più spazio ad alibi, i mafiosi ed i loro amici, i cumpari e le reti di compiacenze e protezione di cui si nutrono. Per questo, ci siamo presi l'impegno, insieme al MoVimento 5 Stelle di Alessandria, di promuovere una grande manifestazione a San Bartolomeo, insieme al Comitato "Noi di Valle", per denunciare e fermare lo scempio tanto amato e perseguito dal consigliere 'ndranghetista!

Il problema non è solo ad Alessandria... è a Novi Ligure ed in tanti Comuni dell'alessandrino... bisogna farlo emergere e colpire senza tregua ovunque sia necessario, sino a schiacciare ogni verme mafioso. E poi bisogna non mollare la presa sulle "grandi opere" inutili ed antieconomiche ma che rappresentano il grande banchetto su cui, come abbiamo già documentato (vedi qui), gli appetiti delle cosche sono forti... C'è il Terzo Valico e c'è la TAV... e così se si riscende verso la Liguria, si deve salire anche al nord... dove a Torino, siede un sindaco che è stato eletto anche con voti raccolti dalla 'ndrangheta! Non devono esistere "santuari" intoccabili perché la mafia è e resta una montagna di merda.

L'ARTICOLO de "LA STAMPA" di Alessandria
sull'incontro del 10 febbraio 2012
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La Stampa di Alessandria

 

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