Andrea Nucera con gli attacchi infamanti cerca di fermare la Procura!

Scritto da Ufficio di Presidenza
Andrea Nucera non regge al crollo e di lancia in dichiarazioni infamanti contro il Procuratore Granero

Non solo ha costruito un impero dai "piedi di argilla", come si sta evidenziando dall'azione di indagine della Procura della Repubblica, devastando il territorio, in sfregio alle norme e con la compiacenza bipartisan delle Amministrazioni pubbliche. Non solo si è reso protagonista di abusi plateali e pesanti lottizzazioni abusive e falsi documentali finalizzati ad ottenere i permessi a costruire, come nel caso della T1 di Ceriale, su cui (dopo Riesame e Appello) è stato confermato il sequestro giudiziario. Non solo ha compiuto scelte poco "opportune" come quella di assumere, presso i suoi Uffici della Geo, a Cairo Montenotte, una signorina molto molto amica di pm savonese allontanatosi da quella sede dopo l'arrivo del Procuratore Granero. Non soltanto ha rifugiato la "cassa" del suo impero in una società anonima lussemburghese, ma ha continuato, da quella particolare situazione - e forse grazie all'"eredità politica" del teardiano padre Giovanni Nucera - ad avere ottimi rapporti con l'Arte, ex Iacp, con cui è divenuto anche socio (nella "Progetto Ponente", con alla guida dell'Arte - come ci ricordavano Marco Preve e Ferruccio Sansa ne "Il Partito del Cemento" - un altro ex socialista teardiano, come il Giovanni, ovvero Mauro Testa). Non solo ha saputo costruirsi "curiosi" e consolidati appoggi politici sia nel centrosinistra che nel centrodestra (che, anche con l'emergenza profughi, gli hanno portato utili), ma ancora recentemente ha cercato di rafforzare la schiera dei Partiti "amici", attraverso un "comodato d'uso gratuito" dei locali di Fiumara - a Genova - con cui ha fornito la sede al movimento "Futuro e Libertà", fondato dal Presidente della Camera dei Deputati e che vede come coordinatore regionale in Liguria proprio l'avvocato principale (e già socio in affari) di Andrea Nucera, ovvero Enrico Nan. Adesso Andrea Nucera si fa promotore di un attacco infamante (quanto infondato) nei confronti del Procuratore Capo di Savona, dott. Granero...



Il Procuratore Granero è persona scomoda per certi ambienti e certe "abitudini" da lungo tempo. Prima di tutto non chiude gli occhi davanti agli illeciti, chiunque li compia. Secondo ha dimostrato un'assoluta capacità di impedire ogni sorta di condizionamento o limitazione all'autonomia e indipendenza delle proprie funzioni e del proprio Ufficio, già da quando, con Del Gaudio, si occupò di processare e far condannare il potente Alberto Teardo (allora esponente del PSI e Presidente della Regione Liguria, nonché piduista con pesantissime contiguità con gli ambienti 'ndranghetisti, come i Marcianò). Terzo nel suo lavoro, alla guida della Procura di Savona, ha dimostrato di svolgere l'azione penale ogni qualvolta sia necessario e senza farsi condizionare dalle attività lavorative dei propri figli. Se prima del suo insediamento qualcuno poteva avere dei dubbi, i fatti li hanno smentiti sistematicamente. 

Basti ricordare che uno dei cantieri più controllati e su cui la Procura ha svolto la propria attività inquirente è il cantiere dell'Unieco (della LegaCoop) di via Stalingrado. Possiamo poi indicare, sempre per rimanere in tema, che con il Procuratore Granero a capo della Procura savonese, si è posta attenzione massima - con anche l'adozione da parte del Gip di Savona di provvedimenti cautelari in carcere - alle attività della famiglia FOTIA, fortemente legata al mondo delle cooperative rosse, come Unieco e Abitcoop (colosso ligure della LegaCoop), nonché alla classe dirigente di centrosinistra savonese! Famiglia Fotia che, con la propria società, è opportuno ricordarlo, era anche uno degli inserzionisti affezionati de Il Secolo XIX... nei tempi in cui la vecchia redazione savonese del quotidiano era molto "distratta" su certe "vicende" e personaggi.Appare quindi gravissimo ed inaccettabile quanto dichiarato da Andrea Nucera nel proprio comunicato, con accuse inventate, prive di qualsiasi fondamento.

Questo attacco calunnioso avviene oggi, con chiaro intento di delegittimare sia il Procuratore Capo Granero sia le inchieste che stanno scoperchiando quell'illegalità che si era incancrenita e fatta "sistema" nel savonese, grazie a magistrati "ciechi" che lì operavano prima dell'arrivo del Procuratore Granero.

Ora che l'azione penale viene esercitata ogni volta che è necessario, senza favori verso nessuno, ed anche contro i "potenti", e dopo che l'azione da parte della Procura guidata dal dott. Granero - sempre vagliata da Giudici terzi (!) - ha reso anche evidenti e contestato gli illeciti del gruppo Nucera (ivi compresi anche i filoni relativi alle imprese del cugino, Massimiliano), arriva l'attacco infamante del Nucera.

Certo che ad Andrea Nucera, così come ai vecchi inserzionisti de Il Secolo XIX, i Fotia, (oggi rifiutati dalla nuova Direzione del quotidiano), veniva meglio quando in quella Procura c'era chi non voleva disturbare e non vedeva gli illeciti, anche quando erano abnormi ed eclatanti (vogliamo ricordarci il "fallimento perfetto"?). Proprio come gli veniva meglio, probabilmente, anche la precedente linea e redazione savonese de Il Secolo XIX che, come l'ex Procuratore ed il suo braccio destro, non vedeva praticamente nulla di certe "vicende" e certi personaggi! 

Inoltre l'Andrea Nucera, con il suo lungo infamante comunicato, palesa una capacità di distorsione dei fatti e della realtà assolutamente sistematica. Esempio ulteriore in merito è proprio sulla questione della redazione savonese de "Il Secolo XIX". Non si è accorto infatti che il Procuratore Granero non rilascia interviste manco a quella redazione... tanto è vero che l'unica intervista rilasciata la diede, per annunciare la creazione del Pool interforze contro la criminalità organizzata, all'allora inviato (da Genova) del quotidiano, Marco Menduni. E non si è accorto nemmeno che i giornalisti savonesi, con tanto di articolo proprio su Il Secolo XIX, hanno criticato duramente il Procuratore Granero perché non consegnava (giustamente!) le carte relative alle inchieste del suo Ufficio!

Come Casa della Legalità non soltanto esprimiamo la nostra piena solidarietà e stima al Procuratore Granero, così come ai Pm ed alla Polizia Giudiziaria che lo hanno affiancato e lo affiancano nelle indagini, ma condanniamo, in modo netto, il comportamento e le dichiarazioni di Andrea Nucera, invitando quella classe politica, imprenditoriale e finanziaria che in questi anni gli è stata "amica" a prendere inequivocabili distanze dall'imprenditore albenganese. La gravità delle affermazioni del Nucera non permettono scusanti o tentennamenti... la violenza ed aggressività di cui si è reso protagonista dimostrano, senza margine di dubbio, il disprezzo che questi nutre per la Legalità, il Diritto e la Magistratura.

A tutto ciò aggiungiamo poi una considerazione più "tecnica". Probabilmente Andrea Nucera sa che c'è ben poco da fare davanti ai reati contestati dalla Procura della Repubblica, con gli elementi da questa raccolti a riscontro delle accuse ed imputazioni formulate... ed allora imbocca la strada per cercare di delegittimare e infangare il Procuratore, sperando in una sua reazione e così dal poter "invocare" il trasferimento delle inchieste ad altra sede, "guadagnando" un allungamento dei tempi delle inchieste e quindi dei procedimenti. Gli si spieghi, se questo è l'intento, che il "legittimo sospetto" non vale quando le accuse che si muovono ad un Magistrato sono false e infondate, come sono platealmente nel caso in questione.

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