Ricchi premi e cotillon con la CARIGE, tra gli Scajola e Burlando (ma anche la Curia)

Scritto da Ufficio di Presidenza

Rapporto CARIGE[CON I DOCUMENTI DELLA BANCA D'ITALIA]
Dalle carte delle ispezioni della Banca d'Italia alla CARIGE di Berneschi viene fuori quanto si indicava da tempo: per gli amici degli amici i fondi erano sempre pronti, anche senza garanzie, anche davanti a criticità e grandi rischi. E' solo per i "figli di nessuno" non c'erano possibilità di prestuti... Ma se eri del "sistema" porte aperte, anzi cassa continua. Non solo, come avevamo detto più volte la CARIGE era una porta aperta per operazioni di riciclaggio...


Hanno una bella faccia per querelare i quotidiani che hanno riportato gli estratti dei rapporti della Banca d'Italia, anziché compiere l'unica scelta dignitosa che rimarrebbe nella loro possibilità:  andare in Procura e raccontare tutto ciò che ha combinato la gestione Berneschi, simbolo di quell'alleanza di cemento dei due Claudio, lo Scajola ed il Burlando.
 

Leggendo le carte relative agli ultimi due Rapporti dell'Ispettorato di Vigilanza della Banca d'Italia si ritrovano molti di quei soggetti che, in varie occasioni, abbiamo individuato per speculazioni ed ottime entrature politiche...
 

Nel rapporto relativo all'ispezione 14 marzo 2013 – 27 luglio 2013 si legge:

L'evoluzione degli impieghi non ha seguito le priorità enunciate nel documento sulle politiche creditizie di gennaio 2012, indirizzandosi verso il più rischioso segmento Corporate (oltre metà delle erogazioni recenti) e aumentando la concentrazione single name e settoriale (su immobiliare/costruzioni e settore pubblico).
A siffatte distorsione allocativa ha contribuito l'eccessivo sostegno assicurativo a un ristretto novero di posizioni, spesso riconducibili a soci pattisti cui sono stati accordati fidi per quasi € 1 mld, che – come di seguito specificato – hanno ricevuto trattamenti di favore in termini di istruttoria, gestione, pricing e classificazione (es. incagli ispettivi GF GROUP [Gruppo ORSERO di Savona, ndr] e “PREZIOSI”). In tale quadro rileva l'approvazione di una disciplina interna sui soggetti collegati – rivista solo sul finire degli accertamenti – che circoscrivendone il perimetro (es. con l'esclusione anche dei soci “pattisti” rappresentati nei consigli; e permettendo interpretazioni estensive delle cd “operazione ordinarie”, aveva finito per sottrarre gli affidamenti alla competenza consiliare e al parere preventivo degli amministratori indipendenti (es. fido del giugno scorso a FONDAZIONE CARIGE).
Inoltre, l'ampliamento dei crediti alla parte correlata GF GROUP, che ha necessitato di un apposito piano di rientro, è avvenuto alla vigilia (dicembre 2012) dell'entrata in vigore della nuova normativa di Vigilanza.
Si sono così amplificate le ricadute della crisi sulla qualità del portafoglio crediti e delle poco selettive politiche di sviluppo; l'incidenza dei crediti anomali è così giunta al 17% dopo le riclassificazioni ispettive.

Il Rapporto prosegue:

Nel dettaglio, si sono osservati:

a) fidi concessi trascurando variabili economiche-finanziarie, analisi consolidate e realizzabilità dei progetti sovvenuti (es. GENOA CALCIO, gruppo BONSIGNORE, ANDORA MARE) ovvero evidenti sintomi di degrado, con l'effetto di ritardare l'emersione delle anomalie (es. incaglio ispettivo MARINA GENOVA-AEROPORTO...) oppure agevolare il rientro o la chiusura di altre esposizioni (es. DUFERCO, IMMOBILIARE ROSANGELA, FINGIOCHI, con somme servite in quest'ultimo caso anche a estinguere un fido personale del sig. Enrico PREZIOSI);

b) utilizzi di forme tecniche inappropriate (apercrediti fondiari e mutui bullet; prolungati pre-ammortamenti) per iniziative immobiliari es. SANSOBBIA, PUNTA DELL'OLMO [nella nota roccaforte delle betoniere roventi di CELLE LIGURE, ndr] ASSOBELLO), alcune delle quali non ancora avviate;

c) erogazioni con elevati loan-to-valute, consentite da lacune presenti nella disciplina interna (es. SCERNI DI NAVIGAZIONE, VIA REGIA);

d) sostegno a operazioni finanziarie con apporti di capitale dei debitori irrisori o nulli (es. GF GROUP, gruppo NAVIGAZIONE ITALIANA);

e) miglioramenti delle classi di rating privi di plausibili giustificazioni (es. COOPSETTE [quella che ha costruito in lungo e in largo a Genova, con i MAMONE ed il RASO, ndr], PRIMO MAGGIO 85 [la cooperativa protagonista della speculazione con appartamenti di lusso a Boccadasse e, con l'ABITCOOP - di cui è socio il cugino dei FOTIA e che faceva lavorare i FOTIA ed i PELLEGRINO - per lo STADIO DEL NUOTO DI ALBARO, ndr);

f) applicazione di condizioni antieconomiche (es. “marginalità” negativa dei fidi verso FONDAZIONE CARIGE e gruppo MAGNINI).

Ed ancora:

"Inoltre, la mancata rilevazione della connessione con l'incaglio ispettivo “MARINA GENOVA-AEROPORTO” non ha permesso che fosse identificato il “grande rischio” relativo al gruppo RASERO"

FONDAZIONE CARIGE, ripetutamente affidata in bianco per “esigenze di liquidità” sino agli attuali € 85 mln, senza che risulti approfondita, tra l'altro, l'eventuale incompatibilità delle erogazioni con le norme civilistiche relative alle operazioni sulle proprie azioni. Nello specifico, un fido concesso nel febbraio 2010 ha integrato la provvista necessaria a sottoscrivere obbligazioni convertibili CARIGE e a rilevarne, l'anno successivo, la quota posseduta dall'ISTITUTO PER LE OPERE RELIGIOSE prima che l'emittente esercitasse anticipatamente la facoltà di rimborso in azioni; nel giugno scorso è stato deliberato un ulteriore affidamento – quasi contemporaneo all'acquisto di un immobile della fondazione – in pendenza della delega consiliare per aumentare il capitale sociale."

Non basta, rispetto all'analisi del comparti creditizio, tra gli elementi che emergono e che sono indicati nel Rapporto si legge:

permanenza in bonis di numerose posizioni malgrado palesi segnali di default (es. FINBETA, SMTV, PARODI B. [BEATRICE COZZI PARODI, ndr), penalizzanti piani di ristrutturazione già annunciati (es. PRELIOS, BIANCAMANO, M.ESTATE), anomalie andamentali desumibili in Centrale Rischi (es. gruppi PARODI P. [PIERGIORGIO PARODI, ndr] e CASTI).

Pubblichiamo (in formato .pdf) le schede allegate al Rapporto in merito alle posizioni di rischio: clicca qui

Tra queste troviamo ad esempio:

- la ANDORA MARE REAL ESTATE, che vede con TRAVERSA TIZIANA (liquidatore) e come soci i costruttori molto apprezzati dall'Amministrazione Comunale di ANDORA - guidata dal sindaco FLORIS - i NOVARA;

- la SMTV degli armatori MESSINA;

- le imprese di PIETRO ISNARDI, imparentato con gli SCAJOLA, tra i protagonisti della costruzione del PORTO DI IMPERIA... e famiglia ben voluta dall'Amministrazione comunale di Andora che, con la Giunta FLORIS, hanno visto il via ad una mega speculazione edilizia;

- il gruppo della BEATRICE COZZI PARODI (la “signora dei Porti” legata al CALTAGIRONE Bellavista) con la MARINA DEGLI AREGAI SPA, CASTELLARO GOLF SRL, MARINA DI SAN LORENZO SRL, CALATA DEL FORTE SRL (quella del Porto di Ventimiglia che tanto era voluto dalla 'ndrangheta); LE DOLCI SOSTE SRL, ANTICA TORRE DI CIPRESSA SRL e CP CONSULTING SRL;

- il "babbo" della Beatrice Cozzi PARODI, ovvero PIER GIORGIO PARODI (anche conosciuto come uno degli imprenditori più omertosi d'Italia) con la SATA SPA e la VILLA HORTENSIA SRL e la IMPERO SRL;

- i PIZZIMBONE con la BIANCAMANO SPA per le società AIMERI AMBIENTE SRL e PONTICELLI SRL;

- la UNIECO (grande cooperativa emiliana che da un lato finanzia LIBERA e dall'altro fa lavorare nei propri cantieri le imprese dei MAMONE e dei FOTIA... a questi ultimi garantendo – come hanno reso noto loro stessi – tra il 2007 ed il 2010 ben tre milioni di euro);

- la COOPSETTE SPA (l'altra grande cooperativa “rossa” che a Genova ha un fornitore per i subappalti consolidato nei MAMONE con la loro ECO-GE);

- i “grandi” imprenditori savonesi ORSERO con il GF GROUP e molteplici delle loro imprese, quali, ad esempio, FRUTTITAL SRL, PONENTE IMMOBILIARE, INTERPORTO DI VADO, ecc ecc.

- e poi SCERNI, PREZIOSI ed altri...


Andando indietro, nel Rapporto relativo all'ispezione tra il 3 dicembre 2012 ed il marzo 2013 si leggeva già, ad esempio:

Non sono stati adottati accorgimenti volti a evitare che, negli spazi di libertà concessi dall'impianto normativo, si consolidassero prassi che, sulla scorta di ottimistiche attese sulla capienza delle garanzie, avevano portato a calcolare le perdite sugli incagli – anche per le esposizioni dei crediti a fronte dell'applicazione di tassi lievemente maggiorati rispetto a quelli contrattuali. Ne sono derivati la ridotta svalutazione degli incagli soggetti a rettifica cd “manuale” (5% contro il 27% di quelli rettificati “automaticamente”) e, in particolare, di alcune grandi posizioni (ACQUAMARCIA [ovvero il Bellavista CALTAGIRONE, ndr], SPIP, VILLA GAVOTTI, ecc).

Nel dettaglio, sono emerse frequenti sottostime dei tempi di recupero (TENERIFE, BM SHIPPING GROUP, COMPAGNIA DEI MERCANTI, ecc) e casi di mancato aggiornamento delle previsioni di perdita alla luce di informazioni sopravvenute (es. SOGLIA HOTEL GROUP, gruppo RIGHI, SICRO IMMOBILIARE).
Inoltre, il valore dei beni in garanzia, non di rado basato su perizie datate o incomplete (es. TEXFER, INDUSTRIA RESINE BICCARI, COLOMBO 92), non veniva riconsiderato dopo aste deserte in procedure concorsuali (COFINCO/LIGURINVEST, MARKER IMMOBILIARE, ecc). Modesta anche l'attenzione posta sulla capienza dei beni di garanti/coobbligati, risultata non assistita da rigorose stime.
Ritardi, infine, hanno contrassegnato il reperimento di differenze di valutazione segnalate dai revisori contabili (TORNO, EUDEA) e la classificazione a voce propria di fidi con connotati di sofferenza (es. BANCO NAZIONAL DE CUBA, SCI CASTELCROVETTO, COOP MURATORI REGGIOLO) e di crediti ristrutturati gravati da inadempimenti (es. TASSARA, ACAM).

Vi è poi un capitolo molto interessante che ci porta al NUCERA, quell'Andrea NUCERA che da lungo tempo indicammo pubblicamente, che da anni era sotto indagini a Savona (con anche rogatorie internazionali) e che ora è latitante, dopo il crack del suo gruppo, GEO. In questo capitolo, si legge:

Nella gestione dei rapporti con i gruppi “NUCERA” e “CAVALLINI” non è stata posta adeguata attenzione agli elevati rischi di mancato recupero e alle ricadute delle notizie di vicende giudiziarie.
In particolare, l'esposizione:

a) “NUCERA”, mai dibattuta in Consiglio, non è stata tempestivamente classificata a sofferenza nonostante il fallimento delle componenti e le richieste del revisore contabile, inoltre, nel dicembre 2010 il sig. NUCERA, già incaglio oggettivo, è stato sovvenzionato per estinguere debiti (es. verso FORTIS e il fisco) di pertinenza della società “GEO”, facente parte del gruppo.

b) “CAVALLINI”, oggetto di molteplici rinnovi, è stata posta a sofferenza solo durante l'accertamento, malgrado i crescenti sintomi di deterioramento, la presenza di precedenti rilievi ispettivi, le preoccupazione espresse da un consigliere e, ripetutamente, dai sindaci. Di recente, la conferma del valore di alcuni cespiti in garanzia è stata effettuata sulla base di perizie condotte, in deroga alle ordinarie prassi, “senza il consueto sopralluogo.


Tutto questo in un contesto di crescente CRITICITA' della CARIGE. Situazione nota al vertice della banca, ma che non impediva di perpetuare la stagione di ricchi premi e cotillon agli amici degli amici...

Visco, il Governatore della Banca d'Italia, firma una deliberazione del 28 agosto 2013. Nel documento classificato “RISERVATISSIMO” si legge:

La situazione del gruppo BANCA CARIGE ha evidenziato, nel corso degli ultimi anni, elementi di crescente criticità, riconducibili sia alle rilevanti disfunzioni negli assetti di governo del sistema dei controlli, sia all'elevata esposizione ai rischi creditizi, con ricadute negative sulla redditività aziendale e sulla dotazione patrimoniale; tenuto conto che quest'ultima risulta inadeguata rispetto alle nuove regole sul capitale di Basilea 3 e ai target stabiliti dalla Banca d'Italia, questo Istituto ha richiesto nel dicembre 2012 a codesta Cassa di dare corso ad una ricapitalizzazione di almeno € 800 mln.
I due recenti accertamenti di Vigilanza (…), hanno confermato la presenza di estese lacune nei sistemi di governo e controllo, con conseguenti ripercussioni sulle politiche di assunzione e gestione dei rischi. Elevata, in particolare, è risultata l'esposizione a quelli creditizi e reputazionali, in relazione soprattutto alle problematiche nella gestione delle operazioni con grandi prenditori e parti correlate, alle carenze riscontrate nel comparto antiriciclaggio e alle situazioni di conflitto d'interesse che investono le compagnie assicurative controllate da BANCA CARIGE.

Si legge ancora:

... i contrappesi necessari per garantire un'efficace dialettica interna sono risultati assenti ovvero non hanno funzionato correttamente, in particolare:

- i consiglieri, anche quando hanno espresso posizioni critiche nel corso delle riunioni dell'organo, non hanno tradotto il proprio dissenso in coerenti manifestazioni di voto. Peraltro l'azione di indirizzo del CdA ha risentito di riferimenti non sempre esaustivi ed affidabili;

- il Collegio sindacale non ha intercettato le criticità dell'assetto di governo ed organizzativo, esprimendo al contrario giudizi positivi sullo stesso;

- il Direttore Generale, pur dotato di un ampio ventaglio di poteri, ha di fatto svolto un ruolo gestorio di carattere operativo;

- le funzioni di controllo – connotate da risorse quali quantitativamente inadeguate alla complessità raggiunta dal conglomerato – non hanno svolto un'azione incisiva nei rispettivi ambiti di competenza.

Il documento ribadisce i rilievi degli Ispettori:

Con riferimento ai rischi creditizi, la qualità del portafoglio (le perdite anomale sono pari al 17% degli impieghi dopo le riclassificazioni ispettive) ha risentito di politiche espansive poco selettive e di un eccessivo supporto a grandi prenditori tra i quali anche soci e altre parti correlate; sono emerse altresì inadeguatezze del processo creditizio, legate sia all'elevato grado di accentramento decisionale in capo al Comitato Esecutivo (presieduto dal Presidente del CdA), sia alle carenze rilevate con riguardo al monitoraggio del credito anomalo, sia ancora alla sottostima da parte del sistema di rating interni dell'effettiva rischiosità di quote consistenti del portafoglio presenti. Elevata la concentrazione a livello sia single-name che settoriale, in particolare nel segmento corporate, a dispetto del dichiarato obiettivo di focalizzare l'intermediazione sul retail e sul comparto manifatturiero e di privilegiare controparti a basso rischio.

Poi l'altro passaggio pesante come un macigno:

Per quanto concerne i rischi legali e reputazionali, rilevano soprattutto le carenze riscontrate nel comparto antiriciclaggio, che evidenziano disfunzioni organizzative e una cultura aziendale poco sensibile alla materia. In tale ambito, sono risultati inadeguati i collegamenti funzionali dell'unità antiriciclaggio con l'unità “rapporti con l'AG”, la filiale di Nizza e la fiduciaria del gruppo.

Il Governatore della Banca d'Italia ha quindi dato indicazioni precise. Ha indicato la necessità, con il rinnovo degli organi sociali, si un “AMPIO RICAMBIO degli amministratori e dei sindaci”. Si chiedeva, “per garantire un effettivo cambio nella gestione e di preservare l'autonomia della banca” di EVITARE “la designazione e la nomina degli attuali presidenti degli organi amministrativo e di controllo nonché di persone che abbiano ricoperto incarichi negli organi della FONDAZIONE CARIGE, favorendo nel contempo l'ingresso di esponenti connotati di elevate capacità professionali...”. Ed ancora: “individuare, per il ruolo di Presidente del CdA, una figura di elevato standing in grado di assicurare un'adeguata AUTONOMIA RISPETTO AL CONTESTO SOCIO-POLITICO di riferimento e di svolgere una funzione di raccordo tra le diverse anime del consesso...” e “valorizzare il ruolo di “garanzia” degli amministratori indipendenti, aumentando da un lato il numero e dall'altro il peso...”

Due giorni dopo, il 30 agosto 2013, con un altro documento “RISERVATISSIMO” della Banca d'Italia con cui si comunica alla CARIGE il “Procedimento sanzionatorio amministrativo” con la “Contestazione formale”... Per leggerlo (in formato .pdf) clicca qui.

Poi, il 4 settembre 2013, c'è stata la nomina del "nuovo" (sic) vertice della CARIGE... Come Presidente è stato eletto Cesare Castelbarco ALBANI, già membro del Cda nell'era Berneschi e, con gli altri ex amministratori, oggetto delle contestazioni formali della Banca d'Italia, nonché già ai vertici delle principali società pubbliche genovesi come la SVILUPPO GENOVA e la FILSE, per citarne due, e soprattutto Console onorario del Granducato del Lussemburgo per la regione Liguria (per il curriculum completo vedi qui). E, visto che si chiedeva, oltre al "CAMBIAMENTO" (sic) anche di sganciarsi dai condizionamenti socio-politici, come nuovo Vice-Presidente è stato eletto un politico di lungo corso, vicinissimo alla Diocesi ed in prima linea dai tempi della DC sino all'oggi con il PD, Alessandro REPETTO.


P.S.
Era solo il 25 novembre 2005 quando pubblicammo qualche dettaglio che rompeva il muro di omertà sulla 'ndrangheta in Liguria... e scrivevamo: 

"...Tramite i fondi dei Gullace, soprattutto. Poi avevano molti rapporti con fidi e crediti da diverse banche: Carige, il loro contatto era il Dott. Berneschi, la BNL di via Roma con De Scalzo e Olivieri direttamente seguiti da Luigi Mamone, dove vi era un buco di 2-3 miliardi ripianato d’un colpo. Poi la Cariplo, dove mi avevano fatto aprire un conto e dopo qualche settimana vi erano già diverse centinaia di milioni, mi sono ritrovata un fido che non avevo mai richiesto o firmato. Alla richiesta di spiegazioni il funzionario mi replicò di stare tranquilla perché aveva fatto tutto Luigi Mamone che era anche il garante..."

Ne è passato di tempo... chissà che prima o poi non si arrivi a far chiarezza anche su quelle operazioni... Noi diciamo di si, ma questa è un'altra storia che inizia a Genova, passa dalla Svizzera e prosegue su altre rotte lontane, molto lontane... Ed ormai il maltolto è sempre più vicino ad essere recuperato!

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