Ed il PD di Rivarolo finì commissariato (ma per ritrovare l'unità, mica per far pulizia)

Scritto da i banditi

Ad un mesetto dalle Primarie della vergogna che hanno buttato in faccia a chiunque la realtà di un voto condizionato dalla 'ndrangheta (su larga scala) e da Cosa Nostra (in particolare in Valpolcevera, a Genova), qualcosa si muove (ovviamente perché nulla cambi).

La Segreteria Provinciale ha infatti "commissariato" il Circolo del PD di Rivarolo. Ovviamente l'obiettivo del Commissariamento non è quello di “ripuliere”, bensì trovare unità tra le due parti, quella sana e quella indecente...

Nel mentre sulla tradizione delle “firme false” per la presentazione delle liste, il Tribunale di Genova ha condannato il LO GRASSO Umberto detto “Pupillo”, a nove mesi per il reato di falsità ideologica in atto pubblicoin riferimento alla raccolta delle firme per le liste burlandiane alle elezioni regionali del 2010, a ruota delle Primarie del PD di Rivarolo, che hanno visto – come abbiamo ampiamente documentato – ancora una volta il LO GRASSO protagonista, vi è stato l'intervento ufficiale del vertice provinciale del PD...

Attenzione però. Cerchiamo di non perdere i pezzi...

I Garanti (sic) delle Primarie avevano annullato 13 seggi di voto, ma non quelli su cui indaga l'Antimafia e la Procura di Savona, ovvero proprio Rivarolo oltre che Albenga. Questi due (come altri), dove è stato pesante e palpabile il condizionamento del voto della rete massonica e 'ndranghetista, sono stati ritenuti regolari e quindi conteggiati come voti puliti dai Garanti.

Il verbale della Commissione dei Garanti era qualcosa di inverosimile (vedi qui il verbale integrale). Infatti proprio in quel documento che doveva portare chiarezza e pulizia si leggono una serie di assurdi, frutto di arranpicate sugli specchi per negare quell'evidente condizionamento.

Ad esempio sul seggio di Rivarolo si legge: “Considerato l’intervento dell’indagine delle forze dell’ordine e l’acquisizione da loro compiuta degli atti relativi al seggio, il Collegio dichiara allo stato il non luogo a provvedere”. Traduzione, se ce ne fosse bisogno: c'è addirittura un'indagine in corso (che come è emerso chiaramente anche dalla stampa è dell'Antimafia), ma noi ce ne sbattiamo la ciolla e riteniamo valido il voto espresso in quel seggio.

Altro esempio: il seggio di Albenga in merito al quale si afferma che “Viene segnalata l’anomalia dell’affluenza al voto e indicata in modo generico la circostanza del ritiro, fuori del seggio, delle ricevute senza ulteriori precisazioni. Nulla è contenuto nel verbale a proposito. Non risultano allo stato elementi sufficienti per procedere ad annullamento. Sono in ogni caso in corso accertamenti da parte dell’A.G.. Ciò premesso, il Collegio decide il non luogo a provvedere”. Traduzione, se anche in questo caso ce ne fosse bisogno (e come per Rivarolo): c'è addirittura un'indagine in corso dell'Autorità Giudiziaria (come, di nuovo, emerso chiaramente anche sulla stampa, ma noi ce ne sbattiamo la ciolla ed riteniamo valido il voto espresso in quel seggio.

Che poi il tutto sia stato un assurdo è dimostrato da un semplice dato numerico: a Napoli, nel 2011, vennero annullate le Primarie del PD perché si era evidenziato il condizionamento del voto ed erano stato annullati 3 seggi. In Liguria, invece, nel 2014, ne hanno annullato 13 di seggi, ammettono che su altri due (non annullati!) si sono evidenziati dei “problemi” e vi sono addirittura inchieste giudiziarie (che vedono in prima linea l'Antimafia) e non succede nulla, risultato delle primarie convalidato!

Ma andiamo oltre ed arriviamo al Circolo PD di Rivarolo (sul resto tornereno a breve).

In questa realtà territoriale del PD genovese si è evidenziato ciò che avviene sistematicamente ad ogni tornata elettorale ufficiale. Una realtà di infiltrazione e condizionamento che è in essere, su diversi partiti, da decenni. Lo abbiamo documentato da tempo ed lo abbiamo precisato ulteriormente proprio in relazione alle Primarie (vedi qui). E' una realtà consolidata e nota... Come sono note le strutture ove le famiglie legate a Cosa Nostra hanno trovato spazio per agire, mascherarsi dietro alla comunità della propria terra di origine, organizzarsi ed operare indisturbate. Quel circolo ARCI “Concordia”, ad esempio, dove ha trovato sede quell'associazione “Amici di Riesi” che se vedeva tra i propri fondatori e dirigenti direttamente il capobastone dei MAURICI (Giacomo MAURICI), vedeva anche i politici di primo piano del PD (dalla Vincenzi a Crivello) alla propria corte, chi gli scriveva lettere pubbliche di ringraziamento ed auspicando future collaborazioni e chi invece andando sui loro palchi.

La parte sana del PD di Rivarolo denuncia quanto accade alle Primarie. Lo fa con tempestività assoluta. Chiede l'intervento dei Garanti e della Federazione. Non accetta che il proprio partito sia piegato da queste infiltrazioni e quei condizionamenti indecenti.

La prima risposta che giunge è, come visto, quella dei Garanti che, affermando di essere consci del problema, se ne sbattevalo la ciolla confermando e convalidando l'esito del voto di quel Seggio.

La seconda risposta è giunta in questi giorni. E' quella del Segretario provinciale Alessandro Terrile e della Segreteria Provinciale.

Terrile non prende posizione in merito ai fatti (gravissimi) denunciato e conclamati, per lui la questione è un'altra. E' “lo sforzo di unità che stiamo mettendo in atto in questi giorni non è un concetto vano ma richiede fatica, costanza e capacità di dialogo e di ascolto. Le primarie, lo sappiamo, ci consegnano una vincitrice e lasciano nodi politici irrisolti. Tocca a noi scioglierli con la discussione politica, la mediazione e la sintesi negli organismi dirigenti e soprattutto nei Circoli”. E' solo un problema di discussione, mediazione e sintesti, per lui. Insomma: la parte sana e quella indecente devono trovare l'unità, questo è ciò che conta. Ed infatti, continua Terrile: Per questo motivo è importante che, a un mese ormai dalle primarie, nei Circoli si recuperi un clima di unità e di serenità, che consenta una discussione franca ed onesta e che ci permetta di assumere una visione condivisa, mettendo in atto tutto lo sforzo organizzativo di cui siamo capaci per la campagna elettorale”.

E scrive ancora Terrile: “La profonda divisione venutasi a creare nel gruppo dirigente del Circolo PD di Rivarolo e che si è manifestata con evidenza nella riunione del direttivo del 30 gennaio scorso è divenuta insanabile nel corso dei giorni successivi, tanto da indurre il Segretario a procedere con denuncia querela nei confronti di un componente del Direttivo”. Qui, visto che il querelato è chi ha avuto il coraggio di denunciare quelle infiltrazioni nei seggi con il conseguente condizionamento del voto, ci si aspetta che il Segretario Provinciale prenda una posizione in difesa di chi ha avuto il coraggio della denuncia delle indecenze ed è divenuto vittima di querela da parte del Segretario del Circolo... Ed invece no. Il Terrile, Segretario Provinciale ritiene legittime entrambe le parti, quella che voleva omertà e quella che ha denunciato. Infatti scrive: A prescindere dalle legittime ragioni dei singoli, si determina oggi per il Partito la necessità di azzerare il gruppo dirigente del Circolo per riportarlo nelle condizioni di sviluppare l'attività politica e organizzativa necessaria all'obiettivo delle elezioni regionali”. In altre parole si potrebbe tradurre il tutto con: in vista delle Regionali, dove servono i voti, anche la parte indecente viene bene e quindi mica si può metterla fuori.

Dalle parole del Terrile al documento ufficiale della Federazione Provinciale del PD viene confermata questa linela (vedi qui il documento integrale).

In questo si legge che la Federazione ha preso atto della situazione di profonda divisione venutasi a creare nel gruppo dirigente del Circolo PD di Rivarolo”, che considera “che ogni tentativo di componimento è fallito” e si ribadisce pure che tra le due parti (quella che ha denunciato le indecenze e quella che invece le difende, querelando chi ha osato denunciarle) non si prende posizione ma le si considera entrambe “legittime ragioni dei singoli”.

Ancora una volta quindi, il problema viene nascosto sotto il tappeto, non lo si nomina, non lo si ammette e, quindi, non lo si affronta. L'incedenza, ovvero le infiltrazioni ed i condizionamenti, anche all'interno del Partito (oltre che nel voto) da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso, è una questione che non si deve affrontare. Così facendo non solo lascia che questa situazione permanga, ma lascia isolati coloro che, da dentro al PD, hanno avuto il coraggio di rompere la cappa omertosa su questa questione. Anzi, dalla lettura dei documenti del Partito (dai Garanti a quello che dispone il Commissariamento), passando per quanto affermato dal Segretario provinciale Terrile, per il vertice provinciale è importante ritrovare l'unità di queste due “parti” del partito, perché con “serenità” lavorino per portare voti alle elezioni regionali. In altre parole al PD va bene che ci sia la parte sana (che comunque per la Federazione ha le stesse ragioni di quella “indecente”), ma va bene pure che ci sia quella “indecente”. L'importante è che siano unite per la campagna elettorale delle regionali e quindi, visto l'esito delle Primarie, per mantenere in piedi il sistema BURLANDO (ovvedo il sistema dell'asse BURLANDO-SCAJOLA).

P.S.
In fondo che cosa ci si poteva aspettare dal quel PD che, come il centrosinistra di Albenga, nessuna risposta fornisce nemmeno sul fatto che tale ACCAME Fabrizio, uomo del boss della 'ndrangheta GULLACE Carmelo (e già operante con il FAMELI Antonio ed i PRONESTI' come documentammo prima delle elezioni del 2014) fosse candidato alle elezioni amministrative dello scorso anno ad Albenga, facendo intendere dove bisognava votare... con tanto di foto in cui si mostra con il Ministro BOSCHI e l'allora candidato sindaco poi eletto CANGIANO Carlo. Se ne abbiamo parlato anche di ricente, proprio in merito alle Primarie ed a quell'asse massoneria-'ndrangheta che condiziona il voto dagli anni Ottanta in quel territorio, riponiamo qui le foto già pubblicate perché - sia chiaro - nessuno può dire: non sapevo.





da sinistra: GULLACE Elio, GULLACE Carmelo e ACCAME Fabrizio di schiena


da sinistra: GULLACE Carmelo, GULLACE Elio di schiena e ACCAME Fabrizio




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