Sarzana quando la 'ndrangheta si materializza (ed il PD tace ancora)

Scritto da Ufficio di Presidenza

[IN CODA I VIDEO]
«Come ha dichiarato Donatella Albano a "la Repubblica", Il PD non vuole affrontare la realtà delle contiguità e delle cointeressenze del Partito Democratico, di suoi esponenti, con la 'ndrangheta... E' facile fare antimafia da parte del PD quando ad amministrare sono gli esponenti dell'altra parte, come Ventimiglia, Bordighera o Ceriale… Quando invece si tratta di parlare delle contiguità e delle collusioni che coinvolgono esponenti del PD, allora si tirano indietro, tacciono e cala la cappa di omertà. Una cappa di omertà che su Sarzana è presente da decenni. Da decenni ha permesso, ha agevolato, la mutazione da infiltrazione a radicamento, in colonizzazione della 'ndrangheta».

Con queste parole si è aperto l'intervento del Presidente della Casa della Legalità, sabato 14 marzo 2015 a Sarzana, nella Sala della Repubblica. Ma prima ancora Paola Settimini di LaSpeziaOggi aveva ricordato che quell'incontro lo si è fatto nonostante tutto e tutti, visto che il PD aveva tentato, per pressioni palpabili, di farlo saltare.
Poco dopo l'inizio, quando si è iniziato a nominare i ROMEO e SIVIGLIA, è successo qualcosa di davvero particolare: la 'ndrangheta si è materializzata in sala...

Le donne ed un giovane del clan ROMEO inizianoad agitarsi. Quella più calda è la moglie di ROMEO Antonio,capo-locale della 'ndrangheta a Sarzana. Li si lascia parlare e così si dimostra, alla luce del sole, davanti a tutti, quanto le donne del clan siano intrise della “cultura” mafiosa.
Si lascia anche che il giovine (foto a sinistra) dimostri la prepotenza e l'arroganza della loro “cultura” e pratica di vita, quando decide di salire al tavolo dei relatori e sedersi accanto a loro. Tutti hanno potuto vedere quella cosa chiamata 'ndrangheta che il sindaco Alessio Cavarra, con i suoi assessori e compri di partito (da Baudone al Michelucci – che è anche segretario provinciale del PD di Spezia), si ostina a negare che esista a Sarzana (anche con l'aiuto di fondazioni/associazioni paravento).

Chi era presente lo ha visto in diretta e chi non c'era può vederlo nei video dell'incontro che riportiamo di seguito dal canale youtube di Ninin, blog del giornalista Mario Molinari.

Da sabato 14 marzo 2015 a Sarzana è evidente, ormai, quindi, che solo un politico sceso da Marte può continuare sulla strada del negazionismo (omertà istituzionale). Non ci sono più scusanti per alcuno. Dopo tanti convegni e parate c.d. “antimafia” a Sarzana che facevano il solletico agli 'ndranghetisti, la sola presenza determinata dalla Casa della Legalità in quel territorio (dopo i molteplici tentativi falliti di far annullare l'appuntamento) ha fatto emergere lo scontro tra mafia e antimafia. Uno scontro in cui il clan ROMEO (la moglie di ROMEO Antonio, in foto a lato) ha reso evidente chi sia per loro “il nemico”: lo Stato e la Casa della Legalità. Non è la prima volta che accade. Come Casa della Legalità allo scontro in campo aperto siamo abituati, dall'imperiese al savonese, passando da Genova, è ormai una costante. Non ci stupisce ed anzi ci conferma che il “metodo” da noi adottato da lungo tempo è utile ed efficace. 

Se il 14 marzo alla 'ndrangheta di Sarzana abbiamo dato l'antipasto, come Casa della Legalità andiamo avanti e gli faremo assaggiare per bene il nostro “metodo”. Tutte le portate, finché non saranno, come gli abbiamo già detto in faccia, rasi al suolo, schiacciati come vermi.

All'iniziativa di presentazione del dossier [scarica qui la versione aggiornata in formato .pdf], oltre al clan ROMEO (dichiaravano che erano lì in sala per puro caso, sic!), erano presenti semplici cittadini, giornalisti, il “Comitato Sarzana che Botta” e molti esponenti del Movimento 5 Stelle. Della Giunta Comunale (ovviamente) non c'era nessuno, così come del PD... (assenti in sala ed anche dopo, non avendo proferito manco mezza parola). E' arrivato invece nei giorni scorsi - e li ringraziamo - un comunicato di solidarietà da parte della Federazione Provinciale spezzina di Rifondazione Comunista (vedi qui). 

Inutile stare a riportare una sintesi di quanto si è detto (e sentito) all'incontro di sabato a Sarzana, per questo vi sono i video che si pubblicano di seguito, tre sole annotazioni:

1) nel dossier su Sarzana che abbiamo realizzato nel settembre 2014 – così come anche nell'aggiornamento a questi giorni [scarica qui la versione aggiornata in formato .pdf] – sull'aspetto “giudiziario” vi è qualche “dettaglio” in più rispetto a quanto già noto per gli Atti giudiziari, basta leggerlo e lo si scopre (se lo indichiamo si toglie il gusto di leggerlo). Non vi sono elementi (così come non vi sono negli interventi che si sono effettuati) relativi a fatti oggetto di inchieste aperte perché (e non ci dispiace per chi spera sempre che qualcosa ci scappi e rimane deluso) le fughe di notizie non ci piacciono per niente.

2) rispetto al dossier di “Libera” vi è una semplice differenza, a parte qualche “dettaglio” in più sugli elementi già riscontrati sul piano investigativo relativamente alle inchieste citate che abbiamo indicato. Se “Libera” nel dossier su Sarzana ha parlato del rapporto con la politica (il centrodestra) in Calabria, noi abbiamo raccontato e documentato nel dossier su Sarzana del rapporto con la politica e l'economia (il centrosinistra e le cooperative rosse) a Sarzana.


Per il resto qui gli articoli de “Il Secolo XIX” (qui la versione online) e de “La Nazione” del 15.02.2015:


 

QUI I VIDEO


 

 

 

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