Savona - Battaglia propone la già assessore della giunta di Mantova del Sindaco tanto amico dei “cutresi”

Scritto da Ufficio di Presidenza - Ninin

Cristina Battaglia, candidata sindaco di Savona nel ballottaggio di questa tornata elettorale, ha fatto due nomi dei futuri assessori, un uomo ed una donna. Per cavalleria abbiamo guardato alla componente “rosa”, Mariella Maffini, a cui, precisamente, andrebbe l'incarico di “assessore alla qualità della vita (ciclo dei rifiuti, ciclo dell’acqua, benessere degli animali, verde pubblico, qualità dell’ambiente, protezione civile e legalità)”. Dal curriculum, pubblicato sul sito ufficiale della Battaglia, si apprende che nel “Nel mese di aprile 2011 viene insignita della attestazione di pubblica benemerenza per il lavoro svolto in merito all’emergenza rifiuti in Campania e Sisma Abruzzo. Infatti, si legge sempre nel curriculum, che “Dal mese di novembre 2006 al 31 dicembre 2010 collabora con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della protezione civile per l’emergenza rifiuti in Campania e il sisma Abruzzo quale, Responsabile Unità Operativa per la chiusura dell’emergenza rifiuti in Campania – Raccolta Differenziata”...


Niente male, se non fosse che l'emergenza rifiuti in Campania è ancora lì ed anche la situazione della gestione del post-sisma in Abruzzo non sia per nulla un fiore all'occhiello per Governo e Protezione Civile, con, tra l'altro, anche in questo caso, pesanti appetiti della 'ndrangheta (da quella della “provincia” di Reggio Calabria a quella di Vibo sino a quella di Crotone, sotto il controllo del “capo” di Cutro, GRANDE ARACRI Nicolino, e dei MARRAZZO della Valle di Neto).


Ma vi è un dettaglio che ha attirato la nostra attenzione nel profilo dell'assessore proposta dalla Battaglia. Eccolo: «È stata assessore tecnico alle politiche ambientali del comune di Mantova da ottobre 2012 fino all’agosto 2014» (nella foto a lato con SODANO, l'allora Sindaco di Mantova). E qui su questa realtà si apre un mondo...

L'amministrazione comunale di Mantova, in quegli anni è stata quella guidata dal sindaco SODANO Nicola (crotonese, espressione del PDL e LEGA NORD, in carica dal 13 aprile 2010 al 15 giugno 2015). E qui i “cutresi” (quegli stessi al centro della maxi inchiesta “AEMILIA”) erano di casa con il primo cittadino, come evidenzia un'altra inchiesta denominata “PESCI” della DDA di Brescia. Non ne parla quasi nessuno, ma è l'inchiesta che ha posto in evidenza i legami con “pezzi da novanta” delle Istituzioni, come l'ex Senatore spezzino GRILLO Luigi, l'ex parlamentare emiliano (piduista) BENFERRONI Franco e l'ex Presidente del Consiglio di Stato DE LISE Pasquale. E qui gli interessi in gioco erano soprattutto, come ha evidenziato l'inchiesta seguita dai militari dell'Arma dei Carabinieri, quelli della famiglia MUTO (MUTO Antonio in testa - nella foto a lato con il sindaco SODANO) e di quel sodalizio, quindi,  facente capo nel GRANDE ARACRI Nicolino.

Per inquadrare un minimo i termini della collusione vediamo qualche capo di imputazione dei reati contestati, come indicati nella voluminosa e dettagliata Informativa “PESCI”:

MUTO Antonio, SODANO Nicola, BONFERRONI Franco e ZOBBI Tarcisio Costante ... del reato di cui agli artt. 110, 81 cpv., 319 e 321 c.p., perché – in concorso tra loro con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – SODANO Nicola, operando nella qualità di sindaco del Comune di Mantova e quindi come pubblico ufficiale, compiva atti contrari ai propri doveri di ufficio attivandosi per assicurare ingiusti profitti alla società “IMMOBILIARE LAGOCASTELLO srl (per la realizzazione di un imponente progetto immobiliare sull’omonima lottizzazione posta in Strada Cipata di Mantova), ricevendo, quale controprestazione, il conferimento da parte del privato corruttore MUTO Antonio, in tal senso coadiuvato ed assistito da BONFERRONI Franco e dal collaboratore di quest’ultimo ZOBBI Tarcisio Costante, di utilità economiche, per sé e per altri, consistenti nell’assegnazione di incarichi professionali per la realizzazione di progetti di edificabilità sull’area in questione allo studio professionale “ARCHITETTURA & RESTAURO di Redenti Antonio & C. sas” facente capo all’architetto SODANO Nicola.
Più precisamente il SODANO quale Sindaco adottava, all’insaputa dell’Ente da lui rappresentato, iniziative diametralmente contrastanti alla formale posizione assunta dal Comune di Mantova, asservendo sistematicamente la sua funzione pubblica all’interesse privato dei corruttori che miravano ad assicurarsi una favorevole preventiva risoluzione delle loro aspettative – attraverso la concretizzazione di un “tavolo tecnico” presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – al fine di esimersi dall’udienza fissata presso il Consiglio di Stato in data 08.05.2012 (e, quindi, dalla conseguente Sentenza che ha in seguito ed in effetti cassato definitivamente le aspettative del privato) in riferimento alla controversia amministrativa all’epoca in atto tra la stessa società IMMOBILIARE LAGOCASTELLO srl rappresentata da MUTO Antonio contro il Comune di Mantova, il Ministero e la Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali, ricevendo (lo stesso SODANO), quale corrispettivo della propria condotta contraria ai doveri di ufficio, le utilità economiche di cui sopra. (…)
In Mantova, Roma e Milano tra il 01.02.2012 ed il 27.04.2012”

MUTO Antonio, FANINI Attilio, GRILLO Luigi e DE LISE Pasquale ... del reato di cui agli artt. 81 cpv., 110, 319, 319 ter e 321 c.p. perché, in concorso tra loro e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, MUTO Antonio e FANINI Attilio (per conto e nell’interesse di LAGOCASTELLO IMMOBILIARE srl) agivano verso GRILLO LuigiSenatore e Presidente della VIII Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato della Repubblica e quindi pubblico ufficiale – il quale interveniva nei confronti del dr. DE LISE PasqualePresidente (prima) e Presidente Emerito del Consiglio di Stato (poi) e dunque pubblico ufficiale – il quale a sua volta dapprima agiva (quale Presidente del Consiglio di Stato) ed in seguito intercedeva (quale Presidente Emerito del Consiglio di Stato) su altri giudici del Consiglio di Stato non meglio identificati compiendo e inducendoli a compiere atti contrari ai doveri del loro ufficio, in modo da favorire la parte ricorrente nella causa n. 8919/11 promossa da LAGOCASTELLO srl contro il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Lombardia, la Provincia di Mantova, il Comune di Mantova e l’Ente Parco del Mincio, ed in particolare: - fornendo informazioni a lui (prof. DE LISE) richieste, così violando il segreto d’ufficio e comunque il dovere di riservatezza;
- ponendo le sue pubbliche funzioni al servizio degli interessi del privato al fine di pilotare l’assegnazione ad un collegio (quantomeno in parte) composto da giudici compiacenti in violazione dei doveri di imparzialità, probità e indipendenza tipici della funzione giudiziaria, introducendo la presenza, all’interno dell’organo collegiale, di due componenti privi del requisito dell’imparzialità, perché partecipi di un accordo corruttivo, in grado pertanto di inficiare, nonostante l’estraneità degli altri componenti, la validità dell’intero iter decisionale, per sua natura dialettico e sinergico, e conseguentemente del provvedimento giudiziario emanato, nonostante l’esito della Sentenza non abbia in definitiva portato all’esito auspicato dalla ricorrente parte privata. (…)
In Mantova, Roma e Milano dal 05.07.2012 al mese di ottobre 2012”

"MUTO Antonio, SODANO Nicola, FANINI Attilio, BONFERRONI Franco e GRILLO Luigi ... del reato di cui agli artt. 110, 81 cpv., 319 e 321 c.p., perché – in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – SODANO Nicola, operando nella qualità di sindaco del Comune di Mantova e quindi come pubblico ufficiale, compiva atti contrari ai propri doveri di ufficio attivandosi per assicurare ingiuti profitti alla società “IMMOBILIARE LAGOCASTELLO srl” (per la realizzazione di un imponente progetto immobiliare sull’omonima lottizzazione posta in Strada Cipata di Mantova), ricevendo, quale controprestazione, il conferimento da parte del privato corruttore MUTO Antonio, in tal senso coadiuvato ed assistito in unione di intenti da BONFERRONI Franco, da FANINI Attilio e dall’ autorevole referente di quest’ultimo, Senatore GRILLO Luigi, utilità economiche, per sé e per altri, consistenti nell’assegnazione di incarichi professionali per la realizzazione di progetti di edificabilità sull’area in questione allo studio professionale “ARCHITETTURA & RESTAURO di Redenti Antonio & C. sas” facente capo anche all’architetto SODANO Nicola.
Più precisamente il SODANO quale Sindaco adottava, all’insaputa dell’Ente da lui rappresentato, iniziative diametralmente contrastanti alla formale posizione assunta dal Comune di Mantova, asservendo sistematicamente la sua funzione pubblica all’interesse privato dei corruttori che miravano ad ovviare allo sfavorevole esito della Sentenza del Consiglio di Stato del 03.07.2012 (parte soccombente LAGOCASTELLO srl) attraverso la convocazione, su (apparente) iniziativa del Comune di Mantova, di “un tavolo tecnico” finalizzato a trovare un preventivo accordo anche con gli ulteriori enti pubblici già avversi nel predetto contenzioso alla stessa parte privata (Ministero e Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lombardia) in prospettiva e con l’intento di ripresentare da parte di LAGOCASTELLO srl un nuovo progetto edificatorio da effettuarsi sulla medesima lottizzazione ma in un perimetro leggermente più contenuto rispetto all’originario progetto (cassato), ricevendo (lo stesso SODANO), quale corrispettivo della propria condotta contraria ai doveri di ufficio, le utilità economiche di cui sopra. (…)
In Mantova, Roma e Milano dal 05.07.2012 al mese di ottobre 2012”

SODANO Nicola ... del reato di cui agli artt. 314 ed art. 61 co. 1 nr. 2 c.p., perché nella qualità di Sindaco del Comune di Mantova avendo, per ragione del proprio ufficio, il possesso o comunque la disponibilità, dell’autovettura di rappresentanza marca Audi targata DM393MN di proprietà del Comune di Mantova e di risorse finanziare del medesimo ente, se ne appropriava per recarsi, in relazione alle esigenze private di cui al capo m), a Roma usufruendo della predetta auto con autista dell’ente nella tratta da Mantova a Bologna e da Bologna a Mantova; del treno da Bologna a Roma e da Roma a Bologna; del noleggio di auto con conducente per la tratta dalla Stazione Termini fino al Senato della Repubblica e della spesa del taxi per il tragitto intercorrente tra il Senato della Repubblica (Largo Argentina) e la Stazione Termini in Roma.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per eseguire ed occultare il reato sub m) e quindi assicurarsene il profitto.
In Mantova in epoca prossima e sino al 26 settembre 2012.”

SODANO Nicola e LARATTA Domenico ... del reato di cui agli artt. 110, 81 cpv., 318 e 321 c.p., perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – SODANO Nicola, operando nella qualità di Sindaco (in rappresentanza del Comune di Mantova quale socio fondatore presso l’Università di Mantova) e quindi come pubblico ufficiale, prometteva il compimento e compiva in accordo con il dottore commercialista LARATTA Domenico che agiva quindi da corruttore, un atto del suo ufficio provvedendo a farlo nominare nel Collegio dei Revisori Contabili presso l’Università di Mantova (quale conseguenza della diretta designazione effettuata dallo stesso Sindaco SODANO), ricevendo dallo stesso LARATTA, quale concordata indebita controprestazione, gratuiti servizi professionali (contabili e fiscali) – già realizzati in passato e da assicurarsi per il futuro – in favore dell’attività di architetto esercitata da SODANO Nicola e dal suo studio professionale.
In Mantova, in epoca antecedente e prossima al 23 aprile 2012 e sino ad oggi"


Senza entrare troppo nel dettaglio bastano pochi passaggi dell'Informativa alla base del procedimento “PESCI” per comprendere i termini della questione, a partire dallo peso del MUTO Antonio, accusato di concorso esterno al servizio della consorteria 'ndranghetista di Cutro (assolto in primo grado, con rito abbreviato, a Brescia) e del contesto della locale pubblica amministrazione.

Per meglio percepire l’importanza data dal MUTO nell’intessere, curare e garantirsi – anche a livello periferico - un “rapporto di prossimità” con gli amministratori locali e ad ulteriore dimostrazione della sua permeabilità in ogni ambito di potere, tanto da riuscire a condizionare l’andamento della locale pubblica amministrazione (ci si riferisce, nel caso di specie, al fattivo influente ruolo assunto dal MUTO Antonio e da ARIOLI Lorenzo per addivenire, in extremis ed al fine di garantirsi il permanere degli accertati rapporti con l’attuale Sindaco di Mantova e la relativa maggioranza ... “bisogna che il problema venga risolto altrimenti va tutto a monte per entrambi” ..., all’accordo per una ricomposizione di giunta in conseguenza di una crisi[in nota: Crisi di maggioranza cui è conseguita una mozione di sfiducia da parte dell’opposizione, risoltasi il 16.10.2012 con un nuovo assetto di giunta (SODANO-ter) resosi possibile dal condizionato sostegno in definitiva apportato dalla lista civica “BENEDINI per MANTOVA”, facente appunto capo all’omonimo architetto Giampaolo BENEDINI] di governo che ha caratterizzato il Comune di Mantova per più di 70 giorni e che ha seriamente rischiato, per insorticontrasti intestini della maggioranza, il ricorso a nuove elezioni amministrative), si reputa altresì opportuno riportare uno stralcio delle eloquenti dichiarazioni al riguardo rese a sit il 15.11.2011 dal geometra e consigliere comunale FRANZONI Matteo:
.... A.D.R. – MUTO Antonio, che di fatto è stato il primo dei calabresi ad affermarsi professionalmente ma anche a commistionarsi con il tessuto sociale e professionale locale, è sempre stato punto di riferimento per tutti i rimanenti sopra citati imprenditori edili di origine calabrese che via-via sono giunti in loco. Con ciò intendo dire che, quantomeno in quella fase iniziale, tutti facevano capo a MUTO Antonio per avere commissioni ma anche per consigli professionali, tant’è che lo stesso MUTO era solito affermare che “NON SI MUOVE FOGLIA CHE MUTO NON VOGLIA”. ...
... A.D.R. – proprio per la specificità di tali ultime attività (di imprenditore edile ed immobiliarista ndr) il MUTO è inevitabilmente entrato in stretti rapporti con le relative Amministrazioni Comunali. In sostanza MUTO Antonio è divenuto uno dei maggiori immobiliaristi della provincia di Mantova. ...
... A.D.R. – ritornando al discorso dei rapporti di MUTO Antonio con le locali amministrazioni comunali ed in particolare quelle di Virgilio (MN), Curtatone (MN), Bagnolo S. Vito (MN) e Mantova, posso riferire solo circa relazioni, a tutti note, che hanno via-via e nel tempo interessato il MUTO con esponenti del Comune di Curtatone (MN), mentre di fatto nulla so in relazione a rapporti particolari con quelli riferiti ai rimanenti citati Comuni.
... A.D.R. – intendo dire che MUTO Antonio ha intessuto rapporti anche personali, benché formalmente apparissero esclusivamente di natura professionale, che ritengo lo abbiano privilegiato nell’espressione dei suoi interessi, dato che, come noto, tutte le attività edilizie intese nell’accezione più ampia della locuzione, prescindono da autorizzazioni e/o licenze comunali. Con ciò però non voglio dire che vi siano state delle corruzioni e/o quant’altro che eventualmente potranno essere accertate dalle autorità competenti.
Mi riferisco più in particolare al fatto che durante il mandato (nei primi anni 2000) in cui era sindaco del Comune di Curtatone (MN) il sig. Cesare RUBINI, ora defunto, MUTO Antonio effettuò in favore di quest’ultimo la ristrutturazione di un suo immobile ove lo stesso RUBINI andò poi ad abitare. E’ stato proprio durante il mandato del sindaco RUBINI che hanno avuto inizio le procedure per la lottizzazione c.d. EDERA, la quale consiste in un ampio piano di lottizzazione ove dovrà sorgere un nuovo quartiere.
Dopo la morte del sindaco RUBINI gli è succeduto GATTI Ezio, già vice di RUBINI. Anche durante questa amministrazione MUTO Antonio ha continuato ad avere rapporti privilegiati con taluni amministratori, mi riferisco in particolare al fatto che MUTO ebbe ad assumere in qualità di ingegnere GATTI Fabio, figlio del sindaco Ezio.
Costruì durante quel periodo anche l’ abitazione del Tecnico Comunale sig.ra Annarita DALL’OGLIO, in località Boschetto del Comune di Curtatone (MN). La stessa figlia dell’assessore all’urbanistica VISIOLI, di cui ora non ricordo il nome, acquistò dal MUTO un appartamento sempre in località Boschetto di Curtatone (MN).
Ha già in allora concesso in affitto al geometra LODIGIANI Federico, all’epoca dipendente del Comune di Curtatone presso l’area Lavori Pubblici ed ora Responsabile della stessa Area, un appartamento sito a Buscoldo di Curtatone (MN) in via Moneta. Concesse in affitto a BENATTI Alessandro, attuale presidente del Parco del Mincio, Parco che spazia in parte anche sull’area del territorio di Curtatone (MN), un appartamento in Montanara di Curtatone (MN).
Anche durante il mandato del sindaco GATTI le procedure per la realizzazione della lottizzazione EDERA sono andate avanti seppur discusse ed in parte contestate dall’opposizione e dalla stessa cittadinanza della frazione Levata, frazione contigua all’area in cui dovrà sorgere il nuovo cantiere, poiché veniva eccepito il fatto circa l’inopportunità di concentrare tutta la capacità edificatoria del comune in quell’unico punto. MUTO Antonio ha certamente percepito l’esistenza di tali difficoltà che incombevano per la definitiva concretizzazione della lottizzazione EDERA, motivo per cui, allo scadere del mandato del sindaco GATTI, si è registrato un avvicinamento del MUTO anche con il nuovo candidato Antonio BADOLATO, che di fatto è l’attuale sindaco. Infatti, in favore del BADOLATO, il MUTO Antonio ha corrisposto la somma di 10mila euro per la relativa campagna elettorale, almeno così mi è stato personalmente riferito dallo stesso MUTO, che inoltre ha posto a disposizione del medesimo candidato anche un locale sito in via Levata n° 52 di Curtatone (MN) affinché quest’ultimo lo potesse utilizzare, così come in realtà si è verificato, quale quartier generale per la sua lista.
Attualmente, nell’amministrazione comunale, è ancora presente BENATTI Alessandro, già sopra menzionato, quale assessore esterno all’ambiente, economia del territorio, innovazione tecnologica, protezione civile ed entrate tributarie. Nella lista di maggioranza vi è anche una ragazza, tale GAGLIARDI Luisa, il cui padre è di origine calabrese insediatosi negli anni 2000 a Curtatone (MN) quale impresario edile.
Per la lottizzazione EDERA, definitivamente approvata dall’attuale Giunta, sono già stati appaltati da MUTO Antonio i relativi lavori di urbanizzazione, ma attualmente l’intera area è posta a sequestro su ordine della locale Autorità Giudiziaria in quanto sarebbe stato rinvenuto dell’amianto nel materiale usato per creare il sottofondo delle strade. ...”

Relativamente alla specifica figura del MUTO Antonio detto “Totò” bastano le poche righe dei capi di imputazione specifici all'attività della 'ndrangheta nella sua diramazione a Mantova e dintorni, al fine di contestualizzare quanto ricostruito dall'Arma dei Carabinieri:

MUTO Antonio, SIGNIFREDI Paolo e BONACCIO Alfonso … deliberatamente concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata GRANDE ARACRI di cui al capo a), contribuendo al raggiungimento degli scopi della stessa associazione, mettendo a disposizione, il MUTO Antonio, l'influenza ed il potere derivanti dalla sua posizione di esponente di rilievo nel campo della locale imprenditoria edile e dalle relazioni intessute nel corso della sua attività (…) così a fattor comune partecipando e consapevole contribuendo al mantenimento, al rafforzamento ed alla espansione della associazione medesima.
Condotta consistita:
nell’aver MUTO Antonio agevolato i sodali conferendo loro, secondo le modalità denunciate, la promessa dell’appalto dei lavori nel cantiere di S. Silvestro di Curtatone (MN) e l’effettivo intervenuto appalto comprensivo delle forniture nel cantiere di Campitello di Marcaria (MN), così garantendo loro, attraverso il proprio puntuale contributo causale e fattuale nella condotta estorsiva, il raggiungimento del programma delittuoso del sodalizio sub capo a) con l’acquisizione di ingiusti profitti economici; (…)”

Il GRANDE ARACRI Nicolino, il MUTO Antonio, il ROCCA Antonio ed il MANNA Saverio
... del delitto p. e p. dagli artt. 56, 110, 81 cpv, 629 co. I° e II° in relazione all’art. 628 co. III° nn° 1 e 3 CP, 61 n° 2 CP e art. 7 del D.L. 152 del 1991 modificato dalla L. 203/1991 – perché, in concorso ed in riunione tra loro, in tempi diversi e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in attuazione del programma dell’associazione di cui sub capo a), compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere FRANZONI Matteo e STRADIOTTO Giampaolo [soci di maggioranza (66% delle relative quote sociali) di ECOLOGIA & SVILUPPO srl], a conferire la commessa dei lavori per la costruzione di un complesso immobiliare di 13 unità e 8 villette nel terreno situato nel Comune di Curtatone (MN), in favore di EUROCOSTRUZIONI 2000 soc. coop., società quest’ultima riconducibile a MANNA Saverio, esercitando implicite minacce nei confronti di FRANZONI Matteo (e STRADIOTTO Giampaolo) finalizzate a procurarsi, per sé e per altri, un ingiusto profitto con altrui danno.
Minaccia consistita nell’avere, il MUTO, intrapreso una conversazione alla presenza di FRANZONI Matteo, nel corso della quale ebbe a commentare con COZZA Salvatore la recente liberazione di GRANDE ARACRI Nicolino, convenendo che a seguito di tale avvenimento si sarebbero verificati fatti (delittuosi) non meglio indicati;
- nell’avere, gli indagati a fattor comune, attraverso COZZA Salvatore, portato a conoscenza FRANZONI Matteo che il MUTO era stato convocato a Cutro (KR) da GRANDE ARACRI Nicolino, il quale nella circostanza gli veniva descritto per essere un “capo banda, un personaggio ‘ndranghetistico di grande rilievo”, “che sarebbe tornato a prendere il suo posto a Reggio Emilia”, al quale il MUTO aveva garantito (“si rendeva disponibile”), che i lavori presso i cantieri edili pertinenti a taluna delle sue società operanti in provincia di Mantova venissero assegnati a società commerciali riconducibili alla ‘ndrina;
- nell’avere lo stesso MUTO di fatto intimato che l’appalto per l’esecuzione di tutti i lavori pertinenti alla società ECOLOGIA & SVILUPPO e, segnatamente, quelli relativi progetto edificatorio da eseguirsi in S. Silvestro di Curtatone, fossero assegnati alla impresa EUROCOSTRUZIONI 2000 soc. coop. da lui proposta, escludendo a priori e categoricamente l’intervento di altre imprese;
- nell’avere ROCCA Antonio, con atteggiamento arrogante e prevaricatorio ed “anche con affermazioni dirette”, parimenti ammonito FRANZONI affinché gli stessi lavori fossero conferiti all’impresa EUROCOSTRUZIONI 2000 soc. coop. già da lui stesso e dal MUTO appositamente individuata, asserendo in particolare che qualunque decisione in merito, anche a fronte delle riserve palesate del FRANZONI, sarebbe stata comunque presa dal MUTO. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla volontà degli indagati. Con le aggravanti di aver tentato di commettere il fatto in più persone riunite, da parte di soggetti facenti parte della ‘ndrina di cui al capo a), con metodo mafioso e al fine di agevolare la realizzazione delle attività illecite dell’associazione.
A Curtatone (MN), dal mese di agosto 2011 al mese di novembre 2011”

il GRANDE ARACRI Nicolino, il MUTO Antonio, il ROCCA Antonio, il MUTO Salvatore ed il LAMANNA Francesco
... del delitto p. e p. dagli artt. 110, 81 cpv, 629 co. I° e II° in relazione all’art. 628 co. III° nn° 1 e 3 CP, 61 n° 2 CP e art. 7 del D.L. 152 del 1991 modificato dalla L. 203/1991 – perché, in concorso tra loro, in tempi diversi e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in attuazione del programma dell’associazione di cui al capo a), costringevano, esercitando le implicite minacce meglio descritte sub capo a), FRANZONI Matteo e STRADIOTTO Giampaolo [soci di maggioranza (detentori del 66% delle relative quote sociali) di ECOLOGIA & SVILUPPO srl di Mantova], a conferire la commessa dei lavori per la costruzione di una villetta bi- famigliare nel terreno situato nel Comune di Marcaria (MN) in favore di MAGISA srl., società quest’ultima facente capo a MUTO Salvatore, pretendendo ed ottenendo, il ROCCA Antonio ed il MUTO Salvatore, al termine dei lavori, attraverso la reiterazione di comportamenti minatori nei confronti del FRANZONI (profferendo con tono imperativo, il ROCCA, nel contesto di una conversazione telefonica da questi effettuata a FRANZONI Matteo il 19.12.2012, le seguenti frasi: “dove sei, vieni qua subito, se non vieni ti butto all’aria l’ufficio, guarda che faccio un casino, ci devi pagare subito, so che non ci vuoi pagare...”), ed avvalendosi del consenso e della consapevole compartecipazione di MUTO Antonio, una indebita maggiorazione di pagamento, quantificabile in circa 40mila euro (corrisposta attraverso quattro assegni bancari dell’importo di 13mila, 9mila, 8mila e 10mila euro rispettivamente datati 25.03.2013, 25.04.2013, 31.05.2013 e 30.06.2013 tratti da c.c. acceso presso MPS, filiale di Montanara (MN) a titolarità della società ECOLOGIA & SVILUPPO) nonché la promessa di pagamento di ulteriori 10mila euro (attraverso l’emissione di ulteriori due assegni bancari tratti dal medesimo c.c., entrambi dell’importo di 5mila euro, datati 15.11.2012), rispetto al corrispettivo già a priori contrattualmente determinato delle prestazioni professionali rese dagli indagati per l’esecuzione dei lavori di edificazione presso il richiamato cantiere, così procurandosi, per sé e per altri, un ingiusto profitto con altrui pari danno.
Con le aggravanti di aver commesso il fatto in più persone riunite, da parte di soggetti (GRANDE ARACRI Nicolino, LAMANNA Francesco, ROCCA Antonio e MUTO Salvatore) facenti parte dell’associazione di cui al capo a), con metodo mafioso e al fine di agevolare la realizzazione delle attività illecite del sodalizio.
A Curtatone (MN) dal mese di agosto 2011, con condotta in atto.

... del delitto p. e p. dagli artt. 110, 81 cpv, 513 bis CP e art. 7 del D.L. 152/91 modificato dalla L. 203/1991 – perché, in concorso tra loro, in tempi diversi e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in attuazione del programma dell’associazione di cui al capo a), compivano atti di illecita concorrenza sleale mediante la minaccia meglio descritta nei capi b) e c) che precedono, consistita nell’imporre a FRANZONI Matteo e STRADIOTTO Giampaolo (soci di maggioranza di ECOLOGIA & SVILUPPO srl), l’impresa EUROCOSTRUZIONI 2000 soc. coop. di MANNA Saverio, in prima battuta, e, infine, la MAGISA srl di MUTO Salvatore, per l’esecuzione dei lavori presso i cantieri di S. Silvestro di Curtatone (MN) e di Campitello di Marcaria (MN) pertinenti alla predetta società ECOLOGIA & SVILUPPO srl.
Con le aggravanti di aver commesso il fatto avvalendosi del metodo mafioso e per favorire le finalità delittuose dell’associazione. 
In Curtatone (MN) dal mese di agosto 2011, al mese di dicembre 2012”

Fatta questa, per quanto possibile, sintetica “finestra” sul contesto, si deve passare, e concludere, sugli assessori “civici” (o “tecnici” se si preferisce) della Giunta SODANO, tra cui vi era, come visto la Mariella Maffini.

L'esclusione dalla Giunta degli assessori “civici”, facenti capo alla componente di BENEDINI Gianpaolo, veniva sostenuta dalla componente di Forza Italia nel 2014, quando SODANO decide di ritirare loro la delega affidatagli, nel 2012, per rapporto fiduciario.

Ciò avveniva due anni dopo, quindi, alla “crisi” della Giunta SODANO (con le dimissioni da assessore del BENEDINI) e la formazione di una nuova Giunta che però manteneva ancora al suo interno la componente facente capo a BENEDINI.

E' interessante notare che, nel 2012, chi si oppose, impegnandosi fattivamente per scongiurare la rottura tra SODANO e BENEDINI, e per evitare modifiche nella "coalizione" che reggeva e componeva Giunta e Maggioranza, era proprio, in prima fila, il MUTO Antonio... Nel 2012, proprio per scongiurare la caduta di SODANO - in conseguenza di quella crisi - vi fu l'auspicata "ricomposizione". Venne varata la nuova Giunta SODANO dove entravano gli assessori "civici", tra cui la Maffini.

Nell'Informativa redatta dal Reparto Operativo – Nucleo Investigativo dell'Arma dei Carabinieri per la DDA di Brescia, si apprende infatti lo spaccato dell'impegno di MUTO per evitare la rottura nella Maggioranza del Comune di Mantova. Testualmente:

“si rileva che in tale preciso periodo storico, caratterizzato da una crisi di giunta comunale a seguito delle dimissione dell’allora assessore ai LL.PP. arch. BENEDINI Giampaolo [ figura particolarmente interessata all’edificazione della già richiamata “Cittadella dei Servizi” ad opera della “Italiana Costruzioni SpA” del “gruppo Navarra di Roma”, quest’ultimo a sua volta in stretta correlazione con ARIOLI Lorenzo (ma anche con FANINI), comproprietario (lo stesso ARIOLI) dell’area su cui dovrebbe localmente sorgere tale faraonica opera da 197milioni di euro ], MUTO Antonio ed ARIOLI Lorenzo hanno intensificato i loro contatti telefonici nel tentativo di scongiurare - attraverso dirette pressioni sulle parti interessate (SODANO e BENEDINI) - la caduta della giunta capitanata da SODANO Nicola presso il Comune di Mantova messa appunto in crisi dalla defezione dell’alleato BENEDINI Giampaolo. Da tale connettività telefonica, talvolta prodromica ad incontri di persona, emerge il quadro di una sistematica interazione tra MUTO Antonio ed ARIOLI Lorenzo, qualche volta mediata dalla figura di ACERBI Carlo (Consigliere di maggioranza del Comune di Mantova e capogruppo PDL, figura molto vicina all’indagato MUTO Antonio ed amministratore della società ECOLOGIA & SVILUPPO già sopra ampiamente interessata alla presente indagine), finalizzata ad intervenire sui due litiganti per evitare le possibili nefaste conseguenze che comporterebbe per le loro prospettive imprenditoriali una simile capitolazione. (...) Si richiama al riguardo anche il personale incontro avvenuto il 03.10.2012 tra il (Sindaco) SODANO Nicola ... “l’eroe dei due mondi” .... “perché lui è uno nelle condizioni che deve dire di si a qualunque proposta” ... ed ARIOLI Lorenzo presso l’abitazione di quest’ultimo in Mantova Piazza Sant’Andrea.”

Se l'incontro, richiamato dai Carabinieri, per salvare l'Amministrazione SODANO nel suo asse con BENEDINI, per tutelare gli interessi dei cutresi avviene il 3 ottobre 2012, la nuova Giunta SODANO (il "SODANO TER"), con i rappresentanti dell'area di BENEDINI, arriva il 16 ottobre 2012, e qui vi è, tra gli incaricati dal SODANO, l'affidamento della delega all'Ambiente alla Maffini:

 

 

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