«'Ndrangheta e purezza del M5S: perché non parlarne?»

Scritto da Ufficio di Presidenza - M. Preve e F. Sansa

Ringraziamo Ferruccio Sansa e Marco Preve per aver indicato la questione e posto questa domanda: «'Ndrangheta e purezza del M5S: perché non parlarne?»

Ancora nel marzo scorso la portavoce regionale del M5S, Alice Salvatore, ha rifiutato il confronto, scrivendo sulla mia bacheca: «non volermene, ma al momento non ti considero un interlocutore con cui valga la pena confrontarsi»

Dopo i casi che già si erano documentati sull'imperiese e nel ponente savonese, vi è stato quindi, oltre alla questione VENTIMIGLIA, un nuovo eclatante caso, quello di DIANO MARINA (su cui il M5S era, tra l'altro, ben informato visto ne ha discusso anche la Commissione Parlamentare Antimafia).

Quando si è sollevata anche questa situazione (prima delle elezioni) non vi è stata nessuna risposta ufficiale, ma solo insulti di alcuni esponenti pentastellati.

Si è assistito anche ad un "assoluta" acquiescenza interna, in cui nessuno ha osato sollevare la questione da dentro il M5S, forse per timore di subire la stessa sorte (l'espulsione dal M5S) di chi aveva osato chiedere di affrontare il caso MAFODDA.

Ora Marco Preve e Ferruccio Sansa affrontano la questione sul blog "liguritutti.it", con il testo che riporto in coda...

 

 

Per ora dagli esponenti del M5S non vi è stata alcuna risposta ufficiale. Vi è stato ancora il silenzio (contornato da qualche insulto qua e là sul web, e, fortunatamente, qualche "sarebbe il caso di confrontarsi" da parte di altri esponenti del M5S).

Come Casa della Legalità si resta disponibili al confronto pubblico ma non ci resta che attendere che il M5S lo accetti.


Questo il testo di Marco Preve e Ferruccio Sansa (link diretto):

 

'Ndrangheta e purezza del M5S: perché non parlarne?

Il M5S prima o poi dovrà capire che la politica è anche capacità di accettare e discutere le critiche e nel caso ammettere che si può sbagliare in buona fede. Come diceva quel film: non bastano “chiacchiere e distintivo”.

Prendiamo le contestazioni che Christian Abbondanza presidente della Casa della Legalità rivolge ai M5S liguri riguardo ad alcuni casi di asserita contiguità tra candidati del Ponente nelle fila del Movimento con esponenti appartenenti a famiglie di ‘ndrangheta o comunque ad esse vicine.

Abbondanza cita anche relazioni dei carabinieri che attestano queste frequentazioni. E’ assolutamente vero che sono semplici annotazioni, che i soggetti di cui si parla non sono stati né indagati ne hanno subito condanne per vicende di crimine organizzato. E’ pure vero che in tante inchieste alcune annotazioni di polizia giudiziaria hanno perso rilievo nel prosieguo delle indagini.

Ma è anche vero che il M5S per preservare la sua purezza sceglie i suoi candidati tra persone che non hanno mai avuto esperienze con la politica (che sarà una brutta cosa ma è sempre meglio di una cosca), che addirittura sceglie i suoi consulenti o legali in base alla assenza di “precedenti” politici. Che non accetta gente con precedenti penali anche minori.

Quindi, perché questi criteri vanno bene per la politica e non per le parentele con esponenti di ‘ndrangheta?

Ma soprattutto fare chiarezza, se non si ha nulla da temere, non guasta mai.

Il M5S non ha scheletri nell’armadio, è giovane e sano, invece di farsi infettare dalle vecchie patologie della politica come l’arroganza e il rifiuto delle critiche, potrebbe accettare un confronto aperto, magari in pubblico, magari con chi, come Abbondanza, da oltre un decennio si batte davvero contro le mafie, con i suoi modi forse urticanti e plateali (e infatti la ‘ndrangheta ha minacciato di morte lui, mica tanti esponenti politici M5S o di altri partiti), ma senza aver mai chiesto candidature o poltrone.


Marco Preve e Ferruccio Sansa - LiguriTutti.it

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