Il M5S sempre più “vittima” del favore elettorale del contesto 'ndranghetista

Scritto da Ufficio di Presidenza

Oltre a quanto abbiamo già documentato sulla Liguria, avevamo già trovato e documentato che ai tempi delle elezioni politiche del 2013, in terra di Piemonte, i noti esponenti “torinesi” della 'ndrina distaccata di San Mauro Marchesato (KR), quali i fratelli DONATO (Antonello e Gianluca), facevano campagna elettorale su facebook a favore del M5S [vedere in coda all'articolo pubblicato a seguito delle prime condanne nel rito abbreviato del processo “SAN MICHELE”]. Ed ora si scopre che il M5S si conferma ancora “vittima” prediletta, in quella terra del torinese, del favore elettorale del contesto 'ndranghetista.

A volte, come in questo caso, le cose le si scopre per pura casualità, o, per meglio dire per una coincidenza... Tutto nasce, questa volta, da una richiesta di “oblio” che ci offre l'occasione di fare un breve riepilogo...

Ci scrive tal GALORO Antonio (nato a Petilia Policastro, provincia di Crotone, nel 1956 e residente a Cuorgnè in provincia di Torino) che rivendica il “diritto all'oblio” e quindi ci chiede di cancellare il suo nominativo dal nostro sito, dove compare in quanto citato negli Atti dell'inchiesta “MINOTAURO”. Come sempre verifichiamo e rispondiamo. In sintesi la risposta è questa: non cancelliamo alcun Atto dell'inchiesta MINOTAURO ed inoltre siamo in un caso per cui è necessaria una precisazione di integrazione, relativamente alla figura di GALORO Antonio (altro che "oblio").

Infatti il GALORO Antonio non è soltanto indicato negli atti dell'inchiesta “MINOTAURO” della DDA di Torino per gli innumerevoli incontri degli 'ndranghetisti tra Torino e provincia, monitorati dal ROS (quali, per quanto qui di interesse: 11.06.2008 svolto in Cuorgnè (TO) in occasione dei funerali di SCALI Francesco; 14.06.2008 svolto in Torino via Veglia n.59; 09.01.2008 svolto in Prascorsano (TO) presso il ristorante denominato "LA SOCIETA’”). Nell'O.C.C. del GIP di Torino relativa all'operazione “MINOTAURO” il GALORO Antonio viene infatti anche menzionato per la nota attività di traffico di cocaina. Nell'intercettazione effettuata il 22 maggio 2008 sull'autovettura del noto IARIA Bruno Antonio (capo della “locale” di Cuorgné), si sentono lo stesso IARIA discutere con CARDACI Ignazio della possibilità di gestire un'attività di spaccio di stupefacenti. Su quel colloquio intercettato si precisa che «va inoltre sottolineato come agli stessi siano noti plurimi canali di approvvigionamento tutti collegati direttamente con paesi sudamericani. In particolare, CHIANTARETTO Pier Marco reperiva la cocaina in Bolivia mentre GALORO Antonio in Brasile».

In effetti (come meglio si vedrà a breve) il GALORO Antonio era stato tratto in arresto nell'operazione “GATTO NEW«condotta dai Carabinieri di Ivrea, quale partecipante di un'associazione finalizzata all'importazione di cocaina dal Brasile in forma liquida per la successiva raffinazione».

Questo dettaglio è emerso durante il processo “LA SVOLTA”, dove alla sbarra era la 'ndrangheta dell'estremo ponente ligure. Durante il dibattimento di primo grado, davanti al Tribunale di Imperia, nell'udienza del 23 aprile 2014, parlando della sua conoscenza con il PALAMARA Antonio (storico esponente apicale della 'ndrangheta nel Ponente ligure), avvenuta in carcere, il collaboratore di giustizia Gianni CRETAROLA ricordava che, in carcere, lo IARIA Bruno (capo della “locale” di Cuorgné) gli «vantava le qualità» del PALAMARA. A quel punto, in udienza, il PM domanda al testimone: «Bruno Iaria l'aveva conosciuto ad Ivrea?»; il collaboratore risponde: «Bruno Iaria responsabile del locale del canavese». Il PM domanda quindi dove avesse conosciuto lo IARIA ed il CETRAROLA risponde: «Io l'ho conosciuto al carcere di Ivrea e assistetti, come le raccontavo precedentemente nei miei verbali, ad un litigio intercorso tra Bruno Iaria e il GALORO Antonio dove l'Antonio GALORO recriminava a Bruno Iaria che troppo manifestava questo suo appartenere alla 'ndrangheta e non faceva minimamente segreto di possedere la dote di santa ma anzi era sempre che faceva battesimi, riti e quant'altro. Assistetti proprio in diretta a questa lite tra i due tanto che eravamo anche reclusi nella stessa sezione. Quindi io, dottore, con qualsiasi persona...».

Il giorno seguente, 24 aprile 2014, proseguiva l'esame dibattimentale del testimone CRETAROLA che procedeva nel riconoscere la foto del GALORO Antonio («Numero 41, GALORO Antonio, anche lui conosciuto presso il carcere di Ivrea, era stato arrestato per un traffico internazionale col Brasile di cocaina»). Il collaboratore di giustizia ricorda inoltre particolari della figura di GALORO Antonio, come riportati anche nel Verbale di Udienza («lo ricordo per lo sguardo perché mi colpì questo particolare dei suoi occhi che erano molto chiari» … «e ci trascorsi più tempo, ma in merito ai capelli erano totalmente diversi perché lui utilizzava anche farsi la tinta proprio». In udienza successiva, il 7 maggio 2014, è chiamato a deporre il maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, Sergio Camplese, che era stato incaricato di verificare le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia CRETAROLA (e che il Tribunale riterrà, come si leggerà poi in Sentenza, assolutamente attendibili e riscontrate). In quella deposizione il maresciallo Camplese, tra l'altro, su quanto qui ci interessa, dichiarava: «E infine abbiamo GALORO Antonio, che ha precedenti di Polizia per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione ed altro. Anche qua il dato di interesse è che Cretarola aveva parlato di una sua custodia cautelare, comunque carcerazione, in seguito a un'indagine che riguardava l'importazione in forma liquida della cocaina dal Brasile. Ed effettivamente abbiamo accertato che era sottoposto in quel periodo a misura cautelare disposta nell'ambito dell'operazione Gatto New, condotta dai Carabinieri di Ivrea, quale partecipante di un'associazione finalizzata all'importazione di cocaina dal Brasile in forma liquida per la successiva raffinazione».

Ancora il nome del GALORO Antonio comprare nell'Ordinanza di Custodia Cautelare del GIP di Roma, in relazione ad un'ampia operazione contro la 'ndrangheta, eseguita dallo S.C.O. coordinato dalla DDA di Roma. Anche qui le dichiarazioni attendibili e riscontrate del collaboratore di giustizia CRETAROLA vengono indicate quali elementi che supportano gli elementi emersi nell'attività di inchiesta. Per quanto ci interessa, nella citata Ordinanza si legge: «Successivamente il CRETAROLA venne trasferito alla Casa Circondariale di Ivrea, dove incontrò Antonio GALORO, da lui definito ndranghetista della ‘ndrina di... sopra Ivrea, Aosta più o meno quelle zone là...”. La parentesi di Ivrea si protrasse solo per quattro mesi, dal 6.5.2006 al 1.9.2006, dopodichè il CRETAROLA venne trasferito alla Casa di Reclusione di Alessandria “San Michele”. Antonio GALORO, per come accertato dalla PG, annovera a suo carico numerosi precedenti per traffico di sostanze stupefacenti e risulta essere stato associato al carcere di Ivrea a seguito dell’arresto subito in data 28.3.2006; ivi il GALORO rimase recluso fino al 9.12.2006, periodo che, quindi, comprende quello di permanenza del CRETAROLA presso la stessa struttura detentiva».

Ora è chiaro che fosse effettivamente riduttivo citare il GALORO soltanto per come menzionato in “MINOTAURO” e non per quanto altro invece risulta agli Atti delle inchieste e procedimenti contro la 'ndrangheta ed il traffico di cocaina. Se non ci avesse chiesto l' “oblio” per “MINOTAURO” non avremmo riempito questa lacuna e sarebbe stato un gran peccato...

Ed è proprio dalla verifica sul soggetto che si è scoperto l'impegno pubblico (sulla bacheca personale pubblica su facebook) del GALORO per il M5S.

Infatti cercando il GALORO Antonio in questione su facebook lo si è trovato, ed essendo pubblico il suo profilo, si è potuto scorrere il suo “diario”. Ed è lì che, quindi, si è potuta notare una sistematica promozione politica ed elettorale del M5S.

Non solo le iscrizioni alle “pagine” di Grillo, dei vari “Portavoce” e del M5S, ma un vero e proprio susseguirsi di post che condividono i video del M5S, da quelli dell'On. Laura Castelli a quelli dell'On. Luigi Di Maio, passando ad altri e soprattutto quelli dell'On. Alessandro Di Battista, senza tralasciare quelli di “appello al voto” per il M5S, nonché anche sulle già candidate Sindaco ed ora elette Chiara Appendino (Torino) e Virginia Raggi (Roma).
[oltre quella accanto, si riportano alcune schermate della sua bacheca in coda a questa pubblicazione]

Insomma, il M5S è “perseguitato” dal contesto 'ndranghetista: affiliati e contrasti onorati lo vogliono votare e far votare a tutti i costi questo M5S. In fondo, come già visto, non è la prima volta, per la terra di Piemonte, visto che addirittura DONATO Antonello, esponente di primo piano della 'ndrina (legatissimo ai boss GRANDE ARACRI), si spingeva nel pubblicare il proprio consenso a favore del M5S in occasione delle elezioni politiche del 2013.


Ed anche in Calabria, come in Lombardia, passando per la Liguria, non sono mancate “situazioni” particolari (il caso MAFODDA fu eclatante anche alla luce di come è andata a finire: difesa estrema del lagame con MAFODDA ed l'espulsione dal M5S di chi chiedeva di rifiutare i "rampolli" di una delle più note e pesanti famiglie di 'ndrangheta dell'imperiese). Situazioni che non è male, a questo punto, sintetizzare...

Se rapporti tra esponenti (anche candidati ed eletti) del M5S con esponenti di note famiglie di 'ndrangheta ed in taluni casi con soggetti già emersi negli Atti delle inchieste giudiziarie anche come “affiliati” alla 'ndrangheta, si sono concretizzati (da tempo) nel ponente ligure [vedi qui un'estrema sintesi generale e sull'ultimo caso di Diano Marina], non meno significativo risultava il caso dell'attivista del M5S di San Ferdinando (Reggio Calabria) arrestato per 'ndrangheta. Si trattava di PANTANO Giovanni, consigliere comunale di una lista civica ma attivo nel M5S, promotore e organaizer del Meetup del M5S di San Ferdinando (si veda schermata a lato).

Vediamo però due casi recenti, uno al Nord ed uno al Sud.

In Lombardia, per il Comune di Sedriano, che andava ad elezioni dopo lo scioglimento/commissariamento per i condizionamenti della 'ndrangheta, il M5S (che poi vincerà le elezioni) schiera nella propria lista Gabriele PANETTA (foto a lato). Questi è amico e frequentatore (da quando era un ragazzino) degli esponenti della famiglia 'ndranghetista dei MUSITANO.
Il 23 marzo 1983 è con Rocco MUSITANO, l'allora capo della cosca, quando il boss cade morto ammazzato da una raffica di mitra e due colpi di pistola alla testa. Un omicidio che si inserisce nella faida MUSITANO – MARANDO, iniziata a Platì, nel 1979, con l'eliminazione di MARANDO Luigi. Per PANETTA (che dopo lo scandalo si impegnerà a dimettersi in caso di elezioni, ma rimanendo candidato e quindi votabile) non c'è niente di male in quella amicizia e frequentazione con i MUSITANO e prima dell'esplodere del caso il complesso del M5S a Sedriano non era molto distante da questa impostazione.
Le prime riunioni del M5S a Sedriano si tengono al “GARDEN”
che è il vivaio, con annesso chiosco, di DE LORENZIS, imparentato e prestanome dei MUSITANO (come emerso dalle risultanze dell'inchiesta della DDA di Milano che portò all'arresto del sindaco CELESTE Alfredo del PDL), che riceveva, tra l'altro, senza gara dal Comune l'appalto per la manutenzione del verde pubblico. E proprio al Sindaco CELESTE Alfredo ed alla sua Giunta non è mancata la solidarietà del M5S, come ha ricordato ampiamente anche “Il Fatto Quotidiano”. Sia uno dei fondatori locali del M5S, Davide ROSSI, sia quello che sarà poi candidato Sindaco (ed eletto) di Sedriano dal M5S, Angelo CIPRIANI, si faranno interpreti della solidarietà al Sindaco e Giunta: «Il Movimento 5 Stelle intende affermare che la giunta non è collusa con le mafie e non ha infangato il paese (…) Il riferimento a personaggi collusi è da orientare verso altre figure note alla cronaca per avere legami diretti con alcuni esponenti di dubbia moralità, che in maniera più che accertata nulla hanno a che vedere con la giunta comunale eletta». Ed ancora: «Alla giunta di Sedriano, qualora fosse necessario (crediamo non ce ne sia bisogno), intendiamo esprimere la nostra solidarietà e cogliamo l’occasione per augurare buon lavoro». La posizione del M5S non cambia nemmeno quando il Sindaco CELESTE finisce agli arresti. E, come testualmente ha documentato il “Fatto”, «quando scadono gli arresti domiciliari, CELESTE si sente al telefono con l’attuale candidato sindaco CIPRIANI, il quale non manca di commentare il colloquio davanti ai cittadini: Pochi giorni fa ho sentito Celeste dopo la sua liberazione dai domiciliari. Ci ha fatto gli auguri per questa nostra prima uscita importante. E’ il 10 febbraio del 2013. Otto mesi dopo il Comune di Sedriano viene sciolto per mafia. Alla manifestazione sulla legalità, in piazza, ci sono tutti i partiti politici. Tranne Forza Italia e il Movimento 5 Stelle». 


In Calabria, invece, nonostante il M5S abbia citato a più non posso la nota inchiesta “AEMILIA” - a Reggio Emilia hanno promosso anche un'intera nottata di manifestazione contro la 'ndrangheta cutrese in Emilia -  vi è l'ultimo caso eclatante che affrontiamo.

Avviene in parallelo alla candidatura di ALONGI nella lista del M5S a Diano Marina in provincia di Imperia, nonostante nominativo, famiglia e parentele siano ampiamente citata negli atti delle inchieste sulla 'ndrangheta [vedi qui].

Siamo quindi nell'ultima tornata di elezioni amministrative, quella di maggio 2016. Siamo a Cutro, la cittadina del crotonese, “regno” della cosca del GRANDE ARACRI Nicolino.

Qui il M5S candida a Sindaco Gregorio FRONTERA e mette anche in lista anche sua sorella Teresa FRONTERA. Sono i figli del noto FRONTERA Luigi detto “Gino”, deceduto nel 2013, che era emerso nitidamente nell'inchiesta “AEMILIA” quale “collettore” diretto del GRANDE ARACRI Nicolino con gli ambienti istituzionali. Del FRONTERA Luigi, inquadrato, in quegli Atti - sempre citati dal M5S -, tra quelle figure a disposizione del sodalizio capeggiato dal GRANDE ARACRI che «seppure non organicamente associati sono in grado di assicurare al sodalizio entrature nelle sedi istituzionali”, era certamente uomo di assoluta fiducia del GRANDE ARACRI Nicolino e faceva parte di quella ragnaleta del cosiddetto "livello superiore", tra 'ndrangheta e massoneria, al servizio del sodalizio 'ndranghetista [e di cui avevamo ampiamente documentato online].
La Commissione Parlamentare Antimafia stava svolgendo il proprio lavoro di analisi delle candidature per le elezioni amministrative ed il caso rischiava di scoppiare in modo dirompente, più degli altri già consumati e fatti cadere in fretta nel dimenticoio... Il M5S decideva così di ritirarsi dalla competizione elettorale di Cutro, come se nulla fosse, ribadendo che comunque era tutto a posto.


QUALCHE SCHERMATA DAL PROFILO FB (PUBBLICO)
DEL CITATO GALORO 
ANTONIO





















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