Lavagna - Tra la “locale” di 'ndrangheta, politica e pubblica amministrazione – 2.2° Parte

Scritto da Ufficio di Presidenza

[con ampi estratti dell'Ordinanza di Custodia Cautelare]

Sulla base di quanto emerso, documentato e provato (che abbiamo visto nella precedente puntate – 1 parte - 2.1. parte) il GIP non ha dubbi ed indica che
«può affermarsi l'esistenza di organizzazioni criminali di 'ndrangheta in Liguria» e che «può anche affermarsi che gli indagati NUCERA Paolo, RODA' Francesco Antonio e RODA' Antonio siano appartenenti alla 'ndrangheta, già in considerazione della partecipazione a riunioni di 'ndrangheta (...), riunioni la cui partecipazione, per il carattere notoriamente riservato delle stesse, aperte solamente a soggetti inseriti nell'organizzazione, qualifica quali 'ndranghetisti i partecipanti». Così si apre la motivazione dell'arresto per 416 BIS, disposto dal GIP Tribunale di Genova. E quello che viene ulteriormente scritto, anche in relazione alla condotta dei politici e pubblici amministratori risulta inconfutabile alla luce degli elementi emersi nell'inchiesta...

Prosegue il GIP:

«RODA' Antonio è soggetto con gravi precedenti penali, che non risulta svolgere attività lavorativa pur essendo titolare di beni ed avere un elevato tenore di vita, che risulta essere solito circolare armato. NUCERA Francesco ha gravi precedenti penali.
Può anche affermarsi che l'indagine abbia individuato l'esistenza di due famiglie, quella dei NUCERA, nelle persone di NUCERA Paolo, NUCERA Antonio, NUCERA Francesco e quella dei RODA', nelle persone di RODA' Francesco Antonio e RODA' Antonio, la prima, la famiglia NUCERA, che gestisce attività economiche nel campo della gestione dei rifiuti, la seconda [i RODA', ndr], con interessi nel campo del gioco e della scommessa che, oltre ai reati che verranno di seguito specificatamente valutati, sono risultate avere origini comuni nel territorio di Calabria ed essere collegate da rapporti di parentela (...)»

Ancora:

«Le due famiglie sono riuscite ad acquisire e si attivano per l'acquisizione, diretta o indiretta, della gestione o del controllo di attività economiche, di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici. Risulta, inoltre, che NUCERA Paolo e Antonio nonché RODA' Francesco Antonio e RODA' Antonio mantengano rapporti con soggetti della cosca "RODA' - CASILE" di Condofuri (...), che NUCERA Paolo e RODA' Francesco Antonio sostengano economicamente le famiglie dei detenuti (...) sia della cosca RODA' - CASILE, che del territorio ligure, che abbiano incontri e frequentazioni con soggetti appartenenti alla 'ndrangheta (...), che abbiano interessi per le vicende di 'ndrangheta di cui sono al corrente e di cui discutono scambiandosi informazioni (...).
Infine, risulta che sia a livello di personaggi inseriti nel mondo della politica, che a livello di singoli cittadini, sussista la percezione della mafiosità e della pericolosità degli indagati (...). Gli stessi, indagati, poi, in diverse occasioni hanno dimostrato di essere soggetti che ricorrono a metodi violenti e che prevedono l'utilizzo di detti metodi per risolvere questioni che loro interessano (…).
Come emergerà dal proseguo della trattazione e, specificatamente dall'esame dei singoli reati, gli indagati sono soggetti in grado di convogliare voti in occasione delle consultazioni elettorali, sono soggetti in grado di influire sulle persone cui conferire ruoli nell'ambito dell'amministrazione comunale, sono soggetti in grado di influire sulle decisioni amministrative, sono soggetti temuti dagli stessi amministratori locali.
Infine, tutti i suddetti indagati che, come si è detto, non solo si conoscono e frequentano, ma sono anche uniti da vincoli di parentela, sono partecipi e realizzano modalità di condotta tipiche del vivere mafioso nella realizzazione dei reati cui concorrono: tutti soggetti sono indistintamente ed unitariamente considerati soggetti da temere».


Già questa sintesi è un punto fermo che dice già tutto, sulla
pericolosità effettiva della “locale” di Lavagna. Ma quello che andremo a vedere toglie ogni elemento di dubbio a chiunque, prima di giugnere alla terza ed ultima parte, di questo approfondimento che, come nel primo capitolo di questa seconda parte dello speciale dedicato a Lavagna, apriamo con uno schema grafico di sintesi dei "rapporti" della "locale" di 'ndrangheta di Lavagna:




Scrive il GIP:

«L'accertato collegamento con strutture criminali di tipo 'ndranghetistico unitamente alle modalità delle condotte ed alla percezione sul territorio, insieme qualificano il tipo di associazione e la radicano sul territorio quale associazione di stampo mafioso ai sensi dell'art. 416 bis c.p. Dalle risultanze istruttorie è emerso un assetto sicuramente semplice dell'organizzazione, coerentemente al limitato numero di soggetti che sono emersi nell'indagine, sono, comunque, emersi ruoli diversi dei soggetti; è emersa la figura di riferimento in capo a NUCERA Paolo, soggetto che ospita i famigliari dei detenuti della cosca CASILE, cui si è rivolto un soggetto che temeva di avere ritorsioni, che riceve numerose visite di personaggi legali alla criminalità organizzata, che ha contatti con gli esponenti politici, che viene indicato (da MONDELLO Gabriella) come la persona cui rivolgersi per intercedere nei confronti di RODA' Francesco Antonio, che è colui a cui si rivolge una persona che ha timore di aver commesso degli errori e si sente minacciato (episodio del 3 novembre 2013...). E' emersa la figura di RODA' Francesco Antonio che minaccia i soggetti cui ha imprestato del denaro, che è attivo nel tenere i collegamenti con gli appartenenti alla cosca RODA' - CASILE»


Particolarmente interessante risulta la questione relativa all'arsenale, con armi perfettamente funzionanti e pronte all'uso, nella disponibilità della “locale” di Lavagna. Le dinamiche che si sviluppano nell'ambito della “locale” mettono a nudo la vera natura “unitaria” del nucleo familiare. Le donne sono nella piena consapevolezza delle attività illecite, così come anche le giovani generazioni (familiari ed acquisiti) risultano pienamente partecipi sia degli illeciti, sia anche delle manovre volte ad occultare la verità

Qui scrive il GIP:

«In data 8 novembre 2013 a seguito di informazione confidenziale, si scopriva la presenza delle armi di cui in imputazione occultate tra i rovi di un terreno dell'entroterra Chiavarese, precisamente in località San Colombano Certenoli tra il torrente Entella e la Strada Provinciale nr. 225 tra le frazioni Perella e Chiesa Nuova (...).

Si accertava che il terreno era intestato a CALDERONE Lorenza, figlia di CALDERONE Natale, detto "Maurizio", ma nella disponibilità di quest'ultimo, che svolge attività di operaio edile e che custodiva alcuni utensili edili all'interno del container nel cui retro, occultate da una fitta vegetazione, erano custodite le armi e munizioni sequestrate (...). Sul luogo era stato instaurato un servizio di osservazione tramite telecamere, la cui presenza, però, era avvertita da CALDERONE Natale che, in data 15 marzo 2014, era andato sul luogo insieme GALLI Fabio e LEONARDIS Osvaldo: proprio questi si erano resi conto che, dalla cavità di un tronco, partiva un raggio ottico in direzione del container posto sul terreno (...). CALDERONE Natale, pur avvertito della presenza della telecamera, non segnalava alle autorità detto fatto.

In data 8 aprile 2014, era resa pubblica la notizia del rinvenimento delle armi. Successivamente alla notizia, si sono registrati numerosi incontri degli indagati presso l'albergo Ambra. In data 9 aprile 1014, alle ore 19.35 arriva RODA' Antonio cl.80 che si ferma a parlare fuori dalla struttura ricettiva per alcuni minuti (circostanza rilevata dal monitoraggio della telecamera progr. 179). Alle successive ore 20.06, la telecamera registrava l'arrivo di NUCERA Antonio, che, entrato nell'Hotel, ne usciva alle ore 20.08, [...]. (...). In data 10 aprile 2014 alle ore 08.44 NUCERA Antonio entrava all'Hotel Ambra per poi uscire pochi minuti dopo, alle ore 08.50 [...]. Lo stesso giorno, all'interno dell'Hotel Ambra, a, sono stati registrati fra NUCERA Paolo, la moglie MANGLAVITI Giuseppa ed altre persone, commenti sul rinvenimento delle armi [...]. Alle ore 11.48 è stato registrato nuovamente l'arrivo di NUCERA Antonio per andarsene alle successive ore 11.55 [...]. Alle ore 19.55 arrivava RODA' Francesco Antonio che si fermava per pochi minuti (...).

In data 11 aprile 2014, NUCERA Paolo dà indicazioni alla figlia di riferire al compagno ARCO Massimiliano che se fosse stato chiamato al telefono da NUCERA Antonio - indicato in zio Totò - avrebbe dovuto interrompere la conversazione e che lo stesso avrebbe dovuto fare lei nel caso avesse ricevuto una telefonata dallo zio, dicendogli che c'erano dei gravi problemi [...].

(...)
Paolo: se lui ti chiama, se lui ti chiama, digli: "Non ti rispondo, perché ci sono dei problemi grossi!". Ora bisogna far vedere a lui com'è lo situazione. Chiamalo e gli dici: "Zio, non ci chiamare a Massimo". Se ti chiama gli dici: "Zio non ci parlare a Massimo", digli che ci sono dei problemi e "poi ti spiego"
(...)

Quindi NUCERA Paolo e la moglie invitano la figlia Antonella a recarsi a casa del fratello, allo scopo di informarlo prima che quest'ultimo facesse qualche improvvisa telefonata a lui e alla sua famiglia perché testualmente "ci sono dei problemi". Alle ore 17.22 NUCERA Antonio, giunge, comunque, all'Hotel Ambra e si sofferma all'esterno della struttura dove vi era la sorella Angela, la moglie e MANGLAVITI Daniela - moglie di RODA' Francesco [...]. Alle ore 19.30 si registra una breve conversazione ambientale all'interno della hall dell'Hotel Ambra, tra NUCERA Francesco e il fratello Paolo. Francesco ha chiesto a Paolo chi fosse il proprietario del terreno, ma Paolo ha risposto di non saperlo [...]. In data 13 aprile 2014, alle ore 11.40, di fronte all'Hotel Ambra si incontrano RODA' Francesco Antonio, RODA' Antonio e NUCERA Paolo [...]. (...).
Il 18 giugno 2014, sono state divulgate altre notizie in merito alle armi: in una conferenza stampa, era comunicato che le indagini sul rinvenimento dell'arsenale a San Colombano Certenoli seguivano la pista della 'ndrangheta che opera nel Levante. In un articolo del Secolo XIX era indicato che era stata rilevata sulle armi un'impronta che aveva permesso alla Polizia di risalire al proprietario.

La sera dello stesso giorno, NUCERA Francesco arrivava presso l'albergo e si registra una conversazione che dimostra la preoccupazione di NUCERA Paolo a seguito delle notizie acquisite dai giornali sull'impronta. [...]

(...)
Paolo: secondo me.... è come, per come è scritto li,....dovrei essere tranquillo non lo so, poi..... 
(...)
Francesco: secondo me loro sonno già, sanno tutto 
Paolo: sanno già sii....ma io però.... 
Francesco: ... inc. .. 
Paolo: sanno già.....ma se avevano saputo che c'era, tu dici che non erano venuti a quest'ora?, non lo so, cosa ci può dire quella lì ???
(...) 
(...) 
Paolo: siii, noo Ciccio!! ma io sto ragionando, lo so già come finisce. Lo capisco come...inc...però, che era...inc...perchè vedi qui?...non ci credo un cazzo . 
Francesco: inc. .. il proprietario non voleva.. .inc. . 
Paolo:...inc. ma io...inc...ma io quell'impronta lì 
(...) 
Francesco:...inc....perchè qua...inc....il proprietario che ha denunciato il furto, belin...uno, non si può fare nessuna idea...inc... 
Paolo: no, questo che ho detto io...inc... dimostrare...inc...che,... anche io.... 
(...)

NUCERA Paolo affermava che non avrebbe dovuto incorrere in alcun guaio giudiziario perché le impronte erano del soggetto che aveva denunciato la scomparsa dell'arma.

(...)
Paolo: hai capito il discorso? (saluta e dice ciao Riccardo ciao) se è come specifica qui, io problemi non dovrei... perché le impronte erano di quello che ha denunciato lo scomparsa, io non c'ho niente di...inc....il padre non ha perso niente, non lo so cosa c'è...inc...mi rendo conto...inc...più di cosi non posso fare...maah
(...)

Il 19 giugno 2014 nella hall dell'Hotel Ambra NUCERA Paolo ed il fratello Francesco, continuano il discorso sulle stesso argomento e NUCERA Paolo afferma di avere riletto l'articolo e potevano stare tranquilli [...]

(...)
Paolo: " dovrebbe essere tutto tranquillo perchè, c'era...inc....".....
Francesco: come?
Paolo: dovrebbe essere tutto tranquillo, perchè c'era scritto sul giornale, specificava preciso.. Francesco: come?
Paolo: sul giornale è specificato, che uno... inc. ..
Francesco: lo abbiamo letto mille volte
(...)

Il 21 giugno 2014 nella hall dell'Hotel Ambra NUCERA Paolo parla con RODA' Francesco Antonio delle armi; RODA' lo avverte della possibilità che i telefoni siano intercettati; NUCERA Paolo ammette di avere toccato le armi e RODA', più volte, con determinazione insiste nell'affermare che non aveva toccato nulla, come a volergli fare capire che doveva convincersi di negare [...].

(...)
Paolo: Sìi....poi ho scoperto che è tutto dentro la...inc...sarà stato...inc... Però..però non e che ha...inc...qualunque sia, questa notizia....questa notizia non fa neanche....inc...dice sempre lo stesso articolo.....Abbassa il tono della voce, incomprensibile...
Ciccio: Si, ma certo che...inc... 
Paolo: si, ma è...inc...ma è difficile 
Ciccio: inc. ..adesso lui dice... Magari...
Paolo: L'unica cosa... 
Ciccio: cellulare che è sotto esame 
(...)
(...)
Paolo: no...inc... veritiere...[...]
Ciccio: ma cosa non si...inc... 
Paolo: No,..... fermati....sul giornale era veritiera...inc...la ricerca...inc....dell'impronta...inc...e qua che... inc. .. 
Ciccio: Non parlare, che magari non si sa...inc... A me non m'interessa niente ché io non c'entro proprio niente...
(...) […]
(...) 
Paolo: Ciccio io le ho toccate tutte io eh...... 
Ciccio: Non è che ti ci metti....( tu non toccasti, tu non toccasti nudda) (traduzione dal dialetto calabrese, lo parala nudda, potrebbe essere interpretata come sostantivo nessuna) Tu non hai toccato niente Pa... (Abbassa improvvisamente il tono della voce)... Tu non hai toccato niente... 
(...)

Altra importante conversazione è quella del 23 giugno 2014: NUCERA Antonio è a bordo dell'autovettura in compagnia di sua sorella Angela la quale gli ha riferito che loro fratello Paolo era fortemente preoccupato che la Polizia potesse indirizzare le indagini su ARCO Massimiliano, compagno di Antonella, figlia di Paolo; NUCERA Antonio escludeva che potessero risalire ad ARCO, altrimenti sarebbe stato coinvolto anche il figlio Giovanni

(...)
Angela: si, allora si sta paccìandu (tr. impazzando n.d.r.), " disse... se ci prendono, disse... le impronte a Massimiliano" disse, "mi prendono le bambine";
Antonio: A Massimiliano non gliele prendono le impronte;
Angela: no? come no?
Antonio: le prendono a Paolo... 
Angela: Eh ma le hanno toccate pure loro
Antonio: E cosa c'entra Massimiliano, Angela? Allora pure a mio figlio... 
Angela: a Giovanni 
(...)

NUCERA Antonio riferisce alla sorella che se avessero indagato su suo figlio Giovanni, RODA' Francesco Antonio, "il barbiere" sarebbe dovuto scappare da Lavagna, lui che era è sempre riuscito ad evitare di fare emergere le sue responsabilità. Nel proseguo NUCERA Antonio affermava che le armi, prima del rinvenimento da parte della Polizia a San Colombano Certenoli, erano state interrate nella sua discarica e che in un'occasione, durante un controllo da parte della Polizia presso la sua discarica, ha rischiato che le medesime venissero rinvenute, salvandosi solo perché aveva riferito che il fil di ferro attenzionato era stato posizionato allo scopo di non fare entrare le capre nella discarica. [...]

(...)
Antonio: Prima erano lassù, no (intende la discarica di sua proprietà)
Angela: eh
Antonio: Quando è venuto quello della Polizia, toccava, ci sparava vicino
Angela: mamma mia
Antonio: "ma che cos'è Nucera qua?" eh fil di ferro che entrano le capre qua"

Sempre in data 23 settembre 2014, è stata registrata una seconda conversazione tra NUCERA Antonio e la sorella, nel corso della quale NUCERA Antonio ha rappresentato alla sorella che se la Polizia avesse arrestato i fratelli NUCERA, lui compreso, allora avrebbe "ammazzato" RODA' Francesco Antonio; alle obiezioni avanzate dalla sorella, NUCERA Antonio rispondeva che proprio RODA' Francesco Antonio aveva portato l'arsenale nella sua discarica. Angela domandava al fratello Antonio a che cosa sarebbe servita la disponibilità di quelle armi e che utilizzo ne avrebbero dovuto fare, ma Antonio non era in grado di fornirgli una risposta precisa. NUCERA Antonio ha comunque specificato che la Polizia avrebbe arrestato "tutti loro". A tal punto NUCERA Angela ha rimarcato al fratello di non parlare perché anch'ella sospettava che fossero state installate delle microspie dappertutto [...].

Antonio: vedi che scoppia, che bomba che scoppia con quelle armi lì
Angela: ehh
Antonio: possiamo scappare di qua, però Il BARBIERE lo ammazzo io, se vanno.. inc... non so se..inc..
Angela: stai zitto
Antonio: stai tranquilla, va be, poi vediamo 
Angela: ma lui, non può ... tu non puoi, dimostri che sono le sue, come fai 
Antonio: me le ha portate lui là sopra, che cazzo stai dicendo 
Angela: lui ti può dire che te le ha portate per Paolo 
(...)

Ancora, il 26 giugno 2014 nel corso di una furiosa lite tra NUCERA Antonio ed il fratello Francesco, alla presenza di ARCO Massimiliano e dell'operaio ROSSI Lorenzo, si sono fatti chiari riferimenti alle armi [...]. NUCERA Antonio faceva espliciti riferimenti alle illegali attività di NUCERA Paolo e RODA' Francesco Antonio, espressamente dichiarava di avere detenuto illegalmente le armi, precedentemente al sequestro in San Colombano Certenoli (GE); NUCERA Francesco accusava Antonio di aver dilapidato il patrimonio familiare e di essere uno "spacciatore di droga, di tutto, indegno". Antonio ribatteva che il fratello Paolo e il cugino RODA' Francesco Antonio erano trafficanti di sostanze stupefacenti e di armi; NUCERA Francesco, sul punto, cercava di zittire Antonio, ma quest'ultimo continuava ad inveire contro il fratello Paolo e RODA' Francesco Antonio perché loro avevano portato le armi presso la sua discarica per sotterrarle; Antonio ha aggiunto che aveva dovuto affrontare la Polizia mentre gli stava facendo un controllo, allorquando le armi erano interrate con il concreto rischio di finire in galera.

(…)
Antonio: Pezzi di merda! Qui le hanno portate, le ha sotterrate qui, e io quando è venuta lo Polizia mi è preso un colpo
(...)

L'11 luglio 2014 è stata eseguita una perquisizione locale presso l'abitazione di ARCO Massimiliano, sita in Lavagna (GE). Significativi sono i commenti seguiti a tale attività. NUCERA Paolo, si è raccomandato con la figlia Antonella e con il genero di non parlarne con nessuno: "Antonella! Non dovete fare neanche una parola". Successivamente, NUCERA Paolo contatta il proprio Avvocato ZADRA Claudio [...].

Il 12 luglio 2014 NUCERA Antonio veniva informato dalla moglie PINASCO Ivana, che il giorno precedente la Polizia aveva effettuato una perquisizione domiciliare ad ARCO Massimiliano e che suo fratello Paolo non aveva voluto che altri venissero a conoscenza di quanto accaduto [...]; la PINASCO Ivana informava il marito che la Polizia, dopo la perquisizione, aveva assunto le impronte di ARCO Massimiliano il quale era molto preoccupato arrivando a dire che se gli succedeva qualcosa ammazzava tutti.

(...)
Ivana:........ per quell'affare lo'!!, ( riferito a quello che ha detto dopo Massimo), " ha detto io ho detto, glielo ho detto, che se mi succede qualcosa li ammazzo tutti"
(...)

NUCERA Antonio si preoccupava di sapere se fossero state rilevate anche le impronte del figlio Giovanni, ma la moglie negava; i due si preoccupava della sorte del figli, NUCERA chiedeva se il figlio avesse toccato le armi e la donna rispondeva che, per quanto aveva appreso da ARCO Massimiliano, il figlio Giovanni era presente, ma non aveva toccato le armi.

(...)
Antonio: meglio che non va, vengono da Giovanni;
Ivana: ha detto pero' , ce lo detto io, c'ho detto ragazzi...;
Antonio: ma Giovanni e' andato con lui allora a portarle via;
Ivana: si, si, ma Giovanni non le ha toccate;
Antonio: a non le ha toccate;
Ivana: eh...perooo', vita mia morte tua;
Antonio: ma voglio dire io, Giovanni sei sicura che non le ha toccate?
Ivana: no, ha detto di no che non le ha toccate, mi ha detto Massimo, sicuro, ...pero' ce l'ho detto, c'ho detto guarda c'ho detto tu, ce l'ha, io, ieri ce l'ho detto a Paolo, c'ho detto non andare piu' manco a lavorare da lui, perche' lo tua rovina sono loro, perche' loro certamente vogliono metterlo dentro per, cioe' tuo fratello e Ciccio il barbiere perche' si vede che c'e'..;
(…)

Un'ora dopo circa, NUCERA Antonio si reca presso l'Hotel Ambra e cinque minuti dopo si allontana [...].

Lo stesso giorno 12 luglio, RODA' Francesco Antonio si portava presso l'Hotel Ambra [...]. E' stata intercettata una conversazione con NUCERA Paolo nel corso della quale RODA' ribadiva a NUCERA di non parlare; NUCERA Paolo manifestava le proprie preoccupazioni e RODA' lo tranquillizzava dicendogli che se gli inquirenti avessero rilevato le sue impronte lo avrebbero già tratto in arresto; ha poi aggiunto che secondo lui la Polizia stava cercando di acquisire ulteriori indizi, stimolando le persone coinvolte. Inoltre, RODA' Francesco Antonio si riferiva al fatto che le armi erano state ricevute presso la discarica e poi spostate; i due facevano anche riferimento alle impronte e RODA' sosteneva che se le armi erano state pulite, non sarebbe stato possibile rilevare le sue impronte, ribadendo di riferire a sua figlia e al suo compagno (ARCO Massimiliano) di non parlare della vicenda. Inoltre, RODA' Francesco Antonio consigliava a NUCERA, nel caso fosse stato convocato da un magistrato, di negare il possesso delle armi, che dovevano essergli fatte contestazioni specifiche, mentre, secondo lui, le impronte non erano state trovate, altrimenti NUCERA Paolo sarebbe stato già convocato. RODA' Francesco Antonio ha affermato che il problema era il "codardu" "u scecco lo sopra" riferendosi a NUCERA Antonio [...]. In questa conversazione RODA' dimostra di conoscere particolari circa la detenzione delle armi che ne fanno ritenere un soggetto consapevole della detenzione, consapevolezza che solo chi partecipa al relativo traffico può avere.

Il successivo 13 luglio 2014, NUCERA Paolo parla sulla soglia dell'albergo con ARCO Massimiliano (...). La conversazione viene registrata ed ha ad oggetto le armi e le impronte prese ad ARCO Massimiliano; i due concordano una versione da fornire agli inquirenti nel caso in cui ARCO Massimiliano venga chiamato dalla Polizia, NUCERA suggerisce ad ARCO di dire di aver toccato le armi accidentalmente mentre svolgeva la propria occupazione di netturbino. NUCERA, comunque, esclude che le armi potessero presentare delle impronte in quanto erano state pulite e oliate, ed esorta ARCO Massimiliano a ribadire che non c'entrava nulla con la vicenda.

(...)
Paolo: inc..."non c'entro niente...inc... E' lavoro che l'abbiamo toccate...inc..." Non c'entra nulla adesso, dopo... inc. .. quello che... inc. .. che l'hanno pulite, l'ha oliate, ... inc. ..
(...)
(...)
Massi: ...e ma l'Anto adesso ha paura. Sai come...inc...
Paolo: Eh ma adesso ha paura cosa vuol dire? La vita è fatta così...
(...)

ARCO Massimiliano dice a NUCERA Paolo che alla fine sarà solo lui a pagare per la vicenda e NUCERA Paolo gli ha fatto comprendere di non preoccuparsi per il denaro necessario per affrontare le eventuali vicende giudiziarie. NUCERA Paolo ribadisce anche ad ARCO che "lui" - probabilmente riferendosi a RODÀ Francesco Antonio - non ne vuole sapere nulla della situazione [...]. Il 15 luglio 2014, si è registrata una conversazione tra MANGLAVITI Giuseppa e ARCO Massimiliano che esprime tutta la sua preoccupazione poiché ha ricordato che quando "aveva spostato tutto", le aveva toccate aggiungendo che aveva paura delle eventuali conseguenze per tale sua condotta e si era preordinato due possibili "alibi” […]

Lo stesso giorno, militari dell'Arma dei Carabinieri, davano esecuzione ad una serie di Ordinanze di Custodia Cautelare in altro procedimento; alle ore 09.39 ARCO Massimiliano chiama la compagna NUCERA Antonella e i due si confidano di avere temuto che l'attività delle forze di Polizia fosse relativa alle armi e ARCO Massimiliano dice di aver pensato che lo stessero per arrestare [...]. NUCERA Antonella, il giorno precedente, aveva litigato con il padre e, parlando con il compagno, si lascia andare a commenti negativi nei confronti di NUCERA Paolo, lasciando intendere che egli è la causa di tutti i loro problemi sottolineando che ha la coscienza sporca e si difende attaccando. NUCERA Antonella arriva a dire: "...è 30 anni che cerca di buttare merda sugli altri per coprire se stesso..." [...]. Questo evidenzia che sia stato NUCERA Paolo a coinvolgere ARCO Massimiliano nella questione delle armi.

In data 15 luglio 2014, è stata effettuata una perquisizione presso l'abitazione di NUCERA Giovanni, figlio di NUCERA Antonio, sita in Carasco. Lo stesso giorno è stato documentato un incontro tra NUCERA Antonio e NUCERA Paolo intenti a discutere nei pressi del "Bar Cecè" sino alle ore 18.05. Alle ore 19.14, si sono registrate due conversazioni telefoniche tra ARCO Massimiliano e NUCERA Antonella, nel corso delle quali i due hanno fatto riferimento alla perquisizione che la Polizia ha effettuato nei confronti di NUCERA Giovanni e NUCERA Antonella, dopo avere appreso i particolari dell'attività ha esclamato "oh Santa Vergine Maria", palesando in questo modo le proprie paure [...]. Verso sera si recano presso l'albergo Ambra PINASCO Ivana e il marito, NUCERA Antonio [...]. Nella hall dell'albergo, si è registrata una conversazione fra PINASCO e MANGLAVITI Giuseppa incentrato sulla perquisizione che poche ore prima aveva subito il figlio NUCERA Giovanni, [...]; PINASCO riferisce che il figlio soffre di crisi d'ansia per il timore che la Polizia lo arresti [...]

Il giorno della perquisizione effettuata a carico di NUCERA Giovanni, figlio di Antonio, viene registrata una conversazione tra NUCERA Paolo e suo figlio Giovanni, nel corso della quale Giovanni pone al padre delle domande esplicite sulla vicenda delle armi e NUCERA Paolo gli manifestava le proprie perplessità dicendogli di non riuscire a comprendere in alcun modo come avesse fatto la Polizia a rinvenire l'arsenale occultato a San Colombano Certenoli dicendogli anche che lui non avrebbe avuto alcun problema a rendere dichiarazioni, poiché era sicuro che non gli avrebbero potuto contestare nulla, ovvero le sue impronte digitali, perché egli non aveva toccato le armi in questione [...]. Dal dialogo sembra comprendersi che erano state terze persone ad occuparsi di recuperare le armi in discarica e trasferirle a San Colombano Certenoli, dove poi sono state rinvenute, aggiungendo che i medesimi soggetti che si sono occupati dello spostamento avrebbero dovuto occuparsi anche della manutenzione delle stesse (cioè pulire ed oliare le armi), provvedendo alla cancellazione di eventuali impronte. In altra conversazione del 21 luglio fra NUCERA Antonio e la sorella Angela, il primo dice che in caso di arresto del figlio Giovanni, lui si sarebbe vendicato con NUCERA Paolo e RODA' Francesco Antonio rovinandoli. NUCERA Angela cercava di calmare il fratello Antonio, dicendogli che il figlio Giovanni non poteva essere arrestato poiché non aveva mai toccato le armi ritrovate dalla Polizia [...].


Le armi rinvenute erano avvolte in otto confezioni da 1 Kg. di caffè marca "Lavazza Bar - super gusto" su cui sono stati rilevati i riferimenti alfanumerici e barcode per ottenere dati utili alla tracciabilità del prodotto ed addivenire all'eventuale individuazione dell'acquirente finale. La società Lavazza spa riferiva che gli identificativi comunicati appartenevano a lotti prodotti tra il 2004 ed il 2009 venduti a vari esercizi pubblici elencati in dettaglio tra cui risulta l'Ambra Bar di NUCERA Paolo. Nello specifico risultava che il Bar avesse acquistato due confezioni del lotto n. AN22DU, corrispondente ad una delle confezioni sequestrate nel corso del rinvenimento dell'arsenale (...)

Il 30 luglio 2014 II Secolo XIX pubblicava la notizia, spiegando in maniera dettagliata che le confezioni di quella marca di caffè facevano parte di una fornitura che, tempo fa, era stata distribuita a Lavagna precisando che due bar, frequentati da soggetti collegati alla 'ndrangheta, avrebbero potuto essere stati gli acquirenti proprio di quelle confezioni.


Il 30 luglio 2014 alle ore 19.05, PINASCO Ivana giunge all'Hotel Ambra e si intrattiene a conversare con la cognata, MANGLAVITI Giuseppa in merito all'articolo di stampa in cui si parlava la busta di caffè [...] [...].

Il 1 agosto 2014 NUCERA Paolo manifestava a RODA' Francesco Antonio tutta la sua preoccupazione in merito a quanto scritto sui giornali, ma RODA' lo tranquillizza dicendogli che era molto difficile rilevare impronte sulla plastica, come era assai difficile, per gli inquirenti, effettuare altri tipi di accertamenti. RODA' Francesco Antonio gli ha ricordato che "la plastica" era rimasta all'aperto, suggerendo al cognato la linea di difesa nel caso in cui gli fosse stato mosso qualche addebito [...].

Ciccio: Nel mese di Dicembre.......(si cacciau di qui) tradotta dal dialetto calabrese... " è stata cacciata da qui "....[...]
Paolo:...inc....
Ciccio: lo plastica è spirito o simile ... Paolo!! ... [...]
Paolo: Ma era risonabile o simile..[...]
Ciccio: Non este di fuori a plastica,.... capisti ?, tradotta dal dialetto calabrese...." non era di fuori lo plastico,.... capisci ?" […]
(…)
Paolo: ...inc... eh lo so ma io, ma qui dentro non ci si può ...inc... 
Ciccio: va beh ...inc... io ti sto dicendo che devi parlare il minimo ...inc...
(...)

Alle ore 19.42 giunge all'albergo Ambra NUCERA Antonio, che si intrattiene con il fratello Paolo nei pressi dell'ingresso della struttura [...]. NUCERA Paolo, parlando con suo fratello Antonio, fa riferimento alle confezioni di caffe "....Paolo: possono essere anche 10 kg miei..." e dichiara che le armi le aveva caricate lui stesso sul camioncino e di avere detto di trasportarle in discarica dove avrebbe dovuto buttare tutto [...].

Paolo: Ma le ho caricate io […]
Antonio: comunque....
Paolo: Le ho caricate io sul quel camion.. [...]
Antonio: Comunque non succede niente
Paolo: E c'ho detto io,... c'ho detto queste qui, quando arrivi lassu' a..inc... li butti, ( i due salutano TP dicendo ciao ciao bello ).. li caricate con la pala e li portate dove cazzo e basta finisce lì... Il mongolo li ha visti...e ha chiamato a Giovanni mio ...inc...[...]
Antonio: E là forse pure li posarono (e là,.. forse le hanno messe)...[...]

NUCERA Paolo ha insistito con il fratello dicendo che "loro", NUCERA Giovanni ed ARCO Massimiliano - le avevano lasciate in discarica e poi il successivo spostamento dalla discarica al luogo dove poi erano state rinvenute era avvenuto ad opera di altri [...].

Paolo: ah?
Antonio: a San Colombano
Paolo: che li portarono al monte non c'entra niente, perchè non mostrano proprio niente, ma non c'entro niente. Non c'entra nessuno parente nostro. [...] Quello che c'entra non c'entra.[...] E' un estraneo per fare un favore, ... Perchè ce ne aveva anche lui e lo ha fatto, perchè tanto lui era... […]

Da un'altra conversazione si è compreso che NUCERA Antonio si è lamentato con il fratello Paolo perché gli avevano fatto rischiare tanti anni di galera, avendogli chiesto di occultare le armi presso la discarica di Madonna della Neve [...]. NUCERA Antonio ha affermato che le armi erano interrate nella sua discarica, ma Paolo ha precisato che non erano sotterrate, si trovavano in un posto vicino ad un camion che avevano parcheggiato [...].

(…)
Antonio: Erano sotto sai !!...[...]
Paolo: Eh...ma se ci ...inc...
Antonio: Ah noo...inc...erano sotto...[...] 
Paolo:.. " non erano sotto "...." lo so io dov'erano " erano lì dove..inc...dove abbiamo messo quel camion..inc....[...]
Antonio: E'..si.. eh...inc.... 
Paolo: Erano di qua loro,...non erano...inc.. non potevano..inc..perchè c'erano...inc.. comunque ...inc... può ...inc...quanto vuole lui....perchè se ...inc....[...]
(...)


Nella vettura Fiat 16, in uso a NUCERA Antonio, si è registrato l'ultimo brano della conversazione di cui trattasi in cui NUCERA Paolo ha chiesto al fratello Antonio di comunicare al figlio Giovanni di non parlare con nessuno della vicenda relativa alle armi, anche e soprattutto se fossero stati pubblicati altri articoli di stampa [...]. Il 2 agosto 2014 è emerso lo stato di apprensione e disperazione di ARCO Massimiliano, il quale parlando con la moglie le dice: "sono nervoso, sono nervoso... perché sto sempre pensando a quelle cazzate lì e non mi va a me, belin...!" [...]

ARCO Massimiliano dice alla compagna che siccome lui si è comportato male con il proprio fratello ora il destino si accanisce contro di lui: "ho sbagliato con mio fratello... allora mi ricade tutto dietro, hai capito!..." [...]
Il 23 febbraio 2015 NUCERA Antonio e la moglie PINASCO Ivana tornano a parlare delle armi; Antonio dice che è impossibile che il figlio Giovanni venga arrestato perché egli non le "ha toccate". PINASCO Ivana fa riferimento al fatto che una pistola sia caduta e, nel riprenderla sia stata toccata, comunque il marito afferma che sicuramente le pistole erano state pulite e quindi non era possibile che fossero rimaste le impronte di NUCERA Giovanni; nel corso della conversazione si fa riferimento NUCERA Antonio, Totò, che avrebbe pulito le armi e a RODA' Francesco Antonio, il barbiere, presente quando le scaricavano. [...].»

Altro capitolo è quello del traffico illecito dei rifiuti. E qui basta ripercorrere, ancora una volta, quanto indicato in merito, sinteticamente, dal GIP a carico di NUCERA Antonio, NUCERA Francesco, NUCERA Paolo, NUCERA Giovanni (figlio di Paolo), PINASCO Ivana e ROSSI Lorenzo:

«Presso la località Madonna della Neve del Comune di Lavagna, in un terreno di proprietà dei fratelli NUCERA Antonio, Francesco e Paolo, è situata la Stazione di trasbordo rifiuti (Eco Centro), unico sito autorizzato nel Comune di Lavagna per lo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani, differenziati ed indifferenziati. Come risulta dalla documentazione in atti ed, in particolare, dalla convenzione 14 giugno 2001, la Autotrasporti Nucera s.n.c. assumeva l'impegno alla realizzazione di una stazione di trasbordo rifiuti ivi compresa la realizzazione di un sito per lo stoccaggio della raccolta differenziata; il Comune di Lavagna si impegnava alla corresponsione di un canone annuo che, per il periodo dal 1 maggio 2006 al 30 aprile2015, era previsto fosse pari a duecento milioni di lire. La ditta Autotrasporti Nucera è titolare dell'autorizzazione per il trasporto e gestione dei rifiuti solidi urbani rilasciata in data 21.06.2005 dalla Provincia di Genova, Area Ambiente, oltre all'autorizzazione per la gestione della stazione trasbordo rifiuti rilasciata con atto nr. 3674 in data 18 giugno 2010 dallo stesso ente territoriale.

Dal gennaio 2009 la raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziati ed indifferenziati ed il trasporto ai siti di conferimento finale è stata aggiudicata alla Soc. Coop. IDEALSERVICE s.r.l.; parte dei servizi aggiudicati, sono stati subappaltati alla ditta Autotrasporti Nucera sino al 20 gennaio 2015; in particolare, è stato subappaltato il servizio di trasporto dei rifiuti solidi urbani e di quelli differenziati dall'Eco Centro a siti di conferimento finale (i rifiuti solidi urbani alla discarica AMIU di Genova Scarpino, il ferro alla ditta RISALITI con sede a Chiavari in località Caperana, il legno alla ditta RISALITI e/o la ditta COSTA Mauro di Aulla, la plastica utenze non domestiche, il verde e i rifiuti ingombranti all'impianto di COSTA Mauro sito ad Aulla, la carta e i cartoni alla ditta Bonavita sita a Ferriere di Lumarzo (GE), il vetro alla ditta Re.Vetro srl con sede legale a Carasco (GE), l'umido alla ditta San Carlo srl con sede legale a Fossano (CN)).

In forza dei contratti di subappalto IDEALSERVICE paga all'Autotrasporti Nucera € 3.800,00 mensili per il tempestivo smaltimento dei rifiuti differenziati stoccati temporaneamente nell'Eco Centro, a prescindere dalla quantità e dalla categoria degli stessi, mentre paga euro 17 per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato smaltito alla discarica di Scarpino, con una previsione di circa 8.100 tonnellate annue.

A partire dal 2 maggio 2011, Idealservice affitta dalla ditta Autotrasporti Nucera, un'area all'interno dell'Eco Centro per il ricovero dei mezzi utilizzati per lo svolgimento del servizio di raccolta rifiuti pagando circa euro 55.000,00 annui. In località Madonna della Neve, dunque, è situata l'unica stazione di trasbordo rifiuti del Comune di Lavagna (Eco Centro) di proprietà della Nucera s.n.c., centro in cui sono convogliati i rifiuti solidi urbani differenziati ed indifferenziati per lo stoccaggio e la destinazione ai siti di conferimento finale.

Oltre ai rifiuti portati dalla Idealservice a seguito dell'attività di raccolta, possono essere portati rifiuti indifferenziati, negli orari e nei giorni prestabiliti, da parte dei contribuenti nel Comune di Lavagna; il conferimento è gratuito e deve essere documentato. Dal regolamento risulta che l'orario di accesso da parte di terzi privati era previsto nei giorni di Lunedì, Mercoledì e Sabato dalle ore 8 alle 13, è vietato il conferimento di rifiuti inerti ingombranti da parte di soggetti che svolgono attività commerciali o artigianali; possono depositare rifiuti ingombranti le ditte autorizzate che devono compilare apposito formulario; è vietato il conferimento di residui di lavorazioni edili e di ogni altro rifiuto classificato speciale o pericoloso. (...)


Con riferimento al reato in esame, vengono in considerazione le dichiarazioni rese a sit da Nidielli Michela, responsabile ufficio procedimenti amministrativi in relazione alla raccolta di rifiuti per il Comune di Lavagna, e da Cogorno Renato, Dirigente del Settore servizi alle imprese e al territorio del Comune di Lavagna a partire dal marzo 2014 (...), nonché l'attività di p.g. consistente nelle intercettazioni e riprese dei luoghi interessati.


In particolare, risulta che i funzionari citati avevano fatto installare da parte del Comune di Lavagna un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso per riprendere le operazioni di carico e scarico dei rifiuti indifferenziati. Durante le operazioni di installazione, nel gennaio 2014, erano state segnalate delle attività di mescolamento di rifiuti differenziati con i rifiuti indifferenziati; nella specie, era stato visto un operaio vuotare un container contenente sfalci, rifiuti provenienti da potature e falciature di aree verdi, sopra un cumulo di rifiuti indifferenziati, quindi, con una pala meccanica, coprire gli sfalci con altri rifiuti indifferenziati.

Come risulta dall'annotazione 19 luglio 2014 (...) le immagini filmate erano consegnate alla p.g. dalla Nidielli con l'indicazione che in esse si riscontra che in più occasioni venivano gettati nel cumulo dei rifiuti indifferenziati rifiuti di generi diversi; risulta, inoltre, che i soggetti terzi accedono alla discarica in orari diversi da quelli previsti per il conferimento. L'esame dei fotogrammi, specificatamente presente nella citata annotazione, evidenzia diversi casi (dal 23 gennaio al 30 giugno 2014) in cui accedono all'area mezzi di soggetti terzi che scaricano materiale vario, residui verdi, materiali ingombranti, mobili, residui di ristrutturazioni edili, taniche di plastica, bidoni, probabilmente contenenti vernici, nell'area destinata ai rifiuti a secco; si evidenzia, altresì, che il materiale scaricato viene mischiato ai rifiuti a secco e ricoperto con l'azione di mezzi meccanici.

Altre rilevanti indicazioni sono contenute nell'annotazione 5 agosto 2014 (...), da cui emerge sia la commistione di rifiuti di diverso genere, che il loro carico sul camion compattatore diretto alla discarica di Scarpino, destinata ai soli rifiuti indifferenziati. Significativa è l'analisi dei fotogrammi relativi alle due giornate prese in considerazione, quella del 13 maggio 2014 e quella del 13 giugno 2014 specificatamente riportati in detta annotazione. La visione dei fotogrammi permette di verificare che nel camion compattatore vengano caricati rifiuti di tipo diverso, differenziati e indifferenziati che erano stati in precedenza commisti. Altre indicazioni risultano dall'esame dei fotogrammi di cui al tomo 3 dell'informativa (...). Con riferimento alle giornate del 20 maggio 2014 e 27 giugno 2014, si notano attività di scarico e conferimento di bidoni di latta presumibilmente contenenti vernici; il 30 giugno 2014 risulta l'ingresso di un autocarro della ditta Efil Maber s.r.l. (di cui è socio Mandato Ettore) che ha ad oggetto attività di costruzioni e ristrutturazioni, con il cassone carico di latte taniche e bidoni, pannelli per controsoffitti; risulta che detto materiale è scaricato nella zona destinata al rifiuto indifferenziato e, successivamente allo scarico, il materiale è occultato, sotto gli altri rifiuti, da NUCERA Francesco che utilizza all'uopo una pala meccanica.

Dall'attività di indagine, risulta anche che presso l'Eco Centro facevano ingresso, per conferire rifiuti di vario genere, soggetti non autorizzati in quanto non privati contribuenti del Comune di Lavagna, ma soggetti che svolgono attività di impresa. Tra i casi accertati e di cui agli atti (...), si indicano quelli che seguono.

In data 10 maggio 2014 alle ore 10.46, dal servizio di intercettazione telefonica si registrava una conversazione nella quale un soggetto di nome Buscaglia (utenza telefonica intestata a Buscaglia Traslochi s.n.c.), chiedeva a NUCERA Antonio se poteva recarsi in discarica. NUCERA acconsentiva [...]. Dalle riprese video, alle ore 11.05.30 si rilevava un autocarro Nissan di colore blu e bianco targato EP088EL dal quale venivano scaricati mobili, tra cui un materasso, una cucina e altri oggetti di vario genere.

In data 26 maggio 2014 alle ore 14.54 dalla visione delle telecamere si notava giungere alla stazione di trasbordo un furgone Fiat ducato targato BR958AC intestato a Promaker srl, insieme ad un altro furgone Ducato targato DX626DM intestato alla cooperativa sociale Due Mondi. Dai due mezzi, in presenza di NUCERA Antonio, vengono scaricati dei pannelli, un computer, una bombola del gas, e una barca presumibilmente in vetroresina.

In data 30 maggio 2014 alle ore 10.44 dalla visione delle telecamere si notava un autocarro Nissan bianco targato DG607RT intestato alla ditta Costruzioni Edili MT s.n.c. di Talerico Massimo dal quale venivano scaricate delle tavole di legno e materiale vario nei cassoni, mentre sulla piattaforma centrale veniva scaricato un sacco chiuso (...).

In data 4 giugno 2014 alle ore 09.35 dalla visione delle telecamere si notava un autocarro Nissan bianco targato BV238PC intestato alla ditta Costruzioni Edili MT dal quale veniva scaricata della plastica, imballaggi, un contenitore cilindrico del tipo utilizzato per le vernici, e tubi. Venerdì 27 Giugno 2014 alle ore 14.10 si distingue l'autocarro di colore bianco tipo Porter con il cassone carico di fusti pieni di probabili residui di vernici o altro materiale inquinante; il soggetto scarica i bidoni in "ordine sparso "nel cumulo di rifiuti definito "secco", dietro indicazione di un uomo che è stato successivamente identificato dalla PG in NUCERA Francesco. Immediatamente dopo NUCERA Francesco, aziona la pala e occulta con particolare accuratezza tutti i bidoni sotto gli altri rifiuti.

Venerdì 27 Giugno alle ore 17.02 si distingue un autocarro di colore bianco tipo Pickup con il cassone carico di rifiuti ingombranti accedere all'Eco Area; i soggetti, alla presenza di NUCERA Francesco, scaricano tutto il materiale nella zona destinata al Secco. Dall'attività di indagine sono emersi anche casi i cui i soggetti che conferiscono presso l'Eco Centro versano del denaro all'ingresso della discarica. In data 12 maggio 2014 alle ore 15.23 si registrava una conversazione intercorsa tra uno straniero e NUCERA Antonio nella quale il primo informava NUCERA che sarebbe arrivato un furgone per scaricare del materiale, in seguito sarebbe giunto anche lui con un altro mezzo. Nella conversazione lo straniero facendo capire a NUCERA Antonio che aveva una notevole quantità di materiale da scaricare, diceva "100 euro", facendo comprendere che poteva trattarsi del prezzo che avrebbe voluto corrispondere. NUCERA Antonio, risentito, rispondeva all'interlocutore con una bestemmia e lo redarguiva a parlare di denaro [...]. Alle ore 15.25 dalle riprese si vedeva accedere alla stazione di trasbordo un furgone Iveco Bianco, targato CZ160WK, intestato a Niga Dorin Vasile (dal) quale venivano scaricate sulla piattaforma centrale varie tipologie di rifiuti; in seguito il furgone si spostava presso il container di colore blu all'interno del quale veniva scaricato un frigorifero. Il tutto avveniva alla presenza di NUCERA Francesco.

In data 12 maggio 2014 alle ore 11.34 un certo Adamo, che utilizza l'utenza cellulare intestata a Cavallo Simona, chiama NUCERA Antonio e gli chiede se può andare a scaricare così gli darà anche i soldi che gli deve. NUCERA Antonio che si trova dal Bar CECE' dice che si vedranno in discarica [...]. Alle ore 11.53 dalla visione delle telecamere si notava un Autocarro BSI targato ED567FG intestato alla ditta Edilcavallo, dal quale veniva scaricata una lavatrice nel cassone del metallo (...). Alle ore 11.54.47 si vede Adamo pagare NUCERA Antonio, come pattuito nella telefonata precedente.


Dall'esame delle registrazioni risulta la presenza dei fratelli Antonio e Francesco NUCERA durante le operazioni di commistione dei rifiuti, i quali a volte personalmente provvedono con l'utilizzo della pala meccanica a mischiare i rifiuti indifferenziati con i rifiuti differenziati così da occultare l'avvenuta commistione. Altre volte provvede, su indicazione dei NUCERA, il dipendente ROSSI Lorenzo.

Significative sono anche alcune risultanze dell'attività di intercettazione. Il 26 giugno 2014 [...], nel corso di una lite tra NUCERA Antonio e il fratello Francesco, ROSSI Lorenzo che cercava di calmarli, ha segnalato a NUCERA Antonio che era giunto un camion che doveva scaricare della pittura, questi gli ha detto che non poteva scaricarla lì dentro spiegando al camionista che, conferendo quel rifiuto nocivo nella stazione di trasbordo, vi era il rischio che le telecamere del Comune riprendessero l'illecita attività. Successivamente, però, Francesco NUCERA dice di essersi accordato lui e l'attività di conferimento viene consentita
(...)
Si rivolge poi a TP a cui dice che non può prendere quel tipo di spazzatura che ha...inc...perchè è nociva capisci...chi ti manda?.[...]
Francesco: E' d'accardo con me...è d'accordo con me... […]
Antonio: eh.. allora vai giù, vai vai
(...)

Altra significativa conversazione, sia per dimostrare l'illecita gestione che per dimostrare la consapevolezza degli indagati e, nel caso, di NUCERA Francesco, è quella di seguito riportata, intercorsa fra Francesco NUCERA ed il fratello Paolo […]
Francesco: ma tanti anni fa di Chiavari, Genova, da tutti i Comuni che venivano...
Paolo: ..ahh...
Francesco: trasportatori, portavano la roba a Genova, da Milano, da... Allora li hanno denunciati per quello, prima o dopo ci succede anche a noi......perché c'era uno stamattina che è venuto ha fatto 2/3 viaggi di mattoni e rotti,. .. disse: ''suo fratello "..c'ho detto: "Non voglio nemmeno saperlo" c'ho detto, ero su... "Vai su e mettiti d'accordo con lui state facendo dei lavori, state facendo tutto per andare in Pretura". Si è messo a ridere... C'erano in tre sul camioncino. E poi io ero di sopra che dovevo aggiustare l'affare, non sapevo dove sbattere, c'avevo la pala rotta .inc. è andato giù e prendeva quel coso, quel zetto fuori,....e lo buttava dentrola spazzatura ... nell'orario di punta, che tutti gli operai arrivavano,....poi tutto ad un colpo è arrivato Marcello e non so come se l'è cavata...per conto mio non arrivo a capirlo come sta facendo, ...non ci arriva Paolo!! ..

Il 6 dicembre 2014 NUCERA Antonio chiama ROSSI Lorenzo e gli dice di ribaltare nella spazzatura del materiale da un camioncino e provvedere a schiacciare e coprire il tutto [...].
Lorenzo: pronto
Antonio: ti volevo dire sul camioncino c'è roba che eh...la ribalti nella spazzatura e la schiacci che non si vede, lo copri va bene?
Lorenzo: ok ok
Antonio: quando non c'è nessuno eh?
Lorenzo: eh

Anche nella conversazione registrata in data 12 gennaio 2015, NUCERA Antonio in auto con la sorella Angela dichiara di mischiare i rifiuti, la plastica con l'erba e di conferire il tutto a Scarpino [...]. Altre conversazioni oggetto di intercettazione dimostrano le dazioni di denaro a NUCERA Antonio per effettuare conferimenti di rifiuti differenziati alla discarica: conversazione in data 28 giugno 2014 in cui NUCERA Antonio, dice al proprio interlocutore che per smaltire una cucina doveva corrispondere 7 euro al quintale [...]; conversazione in cui NUCERA informa l' interlocutore che avrebbe dovuto pesare i suoi rifiuti e farlo pagare per lo smaltimento [...], conversazione in cui riferisce che il prezzo per lo smaltimento dei rifiuti trasportati era di 7 euro al quintale, dicendogli anche che se avesse dovuto "fare un imbroglio" - ossia amalgamare rifiuti di genere diverso - sarebbe stato opportuno recarsi in un luogo dell'Eco Centro che non fosse ripreso dalle telecamere del Comune [...]; Il 5 agosto 2014 tale Moglia Franco ha rappresentato a NUCERA Antonio che aveva da scaricare dei mobili e quest'ultimo gli ha risposto che il prezzo è di 8 euro (al quintale) [...].

Inoltre, dalle sit rese da Nidielli Michela, all'epoca responsabile ufficio settore ambiente del Comune di Lavagna e Cogorno Renato, dirigente del settore servizi alle imprese e al territorio Comune di Lavagna, (in data 21 luglio e 9 agosto 2014), dall'esame dei MUD (Modello unico dichiarazione ambientale), acquisiti dalla PG, risulta che sono state riscontrate evidenti discrepanze sui quantitativi di rifiuti rispetto a quanto dichiarato al Comune di Lavagna: nel 2009 sulle apparecchiature elettriche si è riscontrato un quantitativo maggiore di circa 13 tonnellate, sui televisori e monitor un quantitativo maggiore di circa 9 tonnellate e sugli sfalci (rifiuti biodegradabili) un quantitativo maggiore di circa 7 tonnellate; nel 2010 sulle apparecchiature elettriche un quantitativo maggiore di circa 24 tonnellate, sull'alluminio un quantitativo maggiore di circa 3 tonnellate e sugli sfalci di circa 11 tonnellate; nel 2011 sul metallo, un quantitativo maggiore di circa 20 tonnellate; nel 2013 ha rilevato sui rifiuti solidi urbani, un quantitativo maggiore di 168 tonnellate, sul metallo un quantitativo maggiore di 52 tonnellate e sul legno un quantitativo maggiore di 174 tonnellate.

Le tonnellate di rifiuti differenziati in eccedenza dimostra che l'Eco Centro sia utilizzato più come una discarica che come area di trasbordo rifiuti, consentendo il conferimento anche a soggetti non autorizzati.
Il Comune di Lavagna non ha raggiunto le percentuali di raccolta differenziata previste dal decreto 152/2006 ed è stato sottoposto ad indagine da parte della Corte dei conti
.


Conclusivamente, può affermarsi che dall'esito delle indagini emerga come sistematicamente presso l'Eco Centro vengano portati rifiuti di vario genere, anche pericolosi ed anche da parte di soggetti non autorizzati, e che i rifiuti differenziati vengano mischiati ai rifiuti indifferenziati, destinati ad essere avviati alla discarica di Scarpino. Trattasi di comportamento sistematico, realizzato su grandi quantitativi di rifiuti, che integra il reato di cui all'art. 260 D. Lvo 152/2006 contestato sotto il profilo oggettivo; sussiste, altresì, l'elemento soggettivo e, cioè, il dolo specifico di conseguire un ingiusto profitto. Come sopra indicato, il contratto di appalto in forza del quale la Autotrasporti Nucera effettua il servizio di trasporto dei rifiuti prevede il pagamento di una cifra fissa, pari ad euro 3.800,00 mensili, per i rifiuti differenziati a prescindere dalla quantità e qualità, ma prevede il pagamento della somma di euro 17 per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato smaltito alla discarica di Scarpino, con la previsione di circa 8.100 tonnellate l'anno. Lo smaltimento a Scarpino del rifiuto indifferenziato è, dunque pagato, a differenza dello smaltimento del rifiuto differenziato, in proporzione alla quantità di rifiuto trasportato: da ciò l'ovvia conseguenza che l'accertata commistione di rifiuti differenziati nei rifiuti indifferenziati aumenta la quantità e, quindi, il peso del rifiuto indifferenziato e, conseguentemente, il ricavo a favore della Autotrasporti Nucera

Ancora, sul punto del danno prodotto, il GIP:

«Sulla base delle dichiarazioni rese da Nidielli Michela, all'epoca responsabile ufficio settore ambiente del Comune di Lavagna e Cogorno Renato, dirigente del settore servizi alle imprese e al territorio Comune di Lavagna (sentiti a sit in diverse occasioni negli anni 2014 2015, sit riportate ...) , risulta che la Nidielli, nel controllo dei formulari relativi al conferimento dei rifiuti presso l'Eco Centro e relativi al trasporto dall'Eco Centro ai siti di conferimento finale, aveva notato delle divergenze nel senso che i quantitativo di rifiuti destinati alla discarica di Scarpino, rifiuti indifferenziati, era maggiore rispetto al quantitativo conferito presso l'Eco Centro. Precisamente, come risulta dal verbale di sit di Cogorno Renato e Nidielli Michela in data 28 maggio 2014 e dall'esame della documentazione, è risultato che le differenze relative al rifiuto indifferenziato sono state: di circa 20 tonnellate per il 2010, di circa 40 tonnellate nel 2012, di circa 40 tonnellate nel 20B, di circa 4 tonnellate nei primi mesi del 2014. Le discrepanze verificate trovano giustificazione nell'attività di commistione dei rifiuti differenziati nei rifiuti differenziati sopra ampiamente analizzata. L'aumento del quantitativo di rifiuto indifferenziato comporta un aumento del conferimento presso la discarica di Scarpino con conseguente maggiori ricavi per la ditta Nucera considerato, come si è sopra visto, che lo smaltimento del rifiuto indifferenziato è pagato a peso. A ciò consegue un corrispondente danno per il Comune di Lavagna che paga quello smaltimento e che paga indebitamente per l'eccedenza».


(fine secondo capitolo della 2° parte – segue)


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