Colpita ancora la 'ndrangheta in Piemonte. Colpo alla cosca del GULLACE

Scritto da Uff.Pres. - Com.St. Procura di Torino

Altro colpo alla 'ndrangheta al nord. Altro colpo alla ragnatela che fa capo al GULLACE Carmelo.

L'immagine a lato [clicca sull'immagine per ingrandirla] la proiettammo ad Alessandria il 21 settembre 2012, ora gli obiettivi indicati nelle "frecce" che portavano a Novara, Biella, Vercelli e torinese, dopo l'operazione odierna della DDA di Torino, si possono considerare "obiettivi colpiti".

Ringraziamo i reparti impegnati nell'articolata inchiesta e la DDA di Torino per aver portato a termine questa nuova Operazione con misure cautelari e sequestri preventi.

Ora si vada avanti, serve fare TABULA RASA!

Di seguito il Comunicato Stampa del Procuratore Capo di Torino, Armando Spataro...

PROCURA della REPUBBLICA
presso il TRIBUNALE di TORINO 

Torino, 01/07/2016 


COMUNICATO STAMPA 


Sono stati eseguiti 18 provvedimenti cautelari (15 di custodia cautelare in carcere, 1 di arresti domiciliari trattandosi di un ultrasettantenne, e 2 di obblighi di presentazione alla PG), per associazione mafiosa (‘ndrangheta) armata e concorso esterno in associazione mafiosa, una serie di gravi reati di estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti aggravati, incendi, sequestro di persona (605 cp) e un tentato omicidio aggravato.

Trattasi di indagine ampia ed articolata condotta da diverse forze di polizia (in primis Gico di Torino, Squadra Mobile di Torino e di Biella, unitamente ai CC della Stazione di Volpiano che hanno condotto le indagini per il grave tentato omicidio occorso nel luglio 2010 a Volpiano a danno di TEDESCO Antonio) che ha permesso di individuare una cellula ‘ndranghetista (esponenti della cosca Raso-Gullace-Albanese) operativa nel territorio dell’alto Piemonte, spaziando nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara ( si parla convenzionalmente del “locale di Santhià” sulla base di una conversazione intercettata nel 2010) in costante collegamento con altri esponenti della medesima associazione mafiosa , dimoranti nella provincia di Torino (nella specie Saverio e Rocco Dominello, esponenti della cosca Pesce Bellocco di Rosarno).

Le indagini hanno accertato condizioni di evidente assoggettamento e omertà dimostrate anche da reticenze e assenze di denunce di fatti emersi grazie alle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale. Le uniche denunce sono riconducibili a fatti (incendi e danneggiamenti aggravati principalmente) che hanno determinato nell’immediatezza l’intervento delle forze del’ordine, ma sono risultate comunque reticenti in relazione alla mancata indicazione di rapporti pregressi con i prevenuti.

Sono state evidenziate ipotesi di vera e propria guardianìa verso locali di intrattenimento notturno, soggetti ad una vera e propria protezione mafiosa, i cui gestori, escussi nel corso delle indagini, hanno escluso di essere vittime di estorsione negando rapporti con i prevenuti che le operazioni tecniche hanno invece certificato con certezza.

Tra i fatti di maggior gravità un sequestro di persona perpetrato nel novarese nel 2010 a danni di un imprenditore e un tentato omicidio pluriaggravato commesso nel luglio 2014 a Volpiano a danno di Tedesco Antonio riconducibile a pregresse offese perpetrate nei confronti di Saverio Dominello nell’ambito della gestione poco limpida di un night club. Per tale fatto sono stati arrestati Dominello Saverio e Rocco, rispettivamente padre e fratello di Michele e Salvatore, condannati in primo e secondo grado dall’AG torinese per art. 416 bis c.p., quali partecipi al locale di ‘ndrangheta di Chivasso nel procedimento Colpo di Coda.

Sono stati eseguiti anche 5 decreti di sequestro preventivo emessi nei confronti degli indagati MICCOLI Antonio; RASO Antonio; RASO Giovanni (1963); DOMINELLO Saverio; DOMINELLO Rocco. Tra i compendi in sequestro meritano menzione alcune società aventi ad oggetto lavorazioni edili; vetture di lusso, immobili e terreni, sia in provincia di Biella, sia in provincia di Lecce. 

Il Procuratore della Repubblica 
Armando Spataro 

 

 

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