GULLACE-RASO-ALBANESE e FAZZARI presi!

Scritto da Ufficio di Presidenza


[in coda le foto dei sigilli del sequestro della cava dei Fazzari-Gullace di Balestrino, il Comunicato Stampa ufficiale della DDA di Reggio Calabria e l'articolo di Marco Preve su Repubblica, il video di Ninin ed il video dell'Operazione SCO e DIA di Genova]

Dopo 11 anni di lavoro... essere lì, in questo 19 luglio 2016, alle prime luci del giorno (05:30), davanti alla villa-bunker di via costa 17 a Toirano, tutta illuminata, con in corso la perquisizione, arresti e sequestri nell'ambito dell'Operazione della DDA di Reggio Calabria, eseguita dalla D.I.A. e dallo S.C.O. della Polizia di Stato, ti fa sentire bene, fresco e sempre più convinto che andando avanti, senza dargli tregua, i risultati arrivano!

Il GULLACE Carmelo, detto "Nino" e "Ninetto", referente della cosca nel Nord - Ovest, già ai domiciliari per usura, si era fatto ricoverare a Milano. Nessun problema: arresto eseguito lì! Anzi, lo si curi bene perché deve campare tanto... in galera!

Vedere anche la "signora" FAZZARI Giulia portata via senza più il ghigno (ed il dito medio alzato) dona una certa soddisfazione.

(dicevano che se mi prendevano quelli del GULLACE mi avrebbero ammazzato? ih, è lo Stato che ha preso loro!)...

Per ora ci fermiamo qui, più tardi i dettagli, ma una cosa dobbiamo dirla: grazie al Procuratore Francantonio Granero che ha spazzato via, a Savona, quel "deserto giudiziario" grazie al quale i GULLACE-FAZZARI hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Il lavoro portato avanti da lui alla Procura di Savona e trasmesso a Reggio Calabria, si è aggiunto all'operato della D.I.A. di Genova che già aveva inquadrato e definito il contesto di azione della cosca ed anche gli stretti rapporti con il Senatore CARIDI (inchiesta aperta del 2008, "bruciata" da una fuga di notizie eclatante a seguito di una Relazione dell'allora coordinatore della DDA di Genova consegnata alla Commissione Parlamentare Antimafia, con tutti i dettagli dell'inchiesta - non ancora chiusa - della D.I.A). Grazie anche al coraggio e la determinazione di Rolando Fazzari e della sua famiglia, che per decenni ha denunciato, inascoltato, quella sua famiglia di origine ed i crimini da questa commessi e perseguiti, anche con la copertura indecente di ambiti istituzionali. Rolando e la sua famiglia hanno pagato un prezzo improponibile, per quell'omertà, connivenza e complicità istituzionale: hanno perso un figlio diciottenne, Grabriele.

 


 

 

Dalle prime ore della mattinata odierna, in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia è in corso una vasta operazione antimafia della Polizia di Stato e della D.I.A.con l’esecuzione di 40 arresti e numerose perquisizioni a carico di appartenenti ed affiliati alla ‘ndrangheta delle cosche reggine “RASO - GULLACE - ALBANESE” e “PARRELLO - GAGLIOSTRO”, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Le indagini, dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, sono state condotte dalla Squadra Mobile di Genova e Reggio Calabria nonché di Savona. Altro segmento di indagine è stato svolto dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, collaborato dai Centri D.I.A. di Reggio Calabria e Roma. Le investigazioni hanno accertato stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa dimoranti in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del c.d. “Terzo Valico”.

Sono emersi altresì contatti degli affiliati con politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria della medesima provincia, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio.

E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

I dettagli saranno resi noti nel corso di un incontro con la stampa presso la Procura di Reggio Calabria alle ore 11,00 odierne.

Reggio Calabria, 19 luglio 2016

 

 


 

GENOVA.REPUBBLICA.IT

Terzo Valico arresti per 'ndrangheta in Liguria

In manette esponenti delle famiglie Fazzari Gullace del ponente savonese

di MARCO PREVE

Agenti della polizia in azione all'alba nel ponente savonese. Su ordine della Direzione antimafia di Reggio calabria sono scattati arresti in tutta Italia. Quaranta persone, molte in Liguria e non solo nel ponente. SI tratta di un'indagine che riguarda anche gli appalti per il terzo Valico e in particolare il movimento terra.

Da quanto si è appreso il filone d'inchiesta ligure sarebbe partito dalle segnalazioni inviate oltre due anni fa dall'allora procuratore capo di Savona Francantonio Granero.

Almeno due persone sarebbero state portate via in mattinata dalle loro ville nel ponente dagli uomini dello Sco il Servizio centrale operativo della polizia.

Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, sono state divise in due filoni: uno, con il coordinamento del Servizio centrale operativo (Sco), è stato condotto dalle squadre mobili di Reggio Calabria, Genova e Savona; l'altro dal centro Dia di Genova, con la collaborazione degli uffici di Reggio Calabria e Roma. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società. Gli investigatori stanno anche eseguendo un sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari e di numerose società riconducibili agli indagati per un valore di circa 40 milioni.

Su queste vicende e sulle attività di alcune famiglie calabresi nel ponente savonese aveva da tempoavviato una campagna di denuncia mediatica la Casa della Legalità di Genova. Il suo presidente Christian Abbondanza - già minacciato di morte da esponenti delle 'ndrine condannati nel processo imperiese della Svolta - ha nel tempo raccolto documneti, finormazioni e materiale video come ad esempio un battesimo di diversi anni fa al quale parteciparono vari esponenti di famiglie diverse e tra questi anche noti pregiudicati.

Un comunicato della polizia informa che "Le indagini, dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, sono state condotte dalla Squadra Mobile di Genova e Reggio Calabria nonché di Savona. Altro segmento di indagine è stato svolto dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, collaborato dai Centri D.I.A. di Reggio Calabria e Roma. Le investigazioni hanno accertato stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa dimoranti in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del c.d. “Terzo Valico”.

 


 

 

 

 

 

 



 



 

 

 

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