Bordighera, terra di 'ndrangheta, contiguità ed omertà. Il voto del 2018

Scritto da Ufficio di Presidenza

 

 

 [il video della Casa della Legalità realizzato a seguito della visita a Bordighera

effettuata, insieme ai giornalisti della testata fivedabliu.it , il 21 giugno 2018]

 

 AGGIORNAMENTO IN CODA

Per arrivare all'oggi ripartiamo dall'inizio... 

 

Nel 2011 l’Amministrazione comunale retta dal sindaco BOSIO Giovanni venne sciolta per i condizionamenti della ‘ndrangheta.

Quello che venne documentato dall’indagine dell’Arma dei Carabinieri e dalla Commissione d’Accesso era inequivocabile [come avevamo già dettagliatamente documentato].

 

Non solo le assegnazioni di lavori alle imprese dei PELLEGRINO ma anche night club (collegato ad un giro di sfruttamento della prostituzione) mascherato da circolo affiliato ad un ente presieduto dal vice sindaco ed assessore comunale IACOBUCCI Marco, ed ancora esenzioni per le mense scolastiche nonostante il tenore di vita platealmente alto, frequentazioni ed altro, a partire dalla partecipazione alla campagna elettorale che portò alla vittoria BOSIO, da parte dei PELLEGRINO-BARILARO...

 

 

Un appoggio elettorale che sarà "ricordato" in occasione nelle minacce ai due assessori comunali contrari all’apertura di una sala giochi da parte della “famiglia”.

 

Le “visite” con cui i PELLEGRINO-BARILARO [la cui storia criminale e giudiziaria abbiamo già esaminato al dettaglio e le cui assoluzioni nell'ambito dei procedimenti "MAGLIO 3" e "LA SVOLTA" sono state annullate dalla Cassazione con rinvio alla Corte di Appello di Genova] mostrarono la loro capacità di intimidazione verso un organo politico-amministrativo, furono certamente due.
Una al domicilio all’assessore SFERRAZZA Marco, effettuata da BARILARO Francesco detto “Ciccio” PELLEGRINO Giovanni, in cui, nel chiedere conto della sua contrarietà – espressa in una riunione riservata di Giunta – all’apertura di una sala giochi attraverso una società intestata alla PEPE’ Lucia (figlia del boss PEPE’ Benito e moglie di PELLEGRINO Maurizio), i due esponenti del sodalizio "ricordarono" i loro voti portati alla lista con cui era stata eletta quell’Amministrazione. 
L’altra “visita” avvenne nello studio privato dell’allora assessore INGENITO Ugo da parte del BARILARO Francesco “Ciccio” che chiedeva conto di tale parere contrario espresso anche dall’INGENITO, chiedendo se fosse una posizione personale contro la “famiglia”.

Entrambi gli assessori dichiararono l’accaduto ai militari dell’Arma dei Carabinieri ma poi, in aula, durante il dibattimento in Tribunale, ritrattarono, affermando che non avevano percepito come “intimidazioni” quelle due visite.
Se la Procura, davanti a tale atteggiamento omertoso, contestò la falsa testimonianza di SFERRAZZA INGENITO Ugo, inequivocabile è quanto afferma la Corte d’Appello di Genova nel provvedimento di confisca a carico dei PELLEGRINO (confermato in via definitiva dalla Cassazione) sul punto: «La ritrattazione in dibattimento degli assessori [SFERRAZZA e INGENITO Ugo, ndr] conferma la pesante valenza intimidatoria delle “visite” fatte dagli imputati, soggetti che hanno espresso sostegni elettorali al Sindaco di Bordighera BOSIO, in carica all’epoca dei fatti, nel contesto delle riunioni ‘ndranghetiste (…) e che hanno dimostrato di avere accesso a notizie riservate all’interno dell’istituzione comunale».

Sulla capacità di influenzare i risultati elettorali a Bordighera, con la mobilitazione del contesto ‘ndranghetista, ancora una volta è eloquente quanto viene richiamato e sintetizzato nel medesimo pronunciamento della Corte di Appello di Genova (confermato dalla Cassazione): «[…] ciò che assume particolare rilevanza in questa sede sono i fatti che la Sentenza [procedimento “LA SVOLTA”, ndr] evidenzia come “significativamente deponenti per una unitarietà del gruppo […] Fatti emersi dal giudizio che segnano una stretta contiguità dei fratelli PELLEGRINO, e dei loro familiari, BARILARO Francesco, BARILARO Fortunato e PEPE’ Benito, con esponenti ‘ndranghetisti del locale di Ventimiglia, nel segno di quella appartenenza alla consorteria criminale che, a prescindere alla prova della partecipazione al reato associativo, esprime la pericolosità qualificata dei propostiIl riferimento è, innanzi tutto, alla partecipazione di PELLEGRINO Giovanni, del suocero BARILARO Francesco, BARILARO Fortunato, PEPE’ Benito, CIRICOSTA Michele ad una cena elettorale organizzata da MARCIANO’ Giuseppe presso il ristorante Le Volte nei primi mesi del 2007 in favore del candidato BOSIO Giovanni a sindaco di Bordighera  (…). Il fatto, visto in funzione di un controllo del territorio, tramite l’appoggio a determinati candidati, organizzato da un capobastone di riconosciuto spessore come il MARCIANO’, esprime una vicinanza, una coesione e una considerazione della famiglia PELLEGRINO che contrasta con la riduttiva presentazione fatta in chiave difensiva dei preposti come criminali comuni…»

 

Elementi inequivocabili che non sono stati smentiti nemmeno dall’annullamento, da parte della magistratura amministrativa, del Decreto di scioglimento e commissariamento del Comune di Bordighera. Tale annullamento, infatti, non smentiva alcuno degli elementi alla base del provvedimento, bensì è maturato per la difformità di valutazione sui fatti espressa dall’allora Prefetto DI MENNA (che non riteneva necessario procedere con la misura di prevenzione dello scioglimento) e quella del Ministero dell’Interno che, invece, alla luce degli elementi emersi procedeva con lo scioglimento e commissariamento. 

 

 

A Bordighera sono passati 7 anni. Il periodo di Commissariamento ed un ciclo amministrativo guidato dal sindaco PALLANCA (centrodestra) e si è arrivati alle nuove elezioni del 10 giugno scorso. Elezioni vinte per poco più di 200 voti (216 per esattezza) dalla lista capeggiata da INGENITO Vittorio, figlio di quell’omertoso ex assessore di Bordighera INGENITO Ugo.

 

Una lista, quella di “BORDIGHERA VINCE”, in cui erano candidati soggetti di cui si sono palesate contiguità con quegli stessi ambienti dei MARCIANO’, PELLEGRINO e BARILARO, e candidati che hanno avuto sostegno elettorale da soggetti che con quel medesimo ambiente ‘ndrenghetista hanno “ammesse” conoscenze e frequentazioni.

 

 

Come Casa della Legalità si è innanzitutto sollevata la questione relativa ad un candidato, eletto con con 106 preferenze, della lista di INGENITO Vittorio. E’ il caso del SORRIENTO Walteragente della Polizia Locale di Ventimiglia, che nel gennaio dello scorso anno, unitamente al suocero FORTUNATO Luigi, si è recato a Vallecrosia ai funerali dello noto boss MARCIANO’ Giuseppe detto “Peppino”, capo-locale della ‘ndrangheta di Ventimiglia. Una presenza documentata da video e foto. Inequivocabile. 

 

Uno dei candidati della lista INGENITO, anche questi eletto nel nuovo Consiglio ComunaleGAVIOLI Claudio, tra gli amministratori del gruppo facebook “Bordighera out”, procedeva a cancellare le foto pubblicate relative alla partecipazione del SORRIENTO al funerale del boss ‘ndranghetista. Motivazione: “dobbiamo verificare”.

Scoppia il caso. “Il Secolo XIX”riprende la vicenda ed il sindaco INGENITO Vittorio non prende posizione su quella partecipazione del neo consigliere al funerale di un noto boss della ‘ndrangheta. Liquida la vicenda come fatto personale.

Sul social network, nel frattempo, arrivano le “difese” del SORRIENTO da parte di chi aveva partecipato a quello stesso funerale del boss MARCIANO’ così come da famigliari di soggetti legati – come già documentato dalle inchieste – proprio al sodalizio ‘ndranghetista dell’estremo ponente ligure. Difese significative, comunque, in cui per giustificare tale partecipazione si afferma che era una presenza per portare “rispetto” o segno di “amicizia” verso il MARCIANO’ Giuseppe (’ndranghetista) deceduto e verso la sua famiglia (‘ndranghetista).

 

 

Il Secolo XIX - Ed. Imperia - 14 giugno 2018

 

 

Come Casa della Legalità si solleva quindi, ancora, il supporto portato alla lista di INGENITO da parte di ANDREACCHIO Giuseppe detto “Pino”. Anche questi partecipante al funerale del MARCIANO’ Giuseppe e ripreso anche mentre bacia il figlio del boss MARCIANO’ Vincenzo cl. 77(anche questi condannato per 416 bis).

ANDREACCHIO oltre ad aver partecipato, così come PARODI Piergiorgio (principale imprenditore di Bordighera, campione di “omertà” nel non denunciare un agguato a colpi di fucile sulla pubblica via, da parte di due suoi già collaboratori, gli ‘ndranghetisti CASTELLANA Ettore e ROLDI Annunziato), alla presentazione della lista “BORDIGHERA VINCE” di INGENITO, aveva infatti appoggiato apertamente alcuni candidati di quella lista che risultavano poi eletti. 

 

 

 

E’ proprio l’ANDREACCHIO Pino che conferma a “Il Secolo XIX”. Da un lato difende nettamente la sua partecipazione al funerale del MARCIANO’, quel bacio al figlio ‘ndranghetista del boss, affermando che conosce i MARCIANO' (famiglia notoriamente 'ndranghetista), e dall’altro lato conferma l’appoggio portato alla lista INGENITO ed a due candidatiMarzia BALDASSARRE (eletta con 94 voti) e Mauro BOZZARELLI (eletto con 143 voti). 

 

Il Secolo XIX - Ed. Imperia - 15 giugno 2018

 

 

Se le opposizioni chiedono chiarimenti al Sindaco, con una netta critica soprattutto da parte soprattutto dell’ex sindaco di centrodestra PALLANCA, ed anche una presa di posizione del locale PD rimasto fuori dal consiglio comunale, il Sindaco INGENITO Vittorio tace. Così come ha sempre eluso di condannare pubblicamente il comportamento omertoso di suo padre che, assessore di Bordighera, ritrattò la testimonianza sulle minacce dei BARILARO-PELLEGRINO, piegandosi all’intimidazione del sodalizio BARILARO-PELLEGRINO.

 

Andando a vedere ancora più a fondo la lista “BORDIGHERA VINCE” capeggiata da INGENITO Vittorio, si trovano altri elementi assolutamente significativi

 

Uno dei candidati è TRIPODI Angelonipote – da parte di madre – del boss PEPE’ Benito (padre della PEPE’ Lucia e suocero di PELLEGRINO Maurizio) che è stato individuato come uno degli esponenti apicali della ‘ndrangheta dell’estremo ponente ligure e già condannato a Palmi per omicidio. TRIPODI non viene eletto ma porta alla lista 30 preferenze personali.

 

Un altro candidato è RAMOINO Giovanni detto “Ramon”, pensionato agricolo ma sempre coltivatore di ginsetre, che dei PELLEGRINO-PEPE’-BARILARO è un frequentatore. Se avevamo già raccolto testimonianze del suo frequentare per pranzi/cene la villa (confiscata) dei PELLEGRINO che indicava come “persone per bene”, quando abbiamo chiesto direttamente al “Ramon”, a Bordighera, di questi suoi rapporti, l'interessato negava di aver mai mangiato a casa dei PELLEGRINO, pur affermando che lui li saluta comunque, anche se la loro mafiosità è conclamata dal provvedimento (definitivo) di confisca dei beni.

 

Peccato però che il “Ramon” sia smentito direttamente dalla PEPE’ Lucia, figlia del boss PEPE’ Benito e moglie del PELLEGRINO MaurizioE’ proprio la PEPE’ Lucia che, infatti, sbugiarda il “Ramon” ed ammette che lo stesso sia stato a mangiare con loro, nella villa PELLEGRINO (confiscata)

 

RAMOINO Giovanni detto“Ramon” è stato, anche lui, eletto (con 85 voti) nella maggioranza di INGENITO Vittorio.

 

Vi è poi la candidata non eletta ROSSI Tiziana. Lei ha ottenuto 33 voti di preferenza che, come dichiara la madre, sono ben oltre quanto potevano immaginare. Sempre la madre della candidata, dal bancone del bar di famiglia, ci conferma che presso il locale di famiglia, il bar ristorante “CARPE DIEM”, sito in località Sasso di Bordighera, è “sempre” presente il noto BARILARO Francesco detto “Ciccio”, già sorvegliato speciale [vedi pronunciamento della Cassazione], e protagonista delle minacce agli amministratori comunali di Bordighera che abbiamo già visto in premessa e partecipe, con il sodalizio ‘ndranghetista, della raccolta di consenso elettorale per condizionare il voto proprio a Bordighera, come ricordato dal provvedimento della Corte di Appello di Genova che abbiamo già richiamato.

 

Vi è poi anche il recordmen di preferene, LAGANA' Marco, con voti personali pari a 233 preferenze. Ancora durante le operazioni di voto, per lui, si è registrata la "raccomandazione" agli elettori, in prossimità delle sezioni elettorali, da parte del padre, Antonio "Antoine".
Si tratta di quel LAGANA' Marco, che già era protagonista in Comune durante l'amministrazione del sindaco BOSIO (sciolta per condizionamenti della 'ndrangheta ed eletta, come visto, con il sostegno del sodalizio 'ndranghetista), che dichiarava apertamente la sua amicizia con il PELLEGRINO Robertoamico di famiglia. 
Per lui il sindaco INGENITO ha pensato alla nomina di assessore con delega ai Lavori Pubblici.
[in coda la Lettera Aperta pubblicata dal presidente della Casa della Legalità ed indirizzata a Marco Laganà]

 

 

Domani vi è il primo consiglio comunale di questo nuovo ciclo amministrativo.

 

Quello nella tabella che segue è il quadro dei voti del contesto di candidati ed appoggi che abbiamo appena ripercorso, a cui si devono ancora aggiungere quelli di LAGANA' Marco (233 voti):


 

I gruppi di opposizione, trasversalmente, hanno chiesto risposte al Sindaco INGENITO Vittorio (qui il servizio della testata "fivedabliu.it" con anche le interviste all'ex sindaco PALLANCA ed al segretario della sezione PD di Bordighera - in coda i video delle due interviste). INGENITO che per ora, però, si è dimostrato fedele alla pratica per cui “a meglia parola” è quella non detta.

 

Come Casa della Legalità crediamo che sia proprio nell’interesse di Bordighera la necessità di affrontare la questione seriamente.

Una volta per tutte. Oppure si continuerà a sostenere che la “colpa” è di chi indica i fatti?



 

 


 


Dalle interviste realizzate a Bordighera da Fivedabliu.it

 

 

 

 

 

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