La ragnatela di imprese e relazioni dei FOGLIANI del gruppo "QUI!" (e quella domanda rimasta senza risposta)

Scritto da Ufficio di Presidenza

Se si fosse pretesa una risposta alla domanda “quale l'origine del patrimonio dei FOGLIANI?” forse si sarebbe potuto evitare che tonnellate di buoni pasto, acquistati dalla Pubblica Amministrazione ed imprese, si rivelassero carta straccia, così come si sarebbe potuto evitare un crack che si aggira sui 350 milioni di euro (dati parziali) e che, con il fallimento delle principali imprese dei FOGLIANI, finissero in strada come disoccupati centinaia e centinaia di lavoratori.

Ma quella domanda osò porla soltanto la Casa della Legalità, pubblicando integralmente le motivazioni dell'archiviazione della querela presentata da Gregorio FOGLIANI. Un pronunciamento che escludeva il carattere diffamatorio anche rispetto al riferimento e richiamo alla Relazione 2002 della Direzione Investigativa Antimafia.

Unica risposta giunta fu una causa civile promossa Gregorio FOGLIANI, in proprio e quale presidente e fondatore del “QUI! GROUP”, contro la Presidenza della Casa della Legalità, ed affidata dal FOGLIANI agli avvocati Anastasio-Pugliese (del noto circolo Antico Tiro a Volo di Roma strettamente legato “C3” associazione dei calabresi nel mondo). Una causa iniziata zoppa, perché notificata ad indirizzo errato rese impossibile la costituzione e difesa della Casa della Legalità, e che in Appello ha visto un pronunciamento nel merito in cui i giudici accoglievano le ragioni della Casa della Legalità, affermando, tra l'altro, che quella domanda posta dalla Casa della Legalità non era diffamatoria e risultava anzi legittima e che, quindi, una risposta sarebbe stata doverosa...

I giudici d'Appello, in merito a quella domanda, hanno scritto: «l'enfasi dell'articolo non è riposta in false affermazioni, ma nella domanda su quali siano le origini della fortuna patrimoniale a Genova dei FOGLIANI di Taurianova: quale domanda compendia una serie di preoccupazioni derivanti da una concatenazione di fatti, come il fatto che la famiglia FOGLIANI di Taurianova ha richiamato l'attenzione degli organi investigativi dello Stato ed il fatto che l'unica famiglia FOGLIANI insediata a Genova proveniente da Taurianova, considerata dalla D.I.A. come un terminale locale per operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza, è quella di Gregorio FOGLIANI. Questi fatti conferiscono più forza e più enfasi alla domanda, nella quale si compendia il senso dell'articolo in esame, e rendono più urgente l'attesa ed esigenza di una risposta o quantomeno di un chiarimento, che sarebbero dovuti ma che – fino ad ora – non vi sono stati..». Ancora nella Sentenza, i giudici d'Appello richiamavano il fatto che «La risposta costituirebbe un atto dovuto per la grande rilevanza sociale della questione derivante dal fatto che numerose società del gruppo FOGLIANI operano con enti pubblici o sono interessate a rilevanti operazioni edilizie ed urbanistiche di interesse pubblico, che comportano anche rapporti coi pubblici amministratori», nonché che «Le singole circostanze di fatto – come afferma il P.M. nella richiesta di archiviazione – non hanno contenuto offensivo, ma la loro concatenazione stringe d'assedio il FOGLIANI, sollevando degli inquietanti interrogativi sulla sua persona e sulla sua attività imprenditoriale».

Dopo la pubblicazione di quella domanda, nel giugno 2012, che rendeva pubblica la motivazione dell'archiviazione della querela di FOGLIANI, da un lato i FOGLIANI iniziavano a chiudere molteplici imprese e dall'altro procedevano ad attivarne altre (come la “PIU' BUONO” destinata a sostituirsi alla “QUI! GROUP” sul mercato dei buoni pasto, attraverso l'acquisto del marchio “TICKET GEMEAZ”). Invece, dopo la citata Sentenza d'Appello (ottobre 2016) che vedeva soccombere i FOGLIANI e la “QUI! GROUP”, si è assistito all'entrata in crisi dell'impero imprenditoriale dei FOGLIANI, con - per citare due esempi - un'impresa (la “MOODY”) che in un solo anno di vita fallisce con 6,5 milioni di euro di debito, e con la “QUI! GROUP” che fallisce (passando da oltre 3 milioni di utili dichiarati nei Bilanci del 2015 e 2016, ad una perdita al 31 dicembre 2017 di 206 milioni) con 325 milioni di debito al 31 dicembre 2018 (con debito già scaduto di 276 milioni di euro).

La Casa della Legalità decide ora di pubblicare (in collaborazione con la testata Fivedabliu) la ricostruzione dell'impero imprenditoriale dei FOGLIANI e delle relazioni che sono emerse.
Elementi documentali che partono dall'Italia ed arrivano al Brasile. Con nomi e cognomipassaggi di quote, partecipazioni, cariche, sedi cambi di ragione sociale, che documentano l'intreccio tra le imprese dell'impero.

Lo facciamo in attesa dell'udienza in Cassazione - che si terrà la prossima settimana - per il ricorso contro la Sentenza della Corte d'Appello di Genova e contro la Casa della Legalità, promosso da Gregorio FOGLIANI quale fondatore e presidente del “QUI! GROUP” che nel ricorso - promosso dallo stesso e del “QUI! GROUP” - si indica essere «nota sul mercato per i propri buoni pasto a marchio “Qui! Ticket”» e che «è oggi la prima società per fatturato a livello nazionale con capitale interamente italiano operante nel settore del servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto ed impiega oltre 1000 dipendenti».

Un auto-presentazione abbastanza difforme da quella realtà, cristallizzata negli ultimi anni, che ha messo in crisi enti pubblici e privatitramutato i dipendenti in disoccupati e prodotto un buco da circa 350 milioni di euro come se nulla fosse.

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