Cicala Antonino minaccia la referente della Casa della Legalità di Imperia

Scritto da Ufficio di Presidenza

 

Che Taggia sia terra di 'ndrangheta è un dato consolidato da tempo, confermato anche dalle più recenti attività investigative e giudiziarie. In “Maglio 3” è stato documentato che «la 'ndrangheta di Taggia» è uno dei tasselli dell'articolazione del sodalizio non solo attivo, ma anche in grado di trattare la 'vendita' di pacchetti di voti. Esemplari in questo senso le intercettazioni di GANGEMI Massimo (nipote di GANGEMI Domenico reggente della 'ndrangheta ligure sino all'arresto nel 2010 ed alla condanna ad oltre 19 anni di carcere) e LA ROSA Vincenzo con l'esponente politico SASO Alessio. Un attività “elettorale” nota dai tempi di TEARDO, quando la 'ndrangheta, qui con in primis i MAFODDA, aveva venduto i pacchetti di voti al favore dell'allora Presidente della Regione Liguria.

E qui l'attività della 'ndrangheta nei decenni di “negazionismo” istituzionale (oltre che sociale) ha potuto consolidare da un lato le attività illecite (stupefacenti, armi, estorsioni...) e dall'altro una penetrazione nell'economia locale e nella vita sociale e politica

Taggia è uno degli angoli del triangolo di controllo e condizionamento di quel territorio, insieme a Bussana-Sanremo e Riva Ligure.

Il senso di impunità proprio di questo contesto ha fatto si che ai volti “ripuliti” a cui si intestano imprese o che si attivano in politica, sia rimasta constante anche la presenza di “teste calde” che palesano il volto della prepotenza e della sopraffazione verso chiunque non si pieghi.
L'assenza di contrasto diretto ai fenomeni di minaccia ed intimidazione, così come l'assenza di una repressione giudiziaria, come è stato per l'articolazione tra Ventimiglia e Bordighera, permette a soggetti improbabili di rendere la vita impossibile a chiunque non chini la testa alla prepotenza.


Il caso di CICALA Antonino è esemplare in questo senso. Protagonista diretto con altri cumpari, tra cui NARDELLI Francesco, di estorsioni, ad esempio, nei lontani (ma non troppo) anni Novanta, così come anche negli anni Duemila noto alle cronache per vicende di droga...
CICALA Antonino è imparentato ai NARDELLI-LUCA' di Riva Ligure ed anche ai PRONESTI' di Sanremo, il Francesco “Ciccio” (sposato con la sorella del CICALA) ed il fglio Domenico che gestiscono due locali nella centralissima Piazza Colombo (in uno dei quali, quello di Domenico, lavora anche il figlio adottivo del GANGEMI Massimo) e che, dopo l'emergere delle cointeressenze del PRONESTI' Domenico con SGRO' Carmelo, della cosca GALLICO, ha stretto rapporti con il boss della camorra TAGLIAMENTO Giannino ed il suo nucleo familiare.

 CICALA da tempo, come denuncia un anziano floricoltore di Taggia, cerca di portargli via terreno e beni, anche con intimidazioni ed aggressioni, dopo essersi già di fatto impossessato delle serre. Li accanto però vi è anche la casa e l'attività floricola dove lavora la referente imperiese della Casa della Legalità, Giovanna D'Adamo, il cui padre per non essersi piegato nei decenni passati alle richieste della cosca, è stato dapprima minacciato, aggredito e poi, persino nel giorno del suo funerale, ha subito le conseguenze dell'ordine impartito dalle famiglie di 'ndrangheta che lì erano e sono “autorità”: la chiesa vuota.

 CICALA non tollera la presenza della referente della Casa della Legalità. Nel tempo ha già dato segnali in tal senso e sabato 2 novembre si è lasciato andare... a minacce chiare e inequivocabili, per cui è stato denunciato e che, in questo video, sono riproposte in estratto dall'audio originale.

Clicca qui per leggere l'aggiornamento al 12.11.2019 e qualche articolo sul passato del CICALA...



Provvedimenti zero, scatta la censura web, ma in fondo Giovanna D’Adamo non è un maialino

Sabato 2 novembre la referente della Casa della Legalità dell’imperiese è stata pesantemente minacciata dal noto alle cronache (per estorsione e stupefacenti) Antonino CICALA, imparentato ai NARDELLI-LUCA’ ed ai PRONESTI’. Minacce esplicite pronunciate dal CICALA che, tra una bestemmia e l’altra, elargiva insulti sessisti inequivocabili. 

Giovanna D’Adamo, così come suo padre e la sua famiglia, ha da decenni ben presente cosa significhi vivere in una terra di ‘ndrangheta, quale è Taggia, ed è consapevole che non le è mai stata perdonata la mobilitazione contro la cava-discarica (abusiva su tutto il territorio di Taggia) di Rocca Croaire. Le sue denunce, foto e filmati che hanno documentato cosa avveniva in quella cava-discarica, ed anche ciò che avveniva nei cantieri pubblici dove, tra le altre, operava la società di Carmelo SGRO’ e Domenico PRONESTI’. Il suo “vizio” di documentare non piaceva e non piace, tanto che proprio CICALA nel turbinio di minacce ed insulti rendeva esplicita l’intolleranza ad una cosa: la macchina fotografica.

Giovanna D’Adamo ha proceduto non solo a chiedere l’intervento dei Carabinieri, ma ha anche presentato formale denuncia nei confronti di CICALA per quanto avvenuto sabato 2 novembre. Ha prodotto anche l’audio integrale che documenta l’accaduto. Un audio inconfutabile.
Ma per Giovanna D’Adamo non scatta il famoso “codice rosso” per le denunce presentate da donne oggetto di intimidazioni e minacce. Non succede nulla. CICALA, già denunciato per lesioni e intimidazioni da un anziano agricoltore, probabilmente può fare ciò che vuole.

E proprio CICALA beneficia di una delle nuove opportunità del web, offerte da Youtube: a seguito di presentazione di un semplice reclamo per “diffamazione” si può ottenere l’immediato oscuramento – solo in Italia - del video con l’audio delle sue minacce e dei suoi insulti a Giovanna D’Adamo. Un “reclamo” a cui non si può replicare, a differenza di quelli sulla privacy e sul copyright. Non esiste più un’azione della magistratura per stabilire se sia o meno diffamatorio il contenuto del video, per youtube basta la parola della persona che “si sente” diffamata.

A questa assurda censura, in cui è chi minaccia ed insulta a considerarsi “diffamato”, si è subito trovata soluzione: il video è pubblicato direttamente sul sito della Casa della Legalità, corredato da articolo e rassegna stampa sulla storia del CICALA [http://www.casadellalegalita.info/index.php/archivio-storico/archivio-2019/11826-cicala-antonino-minaccia-la-referente-della-casa-della-legalita-di-imperia
].

Resta però un problema che non possiamo risolvere noi: quanto occorra (o cosa ancora deve occorrere) perché per quelle minacce ed insulti CICALA venga chiamato a rispondere nelle sedi opportune.

Certo l’Autorità Giudiziaria preposta è stata impegnata per la vicenda drammatica del maialino sparato a Ventimiglia, e certamente Giovanna D’Adamo non è un maialino e quindi la sua non appare essere una questione così seria da affrontare.

Giovanna D’Adamo commenta
«ho appena visto che il filmato "Cicala Antonino minaccia al referente della Casa della Legalità di Imperia" è stato rimosso a causa di un "reclamo per diffamazione". Lo avevo già detto i giorni scorsi con un po’ di sarcasmo. Quel parlare di nastrino, fiocco e codice rosso, dal giorno in cui è stato pubblicato il filmato era ridotto ad un filo esile, esile. Invece mi sbagliavo, in tutto questo tempo è rimasto chiuso in un cassetto».


Di seguito, se interessati, alcuni articoli dalla rassegna stampa passata...



 

 

 

 

 

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