Esponenti del Municipio al funerale del capobastone di Cosa Nostra. Il resoconto dell'incontro

Scritto da Ufficio di Presidenza

Come annunciato, il 27 novembre, vi è stato l'incontro propostoci dalla Presidenza del Municipio Valpolcevera in riferimento a quanto sollevato sulla partecipazione del Vice Presidente del Municipio Fabio Carletti e del Consigliere Bruno Faraci (entrambi della “Lista Crivello”), nel marzo 2018 quartiere di Certosa, al funerale del capobastone di Cosa Nostra, Maurici Giacomo (qui l'articolo sulla vicenda con aggiornamento e foto che documentano, tra le altre ed oltre che del dirigente della CGIL Venanzio MAURICI, quelle di CALVO Giovanni“Gianni” e del figlio Antonino “Tony”, di NASO Rosario, COSTANTINO Domenico, PASQUALINO Elio, MARASHI Artur).

Un incontro di carattere pubblico, come condizione che avevamo posto - come Casa della Legalità - per accettare la proposta avanzata dalla Presidenza del Municipio, aperto anche a giornalisti e che, ovviamente, potesse venire registrato.
L'unica testata presente all'incontro è stata “Fivedabliu, con Fabio Palli e Simona Tarzia (le foto dell'incontro sono di Fivedabliu).

Ora dopo aver sbobinato la registrazione dell'incontro possiamo mettere nero su bianco cosa è stato detto...

 

Federico Romeo, Presidente del Municipio Valpolcevera, ringrazia per il confronto su quanto emerso ed invita Christian Abbondanza della Casa della Legalità ad introdurre la questione per «procedere ad un confronto sereno, civile, democratico e trasparente».

Christian Abbondanza, per la Casa della Legalità, inizia ricordando che è risaputo da decenni, non da ieri, che il territorio della Valpolcevera è uno dei più “inquinati” con un radicamento storico delle famiglie di Cosa Nostra e della 'Ndrangheta. Un territorio dove vi sono stati anche omicidi anche eclatanti, come a Teglia, dove in una pizzeria un ragazzino minorenne è stato ammazzato da esponenti della cosca Gullace-Raso-Albanese. Fatti storici. Si è sottolineato che in un territorio dove vi è un “radicamento”, come quello che vi è in Valpolcevera, la prima cosa essenziale è tenere ferma una linea di spartiacque tra chi è da una parte e chi è dall'altra; perché è vero che vi sono tante sfumature tra il bianco ed il nero, però anche dalle sfumature del “grigio più leggero” si incomincia ad accettare la presenza del “nero”, quindi accettare che vi sia la presenza di soggetti che fanno parte di un contesto mafioso, che siano Cosa Nostra, 'ndrangheta, camorra o altro. Sottolineando che la storia ci ha insegnato che - come ripete spesso Nicola Gratteri - le mafie si nutrono di consenso sociale e che i mafiosi cercano di accreditarsi. Come? Attraverso processione, squadre di calcio, utilizzando qualunque cosa, come anche la frequentazione di determinati ambienti e persone, perché questo gli permette di accreditarsi agli occhi della comunità come “persone per bene”, accettate e che quindi non possono essere mafiose. Tutti elementi che indicano che è quindi necessario che i cittadini, la comunità e chi ha ruoli pubblici, tengano ben ferma la linea di “spartiacque”, con una distanza netta, perché se la contiguità non è un reato, come anche cercare i voti mafiosi non è reato se non vi è una contropartita, è una inequivocabile questione politica, etica... di “accettabile” o “non accettabile”. Che non sia reato avere determinate frequentazioni e rapporti non significa infatti che politicamente siano accettabili.
«In Valpolcevera, ad esempio, la famiglia Maurici, è una famiglia che dagli anni Novanta è inquadrata come famiglia “Cosa Nostra”; Giacomo Maurici esponente, capobastone, della famiglia Maurici, in subordine al vertice a Caltanissetta di Piddu Madonia, ma appartenente a quell'insieme di famiglie, i Morso, i Monachella, i Ferro, i Fiandaca, gli Emmanuello ed altri che in questo territorio hanno radici... anche l'inchiesta sul Genoa ha dimostrato i tentativi di infiltrazione e l'infiltrazione nella tifoseria. Giacomo Maurici, ad esempio, era stato promotore della squadra di calcio Certosa-Riesi … ha sempre operato per accreditarsi... Aveva fondato, con Venanzio Maurici, l'associazione “Amici di Riesi” per accreditarsi.»


ESTRATTO RELAZIONE COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA 1995

 

FOTO DEL CERTOSA-RIESI


Ha ricordato che chiunque nasce in una famiglia mafiosa può uscirne: dissociandosi e troncando i rapporti. Peppino Impastato lo ha insegnato. Ma «non è che uno si dissocia quando gli viene bene... Avete incontrato Rolando Fazzari, ecco, il suo distacco è stato netto, Rolando Fazzari non è andato al funerale del padre; non c'è andato perché si è dissociato e la dissociazione è netta!».

  E' stato ricordato che il funerale di Giacomo Maurici si è tenuto a Certosa, nota come “Piccola Riesi”, dove non a caso alcuni anni fa sono state raccolte400 firme contro l'intitolazione in quella zona di una via a Peppino Impastato,perché in quel territorio non era accattata dalle “famiglie” (leggi qui).

Si è richiamata la presenza a quel funerale del
capobastone di Fabio Carletti e Bruno Faraci, la cui presenza che agli occhi della comunità «è la presenza del Vice Presidente di un Municipio e la presenza di un Consigliere di maggioranza di quel Municipio».

Si è quindi tornati sul punto ovvero nel richiedere «sia al rappresentante e promotore della “Lista Crivello” sia al Presidente del Municipio quale posizione volevano assumere rispetto a quella partecipazione, perché è una partecipazione che, ripeto, agli occhi della comunità finisce oltre a quello spartiacque che è necessario».

Ancora: «La lotta alle mafie la fanno i carabinieri, la fa la polizia, la fa la finanza, la fa la Dia, la fanno i magistrati, ma questo portano alle sentenze ed alle confische. Socialmente è dove sconfigge la mafia, perché puoi dargli le confische e le condanne che vuoi, ma ce li avrai sempre, vedi i Fiandaca. Si rigenerano, con la disponibilità economica e le coperture che si garantiscono come organizzazione criminale mafiosa. Non ci sono, o quantomeno li si riduce nel loro potere, quando socialmente sono isolati. E la responsabilità qui è della comunità e di chi la rappresenta. Il segnale deve essere che con quelle persone non ci si prende nemmeno un caffè.».  «Vuoi invece uscire dalla famiglia in cui sei nato o sei inserito? Benissimo, in quel caso ti si sta vicino. Ma qui in Liguria, guardando agli esempi dell'ex moglie di Vincenzo Mamone o di Rolando Fazzari, si vede che sono stati e vengono isolati dalla comunità coloro che si dissociano e non invece le famiglie mafiose».

E concludendo che se «non vi è nulla di penalmente rilevante in quello che si è sollevato, altrimenti non avremmo posto la domanda pubblicamente ma l'avremmo posta in determinate sedi» risulta altrettanto chiaroche si è davanti ad «una questione prettamente politica ed etica su cui abbiamo chiesto, come si è già fatto su altri casi, una presa di posizione».

Elementi tutti già noti e già evidenziati quando gli stessi esponenti delle amministrazioni locali, come anche Gianni Crivello, negavano il pesante (e condizionante) radicamento delle organizzazioni mafiose nel territorio della Valpolcevera (vedi ad esempio qui).

Il primo ad intervenire è stato Gianni Crivello, a lungo presidente del Municipio (prima Circorscrizione) Valpolcevera dal 2002 al 2012 e poi Assessore ai Lavori Pubblici della Giunta di Marco Doria, quando, ancora, come durante le amministrazioni comunali Pericu e Vincenzi, i Mamone prima e poi i Mamone e Raschellà conquisavano appalti e subappalti, passando anche dalle somme urgenze per le alluvioni, come se a Genova vi fossero solo loro.

CRIVELLO ha iniziato affermando che «la disamina legata alla divisione netta rispetto a chi vuole interagire, socializzare, condividere esperienze con realtà che possono essere presunte, o in altre circostanze anche confermate da Sentenze, mafiose che sono in Valpolcevera come in altre realtà, probabilmente magari in alcune parti della Valpolcevera sono più radicate come ci ricorda spessissimo Christian, mi è chiaro e lo condivido». Poi si lascia andare ad un ricordo non gradito, una vignetta pubblicata dalla Casa della Legalità in cui lui era il “bersaglio”, trovando la risposta di Abbondanza non tanto su quella vignetta (che tra l'altro era caduta nel dimenticatoio) ma sul perché la Casa della Legalità aveva sollevato questioni non solo sull'Amministrazione Vincenzi «abbiamo sollevato la questione della tua presenza all'incontro dell'Associazione “Amici di Riesi” nel cui esecutivo vi era Giacomo Maurici e, in ultimo, degli incarichi ai Raschellà (legati a quei Mamone che con le amministrazioni Pericu prima, Vincenzi poi ed in ultimo Doria - con cui Crivello era assessore ai lavori pubblici - avevano acquisito una posizione praticamente di monopolio, ndr)» .


DEI MEZZI ECO-GE DEI MAMONE

PER LE SOMME URGENZE ALLUVIONE GENOVA 2014


PER GLI INCARICHI ALLA EDIL-DUE 
(qui la scheda complessiva  dalla primavera 2008 al giugno 2014)
SOMME URGENZE PER ALLUVIONE 2014


ALCUNE FOTO DEL CANTIERE AFFIDATO AD EDILDUE DI FEGINO





IL GRUPPO ESECUTIVO DELL'ASSOCIAZIONE "AMICI DI RIESI"
CON GIACOMO MAURICI



ANNUNCIO E FOTO INCONTRO "AMICI DI RIESI"
CON PRESENZA GIANNI CRIVELLO
(allora Presidente Municipio Valpolcevera)


 

LETTERA MARTA VINCENZI (CANDIDATA SINDACO 2007, ELETTA)
ALL'ASSOCIAZIONE "AMICI DI RIESI"

LETTERA VINCENZI AMICI DI RIESI 2007

 

CRIVELLO ritorna anche sulle ragioni da lui addottate già in allora - insieme al Municipio – per il no all'intitolazione a Peppino Impastato di via Piombino (stradina nel territorio di maggior radicamento delle famiglie di Cosa Nostra a Certosa, nella cosiddetta “Piccola Riesi”) dopo una raccolta firme promossa in allora dall'esponete di Rifondazione Comunista Vittorio Toscano. Crivello afferma: «in una realtà dove vi sono dei residenti cambiare delle robe, cambiare è complicato...» quando invece, come avviene in molteplici casi il cambio è semplicissimo, come peraltro ricordava in quei giorni anche Giovanni Impastato, fratello di Peppino: basta aggiungere alla nuova dicitura “Via Giovanni Impastato” quella di “già via Piombino”. Ma Crivello rilancia anche in questa occasione l'altra curiosa motivazione legata alla vicenda della nave “Costa Concordia” ed afferma che in «quella fase li era capitato, che Piombino... io ero stato non so quante volte a Roma ha perorare la causa della demolizione della nave (Concordia) che si facesse a Genova, sembra... magari poi sembra... Facciamolo in un altro luogo... facciamolo in un luogo centrale, Piazza Emilio Guerra». Ovvero in una zona fuori dal territorio rivendicato dalle “famiglie” di Cosa Nostra, appartato, in una piccola porzione laterale, nei giardini della piscina, in una piccola porzione laterale.


Video di Chiara Pracchi sulla vicenda dell'intitolazione a Peppino Impastato

 

Sulla questione centrale dell'incontro, ovvero sulla partecipazione di due consiglieri della sua lista al funerale di Giacomo Maurici - il cui profilo è ben noto da tempo anche allo stesso Gianni CRIVELLO - dichiara:

«Io sono qui, ma non è retorica o demagogia, per rinnovare, nel caso in cui fosse necessario, tutta la mia fiducia nel vicepresidente (Fabio Carletti, ndr) e di Bruno Faraci.
Non so cosa altro aggiungere
.».

E la posizione sulla partecipazione dei due? ABBONDANZA della Casa della Legalità interviene e ripone la domanda: «la posizione sulla partecipazione al funerale?».

A questo punto CRIVELLO non può continuare con il girare intorno e rispondendo alla domanda difenderà la ragioni della partecipazione al funerale da parte di Carletti e Faraci, pur prendendone, al contempo le distanze: «Io naturalmente non lo sapevoIl fatto che se esprimo la mia fiducia vuol dire che, se la rinnovo, vuol dire che questo aspetto... forse la prossima volta è meglio se tutti insieme ci riflettiamo rispetto ad una roba di questo tipo. La motivazione che conosco mi porta a dire che comprendo, anche se ripeto per evitare situazioni di questo tipo... per evitare che Christian Abbondanza che è uno che fa battaglie su questa roba da una vita, ma non soltanto lui, possano sollevare forse queste questioni, forse è il caso di non di parteciparePerò non mi sento di condannarlo in virtù degli elementi che sono venuti a mia conoscenza, che sono le motivazioni per le quali sono andati. Fabio è cresciuto con il figlio (Gianluca detto luca, ndr)... Il figlio, hai ragione il fatto di dover troncare con la famiglia, forse può capitare che non tutti abbiano la forza e la capacità di Peppino Impastato di troncare con la propria famiglia ed il proprio padre. Il fatto che siano cresciuti insieme con il figlio che a 19 anni credo abbia portato via le balle da casa, troncando evidentemente non del tutto come tu ritieni, mi porta a dire che comprendo le ragioni di di quella presenza (di Fabio, ndr). Anzi sottolineo, spero che nessuno se ne abbia a male, che probabilmente anche lo stesso Fabio, con il ruolo e anche la poca esperienza politica, forse anche Bruno che se nella vita a fatto dell'altro dal punto di vista sociale, magari questa cosa può prestare... delle non conseguenze ma delle considerazioni come quelle che tu fai, in virtù del ruolo istituzionale che loro hanno».

Appare evidente (e lo sarà ancora di più con il proseguo di quanto emerso all'incontro) che Crivello fonda la sua valutazione sul presupposto che Luca Maurici si fosse distaccato dalla sua famiglia da ragazzo, mentre ciò non corrisponde a verità, assunto, ad esempio, che il “distacco” dalla famiglia (e dal padre) non coincide con il fatto che proprio Luca Maurici lavorava come pizzaiolo nella pizzeria “Vesuvio” della famiglia Maurici.


FOTO PIZZERIA "VESUVIO" DEI MAURICI (pubblicata dalla Giusy MAURICI)
con il pizzaiolo Gianluca "Luca" MAURICI, la sorella Giuseppina "Giusy" MAURICI
ed il cabastone
 MAURICI Giacomo (seduto con gli occhiali)
E "LIKE" ALLA FOTO IN QUESTIONE DI FABIO CARLETTI


Interviene quindi il Vice-Presidente del MunicipioFabio Carletti, che inizialmente sostiene che l'unica conoscenza con la famiglia Maurici è quella del suo amico Gianluca "Luca", ma poi deve correggersi ed integrare anche la figlia del Giacomo Maurici, Giusy (Giuseppina) Maurici, poi sostiene che Luca abbia troncato i rapporti con la famiglia d'origine e si è messo a fare il pizzaiolo, quando tale lavoro era svolto nella storica Pizzeria dei Maurici la “Vesuvio”... Dopo aver sostenuto che Luca aveva scelto da ragazzo di staccarsi dalla famiglia di Giacomo (smentito dalla vicenda della Pizzeria) passa a sostenere che il suo amico Luca non sapesse nulla di ruolo ed attività del padre. Contraddizioni che si ripetono, ad esempio, quando sostiene di non sapere (perché non si informa e non legge nemmeno i giornali) chi siano i soggetti legati alle organizzazioni mafiose su territorio del suo Municipio, ma poi affermando che che non ha mai avuto rapporti con soggetti legati o appartenenti alla criminalità organizzata mafiosa... (Ma se non sa chi sono, come dichiara ripetutamente, come può sostenere che con assolutezza che mai ha avuto rapporti con questi, resta un mistero).

Ora, senza ulteriori sintesi, vediamo testualmente quanto affermato dal Vice Presidente del Municipio Val Polcevera che, nella discussione, si è anche spinto a dichiarare «ma questo è un problema suo... non è un problema mio» sulle minacce plateali (a seguito dell'indagine dei Carabinieri che lo hanno individuato “senza ombra di dubbio” tra gli autori dell'attentato incendiario alla Bocciofila di Albaro) portate dal Domenico “Mimmo” Costantino – tra i contatti facebook come “Lui Invisihile” del Carletti) all'avvocato della Casa della Legalità Riccardo Di Rella.

CARLETTI«sono una persona che non ho mai avuto niente che fare con nessun tipo di associazioni a delinquere o quant'altro, nella mia vita grazie a dio gli unici problemi che ho avuto con le Forze dell'Ordine sono stati quelli di pagare qualche multa perché sono passato con lo scooter sulle corsie gialle. Quindi questa è la mia posizione a livello legale. Come appunto da privato cittadino vivendo la mia vita penso da persona per bene, per di più i fatti ai quali facevi riferimento sono degli anni Novanta, io c'avevo 13 anni negli anni Novanta, quindi nel mio piccolo ero un ragazzino. Quindi da ragazzino intanto magari non le vivi certe cose, o non le vivi come le puoi vivere quando hai quarantanni, trentanni, quando sei un uomo e non sei un ragazzino, primo. Poi la mia partecipazione era in forma assolutamente privata in qualità di amico di Luca Maurici, mio carissimo amico, e non rinnego la mia amicizia nei suoi confronti...»

ABBONDANZA«anche della Giuseppina, “Giusy”?»

CARLETTI«la Giusy la conosco in riferimento a Luca»

ABBONDANZA«c'è stato un abbraccio lunghissimo tra te la Giusy...»

SEQUENZA LUNGO ABBRACCIO TRA CARLETTI E GIUSY MAURICI  

CARLETTI«Luca lo conosco dai banchi di scuola, nel senso che ci siamo conosciuti in terza media, perché lui è di due anni più grande di me, bocciato due volte, e me lo sono ritrovato a scuola in terza media. Da li è una frequentazione scolastica, sian diventati amici, abbiamo giocato a pallone per 15 anni insieme... Quindi la mia è una conoscenza che nasce a scuola, si sviluppa calcisticamente parlando e in più Luca ha frequentato praticamente, quasi sempre, gli stessi luoghi che io ho frequentato e che io ritengo assolutamente luoghi sanissimi, come la Società Operaia Cattolica San Bartolomeo, come il Circolo “Il Borghetto” di Certosa, che non sono mai stati citati per alcun tipo di problema, o almeno a mia conoscenza. Per quello che è stata la vita, che io ho potuto vedere... per la mia amicizia e la mia frequentazione... di Luca Maurici, io, da privato cittadino, non esperto di certi campi, perché non lo sono, quindi non sono né un poliziotto – pur essendo figlio di un ex poliziotto -, però io non sono né un poliziotto, né un ispettore né quant'altro, quindi la mia frequentazione nei suoi confronti per me lui è sempre sembrato una persona normalissima come era normalissima l'altra persona, che magari era la figlia di Giacomo Maurici. Anche perché lui ha sempre fatto dei lavori, dal mio punto di vista, umili... era pizzaiolo e poi oggi sta lavorando praticamente da spazzino. Era per dire che la mia idea, da magari ignorante in termini di queste cose qua, è quella che un soggetto che può essere figlio di una persona di un certo calibro dovrebbe avere dei benefici di un certo tipo cosa che lui, a mio modo di vedere, non ha mai avuto, perché ha sempre vissuto una vita in maniera umile, padre di famiglia è sposato con una ragazza di Certosa (…) E' sempre stato una persona che ha vissuto la sua vita, per me, come una persona normale.»

ABBONDANZA«il funerale era di Giacomo Maurici...»

CARLETTI«si si, ma per me... io sono andato al funerale a salutare un amico. Io non sono neanche entrato in Chiesa perché io, da quando mio padre è morto, dietro al funerale di mio padre io non sono più entrato in Chiesa ai funerali... Ho aspettato che uscisse fuori, e io ho salutato Luca, ho Giuseppina... Giuseppina che conosco chiaramente per riflesso di Luca ed anche perché comunque ha avuto un'attività a Certosa, e conosco la figlia che si chiama Giada Palma, che il padre è morto, la Giada era fidanzata con un mio giocatore di calcio del Certosa...».

Qui occorre aprire una breve parentesi relativa a quanto era emerso sui “luoghi” citati dal Carletti.
Se sulla storia del Circolo "Il Borghetto" ospitava anche la sezione territoriale del PSI, che fu oggetto di infiltrazione di soggetti legati a Cosa Nostra - anche con minacce a chi non voleva permettere tali iscrizioni con "liste in blocco" di nuove iscrizizioni -, rimandiamo a quanto scritto e documentato già nel 2006
(leggi qui).
Invece relativamente al Società Operaia Cattolica di San Bartolomeo di Certosa appare opportuno ripercorrere qualche passaggio, partendo da quanto raccontato, circa 13 anni fa, alla Casa della Legalità da Don Renzo. Per anni qui si promuoveva la Festa e Processione della Madonna della Catena che oltre ad occasione di preghiera e incontro per i fedeli era anche un appuntamento utile a coprire incontri di esponenti di famiglie mafiose provenienti da diverse parti d'Italia, in un territorio che per Cosa Nostra è sempre stato considerato "sicuro" tanto che qui se ne andava beato e tranquillo, anche per bar, il noto Emmanuello Daniele, anche durante un periodo della sua lunga latitanza, senza che nessuno osasse segnalarlo alle Forze dell'Ordine. Don Renzo ci raccontò che quando si oppose al rinnovarsi della Festa e Processione della Madonna della Catena, vi furono pesanti intimidazioni da parte degli esponenti delle famiglie mafiose ed in particolare da quella, "dominante" in quel territorio, dei Maurici. Gli vennero svuotate le attività dell'oratorio, il Circolo della Società Operaia e persino la Chiesa... Perché in un territorio che è "colonia" mafiosa, se viene detto che non bisogna frequentare determinati luoghi, tale ordine viene "eseguito" non solo dagli affiliati, ma anche da chi non vuole avere problemi con loro... E' accaduto a quella realtà cattolica così come è accaduto (e accade) a commercianti che subiscono e stanno sistematicamente in silenzio. Purtroppo Don Renzo era rimasto solo, anche rispetto alla Diocesi che preferì invitare ad una mediazione per evitare problemi. Ecco, chiudendo questa breve parentesi, dire che questa realtà non subisse le influenze del radicamento di Cosa Nostra (e dei Maurici in primis) a Cartosa, affermando che nulla è mai emerso - come per "Il Borghetto" - è un pessimo servizio che si compie verso la verità dei fatti. 


ALCUNE FOTO DELLE PASSATE EDIZIONI DELLA
FESTA MADONNA DELLA CATENA A CERTOSA

  

Riprendendo il resoconto dell'incontro si inizia dalla richiesta di ABBONDANZA, della Casa della Legalità, a CARLETTI se conferma quanto aveva affermato - in altra sede – sulla presenza al funerale di Giacomo Maurici anche dell'esponente del centrodestra (dove è giunto dopo le cariche pubbliche ricoperte con il centrosinistra) Umberto Lo Grasso e di Vittorio Toscano, cioè colui che, esponente di Rifondazione Comunista, si prodigò nella raccolta firme contro l'intitolazione della strada nel territorio della “Piccola Riesi”, ovvero Certosa, a Peppino Impastato.

CARLETTI: «ti direi di sì, ora a memoria... Io ti posso dire che era presente un giocatore del Certosa-Riesi... che tra l'altro... perché io infatti ho scorso il tuo aggiornamento delle persone che hai indicato, a parte Pintus che conosco per ovvi motivi calcistici, perché l'inciso, poi ti rispondo a quello che mi hai chiesto, perché io nel mio mondo... la gran parte delle mie conosce non sono di carattere o politico o sociale... perché io di politico in quel momento li lo facevo, se politico lo possiamo dire tra virgolette, lo facevo da sei mesi... sono tutte le legate al calcio, in quanto infatti se ti fai un giro con me per Certosa la maggior parte delle persone non mi chiama né Fabio, né Carletti ma mi chiamano tutti “mister”, quindi le amicizie o le conoscenze, perché le amicizie sono di alcuni, conoscenze sono invece di tanti, le amicizie e conoscenze sono di carattere calcistico. L'unica persona che io conosco, calcisticamente parlando, oltre a Bruno che ci conosciamo per altri motivi e Pintus perché è il presidente della Corniglianese, del Sant'Eusebio ora non ricordo tutte ecc... era Gianni Felicità che io conosco perfettamente, come poi... attenzione è una conoscenza di carattere calcistico...»

ALCUNE FOTO DI FELICITA' Gianni
con tatuaggio di Mussolini, bandiera e 
commemorazione dei nemici dell'Italia ovvero dei nazifascisti della R.S.I.



ABBONDANZA«anche perché come movimento politico “Lealtà e Azione” credo che sia di condannare...»

CARLETTI«per carità... io non sono un giudice quindi non posso condannare nessuno...»

ABBONDANZA«politicamente, culturalmente, eticamente. Il movimento “Lealtà e Azione” è un movimento di estrema destra...»

CARLETTI«Siamo un po' agli antipodi io e lui... Tornando all'amicizia nei confronti di Luca, io continuo a ripetere, io per come ho vissuto la vita insieme a lui, poi io non sono uno che, come posso dirti, non vado a fare delle indagini, perché non mi compete. Ti faccio un esempio: il papà di Federico (Romeo) io non ho idea che lavoro faccia, il papà di Luca Maurici io l'ho conosciuto in quanto padre di Luca...»

ABBONDANZA«quando uno ricopre una carica pubblica dovrebbe conoscere le dinamiche di quel territorio. Giacomo Maurici non è una cosa nuova...»

CARLETTI«ma ti faccio un esempio, tu hai parlato degli anni Novanta, io a 13 anni forse leggevo la Gazzetta dello Sport di certo non leggevo altro.»

ABBONDANZA«un esempio calcistico: Pietro Grasso giocava a calcetto da ragazzino con un certo Marcello Dell'Utri; Pietro Grasso ha fatto condannare, da grande, Marcello Dell'Utri... Attenzione a quello che è l'ambiente calcistico...»

CARLETTI«Mi stai parlando di Dell'Utri, che poi... no, nel senso... Ti ribadisco che Luca comunque è persona che conosco da tantissimo tempo, un mio amico caro e sarei scorretto nel dire una cosa diversa e negare un'amicizia nei confronti di una persona che al momento... poi oh, se domani io scopro che il mio vicino di casa è Pacciani ed è il mostro di Firenze, non lo sapevo... quindi non posso sapere le cose che non vengono... Nel mio caso lui, come persona, Luca, per quello che posso sapere io, per come ha vissuto la vita, una persona normalissima... Quindi il mio andare al funerale di Giacomo Maurici è stato un gesto di affetto...»

ABBONDANZA«inopportuno politicamente...»

CARLETTI: «inopportuno politicamente perché? però se io so chi è Giacomo Maurici... poi magari per mia ignoranza... io non ho mai visto quest'uomo... io l'ho sempre visto in giro. Quindi per quanto ne potevo sapevo io, Fabio Carletti, ebbe se è in giro non è in galera. Ok? Per come la vedo io la vita... poi tu mi dirai...»

ABBONDANZA«è stato ai domiciliari perché malato...»

CARLETTI«io ti dico, questo sinceramente non lo so. Perché se tu mi dici, ti faccio vedere... la sentenza, Giacomo Maurici è stato condannato, ha fatto questo e quest'altro, ne prendo atto. Ma finché io non lo so, come faccio a dire...»

ABBONDANZA«Ma c'è una relazione pubblica della Commissione Parlamentare Antimafia che nel 1995, pubblicata dal 1995, che indica Giacomo Maurici. Quando è morto Emmanuello (Daniele), che cercava di scappare per l'ennesima volta, è uscito un articolo su “Il Secolo XIX” in cui parlava anche di Giacomo Maurici come capobastonedi Cosa Nostra a Certosa...»

CARLETTI«Magari sono io che mi sbaglio... Poi sinceramente per questa vicenda qua ho chiamato anche il mio amico (Luca Maurici) e gli ho detto “Belin ma che cazzo è?” e lui mi dice: “guarda Fabio … io ti giuro, non vorrei... mi dispiace che tu possa essere finito in questa situazione per l'amicizia che hai nei miei confronti ecc ecc, guarda io son sincero, sai che in certi meccanismi non ci sono, detto proprio tecnicamente, che io sappia … da quando noi siamo grandi, mio papà non ha ricevuto condanne di questo tipo”. Lui mi ha detto, poi che sia vero o non sia vero, questo non spetta a me giudicarlo. Io quello che ti voglio dire è che da privato cittadino, quale io sono stato prima del 2017, ai miei occhi, un ragazzo che vive umilmente, fa un lavoro straumile, vive per mantenere la propria famiglia, belin a miei occhi... non è un figlio di un capomafioso, o se lo è comunque non ha nulla a che vedere con quella che potrebbe, qualora dimostrata essere l'attività del padre, perché sennò avrebbe avuto dei favori d'altro genere, credo io.»

ABBONDANZA:«No, perché le organizzazioni mafiose, a parte le nuove generazioni della 'ndrangheta, puntano ad avere un basso profilo, soprattutto nel centro-nord per evitare di attirare le attenzioni... Tanto è vero che i Mamone con i Ferrari ed il “grande escavatore” facevano preoccupare Gullace, così come Marcianò e Palamara era inferociti con i Pellegrino... in quanto temevano che attirano l'attenzione poi parte, come poi è successo, un'attività di indagine che portava ad individuare gli altri. Un esempio pratico di quanto emerso da intercettazioni: Giuseppe Marcianò, storico capo della 'ndrangheta di Ventimiglia, già emerso nell'inchiesta Teardo, ha fatto di tutto per far assumere il nipote come spazzino dall'impresa che avrebbe vinto l'appalto per lo smaltimento rifiuti in quel territorio... Perché il problema non è il ruolo che uno assume... ma è il segnale del potere di …. poter condizionare le assunzioni...
Il problema quale è? Una persona che ricopre una carica pubblica deve avere la sensibilità di porre attenzione preventiva... Certo che se domani mattina lo arrestano è ovvio che uno prende una posizione di condanna... La condanna va fatta socialmente e politicamente prima!
Ad esempio Mimmo Costantino, che è tra i tuoi contatti facebook...»

CARLETTI«è il papà di Cristian Costantino...»

ABBONDANZA«si. I Carabinieri dicono che è uno dei tre che certamente ha partecipato all'attentato alla Bocciofila di Albaro. Pubblica sul suo profilo facebook due video in cui dice che all'Avv. Riccardo Di Rella gli spacca la schiena, gli spacca i denti così non parla più... gli spacca le mani così non scrive più... ecc»

 CARLETTI:«ma questo è un problema suo... non è un problema mio»

ABBONDANZA«No! Uno che ha una veste pubblica un soggetto del genere lo cancella dalla propria bacheca, dai propri contatti facebook, dalle proprie relazioni... perché è un segnale che dà!»

CARLETTI«Il motivo per cui conosco Mimmo Costantino è perché il figlio che è Cristian Costantino, noto giocatore, che ha giocato per me, ma di certo non c'entra mica il padre, per il figlio che viene a giocare per me a pallone...»

ABBONDANZA«“Lui Invisihile”è il profilo è il profilo diMimmo Costantino, non è “Cristian Costantino”... la sfilza di precedenti penali di Mimmo Costantino...»

CARLETTI«però scusami, intanto stiamo fuorviando dal discorso Maurici...»

Cerca, Fabio Carletti, di sgusciare via dalla questione del contatto con Costantino, come se si trattasse di un soggetto (e di un nulceo familiare) non noto o degno di nota, quando invece è ben noto sia personalmente sia con il nucleo familiare. Non è passato molto tempo da quando, ad esempio, la suocera del Costantino (e nonna di Cristian Costantino), Nicoletta Benedetto, è stata coinvolta (con il "BAR METRO'" di Brin, già "GRAN BAR") nella maxi inchiesta della DDA di Genova su sale scommesse, slot e vlt che coinvolgeva anche il noto esponente della famiglia Marechiaro, Fucci Michele. Ancora più di recente la Nicoletta Benedetto è stata tratta in arresto, unitamente al convivente Marco Glisenti (socio storico del Mimmo Costantino), per detenzione illegale di armi da fuoco (un fucile a canne mozze con matricola illeggibile, una beretta e munizioni). Fatti d'armi che hanno condotto la Squadra Mobile a denunciare anche il Mimmo Costantino e la consorte Maria Drago.


ABBONDANZA«c'era anche Mimmo Costantino al funerale di Maurici...»

CARLETTI«...il discorso di Mimmo Costantino si traduce semplicemente nel... il figlio ha giocato nel Certosa... è un giocatore di un certo profilo... Non so se tu sai la storia del Certosa. Il Certosa-Riesi ha la sua storia, il Certosa ha la sua storia, il Certosa che ho creato io ha una sua storia completamente diversa, di ragazzi che potevano giocare solo se erano del quartiere, o erano collegati al quartiere, quindi gente del quartiere, allenatori del quartiere, tutto quanto del nostro quartiere, una cosa strasana che difenderò a morte, perché nessuno prendeva un centesimo, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto facendo anche per il sociale, gli incassi alla Gigi Ghirotti, ragazzi disabili che ci davano una mano, ecc ecc, questa è la storia del Certosa. Lui ha fatto una scelta, ha mollato il Pisa, che giocava in Eccellenza, perché era venuto a Genova ed è venuto a giocare per noi per sei mesi. Questa è la storia. Il mio rapporta è di conoscenza non diretta, è indiretta...
Poi tornando sul discorso Maurici …. per me Giacomo Maurici era semplicemente il papà di Luca, punto. Poi io certe cose che dici oggi … io aprendo il giornale in età adulta e non ho mai visto Giacomo Maurici è stato condannato per questo, Giacomo Maurici ha avuto una sentenza per questo, Giacomo Maurici ha avuto quello... io non le ho lette quando io ero in età adulta, non leggendole e vedendolo sempre per la strada, e continuo a ripetere associando il fatto che il figlio ha avuto una vita dal mio punto di vista umile... che tu dicevi prima il discorso dello spazzino dell'altra cosa, però attenzione lui faceva due lavori per mantenere la propria famiglia, quindi dal mio punto di vista di privato cittadino è rispettabilissimo della mia amicizia, del mio affetto del mio rispetto, perché una persona che fa due lavori per mantenere la propria famiglia, ai miei occhi, è un cittadino straperbene. Questo è il motivo: io sono andato al funerale del papà di un mio amico, che per me è un cittadino straperbene e puntoIo non sono andato come carica pubblica...»

ABBONDANZA:«… a Certosa Fabio Carletti è il Vice Presidente del Municipio... è anche il Vice Presidente del Municipio, nell'immagine pubblica è questo... Quando uno assume una carica pubblica si deve informare su chi c'è in quel territorio...»

CARLETTI:«Se io avessi percepito nella mia vita certe cose, poi ti ripeto io dove c'erano mafie, dove c'erano attività criminose erano là e io ero qua, quindi per me era più difficile percepire chi, come e quando facessero certe cose. D'accordo? E' questo il ragionamento che faccio io: non avendole percepite sono semplicemente andato al funerale del papà di un mio amico, punto. E io ti giuro non è che ho fatto altre deduzioni, altri ragionamenti, altre cose... sono andato ad un funerale a portare affetto ad un mio amico che io, ripeto, rispetto profondamente per il modo in cui ha vissuto la sua vita...»

ABBONDANZA«Ha denunciato quello che sapeva di suo padre? Ti faccio questa domanda»

CARLETTI«ma se quando io gli dico a lui “Luca belin ma cosa succede?” lui mi dice “mi sembrerebbe che mio papà non abbia mai avuto...” secondo te lui poteva sapere cosa faceva il padre o no? ai miei occhi no, perché se no mi avrebbe detto “eh mi spiace di metterti in questo casino, questo e quest'altro”. Quando lui mi dice questa cosa qua e addirittura mi dice “Guarda Fabio ti giuro cerco di chiamare l'avvocato per scoprire, per darti delle informazioni utili...”, io non penso che lui possa sapere abbia fatto veramente qualcosa o meno... anche perché, ti dico, Luca nel momento degli anni Novanta in cui Luca nel 1994 aveva 16 anni, era in classe con me... E concludo dicendoti secondo me, questa è la mia opinione personale, per come ha vissuto la vita lui, non ha mai fatto niente di strano, e sono abbastanza convinto, poi ti ripeto non faccio ispettore, non sono c.i.s. o quant'altro e quindi non ti so dire, sono sicuro del fatto che lui abbia vissuto la vita al pari di ragazzi come noi che non hanno nessun legame con certe attività. Al netto di ciò io sono andato a mostrare affetto nei confronti di un mio amico... e ti dico se muore domani il papà di un mio amico, che non ho mai visto, vado lo stesso al funerale, mica per rispetto del defunto, ci vado perché è mio amico e vado a dargli un abbraccio. Questo è il modo di vivere la vita...»

ARTICOLO DEL 1.12.1994 (LA STAMPA) 
SULL'ARRESTO DI GIACOMO MAURICI CON
GLI ESPONENTI DELLA 'DECINA' DI COSA NOSTRA DEI FIANDACA
(FIANDACA GAETANO e VITELLO PAOLO)
QUANDO IL FIGLIO GIANLUCA "LUCA" MAURICI AVEVA 16 ANNI
(E CARLETTI 14 ANNI) 



ABBONDANZA
:«Anche se sai che si da un segnale, alla comunità, devastante...»

CARLETTI«ma per quale motivo darei un segnale alla comunità devastante?»

ABBONDANZA«perché il Vice Presidente del Municipio quel giorno era al funerale di un noto capobastone di Cosa Nostra»

CARLETTI:«ripeto il concetto: ma è noto per te!»

ABBONDANZA«no, no è noto per i fatti... Io assumo una carica pubblica su un territorio, ripeto, dove storicamente vi sono stati omicidi, tentati omicidi, attentati...»

CARLETTI«in quali anni ci sono stati?»

ABBONDANZA:«Ci sono stati dagli anni Ottanta in avanti...»

CARLETTI:«Se ci sono stati quando io avevo 13 anni come faccio a saperlo?»

ABBONDANZA«Ma le hai lette le relazioni della Commissione... della D.I.A... »

CARLETTI«non ce le gira nessuno a noi...»

ABBONDANZA«ma sono online!»

CARLETTI«ma sono online ma io...»

ABBONDANZA«se assumo una carica pubblica mi devo informare su chi c'è un quel territorio!»

CARLETTI«mi devo informare se vado a fare qualcosa insieme a loro, ma se non faccio niente insieme a loro... mi informo nel momento in cui...»

ABBONDANZA«scusami, io prima di decidere se andare a un funerale di un soggetto verifico di un soggetto. Perché benissimo l'amicizia con Luca Maurici, tolto il fatto che non si è mai dissociato, perché non risultano denuncia, segnalazioni, verbali... distaccamenti, perché chi si dissocia non va ai funerali di genitori mafiosi...»

CARLETTI«magari non sapeva, come faceva a dissociarsi … magari lui non era a conoscenza di determinate attività che se sono state fatte sono state fatte dal padre»

ABBONDANZA«Ha mandato anche una fiction la Rai per spiegare che è necessario togliere i bambini minori dalle famiglie mafiose, perché altrimenti ai bambini che nascono in quelle famiglie, ovviamente, la mentalità delle famiglie mafiose viene inculcata ai bambini... Ma andiamo oltre: mettiamo che lui si sia dissociato, abbia troncato i rapporti con la famiglia e con i famigliari che stavano con il padre, con la pizzeria Vesuvio... il punto è: tu assumi una carica pubblica, nel momento in cui si deve rappresentare ed operare su un territorio, sapendo, e non mi puoi dire che non lo sai, che in Liguria e a Genova, e in Valpolcevera, vi è una presenza di organizzazioni mafiose, perché purtroppo è un dato ormai storico, consolidato, ripetuto negli anni... Non so: Maurizio Perna riarrestato qualche anno fa, Paolo Vitello riarrestato e condannato per estorsione qualche mese fa.. Tutti questi soggetti sono noti...»

CARLETTI«non li conosco... non so chi siano»

ABBONDANZA«Gianni Calvo, “L'Ambanata”, che va a fuoco in via Vezzani...»

CARLETTI«so che è andata a fuoco ma non so neanche ci sia. Io non so neanche chi sia Venanzio Maurici, non so chi sia...»

ABBONDANZA«uno vede che va a fuoco un ristorante, che esce sui giornali, non in Relazioni o Sentenze... un giornale accessibile a chiunque, anche online, che in quel ristorante Umberto Lo Grasso aveva organizzato anche una cena di ringraziamento, per conto di Rosario Monteleone e con Rosario Monteleone, per la rielezione in Regione nel 2010... Viene fuori che Gianni Calvo noto esponente di Cosa Nostra, tra l'altro locale frequentato anche da Carmelina Sciacchitano, quella arrestata... neanche questo sai?Allora non leggi neanche la cronaca di oggi...»

CARLETTI«forse mi sono spiegato male... ascolta un secondo se ci mettiamo qua e tu mi chiedi dove ha giocato quello, che categoria ha fatto... io ti dico chi è, ma certi ambienti...»

ABBONDANZA«Carmelina Sciacchitano è stata arrestata qualche mese fa perché ha dato mandato a Cosa Nostra, la famiglia di Riesi, di ammazzare l'ex fidanzato che hanno ritrovato murato in Lombardia... »

CARLETTI«Perfetto...»


ARTICOLO (MARZO 2019) SULL'ARRESTO DELLA SCIACCHITANO CARMELINA
(in strettissimi rapporti con i MAURICI e con i CALVO)

ABBONDANZA«Allora se tu mi dici che non sai questo, e sei il Vice Presidente del Municipio in cui questa operava...»

CARLETTI«...ma se io non ho mai avuto a che fare con questa persona, nel mio Municipio ci sono delle Forze dell'Ordine che si occupano di questo... Io questa gente qui non la conosco, non l'ho mai conosciuta... non ho mai avuto a che fare con queste persone e ti ripeto se esce l'articolo di giornale, io dalla mattina alla sera lavoro, quindi quando vado a leggere il giornale non è che ho la facoltà di stare un ora a leggere tutti gli articoli che escono fuori. In più … noi da quando siamo stati eletti, dopo il crollo del Ponte Morandi abbiamo avuto, scusa il termine, la merda fin qua... ed io sono uno di quelli, orgoglioso di farlo, che ha preso la pala e la merda l'ha spalata... quindi ci sono anche tante cose da fare, di conseguenza per fare certe indagini giustamente ci sono delle Forze dell'Ordine. Se le Forze dell'Ordine vengono da me e mi dicono è successo questo, questo, questo, guardate occhio perché queste persone potrebbero infiltrarsi, potrebbero chiedere favori al Municipio, allora certo che io sono pronto ad attenzionarli per non favorire nessuno svolgendo la mia carica e il ruolo politico... quello assolutamente e non lo farò mai, e non l'ho mai fatto nella mia vita, non ho mai fatto favori a nessuno, e non li farò di certo a qualcuno che potrebbe portare benefici a qualche altra persona collegata a Cosa Nostra o alla 'Ndrangheta...»

ABBONDANZA: «ma se non sai chi sono, mi dici...»

CARLETTI«bravissimo»

ABBONDANZA: «tu mi hai appena detto che non ti informi...»

CARLETTI«ho detto che non leggo il giornale»

ABBONDANZA«le Relazioni della D.I.A. le leggi?»

CARLETTI: «no»

ABBONDANZA«le Relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia le leggi?»

CARLETTI«guarda che qua dentro penso che le leggano veramente in pochi... Queste cose sono cose che purtroppo...»

ABBONDANZA«E' questo il problema che dicevo all'inizio: se io assumo una carica pubblica in un territorio inquinato...»

CARLETTI«...Però ti giuro che non è per non volerlo fare... perché ti ripeto aprendo il giornale … a me non è mai capitato di trovare trovato delle notizie così eclatanti da poter pensare certe cose. E poi ti ripeto sul mio amico ribadisco, poi oh il cornuto, come si suol dire, è sempre l'ultimo a scoprirlo, ma sul mio amico ad oggi, per quella che è stata la vita vista coi miei occhi e assaporata dalla mia vicinanza a lui, ci metto la metto la mano sul fuoco...»


ARTICOLO IL SECOLO XIX DEL 20 LUGLIO 2011

LA MAPPATURA DI INCENDI E DANNEGGIAMENTI IN VALPOLCEVERA
(monitorati tra il gennaio 2011 e l'agosto 2012)


QUI LA MAPPATURA DI CERTOSA (REALIZZATA NEL 2009)


ABBONDANZA«Umberto Lo Grasso, i fratelli c'erano sicuro. Umberto Lo Grasso e Toscano?»

CARLETTI«Tu c'hai le foto e penso che abbia visto bene le persone che c'erano... Io ti dico, a me non mi piace parlare delle persone che non sono presenti qua... sicuramente per Toscano posso dire, per quello che conosco io, ha una coscienza meno profonda... con Luca Maurici»

Visto che CARLETTI aveva dichiarato in altra sede che che al funerale vi erano anche Umberto Lo Grasso e Vittorio Toscano, e visto che tale affermazione non veniva confermata, ABBONDANZA riponeva la domanda.

CARLETTI«Toscano son sicuro, te lo do al 100% per perché era lì con noi, cioè con me e mia mamma. Su Umberto potrei dire una belinata perché a me sembrava di si ma però... su Umberto non ci metto la mano sul fuoco... mentre su Vittorio (Toscano) si. Il motivo per cui Vittorio era al funerale era lo stesso....»


VITTORIO TOSCANO
AD UNA MANIFESTAZIONE CON LA BANDIERA DI R.C.

Vittorio Toscano manifestazione con badiera RC


Da qui riprende la discussione:

CARLETTI«Volevo dire una cosa che è importante... Alle volte io credo che se il padre, ripeto non sono io che lo decido, se c'è, però credo che sia anche giusto che la colpa non ricada sui figli...»

ABBONDANZA«nel contesto mafioso se i figli si dissociano...»

CARLETTI«ma sai, dissociarsi da una cosa che tu non sai...»

ABBONDANZA«ma smettiamola con questa barzelletta che i figli di un capobastone non sanno che cazzo fa il padre! Anche perché se era agli arresti domiciliari ancora per attività di usura relativa a determinati contesti, sino a pochi anni fa, non si può anche dire che il figlio non lo sa, o che la figlia non lo sa... E ripeto non è che sia facile dissociarsi, ho fatto l'esempio di Asia Ostertag... Rolando Fazzari che hanno massacrato in tutti modi. Ma uno sceglie se stare di qua o di là. 
Le colpe, le responsabilità penali del padre non ricade sul figlio... Però attenzione, ad esempio, lo Stato ha applicato una norma che prevede, non a caso, che alla morte mafioso si può sequestrare i beni anche gli eredi, anche se non hanno responsabilità penale. Ecco, se si arriva a questo direi che il principio di precauzione nei rapporti...»

CARLETTI«Ma se il figlio non sapeva neanche le condanne del padre, come faceva a sapere cosa fa il padre...»

ABBONDANZA«il ruolo di capobastone all'interno di una famiglia mafiosa, non il ruolo di quello che va a fare le ambasciate, che porta la ambasciata...il capobastone è un ruolo ben conosciuto. Anzi deve essere conosciuto perché deve far vedere a quel territorio che è lui il capo di quel nucleo mafioso. Detto questo, ripeto mettiamo pure che lui (Luca) si fosse dissociato, non si capisce cosa ci facesse al funerale...»

CARLETTI«era il padre»

ABBONDANZA«è il padre, ma se io mi dissocio dal padre mafioso, perché considero criminale perché mafioso, non ci vado al funerale»

Dalle le contraddizioni nella ricostruzione fornita dal CARLETTI (che tra l'altro parla come se "13 anni" per lui fossero stata un età fissa per tutti gli anni Novanta), si accorge, ad un certo punto anche CRIVELLO che riprende la parola sottolineando che non è credibile che il figlio non sapesse nulla nemmeno degli arresti domiciliari del Giacomo MAURICI.

CRIVELLO: «Un'altra cosa improbabile è il fatto che se fosse stato agli arresti domiciliari è difficile che possa non saperlo il figlio. Come il fatto che lui non rinneghi ma neghi questa cosa, abbia deciso di fare una sua vita per i cazzi suoi... 
Neanche io non leggo le relazioni della D.I.A., ma non perché non sia sensibile quanto basta probabilmente, non so quando potrei farlo, insomma. Dopo di che come dire se uno al di là del comportamento che puoi avere come rappresentante delle istituzioni, nel momento in cui semmai sei avvicinato, anche in altre circostanze qualcuno mi ha detto delle cose e ho detto se non avete il coraggio di denunciarle voi me le dite a me che ci vado io, poi tante volte succede che invece la gente parla perché ha la lingua in bocca... Non ti meravigliare di questo fatto Christian, tu hai dedicato una vita dietro a ste robe...»

ABBONDANZA«Questa cosa... visto che è un fenomeno che c'è. Che sappiamo può arrivare i grandi appalti. I Mamone avevano costruito un monopolio, a Lavagna i Nucera... condizionano l'economia, condizionano il voto con i “pacchetti di voti”... Allora visto che è un fenomeno con cui si ha a che fare, non è necessaria la presenza di Abbondanza, o di un Abbondanza, o di una Casa della Legalità, che se lo studi e lo ripeta, è necessario che nascanel chi è in società pubbliche, in enti pubblici, dai Municipi a salire, vi sia la sensibilità di purtroppo “perdere un po' di tempo” e leggere quelle Relazioni, perché se no...»

CRIVELLO«Non è assolutamente una perdita di tempo, è oggettivamente averlo il tempo... tanto è vero che quando facevo i lavori pubblici cercavo, naturalmente con le procedure e le norme che hai a disposizione, con i tecnici che trovavamo.. che poi tu sai che sono quelli che hanno un ruolo di primo piano, perché poi non è che io partecipavo ai bandi, alle gare alle commissioni... era quello di creare le condizioni perché si potessero creare le condizioni perché si potessero creare situazioni che rendessero più complicata a chi naturalmente... Perché poi la mafia, abbiamo scoperto pochi mesi fa, che il cartello diciamo delle imprese che sembravano delle più serie, si dividevano un miliardo degli appalti in tutta Italia, e li la mafia non c'entrava un cazzo, e poi sono quelli che rompono i coglioni alle amministrazioni perchè dicono “voi dovete snellire le procedure... perché voi, le imprese...”»

ABBONDANZA«il gruppo TECNIS colosso che si presentava come “campioni della legalità”, raddoppio ferroviario... Calata Bettolo in Porto... era un'azienda in mano a Cosa Nostra che poi faceva lavorare la 'ndrangheta...»

Si arriva ad un nuovo sviamento dall'oggetto dell'incontro che, come è evidente, ha messo in evidenza quel costante “alibi” della politica poggiante sul “non sapevo” ed al contempo anche la dichiarata assenza della necessaria informazione sul fenomeno mafioso, che anche quando riguarda il territorio in cui gli amministratori pubblici operano ed anche quando riguardano soggetti socialmente noti (come i Maurici), non da oggi ma da decenni, per il contesto mafioso in cui sono inseriti.

La famiglia Maurici, capeggiata da Giacomo Maurici, come avviamo giù visto, è nota per l'appartenenza a Cosa Nostra dagli anni Novanta.

 

BREVE ESTRATTO 
RELAZIONE PROCURA NAZIONALE ANTIMAFIA - 2014-2015




ARTICOLO IL SECOLO XIX DEL DICEMBRE 2007


Stessa notorietà hanno altri nuclei di Cosa Nostra e della 'Ndrangheta di quel territorio, così come sono noti soggetti di quel contesto operanti con attività commerciali e della ristorazione, dell'edilizia e persino della sicurezza
. Sono noti gli atti incendiari dolosi ed i danneggiamenti in un territorio dove, da decenni, si paga il pizzo, anche se qualche anno addietro l'ex capo della Mobile di Genova Claudio Sanfilippo ci disse che il “pizzo” può essere anche visto come “obolo”. Un pizzo che prima era in denaro poi è diventato anche (e soprattutto) con assunzioni (spesso per garantire ai detenuti delle famiglie mafiose l'accesso ai benefici dell'uscita dal carcere e di reinserimento sociale) e con l'imposizione dei “fornitori” che i titolari delle attività devono “scegliere”.

Ed allora se appare inverosimile che nulla di tutto questo sia “noto” a chi fa politica ed amministra quel determinato territorio, appare certamente inaccettabile la scusa del “non sapevo” perché l'ingenuità (compreso anche il non informarsi sul contesto in cui su opera) non garantisce i necessari anticorpi nell'ambito politico, amministrativo ed istituzionale.

L'incontro è poi proseguito con l'intervento del Consigliere Bruno Faraci che, come vedremo, nel chiedere scusa per la sua partecipazione ha ammesso che lui conosceva Giacomo Maurici. Ancora una volta, come per il Carletti, viene indicato che la ragione di determinate conoscenza è quella calcistica. Elemento che, ancora una volta, pone l'attenzione sull'uso delle famiglie mafiose, non solo al sud, ma anche al nord, di usare anche le squadre di calcio per accreditarsi socialmente. Un metodo noto che non si è voluto vedere qui come altrove.

FARACI«Ora ho saputo questa cosa qua... tramite altra gente che... e ti dico la verità su sta cosa e dico “cosa ho fatto di male?”, sono andato a un funerale... ma ingenuamente poi ho capito. Io non sapevo manco cosa era un capobastone, anche se i miei erano di Riesi, credimi mio padre non mi ha mai insegnato a fare quelle cose li... mio padre mi ha sempre insegnato a lavorare... Sono 29 anni che faccio servizio... ora sono alla Polizia Amministrativa, faccio per dire... E non è facile... Mi è arrivata questa notizia e mi è dispiaciuto un po' questa cosa, perché io da buon cristiano sono andato a un funerale (di Giacomo Maurici) di una persona che conoscevo, che ho conosciuto bene perché ti dico anche io giocavo a pallone nella Rivarolese... c'è stato un anno che mi volevano dare in prestito alla Riesina, non ci sono andato, quindi ti dico, ma non perché io sapevo chi era questo... Quindi ti dico ingenuamente mi sento menzionato in questa cosa qua.
Mi ha fatto piacere conoscerti, cioè parlare a quattrocchi... 
Ho fatto ingenuamente, nel ruolo che io faccio, è una cosa che è sbagliata. Però ti dico ingenuamente. A me fa piacere che tu... dare notizie, come poteva fare mio padre quando ero piccolo, su certe persone... che non abbiamo mai avuto a che fare noi, cioè nel senso che non sappiamo chi sono. Poi i nomi sono circolati, certi nomi che tu hai dato qualche d'uno li conosco. Ma io vivo un altro ambiente… Sono nato in via Tofane, c'era pieno di terrorismo, giravo in moto con Minghella, non sapevo che era il Maurizio Minghella... Io sono uscito da una strada pericolosa, ai suoi tempi era pericolosa. Col calcio Felice Giro, magari era ora anche lui indagato perché non lo so ce c'è la Camorra o non so, mi ha tolto dalla strada, lo devo dire sinceramente, a me Giro mi veniva a prendere, mi faceva venire a prendere, da via Tofane mi portava all'allenamento e mi riportava a casa. Lui lo conoscevo, Felice Giro, quindi ti faccio capire la mia forza che oggi è stata di uscire fuori... infatti sono un esempio positivo in via Tofane, credimi e l'ho dato sempre a tanti ragazzi questo esempio. Poi, te l'ho detto, a me questa cosa che è uscita adesso, a me mi è dispiaciuto, io ingenuamente sono andato a un funerale che perché poi vado a pensare “ricopro una carica”... la mia carica non è perché voglio crescere politicamente, perché mi piace essere a servizio della gente che ne ha bisogno. Questo è il mio ruolo. Mi sono messo a disposizione di persone come Federico e come Gianni... con Gianni... lui soprattutto... quando lui... ho scelto di stare con lui quando... c'è stata una frana... alla notte stessa è venuto, è intervenuto... siamo andati a vedere questa gente messa fuori casa, a sistemarla... Ti dico non ho mai fatto di campagna elettorale, però la gente per quello che ho sempre fatto... e oggi sono qui, come è possibile? 
Mi prendo la briga di essere andato lì ingenuamente a questo funerale di una persona che ho conosciuto e che non sapevo io, non ho mai... quelle cose li... Ieri sono andato a spalare... del fango da una cantina... mi alzo alle 4 e vado a fare anche qualcosa di buono.»

ABBONDANZA«nessuno dice che era un reato o si è legati, affiliati. Si dice semplicemente, il punto è che su un territorio, chi ha una carica pubblica, chi ha un ruolo pubblico, che va anche oltre alla semplice carica pubblica... chiunque ha un ruolo o una carica pubblica, quando va in determinati contesti, sul territorio, come a un funerale, una manifestazione, deve stare attento perché se va in un determinato contesto dove il funerale è del capobastone di una famiglia mafiosa, il segnale che da al territorio è devastante... nulla di più di nulla di meno»

FARACI«Ti posso dire una cosa... ho allenato il figlio del capo della D.I.A. Sandulli... Però ti dico, pensa, ho dei cugini che se andate a vedere erano in Finanza... Cioè io faccio quel ruolo lì... mi sembra di essere una persona che nella mia... sono limpido. Non mi hai mai visto picchiare perché forse le ho prese e non... E quindi anzi se c'è da mettere le mani qualche volta, quando facevo notturno di notte... non ho paura di difendere una persona. Quella cosa lì, ingenuamente, ricoprendo questa carica, hai ragione, però ti dico un'altra cosa, io mi sono sentito un po', se mio figlio leggeva una cosa del genere, mi sentivo “cosa ho fatto di sbagliato?”, lui papà “sei un capobastone?”, io non so neanche idea di cosa è un capobastone... Ma a me fa piacere che tu insegni... io vorrei... ora intanto ti chiedo l'amicizia (su facebook)... e giustamente come dice Fabio, sapere magari visto che facciamo ruoli che dobbiamo a volte esserci o ce lo richiedono, perché ce lo richiedono, a lui ancora di più... (…) Ieri ho incontrato uno del cimitero che c'era un allagamento totale, in mezzo al fango... poi non so se abbiamo dato una pala a un ergastolano, a uno che c'ha gli arresti.... te lo giuro a volte non le sai le persone...
Quindi ti dico a me fa piacere approfondire e ingrandire il nostro rapporto di amicizia, oppure di avere... qualche volta ci possiamo fare qualche incontro, dirti le mie esperienze sentire le tue esperienze. … Faccio anche il responsabile della Sestrese e non c'ho neanche il tempo di...»

E' quindi la volta del Presidente del Municipio Federico Romeo che, nel ripercorrere la sua vita familiare e politica, ed annunciando un suo possibile ritiro dalla vita politico-amministrativa, se la prende più con chi (la Casa della Legalità) ha sollevato il problema della partecipazione al funerale del capobastone dei due esponenti della sua Maggioranza, tra cui il suo Vice, Carletti. Il problema per lui pare essere stato il fatto che si siano rese pubbliche quelle foto che documentano la partecipazione e la domanda su quale posizione assumesse davanti a tale partecipazione lui e Gianni Crivello. Solo dopo, come si vedrà, quando stava per andarsene, alla domanda su quale posizione in merito a tale fatto (che era anche l'oggetto dell'incontro!) ammette che non era opportuna la partecipazione di Carletti e Faraci al funerale del capobastone.

ROMEO«ti dico francamente Christian che avrei preferito, visto che tra l'altro ci eravamo conosciuti, nel momento in cui tu rilevassi o avessi rivelato questa cosa, avrei preferito che in maniera molto sincera, onesta e assolutamente tranquilla e trasparente, magari prima di buttarla su facebook, te lo dico molto francamente...»

ABBONDANZA«lo facciamo... pubblichiamo le cose sugli altri, non possiamo perché ci conosciamo con qualcuno fare diversamente»

ROMEO«no, no, no, però fammi finire... Questo lo dico anche dal punto di vista dello strumento dei social. Dove sono uno strumento molto complesso e soprattutto uno strumento anche molto delicato per l'utilizzo. Purtroppo io lo devo avere per, come dire, per l'attività che faccio, ma se non facessi questa attività, non è detto che un giorno non la interrompa anche, sarò uno di quelli che molto probabilmente tutti gli strumenti social li eliminerò, perché credo che siano stati la distruzione totale della nostra comunità... »

Ancora: «Quindi ti dico francamente questa è una mia scelta che non credo... non ho condiviso assolutamente questa modalità.
Comunque per quanto mi riguarda, il mio è un ruolo è un ruolo Istituzionale dove io ogni mese circa ho comunque sempre un passaggio con le Forze dell'Ordine sul nostro territorio. I quali ho anche informato rispetto a quanto emerso, che hai fatto emergere tu, quindi molto serenamente un giorno dopo, se non due giorni dopo... Quindi io con le Forze dell'Ordine ho costanti rapporti su quello che facciamo, dove ci sono delle situazioni un po' di difficoltà, la mia segreteria lo sa, … vengono anche diciamo magari attenzionate. Dico anche che io in questo mandato amministrativo, da quando sono insediato ad oggi, non ho mai avuto, mai nessuno è venuto a farmi né dei discorsi, né dei ragionamenti strani, anche perché tieni anche conto che si mi vengono a fare dei discorsi, dei ragionamenti strani al sottoscritto, non è che io la Legge non la conosca. Mi sono laureato con 110 e lode... Il codice penale lo conosco tutto, sia il penale che di procedura, anche quello civile e anche l'amministrativo, e anche quello internazionale e costituzionale, quindi so bene dove sono le diverse questioni, quindi pertanto chi viene da me la mia segreteria può anche dirti come lavoro, lavoro anche con la porta aperta, loro lo possono dire. E io lavoro con la porta aperta perché qualche politico e amministratore di questa città mi ha sempre insegnato che per anche per una ragione di trasparenza e di piena serenità anche nel mio esercizio di lavoro, lavorare con la porta aperta è sempre un grande segno. E poi è ovvio che se c'è una cosa diciamo di carattere privato, anche familiare, quello è un altro discorso. Però ho questa fortuna di avere anche dei collaboratori che controllano molto diciamo anche l'attività che io faccio insieme ai miei collaboratori, quindi anche questo mi sembra molto... Un ottimo rapporto con le Forze dell'Ordine, tra l'altro periodicamente ci vediamo e diamo anche un po' di report, ecc... 
Per quanto mi riguarda dico questo, io sono una persona molto trasparente. So che sono un po' alla ribalta in questi ultimi mesi, settimane. Quindi anche la mia figura va anche spesso sulle testate giornalistiche e televisive per il lavoro, l'attività che svolgo, e quindi mi rendo conto diciamo di questa questione. E quindi anche di maggior attenzione ecc ecc.
Io per quanto mi riguarda ti posso assicurare: i miei ragazzi sono ragazzi straordinari, persone assolutamente … a cui voglio anche un mucchio di bene, e sulle quali, credimi, in questo senso, e non so se lo capirai ma mi auguro che lo capirai, quello che ti sto per dire.
Io provengo da una famiglia, mia mamma e mio papà sono due persone straordinarie, che mi hanno sempre insegnato a vivere il più tranquilla possibile, il più serena e soprattutto con un grande cuore, con una grande solidarietà, nel rispetto profondo delle regole... regole su tutto anche nella convivenza civica, e nel rapporto con gli altri. Quindi non solo le regole dell'ordinamento, ma anche un rapporto sociale con gli altri. E quindi non ti nascondo che molte volte ho dovuto anche incassare come dire delle delusione umane, questa è la vita, altre volte invece delle scoperte, come dire, particolarmente positive. Pertanto come i miei genitori mi hanno insegnato, e come i miei nonni mi hanno insegnato, provenendo da una terra, sono venuti su da ragazzi, mio nonno aveva 12 anni quando è venuto su dalla Calabria perché suo papà ha preso una granata nella prima guerra mondiale e poi è morto, è venuto a oliare i cannoni ed è scappato nel 1943. Suo cugino se lo sono portato ad Auschwitz, mio nonno, che era un po' più sveglio, ha detto col cazzo me ne torno a casa dopo la guerra, se ne è venuto su a Genova, mio nonno ha sempre parlato zeneise, si è sempre fatto il mazzo... ha fatto studiare tre figli... ed ha sempre lavorato.
E ti assicuro che dopo che ho letto quello che tu hai scritto, io ne ho parlato a casa con i mieigenitori e questa cosa non ha fatto piacere ne a me ne a loro perché so, come dire, sappiamo le persone che siamo. E so come dire che con Fabio e con Bruno abbiamo sempre lavorato e so le persone che sono. Quindi per quanto mi riguarda non sono uno che ovviamente va a fare indagini, anche perché io ne esco da una formazione accademica dove fondamentalmente quello che ho anche detto alle Forze dell'Ordine nei giorni precedenti, dove ho chiesto dove ci sono dei problemi, o dove loro sanno che ci sono delle questioni, che mi vengano presentate, nel modo e nei limiti che loro ritengono opportune, ma che mi vengano presentate.Posso dirti che mi hanno assolutamente assicurato che loro sanno anche tutta l'attività che svolgo, è normale che sia così, e io soprattutto io lo dico guarda possono mettermi 10 telefoni sotto controllo riempirmi di … io non ho proprio nulla da nascondere con la massima assolutamente, anzi dove posso dare una mano ben volentieri.
Ne arrivo anche da una formazione istituzionale e politica, dove qui uno è presente, forse il principale di coloro che mi hanno cresciuto, che è Gianni, dove con … le attenzioni e precauzioni rispetto anche proprio all'esercizio del lavoro ce l'ho e ti posso assicurare, i miei collaboratori lo sanno, che loro dei dubbi, non dubbi, su questa roba per fortuna non ne ho mai avuto, e per fortuna vivo senza i sospetti, perché personalmente io non riuscirei a vivere, te lo dico profondamente. Però dove magari con gli (inc.le) pubblici, ecc, cazzo se prima di firmare un Atto o una Delibera vado a controllare tutto e controllo tutto nella perfezione, punto. Questo non è solo per l'esercizio della propria azione amministrativa ma perché quando siede in un ruolo ha una responsabilità nei confronti di una politica più ampia, finché lo fa...
Mi spiace diciamo ovviamente per questa cosa. Per quanto mi riguarda io ti dico in maniera molto sincera e trasparente che anche con le scuole della vallata noi facciamo un profondo lavoro di sensibilizzazione anche e soprattutto perché tutto questo parte dalla corretta educazione civica... Tutto nasce... i cittadini consapevoli li costruisci partendo da che cosa sono i valori di libertà, democrazia, di uguaglianza, di correttezza ed educazione civile. E ti posso dire che questo lavoro riusciamo per fortuna a realizzarlo, eccone un esempio, anche con un corpo docenti che le nostre scuole per fortuna ha un tessuto diciamo così.
Comunque per quanto mi riguarda la chiudo qua. Non mi ha fatto piacere aver letto quella cosa. Soprattutto non mi ha fatto piacere, te lo dico perché con te ci siamo conosciuti anche ad un attività che ci hai presentato una storia di una persona, quella di Rolando, che mi ha lasciato attonito rispetto a tutti gli accaduti.
E quindi ci tenevo, appena l'ho visto ero abbastanza incazzato, questo te lo dico... Però sono una persona... poi metabolizzo, e quindi poi quando mi hanno detto vediamoci credo che questa, parlarsi a quattrocchi, sia sempre la cosa più corretta nei confronti di tutti.
Io vivo una vita molto tranquilla. Purtroppo ti dico anche aver 27, devo farne 28, le responsabilità del mio incarico sulla schiena non sono poche, penso che anche il lavoro di buona amministrazione, di onestà e correttezza, anche nell'esercizio degli atti amministrativi, lo stiamo dimostrando. Si può sempre fare di più e si può fare meglio, però ecco ti assicuro che l'impegno c'è ed è profondo.
Quindi per quanto mi riguarda dopo che ho letto quella cosa, mi sono sentito con Gianni, con Fabio e con Bruno, anche per capire, diciamo, la questione. Io mi informerò anche poi direttamente rispetto ove ci siano state ovviamente anche delle sentenze, delle condanne, non lo so, anche perché le richieste del casellari giudiziali sai è una procedura...»

Sempre ROMEO«Le Forze dell'Ordine mi hanno sempre dato la massima disponibilità e dicendomi “ogni cosa Presidente che tu hai bisogno, ci sono dei dubbi, ci sono delle questioni da approfondire, siamo noi che ti dobbiamo chiedere qualcosa, vieni sempre da noi” (…).
Quindi anche su tutte queste cose, anche l'incontro di oggi, di stasera... che abbiamo fatto... per quanto mi riguarda sia anche elemento sempre per una maggiore attenzione ecc, io vi dico a voi che tutte le diverse cose da me passano, dove io ho degli eventuali elementi, ovviamente diciamo il mio ruolo è quello di dare le dovute e opportune come dire Informative dove posso darle.»

ABBONDANZA«Come Casa della Legalità il fatto che te la sia appresa pubblicamente, ci spiace, come ci dispiace per chiunque, ma noi come associazione indipendente, se lo pongo quando riguarda un candidato di uno schieramento, di un amministrazione, di un esponente politico di un Comune, di un Municipio, di una Regione o del Parlamento, siamo arrivati a Caridi qualche anno fa... Ma il problema è che io non faccio il chirurgo se non sono preparato ad operare. Gratteri dice una cosa: uno che assume una carica pubblica sapendo che c'è un problema di questo tipo o è in grado di darsi la conoscenza...»

(voci sovrapposte)

ABBONDANZA«Siamo ben contenti che ci sia rimasto male, perché purtroppo noi dobbiamo rapportarci con ogni tipo di amministrazione, di schieramento, di movimento, allo stesso identico modo. Non è che se conosciamo Gianni Crivello gli telefoniamo prima, se non conosciamo Carletti non gli telefoniamo. E' l'unico modo per essere corretti su tutti...»

Ancora ABBONDANZA«Premesso questo. Noi ci rapportiamo allo stesso modo. E usiamo lo stesso criterio per tutti. Tanto è vero che abbiamo sollevato la questione su Bordighera ed il Sindaco ha dichiarato che è inopportuna la partecipazione del consigliere Sorriento al funerale del capolocale di Ventimiglia Peppino Marcianò. Abbiamo sollevato la questione della Madonna di Polsi a Ventimiglia, il Sindaco Scullino ha dichiarato “non ritengo opportuno”.
Noi abbiamo fatto la stessa cosa pubblicando le foto... Gianni Crivello e presidente del Municipio Romeo, cosa ritenete di dichiarare in merito a tale partecipazione? Non mi sembra una domanda ne tendenziosa, ne una trappola...»

FARACI«ma li c'è la mia foto. Mio figlio vive in un ambiente che te l'ho detto. Io mi sono ritrovato un po' arrabbiato anche... la mia foto lì... Ma non potevi prima parlarne?»

ABBONDANZA«No perché se io lo pongo come soggetto indipendente ad un soggetto che ha una carica pubblica. Gli si dice “cosa pensate di questa partecipazione”. Lo si è fatto su Bordighera, su Ventimiglia... su tante altre occasioni che ci sono state. Perché noi dobbiamo essere equidistanti e indipendenti rispetto a chiunque e usiamo lo stesso criterio di valutazione per tutte. Una partecipazione ad un funerale di un esponente della Lega è uguale a quella di un esponente del centrosinistra, di rifondazione... Se ci fosse stato Umberto Lo Grasso visibile anziché i Nino o Vincenzo avremmo messo...»

FARACI«vuoi dire che non c'era Umberto Lo Grasso?»

ABBONDANZA«nelle foto non si vede... Umberto Lo Grasso è stato uno di quelli che ha dato l'“assalto” al Circolo “Il Borghetto” di Certosa... con Stuppia, i Maurici ed altri...»

FOTO UMBERTO LO GRASSO
passato dal centrosinistra al centrodestra
con Giovanni TOTI e Marco BUCCI



Federico ROMEO si alza per andarsene ed ABBONDANZA, visto che nel suo intervento ROMEO non aveva espresso alcuna posizione sulla partecipazione del suo Vice Carletti e di Faraci al funerale del capobastone, lo ferma chiedendo: «Non ho capito: era opportuna o non opportuna la loro presenza?»:

ROMEO«nel momento in cui ho saputo tutta sta roba qua...»

ABBONDANZA«non è opportuna?»

ROMEO«e no! è che ca... ne sapevo prima. Però loro ci sono andati a titolo personale».

Questo è tutto sull'incontro, nella massima trasparenza ed ognuno può valutare. Vi è un elemento ulteriore che emerge ancora una volta, attraverso questo incontro. La solitudine con cui si deve portare avanti un'azione civile antimafia a Genova... Una solitudine che qui, a Genova, si fa ancora più pesante quando ad essere oggetto di frequentazioni e rapporti sono esponenti del centrosinistra e della sinistra. Pare infatti che gli organi di informazione non vogliano (come già si era evidenziato nel passato) parlare di questo “fronte” politico, mentre invece lo fanno quando riguarda il fronte opposto. Certo piò essere un caso. Certo può essere una delle tante coincidenze. Noi, anche se sempre più isolati, non cesseremo mai di dare sollevare le questioni indipendentemente dal colore politico dei protagonisti, perché quando si inizia a valutare se sia opportuno o meno affrontare anche quel caso, selezionando quali si possono narrare e quali no, si fa un pessimo servizio alla lotta alle mafie che per essere efficace deve essere e restare, concretamente, indipendente.

 

 

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