Genova, l'Agora' di una societa' "responsabile"

Scritto da Ufficio di Presidenza
CONSIDERATE LE PREVISIONI METEO CHE PREVEDONO
NEVICATE E GELO
, L'APPUNTAMENTO
E' RINVIATO AL 19 GENNAIO 2010

L'Agorà - 18 dicembre 2009, Genova in movimento

Genova è in movimento e la svolta dell'impegno civile c'è. Associazioni, comitati e gruppi di impegno civile e sociale, con pari dignità, si ritrovano ed avviano un percorso di "mutualità".
Dopo l'invito lanciato dalla Casa della Legalità, si sono incontrate Rete Liguria Rifiuti Zero, gli Amici della Lanterna e WWF, Comitato Acquasola, la Biologgia, i Custodi della Loggia di Piazza Banchi, i Cobas Scuola, ORAS, Comitato Mai più Cromo ed il Meetup (departitizzato) 20 Beppe Grillo di Genova, Il Futuro non è scritto e Liberi Cittadini. Ci si è seduti intorno ad un tavolo per iniziare un confronto per una comune riflessione ed azione.. per una prospettiva nuova...


Se quello che manca è il senso di appartenenza ad una "comunità" e non vi è difesa della dignità dei territori, di chi li vive e di quanti vi operano, le decisioni saranno sempre piegate da interessi politici, economici ed anche criminali. Ma il senso di appartenenza ad una comunità si costruisce dal basso, facendo crescere la responsabilità individuale e collettiva, non solo su ciò che accade sotto la propria casa, bensì anche su ciò che accade dalla parte opposta della città o della provincia. Questa è la sfida che quanti operano nei territori vogliono cogliere... fuori dalle logiche dei partiti e tenendo ben distanti quei soggetti che, mascherati da "società civile", sono vere e proprie colonie dei partiti, inclini al compromesso o parte stessa del blocco di potere.

Chi "decide" oggi, di qualunque schieramento sia, a qualunque potentato sia legato o a qualunque corruzione o collusione sia piegato, riesce ad avere buon gioco perché affronta piccoli gruppi frammentati che non si sento parte di una "comunità", facendo leva su un informazione distorta o assente e sull'egoismo dei singoli gruppi centrato sulla miope logica del "basta che sia lontano da me". Chi amministra e gestisce la cosa pubblica lo deve fare rispondendo ai cittadini, alla comunità e non ad interessi altri, diversi, privati o distorti... anche questa è Questione Morale, ed è qui che dobbiamo saper intervenire comunemente, per smascherarli e costringerli alla resa.

Gli spazi di informazione si stanno drasticamente riducendo e quanti in questi anni hanno saputo dare spazio alle istanze del territorio come anche ad un giornalismo di inchiesta efficace si ritrovano sempre più rinchiusi in spazi di manovra e pubblicazione ristretti quando non addirittura svaniti. E l'informazione, il passaggio delle informazioni sui fatti, sulle decisioni, sui protagonisti e cosa questi rappresentino, è essenziale per impedire quella pratica del "dividi e impera" che caratterizza le scelte di una pubblica amministrazione che gestisce il potere pubblico per interessi particolari, privati ed a volte, come ampiamente si è dimostrato in questi anni, anche criminali e mafiosi.

Non esistono più alibi! Non bisogna permettere più che questi vengano usati, che la realtà dei fatti venga mistificata o piegata da scelte amministrative del territorio e della vita delle persone volte solo al "profitto" sulla pelle dei cittadini e la sicurezza del territorio. Come le esperienze portate avanti in questi anni dimostrano, ad esempio, le mafie ci sono, sono ben radicate e infiltrate nell'economia e nella politica, ma possono essere individuate, indicate e colpite. Così è per i faccendieri della grande speculazione che vogliono far scorrere cemento su ogni spazio libero, impadronendosi della cosa pubblica. Anche questi possono essere individuati, indicati e colpiti. Altrettanto si può fare con quei soggetti che sotto la veste di gruppi, comitati o associazioni, in cambio di qualche concessione economica o di visibilità politica, sono pronti ad avvallare scelte scellerate che devasterebbero ambiente, salute e vita... come nella partita "rifiuti", dove alcuni cercano di far passare finte raccolte differenziate con impianti di smaltimento, come una soluzione efficace e sicura.

Un'azione comune, non strutturata e quindi non soggetta ad infiltrazione o controllo, in cui ognuno è parte uguale all'altra, ed ognuno può contare sull'altro, è certamente difficile ma essenziale. E' una svolta epocale che concretizza e rende visibile che vi è una "società responsabile" in grado di promuovere non una "linea" bensì capacità di riattivare la coscienza e le conoscenza della comunità. Una volta attivata questa rete tra realtà credibili, coerenti e determinate non sarà più possibile per alcuno spacciare come "democrazia partecipata" quelle parate di soggetti auto-referenziali, promossi e/o controllati da partiti o lobby, volte solo a garantire una sorta di "copertura" a scelte scellerate. La farsa del Dibattito Pubblico sulla Gronda, così come il patetico "tavolo partecipativo" sull'area ex Stoppani, o ancora quell'abile commistione d'interessi mascherata da "urbanistica partecipata" sull'area di Corso Sardegna, non saranno più possibili con una "società responsabile" organizzata e attiva.

Ecco che diviene essenziale, quindi, considerare come parte attiva in questo percorso solo - rigorosamente solo - quanti hanno saputo rifiutare le infiltrazioni dei partiti. Non sarebbe possibile, infatti, permettere di "inquinare" questo difficile lavoro comune con, ad esempio, soggetti che nel nome dei movimenti, della partecipazione, della trasparenza hanno tentato ed ancora tentano di prendere in mano e dirottare comitati, gruppi, associazioni, meetup, per garantirsi qualche posto di potere o sottopotere. Ormai abbiamo ben presente queste signore e questi signori che una volta entrati nella logica perversa dei partiti, delle assemblee elettive e delle amministrazioni, hanno compiuto scelte e votato avvallando scelte diametralmente opposte all'interesse generale ed ad un uso corretto e responsabile del bene comune.

Per queste ragioni il percorso che comunemente si vuole portare avanti, senza dotarsi di alcuna forma organizzativa o sovrastruttura, vuole rappresentare un'occasione per far circolare le informazioni, per un supporto reciproco non sono nelle iniziative, ma anche per far sì che ogni soggetto che partecipa a questo percorso sia in grado di condividere e mettere a disposizione degli altri soggetti le proprie esperienze e competenze. Un salto di qualità fondamentale in cui si mette in "rete" e "condivisione" nella realtà quel bagaglio di cui ciascuno è portatore per la propria specifica attività, senza disperdere energie e tempo prezioso. Un lavoro quindi che sia anche capace di coniugare la propria azione tra il web ed il territorio, perché non può essere "esclusivo" di quanti hanno e sanno usare un accesso alla "rete" ma che sappia portare sul territorio, tradotte nella realtà, quelle potenzialità che il web ci ha concesso e concede in un sistema che sempre di più si sta "chiudendo". Dal web al territorio anche per impedire la "stagnazione"... quella "ghetizzazione" sul web quale "luogo" dove ci vorrebbero rinchiudere e limitare per ridurre un impatto ampio sulla società.

Questo percorso trova la sua caratteristica fondamentale nella piazza, dove si riapre quell'Agorà di discussione, informazione e riflessione, capace di far rivivere il territorio e far sì che la comunità si ritrovi e sia quindi capace di imporre quel cambiamento necessario ed improrogabile. Occorre dare la sveglia ad una cittadinanza addormentata o addomesticata, non per slogan ma su contenuti e progetti... è un lavoro certamente lungo e complesso, ma che una rete di realtà responsabili, libere, determinate, coerenti e credibili, possono portare avanti concretamente.

Per questo, partiamo con un primo appuntamento venerdì 11 dicembre 2009, con la prima AGORA' su "Fermiamo il Partito del cemento e degli affari", in Piazza Campetto, dalle 16 alle 19.

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