Le novita' sul fronte anti-cemento in Liguria...

Scritto da Ufficio di Presidenza
Il quartetto della Giunta delle Betoniere Roventi
Claudio Burlando
Claudio
Burlando
-pd-
Carlo Ruggeri
Carlo
Ruggeri
-pd-
Franco Zunino
Franco
Zunino
-rif.com.-
Gioavanni Enrico Vesco
G. Enrico
Vesco
-com. it.-

La Commissione "barricata" Territorio Ambiente "devastato"
  Carlo Vaconi
Carlo
Vasconi

-verdi-
presidente
   Gino Garibaldi
Gino
Garibaldi

-fi pdl-
vice pres.
   
   Luigi Cola
Luigi
Cola

-pd-
autore
principali
emendamenti
color cemento
   Nicola Abbundo
Nicola
Abbundo

-moderati pdl-
autore
principali
emendamenti
color cemento
   
 Ezio Chiesa
Ezio
Chiesa

-pd-
Lorenzo Basso
Lorenzo
Basso

-pd-
Minella Mosca
Mosca
Minella

-pd-
Franco Bonello
Franco
Bonello

-pd-
Rosario Monteleone
Rosario
Monteleone

-udc-
Giacomo Conti
Giacomo
Conti

-rif. com.-
 Giovanni B. Pittaluga
Giovanni B.
Pittaluga

-lista Bulando-
Patrizia C. Muratore
Patrizia C.
Muratore

-Idv Di Pietro-
Tirreno Bianchi
Tirreno
Bianchi

-Com. It.-
Graziano Falciani
Graziano
Falciani

-fi /pdl-
Gabriele Saldo
Gabriele
Saldo

-fi - pdl-
Alessio Saso
Alessio
Saso

-an pdl-
 Francesco Bruzzone
Francesco
Bruzzone

-lega nord-
Gianni Macchiavello
Gianni
Macchiavello

-lista Bisotti-
Fabio Broglia
Fabio
Broglia

-misto-
Roberta Gasco
Roberta
Gasco

-misto /pdl-
Lorenzo Castè
Lorenzo
Castè

-misto-
Giacomo Ronzitti
Giacomo
Ronzitti

-misto sd-

Una regione a "delinquere"... dove la Costituzione non conta e dove ogni principio di trasparenza e correttezza è piegato dalla convenienza politico-affaristica. Siamo in Liguria, mica si scherza... Ecco la cronaca di questa giornata e tutte le news...

Questa mattina siamo stati in Regione per chiedere il blocco degli emendamenti del Piano Casa e che questi sia modificato come richiesto dalle osservazioni delle associazioni ambientaliste, da WWF a Italia Nostra, e che venga sancito formalmente nella Legge regionale del Piano Casa che non si possono effettuare ampliamenti di alcun tipo nelle costruzioni presenti nei territori dei Parchi naturali - nelle loro diverse classificazioni - e nelle aree indicate dalle mappature sul dissesto idrogeologico, dai PUC e dai Piani di Bacino quali aree a rischio e potenziale rischio, o zone sature. Non ci sembrano proprio proposte "talebane" ma puramente logiche, volte a tutelare il territorio e la sicurezza dell'ambiente e degli abitanti. In fondo dovrebbe essere questo lo spirito dei provvedimenti di un Istituzione pubblica: garantire e preservare l'interesse generale. Ma in Liguria non pare così, anzi si è capito da tempo che così non è per nulla.

Mentre attendiamo davanti alla Regione Liguria, come Casa della Legalità insieme agli attivisti del Meetup degli Amici di Beppe Grillo, e prima che ci raggiungessero altri cittadini, tra cui anche l'ORAS fortemente attivo soprattutto nel Tigullio, che si avvicini l'ora della Commissione, incrociamo uno dei signori del cemento, ovvero Luigi Cola, l'ex sindaco di Cogoleto ed ora consigliere regionale Pd, fedelissimo di Burlando. A questi domandiamo: Andiamo a votare un po' di cemento nuovo? E lui ci risponde che non c'è nessuna colata di cemento. Cogliamo l'occasione dello scambio di battute per fare una domanda ulteriore: è vero che tua figlia ha trovato casa proprio in uno dei complessi immobiliari che come Sindaco avevi portato all'approvazione? Risposta di Cola: Si, perché? Replica: Basta questo! Infatti inutile andare oltre: quando non si comprende che ci sono scelte non opportune nel comportamento politico di un amministratore pubblico, è inutile perderci tempo, la spiegazione è solo una: non ci vuole arrivare, l'etica da l'orticaria in certi settori.

Comunque scatta l'ora in cui dovrebbero partire i lavori della Commissione Territorio ed Ambiente e quindi, in modo garbato e civile, entriamo. Chiediamo al posto di guardia dove si svolga la riunione per poter accedere. La prima risposta è: ma non si può accedere ai lavori della Commissione. Come? Gli diciamo che è curioso che i cittadini non possano assistere ai lavori di una Commissione che vota una legge regionale, ovvero una discussione chiaramente di interesse pubblico e senza il minimo carattere di contenuti degni di "riservatezza" o "segretezza". Il "posto di blocco" si apre dopo un breve consulto e ci fanno scendere. Non abbiamo cartelli, striscioni... non siano un onda barbara (quella è già presente nel Palazzo normalmente, non ci vogliamo mica confondere)... una delegazione di 5 cittadini. Scendiamo al piano "-1" che già da l'idea di un bunker interrato, ed arriviamo alla sala della riunione della Commissione. I Consiglieri sono già seduti, alcuni sono ancora in piedi, attorno alla tavola rotonda del grande banchetto sapor calcestruzzo. C'è il Presidente della Commissione e ci sono i "funzionari". Noi entriamo con la dovuta calma, vediamo che ci sono decine di sedie ai lati della stanza vuote, ci sediamo. Scatta il panico in buona parte degli sguardi dei Consiglieri Regionale. Il Consigliere Abbundo (autore, come Cola, dei principali emendamenti libera-betoniere) esclama: e ma non è mica possibile! Cosa signor Abbundo non è possibile? Che i cittadini vengano a vedere cosa fanno (e non se ne stiano di quello che gli raccontano i ricchi poster di propaganda appesi in ogni via) i loro "rappresentanti" nel Consiglio Regionale? Su, Lei, con i suoi colleghi sconvolti da tale impudenza ci dia una risposta...

Tempo pochi istanti e subito arriva il monito: non è possibile assistere ai lavori della Commissione! Cosa avranno mai di tanto riservato da trafficare qui dentro, da non volere lo sguardo e le orecchie dei cittadini? Non c'è logica in questa barricata! Il Presidente della Commissione, Vasconi, ci comunica che la "Funzionaria" ha segnalato che non è possibile che i cittadini siano presenti ai lavori. Ma come, la signora "Funzionaria" deve essersi dimenticata che lei lavora per un Istituzione pubblica, che deve rappresentare i cittadini e non per un qualche oligarca di quel Palazzo. Noi civilmente chiediamo: indicateci dove è scritto che non si possa essere presenti. La "Funzionaria" senza macchia e senza paura (e che non si qualifica nemmeno con il nominativo) arriva e indica l'articolo 75 del Regolamento di funzionamento del Consiglio Regionale. Andiamo a leggerlo:
"Articolo 75
(Pubblicità dei lavori delle Commissioni)
1. Le sedute delle Commissioni non sono pubbliche, salvo diversa decisione delle Commissioni stesse da adottarsi con la maggioranza dei Commissari in grado di esprimere, ai sensi dell'articolo 25, i tre quarti dei componenti del Consiglio regionale. In questo caso, il Presidente del Consiglio, su richiesta della Commissione, da avanzarsi almeno ventiquattro ore prima della seduta, può disporre che la stampa o anche il pubblico siano ammessi a seguire lo svolgimento delle sedute in separati locali attraverso impianti audiovisivi..."
Un articolo da far fare un sussulto e toccarsi per capire se uno sta vivendo un sogno traslato in una delle Repubbliche del Socialismo Reale oppure se la burokrazia davvero ha osato tanto in questa Repubblica in cui ci pareva ci fosse una Costituzione abbastanza chiara ed in una Regione dove la classe dirigente si è sempre messa le medagliette baluardo democratico. Ebbene sì: la burokrazia ha osato tanto... forse (trasversalmente) un po' invidiosa dei metodi delle Repubbliche sovietiche.

Partiamo dal titolo: "Pubblicità dei lavori delle Commissioni"??? Ma che diamine la trasparenza dei lavori di un Istituzione pubblica - e dei suoi organismi rappresentativi - non è questione di "pubblicità"! Ma andiamo al sodo. Guardiamo al contenuto dell'articolo.
Le riunioni "non sono pubbliche" (quindi dovevano scrivere che sono "riservate" ma definire come "riservati" i lavori di una Commissione del Consiglio Regionale sarebbe stato un abuso gravissimo ed allora, loro, hanno cambiato la parolina, compiendo l'abuso ma non rendendolo esplicito) "salvo diversa decisione delle Commissioni stesse da adottarsi con la maggioranza dei Commissari in grado di esprimere, ai sensi dell'articolo 25, i tre quarti dei componenti del Consiglio regionale. In questo caso, il Presidente del Consiglio, su richiesta della Commissione, da avanzarsi almeno ventiquattro ore prima della seduta...". Già la trasparenza, immediatezza e chiarezza di questo passaggio la dice lunga... ma esaminiamolo un attimo. Questo passaggio ci dice: che la Commissione (le cui riunione sono in seduta riservata) possono anche riunirsi in sedute pubbliche (cioè quello che dovrebbe essere di norma) solo se lo decidono esplicitamente per alcuni casi particolari, ma con un iter che impedisce ai cittadini che non sono "collegati" agli "eletti" (ovvero all'oligarchia) di poter assistere ai lavori delle Commissioni! Infatti l'articolo sulla "réclame" dei lavori delle Commissioni afferma che la seduta sia pubblica solo quando lo decide la Commissione stessa, con un voto a maggioranza. Aggiungono poi (perché altrimenti sarebbe troppo "facile" per i cittadini accedere e controllare il lavoro dei Consiglieri) che tale decisione della Commissione deve avvenire con avviso al Presidenza del Consiglio Regionale (quello della Commissione direttamente era troppo semplice e lineare, sic!) almeno 24 ore prima della seduta che si rende "pubblica". Chiaro? La Commissione prima di sapere se il giorno seguente qualche cittadino andrà ad assistere ai suoi lavori, deve votare e deliberare di permettergli l'accesso e comunicarlo, almeno 24 ore prima, al Presidente del Consiglio Regionale... Un iter impossibile se non per ammissioni "controllate" che non "disturbino". Ma non finisce mica qui. Infatti l'ultima parte del comma in questione finisce con la disposizione per cui i cittadini che per grazia ricevuta e concessione divina, con tutto questo iter, riuscissero a strappare una riunione "pubblica" (cioè normale!) della Commissione del Consiglio Regionale, mica potranno accedere in buon ordine alla sala della Commissione... no!!! Ma che scherziamo? Loro ti dicono che se decidessero mai di concedere trasparenza sui loro lavori, i cittadini e la stampa saranno messi un un recinto apposito, lontano e isolato dalla stanza della seduta di Commissione... Si vede proprio che non vogliono mica che la presenza attenta e gli sguardi puntati dei cittadini ricordi all'oligarchia che è finita la pacchia!

Chiusa la parentesi di analisi di questo articolo sulla "réclame" delle Commissioni, torniamo al "blitz" di questa mattina. Segnaliamo al Presidente della Commissione che noi abbiamo chiesto ufficialmente un audizione urgente alla Commissione non 24 ma 48 ore prima e che questa quindi aveva tutto il tempo di valutare e decidere. Il Presidente della Commissione, il verde Vasconi, ci comunica che l'audizione non era più possibile perché queste erano state fatte e chiuse. Gli sottolineiamo che le audizioni e la raccolta delle Osservazioni erano si state fatte, ma su una proposta di legge regionale sul "Piano Casa" che è stata, subito dopo tali audizioni, stravolto radicalmente e che quindi le Audizioni dovevano essere riaperte (e non solo per noi) sul testo che la Commissione (oggi) ed il Consiglio (il 28 ottobre) si appresta a votare. Infatti il giochetto delle "tre carte" è un gioco d'azzardo vietato e non è accettabile che tale "giochetto" venga adottato - ormai come prassi consolidata - da un Istituzione come la Regione Liguria. Il Presidente della Commissione ci risponde che è legittimo che i provvedimenti vengano stravolti, prende comunque impegno per convocare "informalmente" i componenti della Commissione, ovvero i Consiglieri Regionali, per un incontro il 27 ottobre prossimo, ovvero prima del giorno di discussione e deliberazione in seduta legislativa del Consiglio Regionale sul "Piano Casa". E noi il 27 (ed il 28!) ottobre ci saremo... perché non la passeranno franca quanti vogliono soffocarci di cemento, devastare il territorio e quindi la più grande risorsa della nostra regione, non solo "nostra", bensì soprattutto delle future generazioni. Il Futuro dalle loro mani lo possiamo rubare, sappiano che ci saranno guai... perché il futuro non è scritto e non lo scriveranno di certo loro, i loro amici del mattone o la burokrazia, in segrete stanze! Sono avvisati!



Ecco di seguito il lancio Ansa sull'iniziativa di questa mattina. Ci teniamo solo a sottolineare che se è stata la Casa della Legalità ad aver lanciato l'iniziativa di questa mattina, non vi era solo la Casa della Legalità, bensì anche altri cittadini "coscienti", passando anche dal "rinascente" Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Genova (a cui auguriamo di poter riprende il più presto possibile la propria piena attività, finalmente libero e indipendente da ogni condizionamento)... Una sola domanda ci sta: ma Legambiente che ha lanciato tuoni e fulmini via media sulla questione, dove era? Forse a ritirare qualche finanziamento della Regione Liguria?

PIANO CASA LIGURIA: PRESIDIO CASA LEGALITA' IN REGIONE
(ANSA) - GENOVA 22 OTT - Blitz della Casa della Legalità, questa mattina, in Regione Liguria. Una decina di rappresentanti dell'associazione hanno infatti chiesto di poter partecipare alla seduta di commissione chiamata a discutere del piano casa.
Dopo aver riscontrato che non erano state compiute alcune azioni procedurali, necessarie per assistere alla seduta, i rappresentanti dell'associazione sono usciti dalla sala con un risultato concreto. Il 27 ottobre, prima della votazione in aula, i rappresentanti della Casa della Legalità saranno ricevuti in commissione  dove potranno portare l'appello che hanno lanciato dal loro sito internet.
"Un piano che - dice l'appello, lanciato in rete - sta per sommergere definitivamente la regione con il calcestruzzo. Un provvedimento devastante anche per l'assetto idrogeologico del territorio. Aumentare i volumi significa aumentare il "peso" sul territorio. Ed il territorio ligure, come dimostrano gli stessi già gli studio geologici dei Piani di Bacino, è ad alto rischio di frane, allagamenti, esondazioni. Se ad oggi tali indicazioni sono state già pesantemente ignorate con deroghe su deroghe concesse ai costruttori, un aumento del 60% delle costruzioni esistenti comprometterebbe definitivamente la tenuta del territorio e quindi la sicurezza degli abitanti stessi".



Nel Pd sempre più critiche al Piano di Burlando a cui risponde il Tullo con "Pensino ai fatti loro".
Sulla questione del "Piano Casa" della Regione Liguria, oggi, abbiamo registrato, grazie a Il Secolo XIX, nuove prese di posizioni di esponenti nazionale del PD contro la proposta della Giunta e maggioranza di Claudio Burlando. Sotto al titolo "Contestato nel Pd il piano casa ligure", si legge la presa di posizione dell'eurodeputata del Pd Debora Serrachiani che afferma: "Il piano casa sia rispettoso del territorio" che poi aggiunge: "Ovviamente non conosco il percorso e i dettagli del nuovo piano casa della Liguria, posso riferirmi alla mia regione, il Friuli Venezia Giulia, che è ultima in Italia con la Liguria nel varo della legge. Qui governa il centrodestra e il Pd dall'opposizione è contro norme-contenitore in cui può entrare di tutto. Qui pensiamo che riuscire a sburocratizzare sul serio le procedure darebbe alle imprese più impulso delle colate di cemento, e che dare voce in capitolo ai Comuni sarebbe elemento di garanzia. Non voglio esprimere giudizi a priori e da lontano - ma tener conto di una linea del genere potrebbe essere utile anche alla Liguria". Oltre alla Serracchiani ed alle già dure posizioni critiche espresse da un altro esponente del Pd, il senatore Roberto Della Seta, si è aggiunto anche Giuseppe Civati consigliere regionale lombardo afferma: "Se la realtà del Piano varato da un'amministrazione di centrosinistra dovesse superare le fantasie di Berlusconi, ci sarebbe da preoccuparsi, quindi invito Burlando a riflettere sui contenuti della legge e sulle conseguenze che la stessa può avere su un territorio ligure già sufficientemente maltrattato. I Sardegna una giunta di centrodestra ha appena abolito le norme urbanistiche che Soru aveva voluto a tutela della costa. Il centrosinistra ligure abbia la forza di distinguersi da questo modo di procedere. La nostra generazione non si deve macchiare degli stessi errori compiuti dalla precedente". Parole e dichiarazioni che però si scontrano con la lobby del cemento che nel Pd burlandiano della Liguria. Infatti, con il suo solito stile volto al ragionamento, al confronto, ai contenuti, giunge la replica di un fedele uomo di Burlando, l'ex funzionario di partito Mario Tullo (forse anche innervosito dai problemucci in cui sta incorrendo il progetto in cui il suo amico Mario Corica sta facendo da sponsor, ovvero quello della speculazione al Lido d'Albaro). Alle preoccupazioni, critiche e osservazioni dei suoi compagni di partito che cercando di ostacolare nelle loro realtà le colate di cemento perseguite dal centrodestra e che sono, logicamente, sconvolti di vedere che tali scempi in Liguria siano marchiati centrosinistra, come risponde il neo parlamentare Mario Tullo? Con un bel "Pensino ai fatti loro". Che spessore... non c'è che dire!



Sempre sulla questione, e più precisamente su uno dei principali autori degli emendamenti di "cemento", alias Luigi Cola, riceviamo e pubblichiamo questa lettera dal Consigliere Comunale di Cogoleto Francesco Biamonti (Lega Nord):

Il Piano Casa dell' "ambientalista" Luigi Cola e i disastri di Cogoleto
Ecco come nel corso di 17 anni ininterrotti, le Amministrazioni di sinistra (centro sinistra) capitanate da Luigi Cola hanno gestito in passato, e stanno gestendo lo sviluppo economico di Cogoleto, ovvero l'invasione del  cemento sul territorio cittadino.
500 appartamenti al Golf di Lerca e zone limitrofe, 270 al Donegaro, 50 in Beuka, 30 nel'ex Bianchi e Cecchi, altri 50 alla Madonnina, 60 all'Isorella,  37 in via Ceola, 70 in via Ciosa, 30 al Bricco Falò, 25 sotto a Castelletto, un mega distributore di benzina fronte mare, una casa in spiaggia (il Club Velico).
Grazie alla loro intraprendenza sono stai costruiti oltre 1100 nuovi appartamenti, e non è finita!
Il tutto è avvenuto con un Piano Regolatore che di variante in variante ha permesso di poter agire con piena libertà discrezionale e di mera convenienza attraverso trattative bilaterali con le controparti interessate.
La cementificazione sul territorio non trova pause.
Vogliono continuare a costruire ovunque, ma in particolare i "grandi affari" li vorrebbero fare nelle aree dismesse della ex Tubi Ghisa e del ex Manicomio. Anche le  aree della Stoppani costituiranno occasione per altri grandi affari in colate di cemento, per il momento ci sono problemi legati alle operazioni di bonifica dei siti inquinati.
Mentre per le aree ex Manicomio Provinciale ed ex Tubi Ghisa in centro al paese, le procedure per l'invasione del cemento sono già state aperte, in particolare per l'area  dell'ex Tubi Ghisa l'intendimento dell'Amministrazione Comunale è stato Certificato in una seduta del Consiglio Comunale, nella quale il Consigliere Cola ha illustrato con ampia cognizione di causa il numero degli appartamenti da costruire il numero dei box, la quantità prevista di metri quadrati e dei metri cubi complessivi di edificazione, le opere di urbanizzazione. Luigi Cola, un autentico portavoce del costruttore al quale certamente gli sono state date le garanzie sulla realizzazione dell'investimento, cioè per apportare l'ennesima variante al Piano Regolatore e quindi poter autorizzare la costruzione su quell'area di circa 800 nuovi appartamenti con una superficie di almeno 100.000 (centomila) metri quadrati, che al valore di mercato (5000 euro al mq) fanno oltre 500 milioni di Euro, più circa 800/900 box per altri 35 /40 milioni di Euro.
Tutto questo accadrà nei prossimi giorni, a meno ché qualche Consigliere di Maggioranza non trovi il coraggio e dica basta al cemento votando contro alla "Variante del Piano Regolatore" che Luigi Cola vuole assolutamente e in tempi brevi.
Solo in quel momento vedremo se i Cittadini di Cogoleto hanno votato e fatto vincere la Lista "Uniti per Cogoleto" o se invece a loro insaputa si sono ritrovati con la Lista "Insieme per il Cemento".
Per quanto sopra, affidare il ruolo di protagonista nella stesura del Piano Casa Regionale a Luigi Cola, è quanto di meno si ci potesse aspettare dalla VI Commissione Regionale e dal Consiglio Regionale della Regione Liguria.
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