Liguria - Ci soffocano di cemento... Fermiamoli ora!

Scritto da Ufficio di Presidenza
Il "Piano Casa" della Regione Liguria, proposto dalla Giunta di Claudio Burlando sta per sommergere definitivamente la regione con il calcestruzzo. Se già era scandalosa la proposta del governo Berlusconi che dava il via libera ad ampliamenti del 20%, la Regione Liguria supera ancora una volta tutti e rilancia il via libera agli ampliamenti per il 60%.

Un operazione devastante che si somma ai via libera già pianificati dagli Enti Locali e dalla Regione stessa alle cementificazioni della costa e dell'entroterra. Se già questi progetti di nuova edificazione avrebbero portato a divorare quel poco di spazio ed ambiente ancora libero da costruzioni, il "Piano Casa" che la Regione Liguria si appresta a varare è il suggello definitivo del Partito del Cemento, promosso dal centro-sinistra di Burlando con un centro-destra, guidato da Sandro Biasotti, che scalpita plaudente...


Non saranno risparmiate le zone storiche, non saranno risparmiati i siti di interesse comunitario, così come le aree protette dell'entroterra (ad esclusione di quella di Portovenere) di tutto il territorio ligure. L'operazione è stata naturalmente mascherata da una serie di provvedimenti paralleli come la "variante" al Piano Territoriale della Costa che se è vero che bloccherà nuove edificazioni, ciò avverrà quando ormai non ci sarà più nulla da edificare. Identico "giochetto" di ipocrisia dell'Amministrazione Comunale di Genova che in parallelo ad una "variante di salvaguardia" da il via libera a pesanti speculazioni edilizie sul territorio, a partire dalla costa.
Lo scempio delle bellezze di borghi e paesaggi, vera fondamentale ricchezza della Liguria e straordinaria ed unica risorsa per uno sviluppo economico centrato sul turismo di qualità, sta per compiersi in via definitiva.

Questo provvedimento è inoltre scellerato e devastante per un altro aspetto che nuovamente viene ignorato: l'assetto idrogeologico del territorio. Aumentare i volumi significa aumentare il "peso" sul territorio. Ed il territorio ligure, come dimostrano gli stessi già gli studio geologici dei Piani di Bacino, è ad alto rischio di frane, allagamenti, esondazioni. Se ad oggi tali indicazioni sono state già pesantemente ignorate con deroghe su deroghe concesse ai costruttori, un aumento del 60% delle costruzioni esistenti comprometterebbe definitivamente la tenuta del territorio e quindi la sicurezza degli abitanti stessi. Da troppi anni la Regione Liguria, anche attraverso i propri uffici, concede il via libera ad operazioni speculative devastanti violando palesemente anche le norme, ad esempio quelle sulla Valutazione di Impatto Ambientale, permettendo la realizzazione di "mostri" che devastano il territorio.

Purtroppo la sete di "cemento" delle lobby di faccendieri e immobiliaristi non ha scrupoli e la politica, piegata da corruzione, commistioni e conflitti di interesse, anche in quella parte che dovrebbe essere un area "sensibile" alle questioni ambientali e di sicurezza del territorio, si mostra pienamente, ancora, china. Nemmeno l'allarme ripetuto e dimostrato per le pesanti infiltrazioni mafiose e della criminalità finanziaria che stanno dietro all'ondata di cemento ed alle speculazioni immobiliari che si abbattano sulla Liguria, dietro ad operazioni di riciclaggio, caporalato e forniture, sono servite... anche queste sono state colpevolmente ignorate.

Adesso è il momento di reagire con decisione. Senza più permettere a nessuno di farsi "paravento" di questo scempio. Il libro-inchiesta "Il Partito del Cemento" denunciava nel dettaglio questo sistema malato che divora il territorio, così come molte delle inchieste che noi abbiamo promosso mettevano in evidenza le collusioni e complicità tra faccendieri, uomini di mafia, pubblica amministrazione e politica. Le inchieste di magistrati indipendenti hanno confermato questo scenario ed i rapporti investigativi della Guardia di Finanza, come della DIA e della PNA, confermano da tempo questa pesante situazione.

Ora occorre reagire, subito, come cittadini. Entro fine mese, il 28 ottobre, la Regione Liguria si appresta ad approvare in via definitiva il provvedimento. Non vi è più tempo!

Scrivete a:

Claudio Burlando
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Sandro Biasotti
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Commissione Territorio e Ambiente della Regione Liguria
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Andiamo a presidiare il Palazzo della Regione Liguria
, dove si riunirà la Commissione Ambiente, giovedì 22 ottobre, in Via Fieschi a Genova, dalle ore 9:30 in avanti.

PER SCRIVERE A TUTTI I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE, PER LEGGERE IL POST DI BEPPE GRILLO CON LA LETTERA DI MARCO PREVE E FERRUCCIO SANSA, OLTRE ALL'ARTICOLO DE "IL FATTO" E LE ALTRE NEWS - clicca qui



«La speculazione edilizia in Liguria, vede la presenza di figure estremamente inquietanti...
La questione morale non è solo il rubare,
ma è anche l´uso corretto delle procedure, il guardare al bene sociale...».

Adriano Sansa



TUTTI I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE TERRITORIO E AMBIENTE
DELLA REGIONE LIGURIA
(con relativo indirizzo e-mail)


Vasconi Carlo (Verdi) Presidente Commissione
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Gino Garibaldi (Forza Italia - Verso il PdL) Vice Presidente Commissione
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Cola Luigi (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chiesa Ezio (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mosca Minella (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Basso Lorenzo (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bonello Franco (Partito Democratico) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">
Monteleone Rosario (Udc-Unione di Centro) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Conti Giacomo (Prc-Sinistra Europea) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pittaluga Giovanni B. (Gente della Liguria per C. Burlando) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Muratore Patrizia (Italia dei Valori con Di Pietro) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bianchi Tirreno (Comunisti Italiani/Sinistra Arcobaleno) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Falciani Graziano (Fi - Verso il Pdl) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Saldo Gabriele (Fi - Verso il Pdl) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rocca Franco (Per la Liguria nel Pdl) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Saso Alessio (An) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bruzzone Francesco (Lega Nord Liguria-Padania) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Abbundo Nicola (Moderati per il Popolo delle Libertà) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Macchiavello Gianni (Per La Liguria-S. Biasotti) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Broglia Fabio (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gasco Roberta (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Castè Lorenzo (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ronzitti Giacomo (Gruppo misto) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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dal blog di Beppe Grillo
Italiani più fessi che furbi
L'Italia viene distrutta ogni giorno, palmo a palmo, cementificata centimetro per centimetro, ma, va detto, con l'aiuto di molti italiani. Più furbi che intelligenti, più fessi che furbi. Lasceremo ai nostri figli 40 metri quadri in più e un ambiente devastato dall'edilizia speculativa. La Sardegna, grazie a Cappellacci, eletto a larga maggioranza dai sardi, sta inventando le spiagge di cemento e le dune di piombo. Ora è il turno della Liguria, Burlando, eletto dalla maggioranza dei liguri, cementificherà quello che resta di una ex bellissima regione. In Sardegna PDL, in Liguria PDmenoelle e, in entrambe le regioni, gli italiani, sempre presenti quando si tratta di grano.

"Caro Grillo,
nessuno sembra essersene accorto, ma il 28 ottobre sarà deciso il destino di una delle più belle regioni d’Italia: la Liguria. Pochi giorni fa è toccato alla Sardegna, dove è stato votato il piano casa del governatore Ugo Cappellacci (Pdl) che ha cancellato i vincoli con cui Renato Soru sperava di salvare la costa. Ma il centrosinistra non è migliore: la Regione governata da Claudio Burlando si prepara a varare un piano casa altrettanto generoso con gli amanti del cemento.
Un disastro senza rimedio, che, però, si può ancora fermare. Tace la sinistra, tace la destra, forse perché da queste parti entrambe sono amiche del mattone. Tacciono i cittadini che purtroppo non sanno: la Regione Liguria voterà un documento che va ben oltre le aspettative del governo Berlusconi. Nessuno ne aveva parlato fino a pochi giorni fa, quando Bruno Lugaro ne ha scritto sul Secolo XIX. Eppure basta studiare il piano presentato dalla Commissione e soprattutto gli emendamenti proposti da sinistra e destra (leggete qui). Le case sotto i 100 metri cubi potranno aumentare il volume fino al 60%, le altre potranno crescere fino al 30%. Ma non basta: potrà essere aumentata la cubatura di capannoni industriali, artigianali e agricoli. Ed è soltanto l’inizio. Leggendo il documento approvato dalla commissione e gli emendamenti voluti dal centrosinistra e dal centrodestra (il firmatario è un imprenditore immobiliare) si scopre che c’è ben di peggio: i benefici saranno concessi anche agli immobili condonati. Insomma, un danno civile e sociale, oltre che urbanistico. Chi ha costruito senza rispettare le leggi potrà adesso usufruire anche dei benefici concessi dalla Regione. Invece di punire chi non rispetta l’ambiente, si è deciso di premiarlo. E gli edifici abusivi? Si è pensato anche a loro. Il testo base li escludeva, ma ecco che il consigliere Luigi Cola (ex sindaco di Cogoleto, Pd) chiede di correggere: saranno esclusi soltanto quelli costruiti “in totale difformità o con variazioni essenziali”, insomma quelli davvero molto abusivi. Basta? Neanche per sogno: non sono risparmiati nemmeno i parchi dell’Entroterra. “Basterà un permesso degli enti parco per aumentare la cubatura delle case”, come spiega il Verde Carlo Vasconi.
Ma il colpo di grazia, spiega Vasconi, è quello che colpirà le zone che gli urbanisti chiamano aree-anima. Anima, un nome non casuale, perché questi sono luoghi preziosi, che però non sono sottoposti a una tutela totale. Anche qui potranno agire indisturbate le ruspe basta che siano a più di 300 metri dalla costa.
E per la Liguria sarà davvero la fine, perché da troppo tempo alcuni di quelli che governano questa terra hanno deciso di spremerla, di concederla ai signori del cemento come una baldracca. Una escort, si direbbe oggi. Sinistra o destra non importa: negli ultimi anni è stato dato il via libera alla costruzione di tre milioni di metri cubi di nuovi edifici lungo le coste.
Provate a immaginare concretamente che cosa succederebbe se tutte le case sotto i 100 metri cubi crescessero del 60%. Le alture liguri che dominano il mare si ricoprirebbero di cemento. Le case, migliaia di quelle costruzioni che rendono unica la Liguria, sarebbero deformate con aggiunte posticce. Provate a immaginare: dove oggi la vista si affaccia sul mare, domani potrebbe sbattere contro un nuovo muro.
Ma che cosa si può fare? Niente, sembrerebbe. Il centrosinistra ligure ha sempre avuto tanti amici nel mondo del mattone e questo piano ne è la dimostrazione definitiva. Il centrodestra è entusiasta… ma in fondo non sorprende. Insomma, chiunque vinca le elezioni regionali del 2010 non cambierà nulla. Claudio Burlando o Sandro Biasotti non fa differenza, la Liguria, verrebbe da dire, è comunque spacciata.
O forse no. Perché questo piano casa giova a pochi, ai soliti amici degli amici imprenditori del mattone. Ai furbetti che sognano di arricchirsi aggiungendo un piano alla propria casa, alla faccia dell’interesse generale. Ma gli altri? Il cemento non porta soldi. Arrivano denari per pochi e posti di lavoro che svaniscono alla fine dei cantieri. Intanto la Liguria si mangia la sua più grande ricchezza: l’ambiente, che sostiene la principale industria della regione, il turismo. Non solo: calerà il valore degli immobili con un danno per i proprietari liguri, ma anche lombardi e piemontesi. Già, anche per una questione di soldi questo piano andrebbe bocciato.
Ma poi c’è l’ambiente, una parola che in fondo significa il luogo dove noi tutti viviamo insieme. Che vuol dire qualità della vita nostra e dei nostri figli. Che ci ricorda il dovere di conservare il passato, ma anche di pensare al futuro.
Per questo la decisione che verrà presa in Liguria riguarda tutta l’Italia. Se lasciamo sola questa terra, poi a chi toccherà?
Ma qualcosa si può, si deve ancora fare. Adesso, sennò sarà troppo tardi. Questi sono gli indirizzi mail di Claudio Burlando (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." onclick="countClick('Liguria: Mail a Burlando', '', 'post');">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), di Sandro Biasotti, il suo avversario alle prossime elezioni (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." onclick="countClick('Liguria: Mail a Biasotti', '', 'post');" target="_blank">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), di Luigi Cola, il deputato del Pd recordman degli emendamenti (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." onclick="countClick('Liguria: Mail a Cola', '', 'post');">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), di Nicola Abbundo, l’imprenditore immobiliare del Pdl che si batte per il piano (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Gente di sinistra e di destra, perché qui non è questione di colori politici.
Se tutti gli amici del blog, non soltanto i liguri, scrivessero a chi dovrà compiere questa scelta, potremmo ancora sperare di cambiare qualcosa. Di salvare la Liguria e un po’ anche noi stessi".
Marco Preve e Ferruccio Sansa,
giornalisti e autori del libro “Il partito del cemento



da "Il Fatto" del 20.10.2009
CEMENTO SUL DESERTO
La Liguria ha il record italiano di case vuote ma la Regione concederà ampliamenti oltre il 50%
di Pino Giglioli e Carlo Tecce

Adesso gli amici del cemento hanno due patroni da celebrare: San Ugo Cappellacci, il 16 ottobre, e San Claudio Burlando, il 28 ottobre. La prima data, ricorderanno i libri di storia urbanistica, celebra l'approvazione del piano casa sardo che in un colpo cancella l'èra Soru e spinge il limite di edificabilità praticamente sul bagnasciuga. La seconda, invece, ricorderà il giorno in cui una giunta di centrosinistra varerà un piano casa che farebbe impallidire perfino il Cavaliere. Qui dove ci sono migliaia di case vuote.

IL PIANO. "Il destino del paesaggio ligure si gioca il 28 ottobre", avverte Carlo Vasconi. Il consigliere regionale dei Verdi, in veste di presidente della VI Commissione ha in mano le bozze del piano casa che sta per essere approvato e indica alcuni emendamenti: "Ampliamenti di immobili residenziali fino al 75%, tanto per cominciare. Poi possibilità di ampliare del 20%   anche gli insediamenti agricoli, artigianali e industriali". Vasconi fa parte della maggioranza, ma soffre, e si vede: "Sono compresi negli aumenti perfino gli immobili condonati, un segnale tremendo per chi ancora crede   nella legalità. La giunta di centrosinistra è andata molto oltre il centrodestra, molto più in là di Berlusconi. Questo è un piano casa che sembra scritto apposta per le lobby del cemento". Attaccano gli ambientalisti, ma anche esponenti politici dello stesso centrosinistra: "É il peggior piano casa d'Italia", sostiene Roberto Della Seta, capogruppo Pd nella commissione Ambiente del Senato. É già toccato alla Sardegna amministrata da Cappellacci, pochi, però, si aspettavano che ad ampliare ulteriormente i limiti suggeriti da Berlusconi fossero regioni di centrosinistra. Una in particolare, la Liguria, come ha annunciato Bruno Lugaro sul "Secolo XIX".   
SPREMUTA. La stessa Liguria che negli ultimi anni ha già spremuto ogni centimetro quadrato ancora libero dal cemento e, come la Sardegna, campa con il turismo. Negli ultimi anni, infatti, giunte di centrodestra (Sandro Biasotti) e centrosinistra (Claudio Burlando) hanno dato via libera a progetti per oltre tre milioni di metri cubi di nuove costruzioni, mica pochi, soprattutto se concentrati sulla costa, una striscia di terra profonda poche centinaia di metri. Case e moli: nel giro di dieci anni Biasotti e Burlando hanno approvato la costruzione di decine di   nuovi porticcioli turistici, raddoppiando di fatto i posti barca da 14 mila a quasi 30 mila. La Liguria detiene ormai il record di un ormeggio ogni 47 abitanti. Il 28 arriverà il voto decisivo. Le novità più contestate dovrebbero passare senza problemi all'esame dell'aula. Vasconi riassume il piano: "Saranno ammessi aumenti fino al 60% (che arriveranno al 75% per chi realizza   migliorie architettoniche, energetiche e antisismiche) per gli immobili residenziali sotto i 150 metri cubi, del 40% sotto i 200. Sarà possibile costruire stanze e nuovi piani, con quelle aggiunte posticce che hanno effetti orrendi sul paesaggio". Ma i parchi dell'Entroterra? "Gli ampliamenti saranno possibili, ma ci vorrà il permesso del Parco". I centri storici? "Occorrerà   il via libera del Comune". Nessuna clemenza, nemmeno un panorama fermerà le ruspe: "Nelle aree definite zone-anima, cioè quelle di grande pregio paesistico, ma con vincoli meno stringenti, si potranno ampliare i volumi fino al 60%, purché le costruzioni si trovino ad almeno 300 metri dal mare. Un disastro, perché la bellezza della nostra regione, quella che noi liguri amiamo e che richiama i turisti, dipende proprio dall'integrità delle zone-anima". E' previsto anche un aumento del 20% dei volumi per edifici artigianali, agricoli e industriali (con una soglia, però, ancora da definire). Ci sono delle esclusioni: condomini, fabbricati abusivi, aree inondabili o a rischio frana. A Sanremo ricordano un episodio denunciato dalla Stampa un anno fa: nel 2008 il Comune votò compatto - con il sì della maggioranza di centrosinistra e il solo voto contrario   della Lega - la trasformazione in zona edificabile di un'area che appena 20 anni prima era stata definita "frana attiva".
A nulla valgono le proteste di chi fa notare che la Liguria detiene il record italiano di case vuote (65.000) in rapporto agli abitanti e soprattutto di spopolamento (secondo i dati della stessa Regione la popolazione nei prossimi 20 anni scenderà a poco più di 1,4 milioni, quasi 200 mila in meno di oggi).

L'ASSESSORE. Colate di cemento? Nessuna, solo illusione ottica, per l'assessore all'urbanistica, Carlo Ruggeri: "Il piano era necessario. Il testo approvato in giunta non prevede alcuno scempio. Chi vuole ampliare sino ai 200 metri cubi può usufruire del 30%, poi abbiamo previsto delle fasce. Noi vogliamo aiutare chi possiede poco, non chi ha tanto: non daremo oltre il 10% per i 1.000 metri cubi". E chi prevede misure antisismiche, pannelli solari? "Potrà usufruire   di una premialità, ovvero dei bonus, un altro 10%, per chi ha meno di 200 metri cubi si potrà arrivare al massimo, proprio al massimo al 40%. Il 75? Non esiste". Eppure all'articolo 4 del disegno di legge, oltre il 10% per gli ambientalisti, si prevedono due "ulteriori" 5%: ovvero 20 in totale e, per chi vuole ampliare 200 metri cubi, è a disposizione un bel 50% e non 40. E per le case condonate? "Noi abbiamo escluso i condoni gravi e meno gravi, certo dobbiamo appurare la legittimità del comma. Se lei compra da me una casa condonata sei anni fa, qual è il problema? Lei non ha un problema. Ci sono una trentina di emendamenti, vedremo". Ruggeri è infastidito: "Non mettiamo in giro false notizie. Chi dice queste cose? Della Seta?".   

PROTESTA. Inizia una settimana decisiva, il testo già di per sé violento con l'ambiente potrebbe inasprirsi, e quindi il presidente Claudio Burlando vuole silenzio intorno. Comincia con il non rispondere al telefono. L'opposizione sollecita un'approvazione rapida, qui dove la trasversalità politica spunta sulle beghe: "Abbiamo perso anche troppo tempo", spiega Biasotti.
Se destra e sinistra sembrano compatti, il Pd e la maggioranza si sfaldano all'interno. I consiglieri delusi di centrosinistra si confidano: "Erano state presentate due versioni del piano.   Una, più restrittiva, della maggioranza, un'altra del Pdl con primo firmatario Nicola Abbundo, imprenditore, guarda caso del settore immobiliare. Stranamente gli emendamenti presentati da Luigi Cola, consigliere del Pd e già sindaco di Cogoleto attivissimo nel concedere permessi edilizi, hanno recepito le principali richieste del centrodestra. Sono tutti d'accordo". Se la politica sembra aver già deciso, il popolo dei blog si mobilita. Il sito della Casa della Legalità ha lanciato un appello: "Sommergiamo di mail la Regione. Per fare un favore ai costruttori, qui si distrugge l'ambiente" Il destino del paesaggio ligure sembra già segnato: i candidati alle prossime elezioni regionali del 2010 saranno Claudio Burlando e Sandro Biasotti (gli stessi del 2005, alla faccia del rinnovamento). Chiunque sia eletto, vincerà il mattone.
 
Il Governo dimentica il piano casa le Regioni si scatenano
Il piano casa del governo che doveva risollevare i costruttori dalla crisi e cementificare i sogni degli italiani, a sette mesi dall'intesa quadro Stato-Regioni, si sta rivelando un attentato all'ambiente. I lavori sono partiti in 13 regioni e con regole diverse. La provincia autonoma di Bolzano consente aumenti di oltre il 60% per case di almeno 300   metri cubi. La Toscana è stata la prima ad approvare la legge, ma le richieste presentate sono state meno di 70: sono disponibili ampliamenti di 70 metri cubi per edifici uni-bifamiliari o fino a 350mc, ma i possibili vantaggi interessano a pochi. In Veneto offrono più 40% in caso di demolizione o ricostruzione e addirittura il 50 per la delocalizzazione. Il   Lazio ha esagerato (più 60% per la riconversione turistica) e il governo l'ha bloccato, stessa sorte per la Basilicata. Invece con la Puglia - che aveva istituito l'obbligo di parcheggi "proporzionati" - il governo ha addirittura aperto il conflitto alla Consulta. La Serdegna di Ugo Cappellacci, invece, non risparmierà nemmeno le coste.



PD: DELLA SETA, 'LOBBY CEMENTO' PARTITO NEL PARTITO
PIANO LIGURIA IL PIU' CEMENTIZIO D'ITALIA

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - "La vicenda del piano casa della Liguria, il più 'cementizio' d'Italia, è solo l'ultima conferma che nel Pd c'è una 'lobby del cemento' che opera come partito nel partito, dettando spesso scelte e comportamenti contrari ad un'idea avanzata, sostenibile, riformista di sviluppo del territorio". E' quanto afferma Roberto Della Seta, senatore Pd e capogruppo in Commissione Ambiente.
"Talvolta per convinzione, molto più spesso per legami d'interessi, troppi eletti - aggiunge Della Seta - e amministratori del Pd, non solo in Liguria, sostengono un'urbanistica tutta basata su sempre più cemento e sempre meno regole. Questa visione non solo ha prodotto danni significativi all'ambiente e al territorio, ma penalizza il futuro anche economico di un Paese come il nostro che vede nel paesaggio una delle sue risorse più preziose, e ostacola lo sforzo del Pd - conclude - per affermare le ragioni di una politica trasparente, che coltiva l'interesse generale e non quello di pochi". (ANSA).
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