Quando si cade sui "seggiolini" (di Locri) allo Stadio di Genova

Scritto da Ufficio di Presidenza

Quando si scivola sui Apprendiamo da indiscrezioni che non avevamo visto proprio male sulla vicenda dei "seggiolini" e questo conferma in quale grave stato sia una Pubblica Amministrazione che necessità di leggere certe cose su "internet" (cioè sul nostro sito, anche se per loro pare essere innominabile), per accorgersi di cosa sta combinando...


Partendo dal primo dato la gravità è abbastanza chiara: lo Stadio di Genova non riesce, nonostante la pioggia di soldi, nel mettersi a norma Uefa per garantire ad una delle squadre cittadine, il Genoa, di poter garantire il rispetto delle disposizioni per le competizioni europee.

Nei giorni scorsi era stato l'Assessore allo Sport del Comune di Genova ad ammettere che qualcosa non andava. E' stata quindi convocata una riunione del Consiglio di Amministrazione della società comunale "Sportingenova" per domani mattina al fine di verificare le notizie apparse su internet (cioè su ciò che noi abbiamo pubblicato), esaminare la documentazione relativa all'assegnazione dell'incarico e per decidere il da farsi.

Oggi la sorpresa: dopo un'assegnazione dei lavori senza gara bloccata dal Consiglio di Stato, dopo un bando promosso dalla Sportingenova e la super offerta al ribasso della falegnameria di Locri (46% di ribasso), si scopre che i seggiolini per mettere a norma lo Stadio non ci sono. Non basta. Sempre dalle indiscrezioni emerge che la falegnameria di Locri, che si era vista assegnare l'incarico - con parallela mobilitazione del personale Amiu (società del Comune) e Sportingenova (società di Comune e Amiu) per garantire di affrontare la mole di lavoro - non abbia consegnato i documenti necessari alla sottoscrizione del contratto! Chiaro? Dopo che la questione di questa assegnazione è stata sollevata, ed i documenti per il contratto non comparivano, l'attenzione che si è riusciti a porre su questo incarico non poteva più essere ignorata e che succede? Semplice: la ditta di Locri, la Falegnameria Sansotta, si apprende, avrebbe rinunciato all'incarico.

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