Sestri Ponente, dove c'e' un Falcone che minaccia mazzate

Scritto da Ufficio di Presidenza - M.Preve Repubblica

La foto del negozio e del camion del Falcone (tratta dal sito di Repubblica)
L'ortofrutta continua ad essere uno dei settori di infiltrazione delle cosche... ed a Genova l'asse Camorra-Cosa Nostra che si è già visto con proprio fulcro nell'Ortomercato di Fondi domina nel settore dell'abusivismo... Grazie a Marco Preve per aver pubblicato questa storia e per aver denunciato, con tanto di audio, le minacce portategli dal Bonaventura Falcone. Domanda: certi alti giudici di questa città decidono di muoversi o continuano a predicare "la sacra unità della famiglia"? Ma su questo torneremo a breve, ecco invece l'articolo di Marco Preve su Repubblica...



22.12.2010 - Repubblica

Frutta, verdura e prepotenza
un abusivo tiene in scacco Sestri

Bonaventura Falcone ha un negozietto, ma gli spazi sono triplicati dalla presenza di due camion parcheggiati in zona vietata. Dopo 60 multe ignorate, il Municipio chiede la revoca della licenza. E lui minaccia il cronista di Repubblica: "Stia attento alle mazzate"

di Marco Preve

A Sestri c'è già chi la chiama "la piazzetta dei casalesi". In realtà, Bonaventura Falcone,31 anni, è originario di Avellino e più che la provenienza della merce che vende nella sua bottega di frutta e verdura, a valergli questo spiacevole marchio sono i suoi modi: da un anno, infatti, oltre i due terzi del suo negozio stanno fuori dai locali di piazza Poch. La bottega in effetti è triplicata grazie a due camion costantemente parcheggiati, in divieto, in una delle più affollate zone disco della delegazione, a due passi dall'inizio di via Sestri.

LE MINACCE AL CRONISTA - AUDIO - FOTO

Una "prepotenza" civica che non è stata minimamente scalfita dalle oltre sessanta multe che con regolarità svizzera, ma efficacia sudamericana, gli hanno appioppato gli agenti della polizia municipale per occupazione abusiva: sia in base al codice della strada che in violazione della Tosap (Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche). Ora, però, a fare la differenza, potrebbe essere un documento inviato dal Municipio agli uffici del Comune con cui, per fermare l'incancrenirsi di questa situazione, viene chiesta una sospensione della licenza. Falcone Bonaventura però non si scompone e, anzi, minaccia "mazzate" ai giornalisti.

L'altra mattina all'interno del negozio c'era il cugino del titolare: "Ma perché - dice - se la prendono con noi con tutti i marocchini che vendono per strada senza licenza. Noi siamo stati abusivisti per anni ma adesso abbiamo il negozio. E che saranno mai due cassette sul marciapiede?". In realtà, come testimoniano le fotografie, oltre alle pile di cassette accumulate all'esterno, il problema sono i due camion trasformati in bancarelle perenni.

Nel pomeriggio Bonaventura Falcone telefona a Repubblica: "Tutto questo è perché c'è gente che non lavora e si lamenta. Io avevo fatto una domanda per l'occupazione e lo scarico merci e non me l'hanno accettata. Casalese? Noi non siamo casalesi né niente, siamo gente che lavoriamo onestamente, ho fatto fortuna e la fortuna mi aiuta. Io il camion lo parcheggio al mattino, alla sera lo tolgo e ci metto la macchina".

Se la provenienza è avellinese, certo è che l'atteggiamento nei confronti della stampa è simile a quello che si respira nelle zone degradate di Casal di Principe: "L'ultimo giornalista che è venuto qua a fare il furbo ha preso tante mazzate che non se le è scordate, perciò vedi bene quello che scrivi".

Così Falcone minaccia Repubblica riferendosi ad un episodio di alcuni giorni prima, quando la troupe di una televisione privata era stata scacciata malamente. I timori del Municipio presieduto da Stefano Bernini, così come della polizia municipale, derivano dal rischio che simili atteggiamenti possano attecchire anche in una realtà come quella di Sestri Ponente.

Nella delegazione dove senso civico e solidarietà sono i cardini attorno ai quali la comunità ruota e resta unita nonostante la crisi - e la vicenda Fincantieri ne è l'esempio più scottante - il caso del fruttivendolo di piazza Poch viene visto come esempio di disgregazione sociale.

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