A Genova l'Assedil scopre l'acqua calda (ma nemmeno troppo)

Scritto da Ufficio di Presidenza

Da Assedil vogliono combattere le mafie o il solito
Si tratta della mafia... ed Assedil lancia l'allarme sul rischio “futuro” e, naturalmente, non ammettono che il problema a Genova e nelle altre province liguri ci sia da anni, anzi da decenni. Ecco, loro il problema lo vedono in “prospettiva” e per colpa della “crisi”, mica altro... Non è un caso che Claudio Burlando (e dico quel Claudio Burlando) abbia rassicurato tutti: l'economia ligure non corre rischi di infiltrazioni! E forse, guardandolo da un certo punto di vista, non ha nemmeno torto: è già infiltrata sino al midollo l'economia ligure... e lui lo sa bene!
Da prima Cosa Nostra e poi anche la 'Ndrangheta nel settore dell'edilizia ci sono da decenni, a Genova e nella sua provincia, e da Ventimiglia sino al confine con la Lunigiana. E peccato che solo oggi l'Assedil si accorga dei rischi degli appalti “al massimo ribasso”, come se fossero stati istituito solo ora...


Lamentano scarsi controlli, all'Assedil di Genova. Ed esprimono al Prefetto la preoccupazione per le imprese che “arrivano da fuori regione” e rischiano di vincere le gare... come se l'assenza di controlli sia una novità ed anche come se le imprese legate ad organizzazioni mafiose non siano già, da anni ed anni, iscritte alle Camere di Commercio liguri – oltre che della Lombardia, Emilia, Toscana, Piemonte ecc ecc -, visto che dall'infiltrazione di decenni fa si è ormai arrivati ad un consolidato radicamento nel territorio e nell'economia (oltre che in molteplici pubbliche amministrazioni).

Naturalmente ad Assedil dimenticano la questione dei fornitori e dei subappalti. Qui pare che l'Assedil non abbia ancora notato nulla, manco in prospettiva... non parliamo dei fatti accertati nel passato e nel presente: tipo cemento depotenziato o illeciti ambientali a raffica. E non hanno notato nemmeno che c'è un problema, oltre che della mafia, chiamato “corruzione” e “abusivismo” che piega la gestione della cosa pubblica e quella del territorio. Mai sentito davvero? Provate a chiedere ai prestanome di Fiorani che operano tra savonese e Genova come ad esempio al buon Pesce o ad uno dei più grandi costruttori sempre tra savonese e Genova, con società lussemburghese, alias Andrea Nucera.

Eppure Assedil sicuramente conosce bene certi soggetti, così come li conoscono bene alla Lega delle Cooperative, e nelle altre associazioni di categoria, a partire da quella dei demolitori, eppure non abbiamo notato manco mezza espulsione delle società di famiglie indicate dallo Stato come appartenenti o legate a Cosa Nostra, 'Ndrangheta o Camorra.

Ad esempio, visto che forse ad Assedil gli è sfuggito, diano un occhio al cantiere del parcheggio sotterraneo davanti all'Ospedale San Martino, o nei cantieri di colossi come Unieco, Coopsette e date un occhio a chi opera in subappalto per loro. Vadano a vedere come mai ci sono ditte che vengono tenute in vita come “paravanti” per aggiudicarsi grandi appalti o, per non sforzarsi troppo, diano un occhio al Santo Nucera nel Tigullio, per citare alcuni casi, visto che la lista sarebbe lunga e comunque sul sito, facendo una ricerca molto altro si può trovare.

Vogliono farci credere che ad Assedil non conoscono minimamente le società di ponteggi sotto il diretto controllo delle famiglie riesine e gelesi legate a Cosa Nostra? Oppure volete davvero farci credere che non si erano nemmeno accorti del numero due del clan di Piddu Madonia, Antonino Lo Jacono, che operava tranquillo in appalti (sottosoglia) e subappalti (a volte anche non dichiarati)? O delle società di soggetti legati alla 'ndrangheta che operano come se nulla fosse? Ma dove ha vissuto sino ad oggi Assedil?

Nemmeno del “caporalato” gestito dalle organizzazioni mafiose ma messo a servizio di imprese “insospettabili” ad Assedil hanno mai sentito parlare? E nemmeno della vicinanza più volte evidenziata pubblicamente tra il segretario regionale della Fillea-Cgil con il capobastone Giacomo Maurici, vi siete mai accorti come anche la sindaco Vincenzi, visto che alla loro comune associazione scrisse prima delle elezioni, ringraziandoli ed auspicando future collaborazioni? La Filca-Cisl si lamentò pubblicamente di certi comportamenti ma nessuno riprese questa loro denuncia... dove era Assedil?

Ahh, non si erano accorti di nulla ad Assedil... ecco quindi perché il problema lo vedono “in prospettiva”. Non avevano notato ciò che è già da anni un problema devastante per l'economia, oltre che per la sicurezza sociale e la tenuta democratica. Non avevano notato nulla loro, come non lo ha notato Confindustria, la Lega Cooperative, le associazioni di categoria, i sindacati... a quanto pare... I partiti si, loro lo avevano notato, ed infatti in ogni partito c'è qualcuno che andava alla caccia dei voti delle cosche.

E ripensandoci non abbiamo mai sentito nemmeno una “vocina” di Assedil, nemmeno sottovoce, sull'ondata di cemento che è colata in questi anni sulla Liguria (ed a Genova), compromettendo gravemente la ricchezza primaria di questa nostra terra: il paesaggio e la sua bellezza, risorsa eccezionale per un'economia pulita centrata sul turismo e la cultura, dove quindi anziché nuovi volumi serve il recupero dell'esistente. Eppure il fatto che dietro alla grande speculazione edilizia che è caduta (e sta cadendo sulla Liguria) – che da anni noi, come ad esempio il Wwf ed alcuni giornalisti di inchiesta, abbiamo denunciato e cercato di fermare - si nasconde il grande riciclaggio del denaro sporco di criminalità mafiosa e criminalità finanziaria, dovrebbe essere noto anche nel palazzo di Assedil...
Lo ha anche detto – ma probabilmente è sfuggito pure questo – anche un magistrato, oggi in servizio alla Procura Nazionale Antimafia, ma che viene proprio da Genova, il pm Anna Canepa... che precisamente disse: “E' importante non dimenticare che Criminalità Organizzata non è solo violenza, estorsioni, omicidi, ma è sopratutto, nelle realtà come la nostra, penetrazione nella economia legale e nel mercato attraverso il riciclaggio del denaro; ed è bene ricordare che è attraverso lo strumento dell'appalto e sopratutto del subappalto che la economia legale viene pesantemente infiltrata e condizionata da quella illegale. E quindi, quella colata di cemento, che con la benedizione trasversale di tutte le forze politiche, sta per abbattersi sulla Liguria, in particolare attraverso la costruzione dei porticcioli turistici (e degli insediamenti connessi) dovrebbe essere oggetto di grande preoccupazione, per non dire allarme.”

Ad Assedil era sfuggito anche questo probabilmente...

Se ad Assedil, comunque, vogliono fare un lavoro serio di contrasto alle mafie (meglio tardi che mai!), inizino dal mettere alla porta le società di famiglie legate o appartenenti alle organizzazioni mafiose (o in cui tra i soci o amministratori compare anche un solo semplice soggetto legato a famiglie e organizzazioni mafiose); proseguano con il mettere fuori ed indicare pubblicamente le società – siano anche i colossi della costruzione – che si servono di forniture e subappalti gestiti da società di mafia (o in cui tra i soci o amministratori compare anche un solo semplice soggetto legato a famiglie e organizzazioni mafiose); segnalino anche alle Autorità preposte - e quindi mettano al bando - le società che si servono di lavoro nero, che non rispettano le norme di sicurezza e che, per operare, corrompono o compiono abusi edilizi ed ambientali; mettano fuori dalla porta le imprese che si servono di “professionisti” (singoli o studi) la cui storia indica ombre per aver piegato la deontologia professionale e l'etica al profitto ingiusto.

Se Assedil di Genova vuole farlo noi siamo anche pronti a dargli tutto il nostro supporto, ma per favore non che non si mettano anche loro ad urlare contro la mafia “ectoplasma”... che sembra la ormai moda di questo tempo. La mafia e l'illegalità ha forme ben definite, è fatta di persone e società con nomi e indirizzi precisi, quindi se si vuole li si può colpire!

E, come è risaputo, il principale problema è l'assenza di trasparenza e correttezza nelle Pubbliche Amministrazioni e nelle società partecipate (ed in quelle a queste collegate). Se vi è trasparenza e correttezza nella gestione della cosa pubblica e soprattutto vi è una gestione di questa (e del territorio) centrata sull'interesse generale e non quindi su interessi speculativi particolari, è più semplice prevenire illegalità di ogni genere.

Gli esempi di cui certamente si è a conoscenza – già in buona parte parte emersi - in questo ambito sono ampi, dalla Sviluppo Genova con gli appalti su Cornigliano all'Area 24, dalla Porto di Imperia spa... per arrivare alle alienazioni dei beni pubblici come ad esempio le ex rimesse Amt a partire da quella di Boccadasse all'Abit-Coop, o quelle derivanti dal patrimonio sanitario, per andare avanti e giungere alle varianti urbanistiche e deroghe ai piani di bacino che hanno compromesso e compromettono anche la sicurezza del suolo pur di agevolare qualcuno.

Ed allora Assedil è d'accordo a sostenere una serie di proproste concrete (si pensi che per applicarle non serve nemmeno un euro, manco una nuova "struttura" e tanto meno una nuova Legge) che abbiamo già formulato, inascoltati, proprio per garantire controlli preventivi rigorosi, attraverso anche la massima trasparenza degli Atti? Le proposte sono tutte qui, le riportiamo per una più facile lettura:


ECCO QUINDI UNA SEMPLICE PROPOSTA DI PREVENZIONE
che garantisce il controllo sociale ed anche di chi di dovere:

Le Regioni, le Province ed i Comuni, le Società partecipate (anche per una sola semplice quota societaria) e collegate, le imprese che hanno concessioni, appalti e incarichi (a partire dai project financing) dagli Enti locali e dalle Società partecipate (e collegate) devono mettere online sui propri siti internet:
a) lista dei fornitori (con indicazione del valore economico e della tipologia), con indicazione della compagine societaria storica degli stessi ed eventuali partecipazioni in altre società;
b) lista delle offerte (da quella "vincitrice" a tutte le altre, con indicazione della compagine societaria storica degli stessi) per trattative private e gare d'appalto, con Verbali e Determinazioni di assegnazione, descrizione del capitolato, eventuali subappalti e liste dei fornitori ed eventuali varianti in corso d'opera (con indicazione di variazioni di costo);
c) tutti gli incarichi diretti che vengono assegnati con indicazioni di tipologia e costo (non solo per le consulenze, ma anche per i servizi e lavori) ed anche qui con indicazione della compagine societaria storica degli stessi ed eventuali società o consorzi collegati;
d) tutte le indicazioni sui progettisti, partner finanziari e subappalti (con le rispettive indicazioni delle compagini societarie storiche);
e) la lista di tutti i contributi (finalizzati o a fondo perso) e finanziamenti pubblici (ed agevolazioni) che vengono assegnati e riconosciuti dagli Enti locali (dai Comuni alla Regione passando per le Società Partecipate, Enti controllati e Ue) a società ed associazioni di imprese o associazioni di ogni genere, con indicazione dei soci delle stesse;
f) la lista dei dirigenti e funzionari responsabili, oltre che degli assessori e consiglieri, e di quanti vengono nominati dagli Enti in Cda o Comitati di Gestione, con l'indicazione non solo del reddito e stato patrimoniale attuale degli stessi, ma anche delle eventuali partecipazioni in società private degli stessi e dei parenti e congiunti (sino al 2 grado), oltre che l'eventuale dipendenza degli stessi - così come dei parenti e congiunti sino al secondo grado - per società in rapporti con società pubbliche o partecipate e/o che operino con appalti e incarichi (diretti o indiretti) derivanti dall'azione dell'Ente pubblico stesso o società partecipata (o collegata) per concessioni/convenzioni.

Inoltre i Comuni devono pubblicare online sui propri siti:
- la lista delle domande e concessioni di licenze commerciali (comprese le autorizzazioni per i cosiddetti "circoli") con nominativi dei titolari e responsabili (in caso di società anche i dati della visura storica della stessa);
- la lista delle concessioni edilizie che vengono rilasciate, con indicazione delle ditte incaricate dei lavori, dei progettisti e delle proprietà (e degli eventuali passaggi di proprietà avvenuti nell'arco dell'ultimo anno), oltre che le eventuali varianti in corso d'opera;

Le Regione, le Provincie ed i Comuni dovranno mettere online anche tutte le pratiche e pareri di VAS, VIA, screening ed ogni variante agli strumenti di Pianificazione (PUC, Piani di Bacino, PTCT, Piano delle Cave,...) con l'indicazione del richiedente (e se si tratta di società o più società indicando anche le compagini societarie storiche delle stesse ed eventuali società collegate), oltre alle eventuali osservazioni giunte in merito ed i provvedimenti adottati dagli Enti e dalle Conferenze di Servizio (con pubblicazione dei relativi verbali, indicanti anche i partecipanti ed i voti espressi).

La Regione e le Province dovranno pubblicare anche sul proprio sito internet tutte le autorizzazioni inerenti:
- i movimenti terra e di materiali da cava;

- le società che effettuano movimentazioni di rifiuti e rifiuti speciali;
- le pratiche inerenti concessioni di deroghe per i vincoli esistenti;
- i provvedimenti di sanzione per reati ambientali adottati nell'ambito del proprio territorio;

- le società che operano movimenti terra e/o che hanno incarichi di bonifica (con indicazione tipologia e sito specifico di partenza, stoccaggio e deposito) nell'ambito del territorio di propria competenza;
- le eventuali stipule di convenzioni con Società private (come ad esempio per macchinette distribuzioni bevande/alimenti, ticket ristorazione, servizi mensa,...) stipulate dall'ente, con l'indicazione delle altre offerte pervenute e rigettate, e relative informazioni da Visura camerale relative al soggetto prescelto ed agli esclusi.

I Comuni dovranno inoltre rendere noti online sul proprio sito anche:
- le società (pubbliche e private) che conferiscono rifiuti in discariche o impianti collocati nel proprio territorio o di proprietà di società partecipate;
- i provvedimenti di sanzione per reati ambientali adottati nell'ambito del proprio territorio;
- le società che operano movimenti terra e/o che hanno incarichi di bonifica (con indicazione tipologia e sito specifico di partenza, stoccaggio e deposito) nell'ambito del territorio di propria competenza.
- la lista degli autotrasportatori che operano nei mercati generali (fiori, pesci, carne, ortofrutta) siti nel territorio di competenza che siano assegnati a gestione di terzi o direttamente gestiti da società pubbliche o miste;
- le concessioni di variazione di destinazione ad uso di aree, palazzi, impianti industriali, strutture ricettive e di culto, con indicazione anche del gestore/proprietario o del soggetto a cui viene assegnata la concessione;
- la graduatoria per le assegnazioni di immobili comunali e delle case popolari, ivi comprese quelle costruite da privati per l'edilizia convenzionata, oltre che quelle relative agli immobili (abitativi o commerciali) di competenza di società pubbliche; oltre che, per ogni provvedimento adottato in "deroga" alle graduatorie, con l'indicazione della motivazione e del beneficiario.
- le eventuali stipule di convenzioni con Società private (come ad esempio per macchinette distribuzioni bevande/alimenti, ticket ristorazione, servizi mensa,...) stipulate dall'ente, con l'indicazione delle altre offerte pervenute e rigettate, e relative informazioni da Visura camerale relative al soggetto prescelto ed agli esclusi.


Iniziamo da qui, perché in questo modo si renderebbe possibile una verifica in tempo reale. Si chiama prevenzione e trasparenza. Non è complesso e non comporta manco mezzo euro di spesa, ma solo lo svolgimento di quelle verifiche e di quei controlli che gli Enti locali, le società partecipate e chi opera con concessioni e incarichi pubblici, deve adottare. Le Pubbliche Amministrazioni come risponderanno? Per ora, pur potendolo già fare non li hanno fatto.


Questo è, quindi, per iniziare, se mai volessero iniziare. Poi ci sono le altre proposte che riguardano sempre l'assunzione di responsabilità delle comunità locali... Una di queste è quella di costituire Commissioni, Osservatori o Consulte - chiamatele come volte - autonome ed indipendenti, a livello comunale per le grandi città metropolitane o a livello regionale, composte da persone e associazioni autonome ed indipendenti, esterne ai partiti ed alle lobby politico-economiche.

Un'altra è quella che riguarda direttamente il mondo economico e riprende l'iniziativa già messa in campo dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Non solo prendere parte attiva con costituzione del fondo antiusura e nel dare assistenza a quanti devono denunciare, o ancora con la costituzione di parte civile nei processi, ma battere al "setaccio" le aziende iscritte nel proprio registro. Infatti è qui che le società devono passare tutte per attivare su quel territorio la propria attività di copertura degli affari sporchi e del riciclaggio.
Ed allora occorre che le Camere di Commercio monitorizzino e segnalino costantemente ogni operazione sospetta, dalle società che nascono da nulla ma con disponibilità di ingenti capitali a trasferimenti di rami di azienda ed apertura di unità locali di società "lontane", alle quote ed incarichi societari di persone già note agli Uffici, così come le coperture fiduciarie e le proprietà estere e nei paradisi fiscali... ma anche le eventuali assenze di certificazione antimafia sulla base delle indicazioni degli Uffici prefettizi competenti. Per fare questo serve costituire un pool di funzionari appositamente incaricati in ogni sede, che passino in rassegna e verifichino le anomalie da segnare nel diversi settori, a partire da quelli del movimento terra, degli autotrasporti, dell'edilizia e delle bonifiche ambientali, delle energie rinnovabili... Occorre partire dalle società e cooperative che svolgono attività speculativa o grandi opere e interventi per conto o con concessioni di Enti o Società pubbliche.
Serve un coordinamento che permetta verifiche incrociate con il Catasto, l'Ispettorato del lavoro, l'Agenzia delle Entrate, oltre che con le Prefetture, al fine di poter individuare le sacche di lavoro nero, l'evasione fiscale e contributiva... e che - se vi fosse la disponibilità delle informazioni dagli Enti locali (la proposta della trasparenza sopra indicata) - permetterebbero di individuare da subito se hanno rapporti ed incarichi con gli Enti locali, le società partecipate (e quelle da queste controllate) oltre che su interventi e lavori di rilievo per cui vi è stata una concessione/autorizzazione pubblica. Inoltre attraverso questa attività di controllo possono essere individuate tempestivamente e monitorate - e quindi segnalate - le anomalie del settore commerciale, altro tassello del riciclaggio e della rete sui territori delle organizzazioni mafiose.

Questioni qui velocemente indicate, che non comportano alcuna nuova norma o legge, che possono se si vuole essere attuate da subito, sia nell'ambito delle Pubbliche Amministrazioni sia in quello dell'economia locale. Infatti se la parte pubblica deve fare il proprio dovere anche la parte privata dell'economia deve muovere i suoi passi. Deve farlo soprattutto oggi, quando le mafie, con la propria disponibilità di denaro liquido, sono in grado di intervenire per acquisire attività e società già avviate ma in crisi, così da usare nomi noti dell'economia locale a loro non immediatamente riconducibili. Servirebbe la collaborazione degli Istituti bancari, così come dei commercialisti e dei notai... collaborazione che troppo spesso - praticamente sempre - manca. Ma se si inizia con un'attività tra Enti locali e Camere di Commercio, allora forse anche nelle banche e tra i professionisti qualcuno capirà che è giunto il momento di rompere ogni indugio, e quindi farse parte attività dell'azione di contrasto alle organizzazioni mafiose.

Questo si può fare da subito, non costa nulla... poi vengono le possibili modifiche normative e le integrazioni alle Leggi vigenti che possono venire, ad esempio, con leggi regionali. Ma su questo torneremo più avanti. Anche perché sarebbe troppo comodo per chi ha le responsabilità nelle Regioni e negli altri Enti locali nascondersi dietro: stiamo studiando le nuovi leggi... faremo! No, serve un segnale subito, fare le cose che abbiamo indicato è possibile a partire da domani ed allora capiremo se nelle Pubbliche Amministrazioni così come nei palazzi delle Regioni vi è o meno la volontà politica. Se non fanno quello che già oggi è possibile, possiamo pensare che approvino (e poi applichino) nuove norme e leggi? Noi crediamo di no, e crediamo che anzi potrebbero - come sempre hanno fatto - sfruttare l'iter legislativo per far scorrere il tempo e non fare nulla di concreto.

Noi dobbiamo vincere l'indifferenza e la propensione alla convivenza e contiguità che è quella che ha permesso alle mafie di radicarsi e consolidare il proprio potere e la propria ricchezza. Farlo significa assumersi la propria dose di responsabilità ed incrinare il muro di omertà e silenzio che avvolge gli affari delle organizzazioni mafiose. Certo, bisogna metterci la faccia e non retorica ed ipocrisia... ma se si vuole si può fare e pure da subito!

La mafia può entrare se qualcuno (cioè il Potere locale, politico ed economico) gli aprono la porta e non la cacciano. Se le mafie trovano un muro impenetrabile non possono imporsi, non possono corrompere se si è incorruttibili... Ed allora ecco che si comprende perché oggi, anziché fare tante parole di retorica sul ricordo delle vittime di Capaci, come Casa della Legalità preferiamo avanzare queste proposte... perché, se rispetta davvero il lavoro promosso da Falcone e si comprende quanto ci aveva insegnato con il suo lavoro, dobbiamo evitare che si contigui a dire che la lotta alla mafia è competenza della Magistratura e dello Stato (come se questo fosse altra cosa rispetto alla comunità tutta)... Noi siamo convinti che ognuno debba fare la propria parte, mettendoci la faccia. Si chiama: assunzione di responsabilità!

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