Scidone, il Cancelliere dell'IdV, che non conosce la Legge

Scritto da Ufficio di Presidenza

Francesco ScidoneL'assessore Scidone dopo aver dimostrato di non riuscire proprio a tradurre in pratica le promesse e gli impegni assunti con la cittadinanza, risponde sulla questione dello "squadrone" della Municipale che abbiamo denunciato ieri - clicca qui -, dimostrando di non conoscere la Legge e nemmeno la Costituzione. Ecco l'articolo di Repubblica ed un analisi dei fatti riguardanti il mandato dell'assessore Scidone... 
 

12.04.2010 - Repubblica
Operazione a Sottoripa,
gli attivisti reagiscono e vengono denunciati

Sequestro di merce a un ambulante scontro
fra Casa della Legalità e vigili

Un'operazione dei vigili urbani del Nucleo abusivismo commerciale scatena la polemica tra la Casa della Legalità e il Comune. Tutto succede nel primo pomeriggio a Sottoripa, zona Ponte Reale. Alcuni attivisti della Casa della Legalità vedono arrivare quattro uomini in borghese che, a loro dire, con modi fin troppo rudi, sequestrano senza alcun verbale né procedura d'identificazione merce esposta da una ambulante cinese di circa 60 anni. Gli attivisti intervengono sottolineando l'incongruenza di quel comportamento e chiedono chi fossero. Nasce un battibecco, gli uomini in borghese si allontanano con la merce e raggiungono a Caricamento il loro furgone. Gli attivisti chiamano i carabinieri per far identificare gli uomini in borghese. Subito dopo i vigili denunciano gli attivisti. "Non si sono qualificati e non vedo di che tipo di favoreggiamento si tratti, visto che non hanno neppure identificato la signora cinese", sottolinea Christian Abbondanza. "Il diritto di critica e di controllo dei cittadini è sacrosanto - replica l'assessore alla Sicurezza del Comune Francesco Scidone - ma interrompere e intralciare un servizio contro l'abusivismo, e distogliere da impegni molto più importanti i carabinieri credo siano comportamenti da sanzionare".



Scidone, il cancelliere dell'IdV,
che non conosce la Legge

dell'Ufficio di Presidenza

Noi lo abbiamo detto più volte che al di là delle belle dichiarazioni e degli impegni che assume nei consessi pubblici, l'assessore Francesco Scidone - cancelliere prestato alla politica dall'Italia dei Valori - non conta un fico secco in seno alla Giunta, non riesce a tradurre in pratica le promesse e gli impegni e, cosa ancora più grave, dimostra di non conoscere la Legge, finendo per tentare disperate giustificazioni dell'ingiustificabile...

Non solo non è riuscito a mantenere gli impegni presi nel percorso partecipato con abitanti e associazioni per un uso sociale rapido e centrato sulle esigenze del territorio dei beni confiscati di vico delle Mele, facendosi bloccare la delibera per tre volte da un consulente che in Giunta non vota nemmeno, ma non è mai riuscito a coordinarsi con la struttura dell'assessorato al Commercio che, di fatto, va nella direzione opposta a quella enunciata da Scidone - soprattutto, ma non solo, quando a guidare tale assessorato vi era Gianfranco Tiezzi -. Ma identica cosa si potrebbe dire con gli altri assessorati, come i Servizi Sociali... sino anche al nucleo di Polizia Municipale del centro storico...


Scidone prende impegni contro mafie? I boss stiano pure tranquilli, sono solo parole al vento. Infatti, vediamo per punti:
- il boss Rosario Caci, dopo la mobilitazione e le denunce della Casa della Legalità, viene fatto sgomberare dai beni che Comune, Prefettura (con Romano e Gioffrè) e Damanio hanno lasciato rioccupare al boss di Cosa Nostra per circa 2 anni e cosa fa il Comune? Manda Rosario Caci e signora in albergo, in via Balbi, a spese del Comune di Genova. Non serve nemmeno che la "pericolosità sociale" del soggetto venga ribadita dal provvedimento del neo Prefetto Cancellieri che dispone la scorta per gli operai che lavorando in quei beni confiscati di Vico delle Mele perché minacciati dal Caci, il Comune di Genova rilascia alla famiglia di Caci una licenza per aprire un bar in Via Cannetto il Lungo, a due passi dal Duomo.
- c'è un inchiesta sulle ditte di ponteggi, tutte direttamente o meno, riconducibili alle famiglie riesine e gelesi, che con la motivazione di lavori (in realtà fittizi) allestiscono ponteggi e incassano barcate di soldi per i maxi cartelloni pubblicitari, aggirando leggi e regolamenti comunali. Alcuni vigili collaborano con i Carabinieri per l'inchiesta della Procura ma alcuni uomini della pubblica amministrazione fanno l'impossibile per ostacolare quell'inchiesta. Come finisce? Che chi aveva collaborato con i Carabinieri viene isolato quando non trasferito!
- c'è l'operazione Terra di Nessuno della DIA e dei Carabinieri che sequestra i beni della famiglia palermitana dei Canfarotta per circa 5 milioni di euro di valore, grazie alla collaborazione dei cittadini, nostra e di alcuni vigili. Come finisce? I vigili più attivi in questa collaborazione vengono isolati quando non trasferiti.
- ci sono due vigili nel nucleo centro storico che hanno dimostrato una effettiva e per loro naturale convivenza con determinati soggetti a partire dal boss Rosario Caci. Uno di questi è anche amministratore del condominio di vico delle Mele 4 e non ha mai denunciato il Caci per l'occupazione abusiva, anzi spalmava le spese condominiali del bene confiscato e rioccupato dal Caci, sugli altri condomini. Oltre a questo palazzo, quel vigile, con la società familiare, amministra anche altri condomini, che per coincidenza sono quasi sempre nelle vie "rosse" dove va in scena lo sfruttamento della prostituzione. L'altro vigile urbano assegnato al "centro di ascolto" di Piazzetta dei Greci (su cui ancora oggi Scidone non è in grado di dire, a fronte della inutilità totale, quanto sia costato economicamente alle casse pubbliche), che dovrebbe raccogliere le segnalazioni e denunce degli abitanti della zona di Vico delle Mele, dove abitava negli ultimi anni e dove abita tutt'ora? Ma nello stesso palazzo di Vico delle Mele 4. Quindi questi agente, che non hanno mai visto quel che accadeva nel loro palazzo, così come non vedevano e non vedono ciò ancora oggi avviene nei vicoli davanti al portone di casa propria, sono rimasti saldamenti in servizio sul quel territorio.
Può bastare? No, se ci spostiamo ad esempio in altri vicoli - non parliamo di altre zone della città, per clemenza -, due esempi su tutti:
- nella zona di Soziglia e di Vico delle Rosa, dove al bar che fa angolo si trova ad organizzare i propri affari Vincenzo Fiumanò, vecchio boss della 'ndrangheta legato agli Alessi, che distribuisce in alcuni appartamenti le straniere destinate alla prostituzione. Non lo hanno notato i Vigili del Centro Storico? Pare di no... ma lo hanno notato ai Servizi Sociali visto che il Fiumanò ogni tanto si aggira per i vicoli mostrando in bella vista un assegno del Comune di Genova come sostegno.

- nella zona della Maddalena inoltre stanno riprendendo le attività anche gli Alessi, con un nuovo esercizio commerciale (?) dove spesso guarda caso vi è anche il Fiumanò. Chi ha rilasciato la licenza?

E se su questo aspetto vogliamo andare avanti di carne al fuoco dettata dalla mancata soluzione (se non con qualche uscita mediatica, in cui la Giunta Vincenzi è davvero strepitosa) ne abbiamo molta. - vogliamo parlare di come mai dopo l'allarme della DIA nella relazione semestrale sulle infiltrazioni della criminalità organizzata latinoamericana nel Centro Sociale Zapata non si è fatto nulla? L'assessore Scidone che si fa bello sulla stampa delle operazioni della DIA (che con il Comune non c'entra un fico secco) non può mica dirci che non ha letto quella relazione?!? E come mai non ha fatto nulla? Lo sa che le bande di latinos che abbiamo a Genova e "dominano" a Sampierdarena, sono diretta emanazione delle bande americane e che se queste decidono, per caso a Los Angeles, che si va allo scontro, qui tra le bande scoppia la guerra? Non lo sa? E allora non sa nemmeno che ogni gruppo delle rispettive bande ha oltre alle "lame" anche pistole nella propria disponibilità? Come il vecchio Questore, Presenti, anche per Scidone pare andare tutto bene così!
- vogliamo invece parlare dello sfruttamento della prostituzione e del fatto che non è affatto vero che lo sfruttamento nei bassi del centro storico è stato sconfitto, visto che sono nella zona di vico delle Mele si contano sempre molteplici bassi addetti a questa attività in cui le donne vengono fatte prostituire per garantire guadagni a chi le controlla? Ora leggiamo che si vuole aprire un bell'asilo in Vico della Rosa... ma ha mai accompagnato il suo collega Margini a vedere quante "maestre" sfruttate vi sono in quel vicolo praticamente dall'alba a notte?

Passiamo alla questione dell'abusivismo commerciale. Qui l'assessore Scidone ha perso la faccia, di nuovo, su tutti i fronti.
- gli abusivi sono in parte controllati da esponenti delle organizzazioni mafiose. A partire dai carciofai che dalla valpolcevera alla valbisagno, passando dal centro, hanno sempre un campo libero. In alcuni casi, come documentammo anni fa, continua la pratica di "controllori" che passano e ritirano pacchetti regalo, in altri casi non si procede a sequestro dei mezzi e della merce, ma solo a sanzioni amministrative che non vengono - puntualmente - pagate e non fanno scattare alcun provvedimento nemmeno quando il numero di sanzioni cresce in modo esponenziale.
- la "spartizione" degli spazi abusivi in molteplici punti della città, a partire dalle aree perimetrali dei mercatini dei diversi quartieri, è gestita da una "regia" occulta, non lecita, da anni. Soluzione? Nessuna. Il tutto continua tranquillamente come se a Genova vigesse una doppia assegnazione di posti, quella regolare gestita dal Comune in cui chi ha in concessione lo spazio paga le tasse allo Stato e quella irregolare-abusiva gestita dalla criminalità e accettata - nei fatti - dal Comune, con altri che incassano altro tipo di "tassa".
- in centro storico la situazione non cambia, è una costante.
E su questo punto, se l'amministrazione fosse seria e rigorosa, considerando lo stato dei fatti e le possibilità di intervento avrebbe dovuto darsi priorità e su queste muoversi. Invece che fa, agisce nell'arbitrio e, guarda che coincidenze ci rimettono i poveri cristi e non i grandi faccendieri della contraffazione e dell'abusivismo controllato dalla criminalità organizzata. Vediamo:
- la precedenza dovrebbe essere data al commercio abusivo di alimentari in quanto quelli più pericolosi anche per la salute. Invece questi sono quelli che vedono i minori controlli e provvedimenti.
- vengono in parallelo quelli che vendono merci prodotte con materiali pericolosi per la salute, che a Genova - come dimostrano sempre di più i sequestri in Porto della Guardia di Finanza - arrivano in grande quantità, dai giocattoli per bambini di plastica tossica alle scarpe al cromo esavalente. Questi materiali vengono distribuiti e venduti non solo nel banchetti abusivi ma anche e soprattutto nei negozi di cinesi. Cosa succede a valle dei controlli della Finanza alla Dogana del Porto? Praticamente nulla, perché la Municipale su questo, pur avendo la possibilità di coordinarsi con l'ufficio licenze del Comune, è la meno attiva di tutte le strutture di polizia.

- vengono quindi quelli che vendono merci rubate, come nella zona del parcheggio di Caricamento... ed anche qui come è mai possibile che dopo mesi e mesi di interventi della Municipale il problema persista? Cambiare metodo di intervento, pare così difficile?
- vengono in ultimo quanti vendono qua e là, lungo marciapiedi, piazze e vicoli. Vendono quasi sempre (ma non solo) materiali contraffatti che chi compra sa bene essere "copie" e che acquista proprio per questo, perché altrimenti non potrebbe permettersi gli "originali".
Cosa fa il Comune? Parte dagli ultimi, dai meno "nocivi". E non basta: infatti anche tra questi va a colpire quelli che paiono estranei alla "spartizione" del territorio, come se non volesse proprio andare a rompere certi "equilibri".
Si pensa che mandando in giro agenti che agiscono come "buldozer" ed in sfregio alle regole e procedure si risolva il problema? Ma non scherziamo!
Intanto la norma prevede non solo sanzioni agli abusivi ma anche per chi compra dagli abusivi... e se si colpisce la richiesta si colpisce anche l'offerta, ma questo forse se lo sono dimenticato... oppure è semplicemente che l'abusivo straniero non vota e quello che compra, invece, da italiano vota e se lo si sanziona si incazza?
Ma poi vi è un principio di fondo che non può essere ignorato: viviamo in uno Stato di Diritto e le procedure servono per garantire i Diritti di tutti e far sì che vengano perseguiti quanti delinquono in modo efficiente e giusto. La Municipale non è esente dal rispetto delle norme e delle procedure, anzi deve - come fanno e devono fare tutte le Forze dell'Ordine - rispettarle scrupolosamente. E non si adotti la scusa dell'esasperazione... perché non regge. Infatti se è vero che se si identifica un immigrato irregolare si perdono ore ed ore per condurlo in Questura ed identificarlo, non è portandogli via la merce come dei "ladri", senza identificarlo e senza procedere ad una corretta verbalizzazione del materiale che si sequestra (e che poi deve essere custodito e messo a disposizione dell'A.G. Per le valutazioni), che si afferma la Legalità! Tutt'altro, in questo modo si compie un azione illegale, violenta, omissiva e arbitraria che, quindi, è intollerabile in uno Stato di Diritto.
E' anche vero che non si può agire in divisa perché quando gli abusivi vedono le divise scappano, ma non si può certo agire come "squadroni" anonimi che agisce come "ronde" illegali e che, con l'uso della forza e violando la Legge, affermano una sorta di "Ordine" prettamente arbitrario.
Ci sono strumenti per accertare i reati e perseguirli, come ad esempio le videoriprese (le ambientali, mai sentite?)... Si può agire in borghese, ma non per forza come un "commando", bensì con - quantomeno - la placca di riconoscimento, identificando il trasgressore e verbalizzando regolarmente chi si contesta, verbalizzando quanto viene sequestrato e custodendolo come prescritto dalle norme... Se si vuole agire correttamente ed efficacemente si può fare e si raggiungono non solo i risultati, ma anche il consenso sociale, che invece con l'arbitrio non si otterrà mai!

Vogliamo andare avanti sulla questione Movida che troppo spesso fa rima con droga e alcol? Procediamo:
- chi rilascia le licenze e le (non)limitazioni di orari a locali (commerciali o circoli) che fanno a gara a chi offre più alcolici ai giovani (e giovanissimi) consumatori? Il Comune di Genova o lo spirito santo? Ci pare proprio il Comune!
- chi non procede al ritiro o sospensione delle licenze ai locali (commerciali o circoli) ove si accerta più volte che si sviluppi spaccio e/o consumo di sostanze stupefacenti? Il Comune di Genova o lo spirito santo? Ci pare proprio il Comune!
Chi è che risponde ai cittadini della zona est del centro storico che chiedono l'intervento per sanzionare gli illeciti che si protraggono per le ore notturne? Non è forse la Polizia Municipale? E da chi dipende la Polizia Municipale? Ci pare proprio dal Comune!
Vogliamo andare avanti su cosa fanno i nuclei della Municipale che si dovrebbero occupare dell'inquinamento acustico e delle questioni ambientali? Vogliamo magari comprendere come mai proprio in seno a detta struttura vi sono amici di noti imprenditori che devastano sistematicamente l'ambiente? Vogliamo poi capire come mai certi "inquinamenti" acustici che non solo rendono notti insonni a molti, ma producono anche danni alla salute, non vengono mai "registrati" dagli agenti competenti? La lista è lunga!!!

Dobbiamo andare avanti? Dobbiamo ricordare quante volte appare evidente che prima dei "giri" di controllo delle pattuglie ad esercizi commerciali e circoli, dove abitualmente vi sono problemi, tutto si normalizza come se qualcuno avesse pre-avvisato dell'arrivo all'ora x del controllo? Lo vogliamo chiedere ai residenti di quelle vie e vicoli? Proceda pure l'assessore Scidone, ma poi dopo che perde anche su questo la faccia, abbia la decenza di dimettersi, perché incapace di assolvere alle deleghe di cui è stato investito e non adotti la scusa di essere un "politico", perché l'Assessore "amministra" non fa il funzionario di partito!

Ma non basta ancora. L'assessore Scidone dovrebbe capire che la Polizia Municipale non gode di "immunità". Quando lui afferma, come ha fatto a Repubblica, che: "Il diritto di critica e di controllo dei cittadini è sacrosanto ma interrompere e intralciare un servizio contro l'abusivismo, e distogliere da impegni molto più importanti i carabinieri credo siano comportamenti da sanzionare", dimostra la sua ignoranza in Legge (nonostante la Laurea in Giurisprudenza, nonostante l'esperienza di Cancelliere e nonostante pure l'essere parte di quel partito che si dichiara della "legalità", alias l'Idv di Di Pietro).

Infatti la Polizia Municipale non è più uguale degli altri davanti alla Legge... ed è curioso che proprio un esponente dell'Idv che ha fatto il diavolo a quattro per ricordare l'articolo 3 della Costituzione (La Legge è uguale per tutti) cerchi di sostenere che non si devono denunciare ai Carabinieri gli atti illegali commessi da agenti della Polizia Municipale, sostenendo pure che chi lo fa deve essere punito! Questo concetto espresso dall'assessore Scidone è gravissimo, preoccupante e inquietante... ben oltre alla menzogna su una fantomatica interruzione e intralcio di un servizio contro l'abusivismo. Infatti quelli che poi si sono accertati (con l'intervento dei CC a seguito della nostra richiesta) essere agenti della Polizia Municipale non sono stati interrotti o intralciati in alcun servizio contro l'abusivismo. Sono loro che hanno omesso di identificare la signora cinese, aggredendola e strappandole con la forza la merce; sono loro che non si sono qualificati e non hanno verbalizzato il "sequestro"; è uno di loro che ha dichiarato "siamo della Guardia di Finanza"; sono loro che si sono allontanati da via Ponte Reale sino all'Acquario del Porto Antico... e siamo noi che li abbiamo seguiti ed abbiamo chiesto ai Carabinieri di identificarli per denunciarli (cosa che abbiamo fatto subito dopo)... e sono loro che per "ritorsione" hanno fatto un verbale con contestazioni false e pretestuose a tre di noi (il quarto che non gli ha dato i documenti invece lo hanno ignorato!).
Con gli squadroni, le ritorsioni e con l'arbitrio non si va da nessuna parte assessore Scidone... e nessuno è superiore alla Legge, nemmeno la Municipale - si faccia rinfrescare la memoria ricordando cosa dice spesso negli incontri con la cittadinanza il Comandante della Polizia Municipale di Genova: la Polizia Municipale è composta da tantissimi agenti, e come può capitare vi sono anche persone non capaci o non per bene, occorre segnalarle e provvedere -. La Legge è davvero uguale per tutti e se i vigili commettono reati - se non lo sapeva, ora lo sa - possono essere non solo denunciati ma anche perseguiti dall'Autorità Giudiziaria e, anche se non piace all'assessore Scidone, chiunque, anche se indossa una divisa, commetta abusi e illeciti può essere segnalato ad altri agenti delle Forze dell'Ordine, che infatti hanno il potere di identificarlo e, se necessario, indagarlo e segnalarlo anche d'ufficio, se il caso, alla Procura della Repubblica!

Ci auguriamo che l'assessore alla "Città Sicura" Francesco Scidone faccia un bel ripasso della Legge, a partire dalla Costituzione, e, non sarebbe neanche male, se facesse anche un bilancio della sua attività, con promesse/impegni assunti e risultati e se, come sarà, profondamente negativo, non si butti giù di morale, si può tranquillamente dimettere e tornare a fare il Cancelliere, così non avrà più la responsabilità di "interpretare" la Legge, ma dovrà solo fare quel che i giudici dispongono... ed a quel punto saremo tutti forse, vista la situazione, in una "Città Sicura".

L'affermazione della Legalità passa da un'azione quotidiana che prima di tutto deve fornire esempi e comportamenti quotidiani coerenti. Non è giustizialismo o mannaia. Il rispetto delle procedure e delle Leggi è la garanzia del Diritto e base della Giustizia... ed è in questo delicato e rigoroso lavoro che operano i reparti investigativi, con in più la fatica di conquistare la fiducia e collaborazione dei cittadini, della comunità. I comportamenti e le azioni arbitrarie in sfregio alle norme ed alle procedure, come quelle messe in atto dallo "squadrone" della Municipale (che si spaccia pure per "Guardia di Finanza") non fanno altro che alimentare la sfiducia nelle Forze dell'Ordine e quindi anche la diffidenza nella Giustizia.



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"Genova, alla Municipale le "ronde" padane fanno un baffo"

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