Genova. Dopo il caso Damonte, parte l'effetto “domino” sul centrosinistra

Scritto da Ufficio di Presidenza

partito l'effetto La 'ndrangheta non è ottusa come la politica ligure e forse per questo riesce ad identificare e consolidare rapporti con gli uomini dei diversi schieramenti e partiti, trasversalmente, per fare i suoi affari (e come abbiamo visto anche l'Idv non è un partito impermeabile, anzi).
Non sono ottusi e se sentono puzza di bruciato cambiano qualche cavallo, così da garantirsi quel che vogliono, attraverso le connivenze e contiguità dei candidati e politici non chiacchierati o compromessi.
Così come prevedibile, quindi, dopo la denuncia pubblica della Casa della Legalità sulla campagna elettorale per Cinzia Damonte, candidata dell'Idv, da parte del boss Onofrio Garcea, hanno cambiato cavallo e mollato l'ormai "bruciata" Damonte (che invece Di Pietro continua a difendere).
Se questa novità è, diciamo, scontata, quello che è sensazionale è che si è aperto l'effetto "domino", che conferma le fondamenta compromesse, poggiate su ricatti incrociati e tipici atteggiamenti e metodi mafiosi, per cui c'è un qualcuno che sta al gioco sporco ma se scoperto e accantonato ci mette cinque minuti a sputtanare i suoi compari per cercare di intimidirli o per far capire che non conviene loro scaricare chi, del gruppetto, è caduto in disgrazia. Vediamo con ordine...


Oggi, su "ArenzanoNotizie", il blog di Paolo Masi, alias Pasquale Esposito, ovvero il fidanzato ufficiale di Cinzia Damonte di cui abbiamo ampliamente parlato, è stato pubblicato un articolo dal titolo "Storia di corruttela, tangenti e... trappole". Naturalmente l'obiettivo di fondo è sostenere che vi sarebbe stata una "trappola" a danno della Damonte - che viene presentata come l'unico ostacolo alla malapolitica della Giunta di Arenzano e che, si dice, fosse ormai lanciata verso l'assessorato all'urbanistica della Regione per una conquista di preferenze irrefrenabile -. Il "trappolone" si dice che sarebbe stato organizzato dai dirigenti del suo partito (Idv), dal Pd con in primis il sindaco (che l'ha nominata e rinominata assessore) Gambino, il marchese già latitante sino all'indulto Giacomo Cattaneo Adorno ed Angelo Barreca - che sarebbe uomo del marchese ma anche di dirigenti dell'Idv. Questi, uniti appassionatamente, avrebbero organizzato il tutto coinvolgendo il boss della 'ndrangheta, Onofrio Garcea, che si è reso naturalmente subito disponibile per incastrare la povera Damonte (visto che, afferma l'admin del sito di ArenzanoNotizie, è già impegnato con due candidati del Pdl, Aldo Praticò e Gianfranco Gadolla, oltre che con la potente lista dei "Pensionati"). Il sito di Masi/Esposito afferma anche che il progetto di trappola avrebbe anche visto la partecipazione di un autotrasportatore di Novi Ligure che ha finanziato la cosa con 20mila euro in contanti.Inoltre il blog di Masi/Esposito afferma che Garcea è un personaggio già ben noto alla politica oltre che già nelle "mire" della Casa della Legalità da tempo.
Vi è una contraddizione nella ricostruzione che salta però agli occhi: nell'articolo si dice che la cena era stata organizzata dalla banda della trappola con la disponibilità del Garcea ed il finanziamento (20 mila euro in contanti) dell'autotrasportatore di Novi Ligure, per incastrare la Damonte, poi si dice che la cena del "22 marzo" (??? era il 23 marzo) era organizzata dal comitato elettorale della Damonte.
Adesso, se la questione sta come afferma il blog del fidanzato di Cinzia Damonte, significa alcune cose:
1) che Cinzia Damonte ha accettato la cena sperando nei voti che il boss Onofrio Garcea poteva garantirgli (e poi ha tentato di far credere che non conosceva Garcea, dopo la pubblicazione delle foto);
2) che il Masi/Esposito - che sedeva e conversava tra la Damonte e Garcea - conosceva quindi bene Garcea, e che, quindi, con la Damonte, considerando il rapporto di convivenza e fidanzamento con la stessa, erano ben contenti di tale appoggio del Garcea (seduto a capotavola e che presenta, lui, la Damonte ai convenuti e distribuisce lui i facsimili della Damonte che la stessa Damonte gli ha dato, che è in confidenza - non da infiltrato - sia con la Damonte sia con il Masi/Esposito);
3) che la Damonte ha mentito su tutti i fronti dichiarando che la cena era stata organizzata dal suo Comitato Elettorale ed era stata autofinanziata dal suo Comitato (a meno che nella "trappola" non ci fosse anche la mano del suo Comitato, che si però essendo il suo è stato composto da lei);
4) che si auto-smonta anche la palla clamorosa lanciata dalla Damonte - e ripresa da Di Pietro - sul fatto che la Casa della Legalità fosse presente alla cena perché era stata invitata dalla Damonte stessa o dal suo Comitato Elettorale.

Ma andiamo avanti perché la parte ancora più sconvolgente dobbiamo ancora vederla. L'articolo pubblicato oggi sul blog di Masi/Esposito pare aver scelto la strada del: se muoio io muoiano tutti i filistei. Vediamo.

L'articolo afferma che Luigi Gambino (di cui Masi/Esposito è stato portavoce e la Damonte assessore all'urbanistica nel precedente ed attuale mandato), dal 1999 "ha costruito un sistema che ha intrappolato ogni attività economica del paese, con una diffusa corrutela economica, politica e morale. Tangenti e... altro" ed annuncia che "In una serie di articoli ricostruiremo passo dopo passo ogni vicenda arenzanese, specie quelle che hanno prodotto scandalo e la fine dei suoi oppositori interni. Così come ricostruiremo il giro di tangenti e altro". Dichiarazioni che più che su un blog dovrebbero essere fatte alla Procura della Repubblica e che buttate così appaiono troppo come un messaggio mafioso per far capire che se non si salva la Damonte si è pronti a far crollare tutto il castello.
Il blog di Masi/Esposito da quindi un assaggio ai partiti di quel che sa e che se raccontato, rompendo l'omertà, farebbe molto, ma molto male. Ci raccontano del fatto che il Sindaco Luigi Gambino - che ben conosceva il passato di Masi, alias Esposito - incaricò Paolo Masi, con unanimità del Direttivo dei DS, della"responsabilità unica della sua campagna elettorale". Nell'articolo dell'admin del blog di Masi/Esposito si continua così: "La campagna elettorale è costosa e viene finanziata in parte con fondi legali e buona parte con fondi illegali e impronunciabili. Dei fondi legali si occupa il tesoriere dei DS di quelli illegali l'Ing. Pietro Rossi. Due contabilità per aggirare la legge. La segretaria dei DS (Patrizia Grillo) è pienamente consepevole, così come parte della Segreteria (i fedelissimi). Parte della segreteria e l'intero Direttivo vengono lasciati all'oscuro dell'esistenza dei fondi illegali e del loro utilizzo. Parte dei fondi illegali (assegni) transitano attraverso un conto corrente intestato a Pietro Rossi". E poi aggiunge che dietro molti dei fondi della campagna elettorale - quella con lui come responsabile unico - si nasconderebbero le ragioni dei guai a danno di Cinzia Damonte, ovvero quelli della speculazione di Marina Grande perseguita dal Cattaneo Adorno.

Come detto ci pare un buttar fuori una arma di ricatto per garantirsi protezione con i partiti del centrosinistra, pena trascinare con nel fango, se loro (il Masi/Esposito e la Damonte, attraverso tutto ciò che sanno ed hanno custodito come "assicurazione" in questi anni) crollassero, anche gli altri "traditori".

Attendiamo le prossime puntate, l'effetto "domino" pare avviato in una politica che si conferma marcia sino al midollo, anche se magari mascherata da facce d'angelo, candide ed all'acqua di rose... infatti la Damonte e Masi/Esposito di quell'amministrazione di Gambino sono stati sempre sostenitori e difensori, tanto che queste cose - scritte oggi sul blog di Masi/Esposito - non le hanno mai dette prima dello scandalo scaturito dalle rivelazioni sulla cena elettorale con il boss della 'ndrangheta... e tanto che non hanno chiesto nemmeno le dimissioni di Luigi Gambino quando sono emersi (anche attraverso la stampa e le denunce online o con i volantinaggi ripetuti ad Arenzano della Casa della Legalità) i legami e gli appoggi che Luigi Gambino dava per gli interessi della famiglia Mamone sulla ex Stoppani.

Il vincolo del silenzio, dell'omertà è stato salvaguardato sino a quando qualcuno non è finito a bagno ed ora che avverrà? Le cose certe sono solo tre:
- che la 'ndrangheta ha dirottato, dopo lo sputtanamento, le proprie preferenze su altri candidati alle regionali, non chiacchierati e non finiti nell'occhio del ciclone;
- che non avevamo visto male né alla cena elettorale con il boss, né prima (molto prima ed anche dopo) sulla politica di Arenzano;
- che le bufale raccontate per giustificare la cena con il boss sono state smentite direttamente dal blog di Masi/Esposito, il compagno della Damonte, e sono diventate accuse di "trappola" ai propri compagni di partito, a quelli della propria coalizione, al sindaco che li aveva nominati entrambi, ed altri ancora.

PS
Intanto sul fatto che la 'ndrangheta abbia condizionato il voto in Liguria con l'appoggio fornito a diversi candidati di entrambi gli schieramenti, ed in particolare a candidati del centrosinistra, oltre all'eposodio che abbiamo denunciato sulla Damonte, la politica di entrambi i poli continua nel mentenere il silenzio assoluto... e dopo questa uscita del blog di Masi/Esposito, il findanzato della Damonte, si conferma quello che dicevano: il ricatto è troppo ampio e la legge dell'omertà non può essere rotta, pena finire travolti... Ecco il messaggio ai partiti che, ci pare, voglia essere trasmesso con l'articolo di ArenzanoNotizie: se crolliamo noi, crollate tutti!



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