Sul Paladini dell'Italia dei Valori (che si risente), rispondiamo e poniamo 10 domande

Scritto da Ufficio di Presidenza
Merylin Fusco e Giovanni Paladini

Di seguito, in merito all'articolo che pubblicammo il 14 ottobre 2009 "Italia dei Valori, news dalla Liguria", abbiamo ricevuto una diffida che, naturalmente, pubblichiamo con risposta punto per punto ed aggiungendo 10 domande all'On. Giovanni Paladini (Italia dei Valori - Lista Di Pietro) aspettando una sua risposta, e ribadendo che noi siamo pronti a rispondere in ogni sede...



[in verde la missiva del legale di Giovanni Paladini, avv. Roberto Pani]

[in rosso la risposta dell'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità]


Formulo la presente nell'interesse dell'On.le Giovanni Paladini, deputato della Repubblica, per diffidarLa - nella Sua qualità di Presidente dell'Associazione in indirizzo e personalmente - dal proseguire nell'attività lesiva, perché gravemente diffamatoria, del diritto all'immagine, al nome, alla dignità ed alla riservatezza del mio Assistito, realizzata tramite l'articolo "scritto dall'Ufficio di Presidenza... (dell'Associazione, composto da Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion e Enrico D'Agostino) ... mercoledì 14 ottobre 2009" poi pubblicato ed ancora leggibile sul sito http://www.casadellalegalita.org/ e divulgato, con tale mezzo, presso una pluralità di persone.

[Avvocato Pani, il suo assistito ricopre, lo dice Lei stesso, un incarico pubblico di rilievo (Deputato della Repubblica) e già prima ricopriva quello di Consigliere Regionale in Liguria, oltre al ruolo di primo piano all'interno dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro, quale coordinatore regionale. Quindi Paladini è (gli piaccia o meno) soggetto all'attenzione legittima ed alla critica legittima dei cittadini, così come è direttamente tenuto a garantire la massima trasparenza sulle sue attività in quanto, appunto, "rappresentante" eletto dal Popolo. E' un uomo pubblico e lo ha scelto lui, nessuno - crediamo - lo abbia costretto a questo ruolo. Quindi sarebbe utile una sua spiegazione sul cosa intendiate sul "diritto all'immagine, al nome... ed alla riservatezza", perché suona più come una preventiva volontà censoria verso chi voglia valutare e criticare le attività politiche dell'On. Paladini. Noi abbiamo affrontato solo aspetti che riguardano la vita pubblica (POLITICA) del soggetto e del suo partito, senza, inoltre, muovere alcuna offesa o diffamazione.]


L'On.le Paladini, che viene definito "segugio", secondo chi scrive l'articolo in questione, ha "la necessità di collocare qualcuno che non sia riconducibile a lui", di "riconquistare qualche briciola di credibilità", è "leggermente in difficoltà, perché il sostenere a spada tratta la carriera della sua fiamma, Marylin Fusco, sta producendo malumori tra le sue stesse fila", ha "difeso le cariche sui manifestanti pacifici e la macelleria messicana" con riferimento alle note vicende del "G8 genovese".

[Sulla definizione di "segugio" ci stupisce che non si sia compreso che è chiaramente riferito al profondo spirito investigativo che caratterizza l'agente di Polizia di Stato attualmente in aspettativa, alias l'On. Paladini. Basta fare una semplice ricerca in rete per scoprire che proprio il termine "segugio" è adottato da molteplici soggetti per identificare proprio tale specifica attività. Non avrà mica pensato che gli avessimo dato del "cane"? Non avremmo mai osato!
Sul resto delle frasi da noi riportate corrisponde al vero, tanto che le fratture interne all'Italia dei Valori in Liguria, all'interno stesso della cosiddetta maggioranza, lo testimoniano e sono state oggetto spesso di ricadute mediatiche (certamente non per colpa nostra).
Non è colpa nostra se il segretario provinciale di Genova, Giovanni Pinelli, ha avuto qualche problemuccio - per cui è un "ex" agente della Finanza! - e non è certamente nostra responsabilità se la vicenda che lo ha portato alle dimissioni dalla carica di partito - dopo gli articolo de Il Secolo XIX! - ha messo in evidenza che fosse espressione della maggioranza che fa capo a Paladini (e, comunque, votato a tale carica, anche dalla cosiddetta minoranza "pura" che faceva riferimento alla Cappello). Non è nemmeno colpa nostra se con la gestione del Partito in Liguria di Paladini è rientrato Salvatore Cosma, con incarichi dirigenziali regionali, nonostante sia risultato al centro di un Rapporto della Guardia di Finanza, come fulcro di contatti - intercettati! - con ambienti della criminalità organizzata calabrese ('ndrangheta!).
Ed ancora: non è colpa nostra se per l'incarico alla Provincia di Genova, come Assessore, è stato nominato un uomo vicino a Paladini, che collaborava e collabora proprio con il coordinamento regionale retto da Paladini, ovvero Francesco De Simone.
Ed ancora: è colpa nostra del rapporto - di pubblico dominio in quanti ripreso in molteplici occasioni da stampa e web - di Paladini con la signorina Fusco? Certo che no!
E nemmeno è certamente a noi imputabile il fatto che il suo assistito ha sempre difeso il comportamento delle FFOO a Genova durante il G8.
Inoltre affermare, dopo la pubblicazione delle durissime critiche apparse su MicoMega relative proprio all'IdV Ligure, che si era alla ricerca della riconquista di credibilità è una considerazione oggettiva, visto che non si può certo dire che l'On. Paladini da tale articolo - della rivista diretta da Paolo Flores d'Arcais, edita dal Gruppo l'Espresso - non ne usciva per nulla bene.]



Inoltre, sempre secondo chi scrive l'articolo, esistono "voci... che attendono però smentita" che, delle "Cave della famiglia Paladini,... sarebbero arrivati blocchi di scarto di marmo liscio sino a Lavagna, per realizzare i lavori di ampliamento della diga foranea del porto (fra abusi e veleni), in mano al faccendiere Jack Roc Mazreku".
L'estratto contiene congetture e affermazione false e infondate.

[Signor Avvocato perché deve far risultare radicalmente difforme quanto da noi scritto nella realtà rispetto a quanto da Lei riportato in nome dell'On. Paladini? I termini sono importanti all'interno di una frase e permettono di comprenderne il significato. Manipolando le frasi, omettendo parole significative e sostituendole con i "..." è una pratica, ci permetta, disdicevole. Noi abbiamo scritto "alcune voci - certamente maligne e che attendono però smentita - tirano fuori le Cave della famiglia Paladini, in terra di Toscana, da cui sarebbero arrivati blocchi di scarto di marmo bianco liscio sino a Lavagna, per realizzare i lavori di ampliamento della diga foranea del Porto (tra abusi e veleni) in mano al faccendiere Jack Roc Mazreku, in violazione delle prescrizioni che proibivano proprio l'uso di blocchi di marmo bianco e rocce lisce.". Se Lei toglie quel "certamente maligne" fa assumere alla frase una nota accusatoria, cosa che non era nelle nostre intenzioni. Ed ancora: se lo fa perché considera quanto compreso tra i "-" come una parentesi ininfluente, allora deve togliere tutta quella che Lei considera (arbitrariamente) una parentesi ininfluente, e non quindi solo una parte.
Come dice Lei è "l'estratto" che contiene "congetture e affermazioni false e infondate", non la frase da noi scritta nella sua interezza (con quel "certamente maligne" che Lei ha omesso, appunto nell'estratto)! Della dichiarazione che tali voci siano false ed infondate siamo ben lieti - e ci mancherebbe altro, non crede? -]



Con espresso riferimento alla vicenda del Porto di Lavagna, proprio il mio Cliente, che è del tutto estraneo ai fatti, si attiva, tramite interrogazione (n.51 del 27/11/2007) al competente Assessore regionale e interrogazione (4/01759) rivolta al Ministro delle Infrastrutture ed al Ministro dell'Ambiente, al fine di ottenere risposte istituzionali circa la regolarità delle operazioni in questione, per informare e tutelare i cittadini di Lavagna; una lettera trasmessa in data 5/11/2009, dall'On.le Paladini all'Associazione in indirizzo, con allegati i predetti provvedimenti di interrogazione e risposta, è stata ignorata.

[Non abbiamo mai formulato alcuna accusa, come spiegato sopra, e nel dare nota delle "voci - certamente maligne..." sulla provenienza dei blocchi di marmo bianco di scarto (non conformi alle prescrizioni per la realizzazione della diga foranea del Porto di Lavagna) non abbiamo mai affermato che vi fosse un coinvolgimento della persona dell'On. Giovanni Paladini nella vicenda. Lei sottolinea che "Con espresso riferimento alla vicenda del Porto di Lavagna, proprio il mio Cliente, che è del tutto estraneo ai fatti". Smentita inutile perché noi non abbiamo mai detto il contrario; infatti nel testo sulle "voci maligne" che noi abbiamo soltanto "registrato", si parla di cave "della famiglia Paladini" non "di Giovanni Paladini". Anche qui l'italiano è importante e, letto correttamente, aiuta a capire il senso inequivocabile dell'articolo da noi scritto.
Inoltre nell'interrogazione all'Assessore Regionale (clicca qui) dove sarebbero le osservazioni ed i rilievi sulle irregolarità dei lavori nel Porto di Lavagna? Ed inoltre: a tale interrogazione che risposta è stata fornita e che iniziative ha intrapreso "il Consigliere regionale Giovanni PALADINI" in merito al fatto che il collaudo non vi è stato ed alle altre irregolarità che coinvolgono la gestione della Porto di Lavagna spa (di Milano) con Jack Roc Mazreku?
Ed ancora: rispetto all'interrogazione parlamentare (clicca qui), stante la risposta assolutamente omissiva rispetto alle domande poste, che seguito ha avuto? Ovvero: quali iniziative ha intrapreso l'On. Paladini in merito? Sà, ad esempio, che parte dei soci della vecchia Cala dei Genovesi fallita sono anche tra i soci della Porto di Lavagna spa che è subentrata? Sà, ad esempio, che vi è un procedimento in corso presso la Procura di Milano inerente proprio il Porto di Lavagna? Ed ancora: sà che l'A.G. ha, con un provvedimento inerente una causa per diffamazione promossa dalla Porto di Lavagna spa, riconosciuto che i lavori svolti dalla Porto di Lavagna non erano stati collaudati?
Vede signor Avvocato, noi stiamo proprio cercando di documentarci per capire quale seguito hanno avuto queste due "interrogazioni", in quanto se hanno prodotto un risultato sono atti utili, se sono rimaste solo documenti protocollati e senza alcun seguito, converrà con noi che non hanno avuto alcun utilità nella tutela dell'interesse pubblico e dei cittadini. Ad oggi, non abbiamo riscontrato ancora nulla rispetto all'utilità di dette interrogazioni, e le chiediamo se per conto del suo Cliente può fornirci i riscontri in merito che non si sono trovati.]



L'articolo del 14/10/2009 è un'iniziativa inaccettabile e illecita, che non trova alcuna giustificazione nell'esercizio (per quanto maldestro) di un diritto di critica e/o di cronaca rivolta ad un Corpo politico, ma risulta tesa invece unicamente a screditare la persona dell'On.le Paladini, irriso tramite l'epiteto di "segugio", rappresentato come un individuo dedito alle raccomandazioni e privo di scrupoli, malvagio e corrotto, oltraggiandolo nel contesto famigliare e divulgando - senza aver ricevuto alcun consenso dell'interessato e quindi illecitamente - una fotografia che non risponde ad alcuna funzione informativa e che lo ritrae in un momento privato insieme ad altra persona, Marylin Fusco, che pure non ne ha autorizzato la pubblicazione.


["Iniziativa inaccettabile e illecita"??? Scusi ma non ci risulta che l'On. Paladini - personaggio pubblico che ricopre incarichi di rappresentanza (prima in Regione Liguria e poi in Parlamento) e che rappresenta e dirige a livello regionale un partito politico (l'Italia dei Valori - Lista Di Pietro) - abbia una sorta di esenzione dalla legittima critica dei cittadini, così come della stampa o di organizzazioni/associazioni. Risulta assai grave che un esponente politico si arroghi l'esenzione delle valutazioni politiche della comunità, tacciando come inaccettabili e illecite quelle che gli vengono mosse, con attinenza ai fatti e la continenza necessaria.
Sul "segugio" abbiamo già risposto sopra ed a ciò, quindi, rimandiamo. Per il resto ("rappresentato come un individuo dedito alle raccomandazioni e privo di scrupoli, malvagio e corrotto") le chiediamo cortesemente di indicare dove avemmo etichettato l'on. Paladini in questi termini, perché proprio non riusciamo a trovarlo.
E poi, sulla foto e sul rapporto con la signorina Fusco, fiamma del Paladini, Avvocato Pani, dobbiamo dire che ci pare che il Cliente/Corpo politico deve averla informata proprio male. Infatti tale fatto è risaputamente pubblico e non si è violata alcuna riservatezza. Ma non basta. La foto è stata copiata (in quanto in allora disponibile in download -non bloccata!- e senza alcuna indicazione di Copyright o uso riservato) in internet, e precisamente nella Galleria Fotografia "ITALIADEIVALORILIGURIA" sul sito "flickr.com" (vedi esempio di altra foto ancora disponibile in scaricamento libero senza nemmeno obbligo di iscrizione:
http://www.flickr.com/photos/italiadeivalori-liguria/2862303971/sizes/t/). L'abbiamo forse caricata noi? Non scherziamo! Si vorrebbe far credere che chi ha caricato quelle foto (che nella missiva Lei definisce di carattere privato) nella galleria fotografica pubblica dell'Italia dei Valori Liguria su internet (linkata nello stesso sito ufficiale del partito liguria.italiadeivalori.it come "Canale Flickr" accanto a quello di "YouTube") era inconsapevole o pensava di caricarlo su una galleria privata? Difficile da credersi e comunque: cosa c'entriamo noi con il fatto che tale scatto (secondo lei di un "momento privato") è stato reso liberamente disponibile (visibile, scaricabile e pubblicabile) in tutto il mondo?]


Per l'effetto, darò corso al mandato ricevuto dall'On. Paladini di adire l'Autorità Giudiziaria allo scopo di ottenere la migliore tutela, sia penale che civile, anche ai fini cautelari e risarcitori dell'ingiusto pregiudizio che, se dovessi quantificare, indicherei in una somma non inferiore a duecentomila euro. Attendo dall'Associazione, in ogni caso, la pubblicazione delle dovute scuse al mio Assistito, nonché l'immediata cancellazione dell'articolo e della fotografia in argomento.


[Non abbiamo alcun timore nell'affrontare in ogni sede il confronto sulla legittimità di quanto da noi scritto e pubblicato e riteniamo grave che un Parlamentare della Repubblica si mostri così insofferente alle critiche legittime dei cittadini (soprattutto quando rappresenta un partito, l'IdV, che del diritto di critica dei potenti ha sempre fatto un cavallo di battaglia - a parole - scagliandosi contro "i bavagli" e le minacce di querele/citazioni usati per mettere a tacere le legittime critiche dal basso, nonché promuovendo ripetute iniziative di piazza contro i tentativi di ridurre al silenzio le critiche sociali e giornalistiche verso i potenti).
Potremmo aggiungere che l'On. Paladini non tollera le critiche legittime, così come già avvenne quando definì "prezzolati" i giornalisti che rendevano noto all'Italia (e al mondo) i comportamenti illeciti degli agenti (poi riconosciuti penalmente rilevanti e punibili - anche se con reati in prescrizione - dalla Procura di Genova e, quindi, dal Tribunale e dalla Corte di Appello) protagonisti delle violenze contro i manifestanti durante il G8 di Genova, che lui, On. Paladini - nella sua veste politico-sindacale - difendeva strenuamente, votando anche, insieme al centrodestra, contro l'istituzione della Commissione Regionale d'inchiesta sui fatti del G8!
Inoltre l'On. Paladini non deve aver letto nè "Il Tribuno", libro del giornalista Alberico Giostra, nè l'articolo "C'è del marcio in Danimarca" pubblicato da MicroMega (e riportato proprio in coda al nostro articolo oggetto della sua diffida, dove l'On. Paladini è uno dei principali protagonisti della ricostruzione sulle contraddizioni e derive del partito di Antonio Di Pietro).
Non dobbiamo nessuna scusa quindi, perché se si è - volutamente e malamente - interpretato, in modo radicalmente difforme da quanto noi espresso, il nostro articolo, non è certamente colpa nostra! Pertanto non cancelliamo nè articolo nè foto, per le ragioni e precisazioni qui espresse, bensì procediamo alla pubblicazione della sua missiva con relativa risposta.]



Tanto dovevo, invio i migliori saluti!
Avv. Roberto Pani


[Tanto dovevamo in risposta e, prima di chiudere, alla luce delle più recenti vicende politico-amministrative che hanno visto protagonista l'Italia dei Valori e l'On. Paladini, poniamo 10 domande, così che Giovanni Paladini possa rispondere e fornire ai cittadini la trasparenza dovuta:

1) Quali sono stati i seguiti promossi dall'On. Paladini alle interrogazioni sul Porto di Lavagna?

2) Oltre alla smentita (cosa che non era necessaria perché nessuno lo aveva affermato) di un coinvolgimento diretto dell'On. Giovanni Paladini nelle forniture dei materiali per i lavori nel Porto di Lavagna, può anche assicurare che non esiste alcuna società di parenti diretti o indiretti che abbia fornito materiali per i lavori nel Porto di Lavagna?

3) La candidata genovese alle elezioni europee, Marylin Fusco, ha promosso una campagna elettorale consistente e molto costosa. Può rendere pubblico, in quanto segretario regionale dell'IdV, la lista dei contributi privati (di persone e società) che hanno sovvenzionato la campagna elettorale dell'IdV e della candidata genovese Marylin Fusco?

4) Gli risultano (e cosa può dire in merito) rapporti di alcuni dirigenti dell'Italia dei Valori di Savona con Alberto Teardo?

5) Sono mai stati versati direttamente o indirettamente, a strutture di cui era o è esponente con ruolo dirigenziale l'On. Paladini, contributi, donazioni, sottoscrizioni o sponsorizzazioni, da società o soci di società che operano con concessioni, contributi, incarichi e/o appalti diretti o indiretti (attraverso società partecipate) da Enti Pubblici (Regione, Provincia, Comune)?

6) Può escludere in maniera assoluta che direttamente (per le sue campagne elettorali o con strutture di cui è stato o è dirigente), così come con l'Italia dei Valori o i singoli candidati, siano mai stati ricevuti contributi, sottoscrizioni, donazioni o sponsorizzazioni, ad esempio da:
- ITAL BROKERS
- PAMOTER
- HOT PONTOIL
- EUROPAM (società che vede come soci la famiglia Costantino ed il gruppo ERG di Garrone)
- INTERCONSULT?

7) Può escludere che vi siano state "pressioni" su alcuni candidati (della medesima coalizione) per le prossime elezioni regionali perché potrebbero, con le loro iniziative di campagna elettorale, ridurre il bacino di voti dell'Italia dei Valori?
Ed ancora: può escludere che alcuni dissidenti interni al partito dell'Italia dei Valori a Savona, abbiano subito "pressioni" non troppo civili per le posizioni di critica che hanno assunto?

8) Può escludere che da quando Lei ha ricoperto incarichi pubblici elettivi, alcuna delle strutture in cui svolgeva (o svolge) ruoli dirigenziali, ha avuto concessioni pubbliche, magari a tariffe agevolate?

9) Il suo partito promuove una campagna pubblica contro i "piduisti" ma in Liguria si presenta alle prossime elezioni regionali alleata con il PD che candida Michele Fossa, iscritto alla P2 e assessore alla sanità della Giunta Teardo. Può spiegarci come mai questa contraddizione?

10) Alcuni hanno collegato pubblicamente le posizioni assunte dall'Italia dei Valori (e da Lei più volte espresse) in merito alle scelte urbanistiche del Comune di Genova, con la volontà di tutelare interessi di operatori del settore edile ed immobiliare. Può escludere di aver ricevuto (o ricevere) direttamente per le sue campagne elettorali, o con contributi, donazioni, sponsorizzazioni o sottoscrizioni - per strutture in cui lei svolgeva/svolge ruoli dirigenziali, oppure anche come Italia dei Valori (o altri candidati dell'IdV) - da ditte edili (edilizia, ponteggi,...) o immobiliari che abbiano interessi condizionati/dipendenti dalle scelte urbanistiche e concessioni del Comune di Genova?

In attesa di riscontro, distinti saluti.

L'Ufficio di Presidenza
C.Abbondanza, S.Castiglion, E.D'Agostino

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