G8 di Genova, fuori dalle Forze dell'Ordine e dalle strutture Pubbliche i responsabili

Scritto da Ufficio di Presidenza
la Per rispetto alle vittime e per rispetto agli agenti ed ai funzionari delle Forze dell'Ordine, così come ai Medici ed al personale impegnati nelle strutture di detenzione, che rispettano quotidianamente le Leggi e soprattutto la dignità delle persone.
La prescrizione - salvo i rari casi dei agenti che hanno rinunciato ad essa - è giunta salvifica a rendere "vana" la condanna dal punto di vista penale, anche perché in Italia non esiste il reato di "tortura" (che tutti i Governi succedutisi, compresi quelli con la sinistra ed i "legalitari" non hanno mai previsto come reato).
Serve un segnale alla società e serve un segnale verso gli agenti che rispettano la Legge e non cedono mai all'uso della forza che piega dignità, libertà e Diritti.
E' stato negato (grazie all'Italia dei Valori - Lista Di Pietro che si è opposta in Parlamento) anche l'accertamento "politico" delle responsabilità di coloro che sedevano ai posti di comando, a partire da Claudio Scajola per arrivare a Gianfranco Fini. Ma in un Paese civile non vi può essere impunità per chi usa violenza e disonora lo Stato e la stessa funzione democratica delle Forze dell'Ordine.
Per questo pretendiamo che si faccia, ora che le responsabilità materiali dei fatti della Caserma di Bolzaneto sono state accertate, pulizia nei settori dello Stato!
Lo Stato di Diritto è anche questo...
I MEDICI:
- G. TOCCAFONDI
- A. AMENTA
- A. MAZZOLENI
- S. SCIANDRA
- M. ZACCARDI

I DIRIGENTI:
- A.PERUGINI, ex vice dirigente Digos questura di Genova
- A. POGGI, commissario capo Polizia
- O. DORIA, generale del disciolto corpo degli agenti di custodia

I FUNZIONARI:
- B. GUGLIOTTA, ispettore Penitenziaria
- M. L. PIGOZZI, assistente capo Polizia
- E. CIMINO, capitano disciolto corpo agenti custodia
- B. PELLICCIA, comandante nucleo traduzioni
- F. VALERIO, ispettore Polizia
- D. MAIDA, ispettore Polizia
- G. BRAINI, ispettore Polizia
- P. BARUCCO, ufficiale Arma sottoposto di Braini

ALTRI RAPPRESENTANTI DELLA POLIZIA DI STATO E PENITENZIARIA:
- A. TARASCIO
- A. TALU
- M. ARECCO
- M. TRUCCO
- P. UBALDI
- D. MANCINI
- A. GAETANO
- B. AMADEI
- D. CERASUOLO
- A. INCORONATO
- G. PATRIZI
- F.P. TOLOMEO
- E. NURCHIS
- M. MULAS
- G. AMOROSO
- M. SABIA COLUCCI

I CARABINIERI:
- M. PISCITELLI
- A. MULTINEDDU
- G. RUSSO
- G. SERRONI
- M. FONICIELLO
- R. AVOLEDO
- G. PINTUS
- P. ROMEO
- I. MURA

Stesso allontanamento ci si attende, al termine dell'Appello per il processo relativo all'assalto alla Scuola Diaz, ribattezzata in aula "macelleria messicana", per quanti, anche se scatterà la prescrizione, sarà individuata la responsabilità dei fatti. E su questo episodio devastante, già oggi dovrebbero sospesi, in attesa dell'Appello, da ogni funzione pubblica: Vincenzo CANTERINI, Michelangelo FOURNIER, Fabrizio BASILI, Ciro TUCCI, Carlo LUCARONI, Emiliano ZACCARIA, Angelo CENNI, Fabrizio LEDOTI, Pietro STRANIERI e Vincenzo COMPAGNONE, Michele BURGIO, Pietro TROIANI, Luigi FAZIO, già riconosciuti colpevoli in primo grado.

Molti agenti eseguirono ordini scellerati per "spirito di appartenenza". Proprio per questo deve essere chiaro e inequivocabile che l'unico "spirito di appartenenza" a cui gli agenti delle Forze dell'Ordine devono tenere sempre fede è quello "allo Stato di Diritto".

Per questo non chiediamo semplicemente ma pretendiamo pulizia. Questa è l'unica strada capace di sanare quella ferita nella credibilità delle Forze dell'Ordine e dello Stato che altrimenti rischia di restare macchiata con grave compromissione della fiducia tra cittadini e Stato. Non si può permettere che per alcuni individui venga svilito, agli occhi della società, il serio e corretto, responsabile e coraggioso lavoro, rispettoso delle regole e del Diritto, di quanti nei reparti dello Stato operano quotidianamente per l'esclusivo interesse della Giustizia e della Legalità.

Il rischio, infatti, non è soltanto quello di non vedere puniti, quanto meno con l'allontanamento delle pubbliche funzioni, i responsabili di quei fatti drammatici, ma anche che la permanenza nelle Forze dell'Ordine (quando non addirittura la promozione) dei responsabili delle gravi violazioni compiute a Genova nel 2001, venga utilizzata da quanti vogliono destabilizzare il Paese attraverso attacchi generalizzati contro le Forze dell'Ordine, le Istituzioni e lo Stato.

La nostra Democrazia si è dimostrata ancora fragile, dobbiamo rafforzarla alla radice ed ognuno deve fare la sua parte!
FacebookFacebookTwitterTwitterGoogleShareGoogleShareGoogleGoogleLinkedinLinkedinMySpaceMySpaceWindowsLiveWindowsLiveBloggerBlogger