Iniziative per rispondere alle minacce

Scritto da Coordinamento

NOTA STAMPA DEL 21.09.2005
Dopo il presidio e la conferenza stampa di sabato scorso in Piazza Petrella, nel cuore di Certosa a Genova, ed il volantinaggio alla Festa Provinciale de l'Unità, la mobilitazione per la legalità e la lotta alle mafie continua. Occorre prima di tutto ringraziare il Prefetto, il Questore, gli agenti impegnati dalle FFOO, la Polizia Municipale, l'Assessore alla viabilità del Comune Merella ed il Presidente della Circoscrizione ValPolcevera Crivello, per essersi attivati al fine di garantire la sicurezza della struttura che ospita la Casa della Legalità, dopo le aggressioni e minacce mafiose portateci...



Dobbiamo constatare, ancora una volta, che parlare di mafie radicate e operanti nella nostra città crea in alcuni un imbarazzo palpabile quanto inaccettabile, soprattutto negli ambienti istituzionali che restano preoccupantemente in silenzio. Gli spazi dedicati alla vicenda, e più in gerenale alla presenza e attività mafiosa (italiana e straniera) a Genova, dagli organi di informazione vede diversi vuoti significativi, ma fortunatamente vi sono state tempestive e corrette risposte da parte della testata regionale della Rai, de Il Secolo XIX, Telecittà, Telegenova, Radio Nostalgia, Radio Babboleo, passando dall'Unità al Corriere della Sera.

Significativo, nei giorni scorsi, è l'arresto da parte delle Forze dell'Ordine di un frequentatore assiduo degli stessi luoghi del "soggetto ed amici" che ci hanno fatto "visita", per detenzione di armi, ingenti quantitativi di droghe e oltre 50mila euro. Purtroppo vi sono spazi delle nostre città, luoghi di incontro, anche quei Circoli che non hanno una pronta capacità di risposta, che vengono utilizzati per attività criminali, come vi sono attività che vengono costrette a piegarsi.

Con l'Arci provinciale e regionale ci si sta adoperando complessivamente su questi terreni, con la Fondazione A. Caponnetto si stanno sviluppando nuovi progetti di intervento e con la Circoscrizione abbiamo richiesto un incontro per poter affrontare il "vuoto" che nelle ore serali avvolge la zona di Rivarolo e più in generale come poter mettere in rete le realtà esistenti e diffuse, per promuovere maggiori attività di socialità, partendo da quelle rivolte ai giovani.

Nell'incontro con il Questore di Genova, tenutosi oggi, abbiamo segnalato i luoghi ed i ragruppamenti, quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi di attività e quelli segnalatici dagli abitanti. Abbiamo comunicato che con l'Osservatorio sulle mafie e la criminalità, con la Fondazione Antonino Caponnetto, segnaleremo le realtà criminose (dallo spaccio al racket, dal caporalato agli altri reati) ai suoi Uffici ed agli altri enti competenti,

Qualcuno inizia a 'rientrare' in via Sergio Piombelli 15,molti sono i messaggi di solidarietà che ci giungono telefonicamente e via e-mail, occorre andare avanti e resistere, far capire ai cittadini che non devono aver paura delle mafie, che tenendo la testa alta e senza cedere al volere di quella o questa 'famiglia' si sconfigge il "puzzo".

Tra le prossime iniziative già calendarizzate alla Casa della Legalità
di via Sergio Piombelli 15 a Genova:

Venerdì 23 settembre
ore 17:30 con Legambiente presentazione del rapporto sulle ECOMAFIE 2005

Giovedì 13 ottobre
ore 17:30 arrivo della Carovana Antimafia di Don Luigi Ciotti e Rita Borsellino
con incontro pubblico

Martedì 25 ottobre
ore 17:00 presentazione del libro sulla Giustizia con gli autori GianCarlo Caselli e Livio Pepino, e la partecipazione di Adriano Sansa

Abbiamo chiesto alle scuole di avviare i laboratori e gli incontri sulla cultura della legalità e dell'antimafia, già dai prossimi giorni.

A partire dai primi ottobre verrà distribuito a tutti i commercianti di Rivarolo, per poi proseguire sul resto della città, il decalogo anti-racket ed un volantino da affiggere all'entrata del proprio esercizio con la dicitura "io non ti pago!"

Da subito è attivo lo sportello-osservatorio sulle mafie dove è possibile portare segnalazioni e testimonianze per non dover da subito essere in prima persona, e da soli, a denunciare alle autorità competenti le attività illecite della criminalità organizzata.

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