Videopoker e Slot a Genova

Scritto da C.Abbondanza
Genova - Signora incendiaria o ennesimo azzardo delle cosche mafiose

Il mondo del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine, quelle su gare ufficiali o su competizioni illegali (come quelle dei combattimenti tra cani), sono uno dei terreni d’azione delle cosche mafiose, anche nella nostra sottile, ma insidiosa terra stretta tra i monti ed il mare. Settore che si intreccia inesorabilmente ai fenomeni estorsivi, del pizzo e dell’usura. Sempre settori d’opera dei sodalizi criminali, siano essi di Cosa Nostra, della 'ndrangheta o della Camorra.

La forza intimidatrice che queste organizzazioni possono vantare è nella nostra società elevata, figlia del fatto che le diverse mafie controllano il territorio di intere regioni (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia). Si sono rafforzate e si sono espanse su buona parte del territorio nazionale, hanno trovato e creato terreni fertili su cui insediarsi in regioni del centro come del nord del Paese, hanno attivato l’opera d’infiltrazione nell’economia e nella finanza, nella pubblica amministrazione, con condizionamenti o investimenti diretti, con aggiudicazioni di appalti pubblici o interferenze sulle imprese aggiudicatarie per forniture di materiali come di manodopera. Ma vi è una differenza sostanziale tra le regioni del mezzogiorno e quelle come la Liguria, qui vi è la possibilità più immediata di stroncarle, non hanno certamente la forza ‘militare’ che hanno nel Sud ed i colpi inflitti a Genova come in ogni altra città d’attività delle mafie “ripulite” significa indebolire l’intera organizzazione criminale, aiutando il contrasto nelle regioni d’origine e dirigenza. Le mafie adottano tutti gli interventi per riciclare il denaro sporco, frutto del traffico e spaccio delle droghe, della prostituzione come delle contraffazioni commerciali e sofisticazioni alimentari, delle estorsioni come del pizzo (sotto le vecchie e nuove e più sottoli e forme), del traffico d’armi e dei rifiuti, dello sfruttamento del lavoro minorile e quant’altro gestiscono in stretto coordinamento tra mafie italiane e sodalizi criminali stranieri. E’ possibile scovarli, perseguirli e colpirli, incrinare quei rapporti con i "colletti bianchi" dell’economia come della politica o della burocrazia, che in cambio di favori, voti o tangenti chiudono gli occhi, scelgono la convivenza se non la connivenza con le Famiglie mafiose.

Premesse essenziali queste, per evitare distorsioni, su un ragionamento complesso.

Ora vediamo, dalle agenzie e dalla cronaca di giornali e televisioni locali, che una donna sessantenne è stata arrestata con l’accusa di incendio di ben cinque locali (bar e tabaccherie) dei quartieri di San Fruttuoso e Marassi a Genova. Apprendiamo che l’avrebbe fatto per vendetta, perché a quelle ‘macchinette’ ha perso tutti i suoi risparmi, essendo disoccupata. Ora, tutto può essere e gli elementi di prova raccolti certamente vanno in questa direzione, ma soffermiamoci a ragionare un attimo. Questi videopoker e slotmachine non dovrebbero dare premi in consumazioni? Non è forse proibito dalla legge che vengano utilizzate per dare premi in denaro? Come può essere che una persona, come la signora arrestata o le centinaia e centinaia di persone che come lei giocano accanitamente interi stipendi o pensioni a quegli aggeggi, in bar, latterie, tabaccherie e circoli privati, si giochino tutto per vincere qualche consumazione e niente più? E’ evidente: quando si entra in questi locali e qualcuno vince, non vincono premi in consumazioni o buoni ma denaro. E’ capitato a noi di vederlo, è capitato anche ad altri e certamente anche ad autorità di notare che i giocatori ritirassero denaro in monete o banconote.

Vi è già stata un’inchiesta ed una condanna, con arresti e carcerazione di esponenti della famiglia Fiandaca di Cosa Nostra, facente capo al clan Madonia-Emmanuello di Caltanissetta, molto vicini a Bernando Provenzano (che si dice essere passato da Genova almeno quattro volte negli ultimi anni). E’ evidente che questo settore di attività della criminalità organizzata è ancora ben attivo, se ad esempio in intere zone della città, come quella dove è più forte e radicata da decenni la presenza di Cosa Nostra, praticamente tutti i bar ed i tabacchini hanno queste macchinette e pagano in denaro le vincite. Se rifiutano sono davanti a due risvolti: dove è necessario vengono colpiti con atti delittuosi contro il patrimonio, in altri –e le mafie preferiscono il silenzio- vengono piegati dalla "cattiva pubblicità" ed i loro esercizi si svuotano.

Vengono alla luce che, soprattutto nella zona del ponente cittadino - che con la val polcevera sono i terreni ove le mafie sono più radicate e attive-, ancora una volta, i mondi del gioco d’azzardo si lega inesorabilmente all’usura. Veniamo a sapere che se a Genova abbiamo una presenza ‘ufficiale’ di duemila videopoker dobbiamo aggiungere quelli ‘nascosti’ e quelle nuove generazioni di consolle-multimediali e slotmachine, ed abbiamo una crescita esponenziale di giocatori, soprattutto di mezza età, e che tra essi vi sono anche diversi dipendenti comunali, il cui ruolo può essere ben utile agli usurai della criminalità organizzata, magari rinunciando alla restituzione del prestito per qualche ‘agevolazione’ per pratiche burocratiche o informazioni utili sulle attività dell’amministrazione pubblica. Utile aiuto viene dalle organizzazioni di contrasto all’usura, dalle associazioni alle fondazioni, ma occorre aprire gli occhi, e soprattutto qui dove si è già colpita Cosa Nostra, grande regista del gioco, e intervenire con risolutezza e salvaguardare quanti sono già caduti o rischiano di cadere nella spirale del gioco e della rovina.

Non fermiamoci, quindi, alla "vendetta" presunta della signora campana, scaviamo e agiamo, ognuno nelle sue competenze, come cittadini, prima di tutto, segnalando alle autorità competenti che devono agire a tutto campo, come siamo certi sono preparati e pronti a fare.

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