Il Cige tra speranza e degrado

Scritto da Coordinamento

Genova - Impegno civile e sociale del mondo della scuola, da solo non può bastare.

Questa mattina, è ripreso il viaggio nelle scuole per parlare della cultura della Legalità e dei Diritti e Doveri uguali per tutti, contro la cultura delle ingiustizie e delle mafie.
Abbiamo incontrato i ragazzi e le ragazze, con i loro insegnanti, delle classi 2C, 3C, 2D e 3D della Scuola Media Foscolo della Valtorbella sulle alture di Rivarolo.

L'ambiente è figlio di un'urbanizzazione selvaggia, dove le case sono casermoni, delle dighe. Non esistono spazio di aggregazione e di incontro se non il complesso del Torbella, più a valle. Vi sono ampie aree verdi, inaccessibili o abbandonate. Il tipico degrado delle periferie urbane dimenticate dalle amministrazioni di oggi, e costruite come ghetti negli anni della 'grande edilizia popolare'.

Una realtà di confine, come le tante che abbiamo in altre periferie della nostra città che non si differenzia dalle altre realtà urbane del nord, come del centro o sud Italia. Una scuola dove il personale docente è preparato e volenteroso, ben oltre il dovere d'ufficio, se si può usare questa espressione.
Qui hanno parlato e parlano spesso di legalità, del senso della comunità, dei diritti e dei doveri. Si confrontano insegnanti e studenti e quindi per noi è stato più facile intervenire.

L'attaccamento a questo pezzo di città, a questo territorio, che abbiamo trovato negli insegnanti che nella gran parte non vivono in quel luogo, è alto, ben oltre il senso di appartenenza ad una comunità che si può trovare in molti residenti. Alcuni anni fa avevano realizzato con gli studenti un progetto per la riqualificazione degli spazi antistanti la scuola, pensando a questi e all'anfiteatro all'aperto esistente per loro e per la comunità del quartiere.
Hanno vinto un premio, il loro è stato il primo progetto di quel concorso nazionale, hanno vinto 100milioni di lire per realizzare una piccola opera per tutti, da loro ai loro nonni. Il progetto è stato realizzato e queste sotto sono le foto.

Con l'andare del tempo, la mancanza di attività fuori dagli orari di lezione e quindi l'abbandono di quello spazio, il degrado ha ripreso campo. Pezzo dopo pezzo questo progetto di ragazzi del quartiere, divenuto l'unica realtà urbana partecipata e di riqualificazione di spazi inutilizzati concretizzatasi nel 1999, è andato distrutto, sino a scomparire.
E' caduto nell'abbandono ogni cosa, anche le aree verdi che erano state oggetto di impianto della tipica vegetazione mediterranea. E' tornato ad essere abbandonato e la sera come la notte sede di spaccio e consumo di droga anche quell'anfiteatro poco distante. Il vialetto con il pergolato ormai spoglio che porta alla scuola è sistemato dal personale della scuola e dai ragazzi, che sono gli stessi che ripuliscono le caditoie, mentre quello che dalla scuola porta all'anfiteatro è abbandonato, dissestato e pieno di siringhe e rifiuti.

Con l'andare del tempo, la mancanza di attività fuori dagli orari di lezione e quindi l'abbandono di quello spazio, il degrado ha ripreso campo. Pezzo dopo pezzo questo progetto di ragazzi del quartiere, divenuto l'unica realtà urbana partecipata e di riqualificazione di spazi inutilizzati concretizzatasi nel 1999, è andato distrutto, sino a scomparire. E' caduto nell'abbandono ogni cosa, anche le aree verdi che erano state oggetto di impianto della tipica vegetazione mediterranea. E' tornato ad essere abbandonato e la sera come la notte sede di spaccio e consumo di droga anche quell'anfiteatro poco distante. Il vialetto con il pergolato ormai spoglio che porta alla scuola è sistemato dal personale della scuola e dai ragazzi, che sono gli stessi che ripuliscono le caditoie, mentre quello che dalla scuola porta all'anfiteatro è abbandonato, dissestato e pieno di siringhe e rifiuti.

Abbandonare le periferie al degrado, lasciare spazi di territorio densamente popolati a se stessi, senza luoghi e spazi di vivibilità effettiva, di socialità libera e gratuita, lasciare all'abbandono ed alla demolizione, giorno dopo giorno, quello che i ragazzi con i loro insegnanti, come quello che i volontari dell'associazionismo, costruiscono per la comunità, per dare quel senso di appartenenza che costruzioni come la diga o le lavatrici negano di partenza, significa lasciare spazio agli spacciatori, a chi offre altre regole e altri modi di vivere difformi da quello civile e legale. E' in questo contesto che cresce il disagio sociale, individuale prima e poi collettivo. E' così che si contraddice l'opera educativa e sociale che la Scuola porta avanti, minando quei valori e quel senso di appartenenza alla comunità, a favore delle logiche del branco, del gruppo e clan. E' qui che il tessuto criminale va a pescare, come non vederlo e come tacerlo e come non pretenderne una soluzione?

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