Discarica tossica in Via Piombelli

Scritto da Coordinamento

Genova - Discarica abusiva tossica a cielo aperto - scopera nel 2001 -
Come è oggi l'area lungo i terreni del Marchese latitante in Brasile?

 Il Passato
dall'articolo di Marco Preve

 La Repubblica - 22 giugno 2002
La Polizia Provinciale sequestra l'area a Rivarolo. Giallo su un morto di tumore
CIMITERO DI FUSTI TOSSICI NELLE TERRE DEI MARCHESI

Per circa vent'anni nelle fasce sotto il cavalcavia dell'autostrada hanno accumulato centinaia, forse migliaia di bidoni con gli scarti della produzione di solventi e vernici. Sostanze chimiche altamente tossiche che hanno avvelenato la terra e, nessuno per ora può affermarlo con certezza né smentirlo, anche gli abitanti della zona. La storia dei cinquemila metri quadri di terreno posti sotto sequestro dalla Polizia Provinciale in Via Piombelli a Rivarolo è sconcertante, perchè a parlare con gli abitanti ci si accorge che molti ricordano quei continui passaggi di camion in ore sospette e non si riesce a capire se il pericolo è sempre stato sottovalutato o se invece istituzioni e autorità non hanno saputo ascoltare gli allarmi che arrivavano dalla gente del posto.

Adesso ci si ritrova con una bonifica da compiere che potrebbe costare diversi miliardi, un'inchiesta che incontrerà molte difficoltà per risalire agli inquinatori e a chi si è arricchito con lo smaltimento sconsiderato di prodotti tossici. E con un ultimo affittuario morto di tumore un anno e mezzo fa, circostanza che forse verrà approfondita dall'inchiesta della magistratura.
E qualche guaio lo dovranno affrontare anche i fratelli Cattaneo Adorno, i marchesi proprietari del terreno posto sotto sequestro. Nei mesi scorsi erano stati raggiunti da un'ordinanza del sindaco che ordinava la bonifica di un'area. A Tursi, però, i funzionari pensavano ad una delle tante discariche disseminate sul territorio, qualche bidone di vernice, una carcassa d'auto, insomma un paio di giornate di lavoro e tutto era sistemato. Così, quando i marchesi non hanno ottemperato, e per questo è partita una prima denuncia alla magistratura, il Comune ha chiestio all'Amiu di ripulire degli arbusti il terreno e di smaltire quei quattro. Stanziamento per l'intervento 80milioni. Dopo una settimana di lavoro l'Amiu ne aveva spesi il doppio e soprattutto aveva scoperto che quello di via Piombelli è un enorme cimitero di fusti tossici: "ogni volta che finivamo un blocco di fusti ne uscivano fuori altri, e chissà fino a che profondità arrivano" racconta un tecnico dell'Azienda che ora ha sospeso i lavori ma è riuscita a mettere in sicurezza l'area.
Nel frattempo altre segnalazioni erano arrivate alla Polizia Provinciale che è subito intervenuta e non appena ha saputo quali esiti avevano dato gli esami li laboratorio dell'Amiu (cromo, piombo e altri prodotti pericolosi) ha subito posto sotto sequestro l'area (ed è partito, automaticamente un avviso di garanzia per i proprietari). Gli inquirenti dovranno ora cercare di stabilire eventuali responsabilità. I proprietari che possiedono centinaia di terreni non hanno mai gestito direttamente quello di via Piombelli. Gli abitanti della zona fanno coincidere il viavai di camion a quando l'area era gestita da tal Marco, morto a metà degli anni 90 dopo aver avuto la disponibilità dell'area per un paio di decenni. Gli succedette Margherito Cavallaro, ex portiere del Catanzaro morto nel 1999 a 49 anni. Per un tumore. Sicuramente i fusti li aveva visti e probabilmente non si era reso conto del rischio. Ma chissà se, oggi, i suoi familiari - e la magistratura - vorranno avere altre spiegazioni sul suo decesso.

Il Presente, ottobre 2005
Dalle segnalazioni di molti abitanti
ALCUNE FOTO E QUALCHE CONSIDERAZIONE

Nel giugno 2001 l'Amiu, investita dell'intervento di bonifica dal Comune di Genova, dichiarava pubblicamente sui quotiani genovesi che l'area era stata messa in sicurezza. Il 2 settembre 2004 il Comune di Genova, con delibera n° 861/04 divenuta esecutiva il 25.09.04, assegnava all'Amiu Bonifiche srl l'incarico per una "bonifica d'emergenza dell'area", stanziando 140.356,33 € (Vuoi vedere e leggere la delibera dei lavori? clicca qui)

Ma non era già messa in sicurezza nel 2001? Anche perchè se così non fosse stato per oltre 3 anni, oltre al ventennio di deposizione dei fusti con cromo, piombo e quant'altro, il terreno e le acque, oltre agli abitanti sarebbero stati a contatto con quelle sostanze.
Le segnalazioni degli abitanti sono giunte sempre più incisive.

Siamo andati a vedere, è l'ottobre 2005, ed abbiamo segnalato alla Questura di Genova, quanto rilevato. Vediamo insieme:
1) i lavori di bonifica risultano compiuti e terminati il 21 gennaio 2005;
2) gli interventi di bonifica (oltre a quelli già effettuati nel 2001) sono stati effettuati da Amiu bonifiche srl, con l'apporto di "Terra srl" di Vado Ligure;
3) nell'area, come nella sua adiacenza, nei giorni di sole, si respira un'aria che crea problemi alla respirazione ed agli occhi, inoltre osservando la roccia e la terra non ci giungono sensazioni rassicuranti;
4) nell'area ci sono fusti corrosi sparsi ovunque, alcuni mezzi sepolti nella terra, alcuni fratumati, altri aperti, altri ancora nascosti tra la vegetazione;
5) nell'area ci sono i segni di un'intervento come alcuni teloni neri posti qua e la per impedire il deflusso in profondità delle acque meteoriche, oltre a diversi fusti gialli che dovrebbero contenere i liquami raccolti;
6) nell'area è presente una baracca, presumibilmente quella utilizzata dai vecchi affituari, entrambi morti;
7) nella baracca sono visibili un materasso, un divano, molti detriti ed i campioni di terreno con l'indicazione delle profondità di raccolta, della società Terra srl.
Le domanda che sorgono spontanee sono:
- vista la delibera del 2004 del Comune di Genova, quanto dichiarato dall'Amiu nel 2001 era falso?
- visto che l'aria, la terra, la roccia, i fusti -e le porzioni di essi- sparsi nell'area, i campioni di terreno per le analisi nei contenitori della Terra srl, i fusti gialli ed i teloni neri, testimoniano un lavoro che si può dire che l'incarico assegnato (e pagato) è stato effettuato? e se sì è stato effettuato a regola d'arte? oppure non è stato concluso, come invece indicato nel cartello e dai fatti, recizioni ormai abbattute e nessun operatore nell'area da ormai moltissimi mesi, e quindi perchè permane una situazione di inquinamento palpabile?
- nella recente sentenza di assoluzione del Marchese Cattaneo Adorno propietario delle aree e latitante in Brasile per le altre e precedenti pendenze giudiziarie, la difesa non ha forse sostenuto che l'area in questione è stata bonificata a regola d'arte?

Le problematiche per l'ambiente e le persone in questa area e nella sua immediata adiacenza sono anche altre e testimoniano l'abbandono totale.

Proprio nello spiazzo antistante l'area della discarica troviamo capannoni chiusi, in parte rivestiti da lamiere di fusti riciclati, con tre bidoni, due dei quali con etichetta indicate la pericolosità del contenuto e l'intestazione dell'Agip petroli spa. Su una di esse adirittura una bilancia elettronica, recipienti con liquidi olesi ed anche alcune graticole per barbeque.
Oltre le baracche poi, lungo la strada, proprio sopra il laghetto che segna un stratto de torrente che dal monte Garbo scende a valle, troviamo una discarica di rifiuti e detriti, tra cui pannelli di amianto rotto.
Uno spazio abbandonato come testimoniato anche dal tappeto di siringhe e canadar con cui vengono consumata eroina e cocaina, fa da cornice a questa devastazione ambientale.

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