Cava sotto sequestro, spunta l'EcoGe dei Mamone

Scritto da Ufficio di Presidenza

05.11.2006 -Comunicato Stampa
ENNESIMO REATO AMBIENTALE, SPUNTA L'ECOGE DEI MAMONE
(di seguito gli articoli de Il Secolo XIX del 5 e 6 novembre, estratti di visure e link)

Nuovo intervento dei NOE e, quindi dell'Arpal, su una discarica abusiva sulle alture di Pegli a Genova.
Scorie di colate delle Acciaierie di Cornigliano, rifiuti pericolosi (e non) derivanti dalla smobilitazione di Euroflora. 60.000 tonnellate di materiali, tra cui anche residui di asfaltature stradali.
Tutto ciò in una Cava concessa dalla Regione Liguria alla EDILCAVE LIGURIA srl (da non confondere con la EDIL CA.VE)...


La ditta incaricata che opera nella bonifica dell'area ex Ilva, delle Acciaierie di Cornigliano è la ECOGE, guidata dal "boss" Gino Mamone, della famiglia Mamone (la stessa da cui proviene il collaboratore di giustizia, attualmente sotto protezione dello Stato, Asia Ostertag). La ECOGE è anche la ditta che aveva avuto incarico di smaltire i rifiuti, inquinanti e non, di Euroflora. Naturalmente è una pura coincidenza che questi rifiuti, dei lavori della EcoGe, siano nella cava divenuta discarica. Sicuramente spunteranno come funghi le carte, tipiche dei reati ambientali classificati come ECOMAFIE, che dimostreranno il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti ritirati nelle diverse sedi. Trasporti magari effettuati dalla ECOTRAN (la società di Ines Capuana, moglie di Gino Mamone, e tra i responsabili della ECOGE). Ma allora perchè hanno fatto, e sopratutto come, la moltiplicazione dei rifiuti? Se sono smaltiti non possono esserci!
La ECOGE, con praticamente il monopolio degli appalti pubblici e privati (soprattutto delle Cooperative) nei settori delle bonifiche ambientali e demolizioni, è la stessa ditta con diverse aree poste già sotto sequestro per reati ambientali e con procedimenti giudiziari nella Regione e non solo, su iniziativa dei NOE. La stessa, che Gino Mamone, ha dichiarto (come se le quote sociali ed i loro passaggi non lo dicessero da sè) che è: "la ditta di famiglia". La famiglia Mamone, quella che la DIA indica dal 2002 come appartenente alla 'Ndrangheta. La stessa che vorrebbe (con le Istituzioni che la sostengono) prendere in mano l'area ed il risanamento della STOPPANI di Cogoleto.
La EDILCAVE LIGURIA srl, amministrata da Notari Giacomo, è di proprietà unica della 3N STRADE srl. Questa, parallelamente alla ECO GE, molto attiva, soprattutto in collegamento all'altro colosso del settore la PAMOTER (quella dell'appalto sulla copertura del Bisagno). Si occupa di riasfaltature per conto delle Enti pubblici, tra cui il Comune, e ciò potrebbe spiegare perchè sono stati trovati residui di asflato rimosso dalle strade.

 



05.11.2006 – Il Secolo XIX
Ambiente – La Fiera aveva pagato un’azienda specializzata nello smaltimento, ma i Carabinieri del NOE hanno fatto emergere il raggiro.
Inchiesta sui rifiuti di Euroflora
Scoperta discarica abusiva sulle alture di Pegli: denunciato il titolare di Edil Cava


Sotto l’esame dell’Arpal anche sessantamila tonnellate di scorie di fusione dell’Ilva usate per consolidare l’area


La terra nella quale erano state espose le meravigliose piante di Euroflora, la moquette degli stand, la plastica delle rifiniture, rifiuti pericolosi e non pericolosi. La Fiera di Genova aveva pagato e affidato a una società lo smaltimento delle tonnellate e tonnellate di avanzi della multicolore expo’. I carabinieri li hanno trovati abbandonati, accatastati in una cava a Carpanera, sulle alture di Pegli.
Una vera e propria discarica non autorizzata di rifiuti eccellenti è stata scoperta e sequestrata dagli investigatori dell’ambiente, i militari del Nucleo Operativo Ecologico. Il titolare della società che gestiva la cava, la Edil Cava, è stato denunciato per aver accettato i rifiuti in un impianto non autorizzato alloro trattamento. Ma l’indagine dei carabinieri è tutt’altro che terminata e nuove persone potrebbero essere iscritte nel registro degli indagati nelle prossime ore.
Prima di tutto sono sotto esame i rifiuti targati Euroflora. Chi ha deciso di affidarli alla Cava e perché? La società appaltatrice delle operazioni di smaltimento delle terre per conto della Fiera Internazionale è la EcoGe. Società nota a Genova per molte operazioni ambientali particolarmente delicate eseguite negli ultimi anni. Proprio dell’EcoGe in questi giorni si è parlato a proposito dell’acquisizione dell’area della Stoppani, l’ex fabbrica chimica di Cogoleto al centro da anni di un interminabile scanalo.
La Cava di Carpenara nasconde altri segreti, a giudizio dei carabinieri del NOE. Ci sono altri rifiuti di natura e origine sospette. Sessantamila tonnellate di scorie di fusione proveniente dall’Ilva di Cornigliano sono state utilizzate per opere di consolidamento e ripristino idrogeologico della Cava. Dai primi accertamenti, ai quali hanno partecipato anche gli ispettori dell’Arpal, l’agenzia regionale di protezione dell’ambiente, parrebbe che lo smaltimento sia stato autorizzato dal Comune. Anche su questo aspetto i carabinieri stanno indagando: sono state eseguite tutte le analisi necessarie a consentire lo stoccaggio di quelle terre potenzialmente inquinanti? Come è possibile che scorie di fusione siano servite per risolvere una situazione di criticità ambientale? I tecnici dell’Arpal hanno raccolto campioni di terra e sono in corso i test di verifica. I risultati, pronti nei prossimi giorni, potrebbero imprimere all’inchiesta una svolta e consentire alla Procura la formulazione di nuove accuse.
Nell’area gestita da Edil Cava, il cui titolare al momento è l’unico indagato, è stato individuato anche materiale proveniente dalla scarificazione delle strade asfaltate. Un operazione assai diffusa che prelude alla sostituzione del manto stradale e che produce scorie potenzialmente inquinanti. Si tratta di rifiuti le cui operazioni di smaltimento sono disciplinate dalla legge. In base ai primi accertamenti lo stoccaggio di questi terreni non era autorizzato. I responsabili della società di gestione dell’area si sono messi a disposizione degli inquirenti e si sono detti in gradi di rispondere a ognuna delle accuse mosse dal Noe. Il sospetto è che nella Cava possano essere state raccolte terre di origine sospetta e smaltiti altri rifiuti in modo anomalo e illecito. I carabinieri dell’ambiente sono impegnati da tempo nel controllo dell’intero ciclo dei rifiuti. E proprio seguendo il filo di altre inchieste sono arrivati alla Cava di Carpenara, in Val Varenna.
Graziano Cetara




06.11.2006 – Il Secolo XIX
Il Caso – La società, che fa capo ai Mamone, è stata toccata dagli accertamenti sullo smaltimento dei rifiuti dell’ultima edizione di Euroflora alla Fiera.
”Chiudiamo e mandiamo tutti a casa”
La Ecoge: siamo stufi di essere considerati degli inquinatori, rinunciamo alla Stoppani

”Rinunciamo all’acquisto della Stoppani. Siamo stufi di doverci difendere ogni volta dall’accusa di essere degli inquinatori. Anzi, sa cosa le dico? Chiudiamo bottega e mandiamo a casa tutti e cento i nostri dipendenti”. Lo sfogo è di uno dei legali rappresentanti della Ecoge, la società da vent’anni attiva nel settore delle bonifiche, degli scavi e delle demolizioni industriali, da qualche tempo lanciata nel campo della riconversione di aree dismesse. Parla a nome dell’Amministratore unico Gino Mamone. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’inchiesta sui rifiuti di Euroflora, che la Fiera Internazionale aveva affidato per lo smaltimento alla Ecoge e che i carabinieri del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico, hanno scoperto in una Cava di Carpenara, sulle alture di Pegli. Come già ricordato ieri da il Secolo XIX, l’unico indagato nella vicenda al momento è il titolare della Edilcava Liguria, la società che gestisce la cava pugliese. L’Ecoge si è limitata a conferire le sabbie provenienti dalla Fiera Internazionale di Genova sei mesi fa. In quelle sabbie, accatastate nell’impianto di Carpenara, i militari e i tecnici dell’Arpal, l’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente, hanno trovato una serie di rifiuti che la struttura non era autorizzare a stoccare.
”Abbiamo i documenti per dimostrare che la maggioranza dei rifiuti provenienti da Euroflora sono stati regolarmente smaltiti nella discarica di Scarpino, pagando centomila euro tondi tondi – continua il rappresentante di Ecoge – siamo pronti a mettere a disposizione del Noe tutte le carte di cui hanno bisogno. Ma è l’atmosfera che c’è in questa città che ci fa schifo. La decisione è stata maturata in questi ultimi mesi. Chiudiamo. E dell’affare Stoppani non se ne fa più niente”.
Di pochi giorni fa un annuncio di tenore opposto: la Ecoge aveva ufficializzato la sua entrata nel capitale della Immobiliare Val Lerone, la società che ha raccolto l’eredità della fabbrica chimica di Cogoleto, ormai chiusa, governando la bonifica e transizione delle sue aree.
In pochi giorni tutto è finito. E ora la prospettiva del commissariamento si fa strada. Il Presidente della Regione Claudio Burlando ha chiesto al Ministero dell’Ambiente l’attivazione di un commissariamento “ad acta” al posto dell’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Regione.

il fascicolo
Cava, sequestro convalidatoe analisi in corso sulle scorie
L'inchiesta sui rifiuti di Euroflora prosegue su due fronti: in laboratorio e negli archivi delle aziende toccate. Mentre il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il sequestro dell'area della cava di Carpenara, nella quale sono stati individuati terreni misti a scorie provenienti dall'esposizione della fiera internazionale di Genova e non solo, continua il lavoro degli investigatori dell'ambiente.
Da una parte sono in corso le analisi di laboratorio sui campioni raccolti durante il sopralluogo di alcuni giorni fa. La società di gestione della cava ha dichiarato con trasparenza la provenienza di tutti i materiali depositati nelle sue aree. Ci sono le scorie ricavate dalla scarificazione delle strade, operazione di preparazione al rinnovamento dei manti stradali in asfalto; e ci sono le scorie di fusione delle acciaierie Ilva di Cornigliano. Queste ultime in particolare, con autorizzazione rilasciata dal Comune, sono state utilizzate per il ripristino ambientale del versante della cava. Un intervento sul quale i carabinieri del Noe intendono fare luce acquisendo, nelle prossime ore, tutti i documenti relativi al passaggio burocratico negli uffici di Palazzo Tursi.
In attesa delle analisi di laboratorio su queste scorie, affidate ai tecnici dell'Arpal, l'agenzia regionale di protezione dell'ambiente, i carabinieri passeranno sotto la lente le carte fornite da Edilcava e da Ecoge, la società che ha scaricato a Carpenara i rifiuti provenienti da Euroflora.



per i Mamone, l'EcoGe, il collaboratore di giustizia,... clicca qui

estratti visure di Edilcave Liguria, 3N strade, Notari - clicca qui

la delibera di assegnazione Cava della Regione Liguria - clicca qui

 

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