Bilancia non era solo... (e i Fiandaca?)

Scritto da Ufficio di Presidenza

Che Donato Bilancia non abbia agito da solo è più che un sospetto. La sua vicinanza, cioè appartenenza, al mondo del gioco d'azzardo - quello delle bische clandestine di Circoli anche ufficialmente regolari - è un dato di fatto. Il Gioco d'Azzardo è sempre stato sotto lo stretto controllo delle mafie, in quegli anni, in particolare del clan Fiandaca di Cosa Nostra. La speranza che si possano accertare concretamente questi legami sarebbe certamente un passo avanti nell'accertamento dei fatti e delle dinamiche di quegli anni (e delle attività illecite tutt'ora in corso, ed anche di quella rete territoriale di strutture "culturali" che garantivano -e garantiscono- copertura a determinati "affari")...



22.10.2006 – la repubblica on line
Il serial killer, condannato a 17 ergastoli, ha inviato numerose
lettere al quotidiano veneto svelando alcuni retroscena
Bilancia scrive al Mattino di Padova
"Non fui solo nell'omicidio Parenti-Scotto"

"Scrivo perchè in mezzo a voi c'è ancora un pericoloso assassino"

PADOVA - Un intero epistolario. Iniziato ad agosto e proseguito fio a ottobre. Renato Bilancia, il serial killer ligure condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi avvenuti a cavallo tra il 1987 e l'88, ha scritto numerose lettere al quotidiano Il Mattino di Padova per spiegare che lui non è il solo responsabile dei delitti.
"Io mi sono sempre trovato concorde con il pensiero collettivo che, in qualsiasi condizione d'avversità fossi costretto a vivere, non soffrirei mai abbastanza per ciò di cui mi sono reso responsabile. Però non sono l'unico responsabile di ciò che è successo". Così scriveva Bilancia il 4 settembre scorso al direttore del quotidiano veneto.
Oggi il Mattino ha deciso di pubblicare parte di questa missiva e di alcune altre che Bilancia ha inviato al giornale per sostenere che, pur essendo presente all'omicidio dei coniugi Parenti-Scotto, non fu lui a premere il grilletto e che quindi un omicida è in libertà.
Bilancia si rivolge al quotidiano euganeo perchè è in carcere al "Due palazzi" di Padova, ma anche perchè il giornale aveva ipotizzato che il serial killer potesse in qualche modo beneficiare dell'indulto. "Non ho mai neanche pensato di chiedere un permesso premio - scrive Bilancia riferendosi all'indulto - dal momento che la mia vicenda giudiziaria non è affatto conclusa", questo perchè Bilancia avrebbe consegnato alla magistratura una memoria.
Un "voluminoso dossier - scrive Bilancia - con il quale rivendico la presenza di un complice nel corso del duplice omicidio Parenti-Scotto". "Inutile dire - prosegue Bilancia - che il tutto è suffragato da prove inconfutabili". Tra le missive, l'ultima datata 8 ottobre, Bilancia chiede al direttore de Il Mattino di Padova di fare qualcosa perchè "in mezzo a voi continua a rimanere un pericoloso assassino".

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