Osservatorio sui reati ambientali

Scritto da Ufficio di Presidenza

L’ambiente è la nostra casa comune. Ma è una casa maltrattata, sfruttata ed abusata. Arriviamo a violarlo e devastarlo e questi ogni tanto fa sentire la propria contrarietà mostrando la sua forza devastatrice. Superata la soglia del terzo millennio dopo Cristo, stiamo consumando e rendendo invivibile questa casa, senza porci concretamente e seriamente il problema della sopravvivenza per i nostri figli e nipoti...


Non è solo questione di grandi problematiche come le emissioni di gas inquinanti nell’aria o prodotti nocivi nelle acque. E’ anche inquinamento della terra, dell’aria e dell’acqua per interesse privato di alcuni, è prevaricazione sugli abitanti futuri, oltre che attuali, di terre usate come discarica per non pagare il giusto dazio di produzioni pericolose e rifiuti, e scorie nocive. E’ devastazione del terreno, con cementificazioni selvagge, con riduzioni di alvei di fiumi, torrenti e “erosione” di specchi marini, con nuovi porti, nuove piattaforme…(gli ultimi, in Liguria, li chiamano “affreschi”).
Sono abusi edilizi, non solo, spesso a danno di proprietari di terreni, ma anche dello Stato, ovvero di ciascuno di noi, con devastazione ed impatti ambientali da rabbrividire. Il termine Eco-Mostri ci fa venire in mente gli scempi nel Valle dei Templi, le speculazioni ci ricordano le case incomplete della Locride, le case nelle aree sismiche o franose della Campania…ma, al contempo, ci fanno pensare ad una Salerno senza Piano Regolatore o ad una Savona su cui il “cemento-rosso” vuole rivoluzionare (cioè stravolgere) il rapporto con la tradizione ed il mare della città e dei paesi come Albissola.
L’ambiente è la terra di conquista degli speculatori, di destra come di sinistra. Con Aziende e cooperative edili che gestiscono gli appalti e che sono, guarda caso le foraggiatici dei partiti di governo locale, regionale e nazionale…il colore non conta. Conta chi ha il potere.
Nell’ambiente, ovvero nella nostra società moderna il mercato dei rifiuti e delle bonifiche, delle discariche e del trasporto e smaltimento dei rifiuti è il nuovo business…non conta la sicurezza e la salute, conta solo il metodo per trarne profitto, e la coscienza (e la conoscenza) deve – secondo il potere – stare fuori, senza porre domande, percepite solo come fastidio. 
Anche per le mafie conta chi ha il potere, in quella città come  in quel Porto, in quell’Ente legislativo come nei settori di controllo locali e nazionali. La mafia, non stanchiamoci mai di ricordarlo, non ha colore, perché è di tutti i colori… pronta al dialogo ed alla “collaborazione” con chiunque nel Potere sia disposto ad un patto di scambio e di favori.
Ed ecco che la mafia vede nell’ambiente il terreno di conquista, come le imprese che vogliono speculare, molte delle quali infiltrate proprio dalla mafia per il riciclaggio di soldi o molte delle quali usate e condizionate dalla mafia per i propri giri di carte bollate.
Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, in questo non si sono fatti scalzare o non hanno assunto collaborazione con le mafie straniere (se non per la gestione dell’immigrazione clandestina per il caporalato nei cantieri edili o per le lavorazioni nei campi con l’uso di pesticidi e prodotti nocivi alla salute dell’uomo del lavoratore oltre che del consumatore). Qui sono in prima fila e si gestiscono gli affari delle cosiddette Eco-Mafie.
La Liguria è la regione con il primato nei reati ambientali catalogati come Ecomafie nel Nord Italia. Primato negativo che si conferma di anno in anno. Con finte bonifiche ambientali, con discariche abusive, con traffico internazionale di rifiuti tossici, con abusi e speculazioni edilizie…
Hanno un monopolio le società delle mafie in questi settori, lo hanno anche perché manca l’informazione e le normative della auto-certificazione antimafia per le imprese è una barzelletta tutta italiana. Un monopolio che inquina e uccide, l’ambiente ed in esso l’uomo, perché la politica, i politici spesso si nascondono dietro al paravento “non vi sono condanne penali, quindi quelle persone, quelle ditte sono pulite”, ben sapendo che ciò non è, lo dicono rapporti ufficiali dei reparti investigativi, rapporti pubblici, che basterebbe leggere.
Esistono anche qui settori dello Stato che cercano di contrastare questo scempio di civiltà, esistono ma hanno ancor meno mezzi degli altri per altri settori: i reati ambientali non hanno, in buona parte,  rilievo penale e per di più vedono tempi di prescrizioni rapidissimi.
Esistono Associazioni, Comitati, gruppi o semplici cittadini che tutelano l’ambiente e agiscono per contrastare questi scempi, queste violenze, collaborando, spesso, con lo Stato e segnalando fatti e luoghi.
Ecco quindi che come Casa della Legalità, dopo il positivo lavoro che si sta portando avanti con l’Osservatorio sulla Criminalità e sulle Mafie, ha deciso di istituire un “Osservatorio sui reati Ambientali”. Uno strumento, coordinato dall’Ufficio di Presidenza, aperto alle collaborazioni di tutte le associazioni e comitati e cittadini o gruppi che già agiscono in questo settore.
Uno strumento che sappia osservare la realtà, promuovere indagini conoscitive su delibere e incarichi, raccogliere segnalazioni e verificare con i settori preposti al controllo, in questo delicato e fondamentale settore.
Uno strumento anche di informazione, per costruire una banca dati delle ditte che operano in questi settori, dei legami che queste possono avere (per legge) con gli amministratori della cosa pubblica e dei legami che questi creano al di fuori o al limite della norme. Un “registro” pubblico, on line, dove siano ben indicati i soggetti che dovevano effettuare una bonifica e non l’hanno fatto, chi ha autorizzato speculazioni o omesso gli interventi di controllo.
Dell’Osservatorio sui reati ambientali fanno parte, oltre all’ufficio di presidenza della “Casa”, ed i Referenti territoriali della stessa, coloro che rappresentano le altre associazioni e comitati o gruppi che su questo delicato tema vogliono impegnarsi, senza vincolo di appartenenza alla nostra associazione.
E’ uno strumento comune per la nostra casa comune.

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