Daniele Emmanuello tra Gela e Genova

Scritto da C.Abbondanza



DATI ANAGRAFICI
EMMANUELLO DANIELE
Nato il 23/07/63 a Gela (CL)
Ricercato per:
- è ricercato dal 1996, per associazione di tipo mafioso, ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed altro;
- è ricercato dal 1998 per evasione, omicidio armi ed altro;
- il 30.1.1999 sono state diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali.



DANIELE EMMANUELLO
boss mafioso latitante, che è stato visto per lungo tempo nelle vie di Certosa a Genova, anche dopo le pesanti condanne e gli arresti per il processo per il gioco d'azzardo legato ai videopoker, che ha portato in carcere la "decina" facente parte della famiglia FIANDACA, che rappresenta con altre famiglie, tra cui i Maurici ed i Ferro, il clan di Caltanissetta facente capo a Piddu Madonia (detenuto con il regime del 41bis) di Cosa Nostra a Genova. Un personaggio che si aggirava con Mercedes scura, che parlava poco ed in stretto dialetto, si incontrava tranquillamente, alla luce del sole, con gli altri esponenti delle "famiglie". Naturalmente nessuno, per paura, intimidazione o resa alla convivenza, lo ha denunciato, nessuno ha segnalato questa presenza, che si manifestava nella "piccola Riesi" con tanto di riti tradizionali della mafia siciliana. Questa sua presenza è venuta meno una volta che il muro di silenzio e omertà si è rotto e sono iniziate ad esserci segnalazioni e testimonianze. Ma il tempo che il carcere duro scatti anche per lui arriverà, anche perchè ormai il silenzio si è rotto!

Ringraziamo per il forte segnale il sindaco di Gela, Rosario Crocetta che ha licenziato la moglie del latitante tra i trenta più pericolosi, e gli auguriamo ancora una volta, con un forte abbraccio, buon lavoro Sindaco Antimafia!

Gela - l'Unità del 22 aprile 2006
LICENZIATA MOGLIE DI UN RICCO BOSS
AL COMUNE SI ERA DICHIARATA INDAGINE
Il sindaco antimafia urla la sua rabbia e caccia via la moglie del boss dai suoi uffici. Virginia di Fede, 41 anni, moglie di Daniele Emmanuello - uno dei boss latitanti più potenti della Sicilia - sulla carta dichiarava di non avere reddito, ma nei fatti disponeva di immobili, autovetture e altri beni di consumo, come accertato dalle indagini della Guardia di Finanza. Per questo è stata licenziata dal Comune di Gela, dove era stata assunta in virtù di un "progetto dal reddito minimo garantito", un beneficio che lo Stato assicura alle famiglie meno abbienti. "Una situazione allucinante, che la moglie di un miliardario mafioso, che si è arricchito sulla pelle degli altri possa occupare un posto che invece spetta alla povera gente". Non usa mezzi termini Rosario Crocetta, primo cittadino di Gela (soprannominato il "Sindaco Antimafia" per le sue continue battaglie per la legalità), ripetutamente minacciato di morte. Che aggiunge: "Giustizia e legalità devono camminare insieme. Solo così si combatte la mafia veramente".
E mentre la donna licenziata si ribella e afferma di non sapere più nulla del marito e anzi di volersi creare una sua indipendenza, anche economica, il diessino Bebbe Lumia scende in campo a fianco di Rosario Crocetta dichiarando: "Da una parte c'è il Sindaco di Gela, che ha scelto la via della legalità e dello sviluppo, ma dall'altra parte ci sono i Comuni come Villabate (...) che invece la mafia la favoriscono".
a.g.

Gela - Repubblica del 22 aprile 2006
"Ora il posto a chi ne ha bisogno"
GELA, SINDACO LICENZIA LA MOGLIE DEL BOSS
Gela - Moglie del boss latitante Daniele Emmanuello, lavorava fino a ieri al Comune di Gela, reclutata come indigente grazie al "reddito minimo di inserimento". Ora è stata licenziata dal Sindaco Rosario Crocetta, del PdCI, in base a una relazione della Questura che definisce il suo tenore di vita "alto e certamente non giustificato". "Daremo subiuto il suo posto di lavoro a una persona che ne ha certamente bisogno - dice Crocetta - è giusto che si capisca che a Gela si fa sul serio". Pugno di ferro anche contro il capo del personale rimosso e trasferito. A Crocetta è stata aumentata la scorta: non più due ma tre agenti.

Gela - La Sicilia on line del 21 aprile 2006
E' la moglie del boss: licenziata

GELA (CALTANISSETTA) - La moglie del boss di Cosa nostra Daniele Emmanuello, 43 anni, terzo tra i latitanti mafiosi più ricercati d'Italia, lavorava, in quanto 'nullatenente', nel gruppo dei 165 precari del 'Reddito minimo di inserimento' alle dipendenze del comune di Gela: il sindaco, Rosario Crocetta, dopo aver ottenuto i risultati delle indagini patrimoniali e giudiziarie svolte da polizia e guardia di finanza, d'intesa con la Dda e con la prefettura di Caltanissetta, ha licenziato la donna.
Il sindaco ha anche adottato provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni dirigenti. V. D. F., 42 anni, era stata assegnata al servizio di assistenza domiciliare agli anziani, ma era stata prontamente trasferita a lavori d'ufficio presso l'assessorato all'ecologia, grazie a un certificato medico che attestava l'inabilità a quel tipo di lavoro a causa di dolori articolari a un braccio.
Un'indagine giudiziaria è stata perciò avviata anche nei confronti di medici e funzionari dell'Asl 2 di Caltanissetta che avrebbero certificato il malanno. L'episodio (definito dal sindaco "una infiltrazione mafiosa nel comune di Gela") è stato illustrato, nel corso di una conferenza stampa in municipio, dallo stesso Crocetta, alla presenza del deputato nazionale dei Ds, Giuseppe Lumia, componente della commissione parlamentare antimafia.
Il sindaco, al quale è stata potenziata la scorta, ha sottolineato che "la lotta alla mafia a Gela non è solo simbolica, è realtà". E ha reso noti altri provvedimenti conseguenti "all'operazione S. Lorenzo" dell'agosto 2003, quando, per frenare il ricorso facile agli appalti col sistema delle somme urgenze, effettuò una raffica di trasferimenti dei dirigenti comunali.
"Il dopo-Provenzano, nella lotta alla mafia, passa anche da Gela", ha detto Giuseppe Lumia. E ha aggiunto: "Ci sono, pronti, appalti pubblici per 150 milioni di euro; bisogna vigilare perchè a Gela Crocetta non è solo. Con lui ci sono le istituzioni. E la nostra non è l'antimafia della paura che blocca l'economia ma l'antimafia della vita, che produce e che crea sviluppo".


Caltanissetta, 21 aprile 2006 - 12:36 - repubblica on line
MAFIA: MOGLIE BOSS LATITANTE LICENZIATA DA COMUNE GELA
La moglie del boss mafioso latitante Davide Emmanuello e' stata licenziata dal Comune di Gela
(Caltanissetta). Il provvedimento e' stato adottato dal sindaco, Rosario Crocetta, che in una conferenza stampa ha detto di ritenere ingiusto "che la moglie di un latitante miliardario tolga il posto a un disoccupato, ad una famiglia povera". L'impiegata, Virginia Di Fede, 42 anni, era inserita in uno dei progetti del reddito minimo garantito del Comune e percepiva una regolare indennita' mensile, beneficio che lo Stato assicura alle famiglie meno abbienti. La donna, in relta' disponeva di immobili, autovetture e altri beni di consumo, come accertato da indagini. Il provvedimento del sindaco e' costato caro anche al dirigente del settore personale del Comune al quale e' stato revocato l'incarico. Il sindaco aveva chiesto alla Guardia di Finanza di effettuare verifiche patrimoniali alla famiglia del boss latitante ritenuto uno dei mafiosi piu' pericolosi tra quelli ricercati.

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