Cosca Morabito di Africo e cosche operanti in Liguria

Scritto da Ufficio di Presidenza

NOTA STAMPA dell'Ufficio di Presidenza

'NDRANGHETA
cosca Morabito di Africo e cosche-famiglie operanti a Genova e Liguria...


GENOVA 3 aprile 2006 - La "Casa della Legalità - Osservatorio sulle mafie" aderisce e sostiene la richiesta di chiarezza promossa in merito all'indagine amministrativa sulla Asl di Locri dopo l'omicidio dell'On. Fortugno, avanazata da Elio Veltri. La necessità di arrivare, oltre all'arresto degli esecutori, all'individuazione dei mandanti impone a chiunque sia a conoscenza dei legami mafia-politica-affari di fare chiarezza ed aiutare l'azione investigativa e giudiziaria, nella quale riponiamo la nostra piena fiducia, a garantire verità e giustizia. Su questo caso vi è già l'ombra delle telefonate intercettate con gli uomini di primo piano del clan Morabito (che ha oltre alla Lombardia, pesanti infiltrazioni anche nella nostra Regione), ora si parla di commissariamento della Asl di Locri per infiltrazioni mafiose, ma non si rende pubblica la Relazione sull'indagine amministrativa. Occorre chiarezza, anche per evitare strumentalizzazioni alla vigilia di una tornata elettorale delicata in cui è anche candidata la vedova Fortugno, la Sig.ra Laganà, e per questo ci uniamo a quanti chiedono con fermezza chiarezza, verità e giustizia. Abbiamo inviato l'invito a sostenere questa importante istanza anche al forum "AmmazzateciTutti", certi della loro adesione.

Lettera aperta di Elio Veltri al Ministro Pisanu
Signor Ministro, sono convinto che Lei abbia fatto bene a promuovere una inchiesta amministrativa sulla Asl di Locri. E sono anche convinto dalla inchiesta condotta dal prefetto Paola Basilone sia emerso un quadro devastante di collusioni e di controllo dell'Asl da parte di una o piu' cosche della 'ndrangheta di Locri, mi occupo di questi problemi da almeno 30 anni e credo di conoscerli abbastanza bene. Temo anche che dalle conclusioni dell'inchiesta possano emergere contiguità se non collusioni insospettate e insospettabile: in Calabria è molto difficile evitare o rompere rapporti inquietanti. Lo stesso dottore Fortugno, primario dell'ospedale di Locri , infatti, telefonava - come risulta dalle intercettazioni pubblicate da alcuni giornali - ai capi della cosca Morabito di Africo, una delle piu' temibili e potenti della 'ndrangheta la quale l'ha fatta da padrone per molti anni nel Policlinico di Messina.
Se lei Signor Ministro, vuole dare un contributo all'accertamento della verità , pubblichi subito la versione integrale della relazione. Solo dalla lettura dei fatti, dei nomi, e dei rapporti intercorsi si potrà capire ne negli anni qualcuno si è opposto allo strapotere delle cosche, quali rapporti esistevano tra la borghesia dei camici bianche , degli amministratori , dei politici e le cosche che controllavano l'Asl e forse , si capiranno anche le ragioni del terribile assassinio dell'on.Fortungno


 

GENOVA 2 aprile 2006 - Su "Il Secolo XIX" di ieri e di oggi, due articoli sulla "rapina" in una villa a Coronata. Parla della famiglia di un commerciante agli arresti in Carcere per usura dal gennaio scorso. Non vi sono nomi nell'articolo, ma due inizizali A.M. Saranno coincidenze ma sono toppe: in quella strada viveva, sino all'arresto - nel gennaio scorso insieme ad altri uomini indicati come appartenenti al clan calabrese dei Macrì - proprio per usura, Silvio Criscino, con la moglie Angela Mamone (A.M.) e le figlie che tuttora vivono lì. Considerando le caratteristiche indicate dagli inquirenti sul quotidiano, occorre prendere in seria considerazione che non sia una semplice rapina, bensì un segnale chiaro e inequivocabile negli ambienti della criminalità organizzata. Abbiamo sottolineato nei giorni scorsi i segnali di nervosismo negli ambienti di Cosa Nostra e della 'Ndrangheta a Genova e sappiamo che anche la Prefettura si è mossa in conseguenza di ciò. Sappiamo -ed è palpabile dal "clima" - che il muro di silenzio e di omertà che ha protetto per decenni le attività delle famiglie mafiose a Genova si sta sgretolando. Questo certamente grazie all'attento e preciso lavoro portato avanti dai reparti investigativi e della magistratura e dalla costante attenzione del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, ma anche dal fatto che proprio dalla famiglia della moglie del Crescino - la famiglia Mamone, legata ai Raso e Gullace, ed appartenente al clan Mammoliti, della 'Ndrangheta come indicato già nel 2002 dalla Relazione della DIS (2° volume, 2° semestre) pubblicata anche dal sito del Ministero degli Interni -, proviene il primo collaboratore di giustizia della 'ndrangheta in Italia. 
Siamo certi che ormai in diversi siano pronti, o stiano collaborando con lo Stato, abbandonando le cosche di appartenenza o di riferimento. Attendiamo gli sviluppi e ancora una volta invitiamo chiunque sappia e conosca fatti e persone a riferire e testimoniare alle autorità preposte. Questo anche perchè lo Stato può proteggere i collaboratori e testimoni di giustizia che contribuiscono a colpire le mafie.
Come "Casa della Legalità - Osservatorio sulle mafie" abbiamo pubblicato sul nostro sito www.genovaweb.org diversi articoli e reportage sulla presenza della 'Ndrangheta (oltre a Cosa Nostra e le altre mafie) a Genova, sempre basandoci su fatti precisi e documentati, ovvero  su documenti ufficiali e pubblici che indicano da anni i nomi delle famiglie della criminalità organizzata presenti ed attive a Genova e Liguria. Tra questi il dialogo con l'ex moglie di Vincenzo Mamone, Asia Ostertag, in cui si indicava proprio Criscino Silvio come uno degli uomini al servizio delle "famiglie". Fatti e Nomi che sono anche stati ripresi da un recente articolo della rivista "MicroMega - La primavera" (n°4-2006), dal titolo "la piovra a Genova?" di Pierfranco Pellizzetti.
Quando l'informazione fa uscire dal silenzio e dall'ombra le mafie, si esorcizza il muro di omertà che le avvolge e si possono aiutare le autorità preposte ad una più efficace azione di prevenzione e repressione. Se siamo davanti, come i fatti, ci dicono ad una "intimdazione" per "imporre il silenzio" a chi vuole o sta collaborando, occorre non cedere ed andare avanti, solo così si sostengono coloro che scelgono di testimoniare e collaborare con lo Stato!

L'Ufficio di Presidenza
Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion e Enrico D'Agostino



Nota integrativa:
Il "segnale intimidatorio" che presumiamo sia dietro alla "rapina" nella villa della famiglia Criscino-Mamone a Genova Coronata, potrebbe essere collagata sia all'ambiente delle famiglie legate alla 'ndrangheta del savonese. Potrebber anche essere collegata ad una vecchia faida (o alle alleanze ed evoluzioni derivati da questa) in cui era coinvolta la famiglia, originaria di Cittanova RC, dei Gaglianò. Su questa abbiamo trovato alcune righe sul sito del Centro di documentazione Giuseppe Impastato, che riportiamo fedelmente di seguito.


dalla Cronologia del sito www.centroimpastato.it del 28 Ottobre 1996

"Ucciso a Genova Gian Luca Traverso, un giovane coinvolto in una rissa provocata per futili motivi dall'omicida, Giuseppe Gaglianò, che 3 giorni dopo verrà consegnato alla polizia dal padre. La famiglia Gaglianò si era trasferita a Genova da Cittanova (RC) per sfuggire alla faida tra le cosche del paese, senza riuscirci visto che il nonno e uno zio del ragazzo sono stati uccisi."

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