Lotta alla mafia e sistemi di protezione - Cammino contro le mafie...

Scritto da Ufficio di Presidenza

NOTA STAMPA del 09.02.2006

1- LOTTA ALLE MAFIE E SISTEMI DI PROTEZIONE

Nel nostro Paese il radicamento e la forza delle organizzazioni criminali di stampo mafioso si è notevolmente rafforzato in questi ultimi anni, nonostante la preparazione e decisione di intervento dei reparti investigativi, giudiziari e repressivi dello Stato...

La necessità di garantire a questi l'apporto dello Stato è venuta meno, anno dopo anno, per scelte compiute dai responsabili di Governo. Oltre ai territori di origine le mafie, soprattutto 'Ndrangheta e Cosa Nostra, hanno consolidato la loro presenza ed attività nelle regioni del centro e nord Italia,e tra queste la Liguria è regione fortemente inquinata (tanto da essere citata dal Procuratore Generale della Cassazione Dott. Marvulli in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2006 - il testo integrale in formato pdf).

Nella lotta alle mafie sono essenziali le testimonianze e le collaborazioni, in quanto queste possono fornire elementi essenziali e determinanti ad un'azione investigativa e repressiva. Queste devono vedere un impegno tempestivo di risposta, non possono passare mesi su mesi. Le lentezze non solo non incentivano testimonianze, collaborazioni e segnalazioni, ma non aiutano nemmeno le DDA ed i Centri Operativi della DIA ad effettuare serenamente (assicurata la protezione ai soggetti che collaborano) tutto il lavoro investigativo e repressivo con tempi rapidi e quindi efficienti.

La Commissione presieduta dal Sottosegretario agli Interni A. Mantovano non può procedere con rinvii e lentezze, ma deve essere tempestiva nell'evadere i fascicoli sottoposti per consentire alle DDA ed ai reparti investigativi di procedere celermente nelle indagini e nelle azioni di prevenzione e repressione della criminalità organizzata.

La storia della lotta alla mafia nel nostro Paese, come sottolineato in queste ultime settimane dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, è stata caratterizzata da tentativi di rallentamento e depistaggio da parte di alcuni settori del Potere, sia dalla politica sia da pezzi dello Stato (e la storia ci ricorda quante volte siano stati usati pezzi dei Servizi Segreti italiani contro lo Stato, i suoi servitori ed i cittadini).

Estremamente preoccupante è la conseguenza che le leggi approvate in questa legislatura, a partire dalla Contro-riforma dell'ordinamento giudiziario e la legge contro-personam per bloccare la candidatura alla PNA di Gian Carlo Caselli, possono avere, soprattutto in materia di contrasto alle mafie ed alle loro collusioni con il potere economico e politico, sui magistrati più giovani: non occuparsi di casi scomodi per non avere problemi di carriera. Occorre quindi che l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura vengano salvaguardati e ristabiliti pienamente, contro ogni tentativo passato ed in corso, di assoggetamento del potere giudiziario al potere politico di turno.

Sappiamo che quando pezzi dello Stato rallentano le procedure, pezzi del potere politico tentano di bloccare il lavoro di indagine e repressione, vi sono uomini dello Stato, magistrati come agenti, che per scrupolo si fermano per evitare di mettere in pericolo chi lo Stato dovrebbe proteggere ed invece lascia in una sorta di limbo, in balia degli eventi e quindi facilmente colpibile nel momento in cui lo scontro con le organizzazioni criminali si alza. Crediamo che sia dovere delle DDA come dei reparti investigativi, anche per rispetto a quanto collaborano e testimoniano, sapendo il rischio a cui vanno incontro, di andare avanti,senza tentennamenti nelle indagini e negli atti ad essi conseguenti.

Solo in questo modo chi nello Stato non vuole, per paura o interesse, che le inchieste procedano, capirà che non può giocare alcun ruolo sui tempi di indagine e della giustizia.

Noi non abbiamo alcuna protezione, vi sono stati segnali che hanno indicato la posizione di rischio
( come ci è stato segnalato dalla Dia ), ma com'è possibile vedere non è successo nulla e noi continueremo, serenamente a svolgere il nostro dovere di cittadini e collaborare con i reparti preposti e sicuri dello Stato per contrastare la presenza e l'attività delle Mafie a Genova ed in Liguria, oltre a proseguire nel lavoro di contrasto alla cultura mafiosa.

Nel contrasto alle mafie non servono eroi, ma persone normali, in carne e ossa. La Casa della Legalità con la Fondazione Antonino Caponnetto, dimostra proprio questo, un insieme di persone che vince la paura perché è certa che sia dovere di ciascuno contrastare quella o questa cosca o famiglia mafiosa, facendo nomi e cognomi e segnalando fatti e persone alle competenti autorità. Continuiamo a raccogliere molte segnalazioni che tra l'altro evidenziano il tentativo delle famiglie di Cosa Nostra di recuperare terreno, in questa nostra città, e raggiungere un equilibrio con la forza ed i rapporti tra i colletti bianchi costruiti dalla 'Ndrangheta, in questi decenni e che hanno portato ad alte percentuali di aggiudicazioni di appalti.

Dopo le intimidazioni, minacce ed aggressioni dei primi di settembre, sono stati diversi i segnali di avvertimento giunti e prontamente segnalati alle competenti autorità, nelle ultime settimane abbiamo avuto un vero e proprio 'bombardamento' informatico, effettuato presumibilmente entrando a 'cuneo' nella scheda madre dei computer, che ha bloccato definitivamente ben due computer apple, rallentando e bloccato l'attività di informazione e gestione del sito oltre che la mailing list che siamo comunque riusciti a ricostruire e che ci permette di comunicare con oltre 2000 persone. Abbiamo anche scoperto che qualcuno è riuscito ad introdursi per lasciare un messaggio del passaggio ma fortunatamente senza creare consistenti danni, come a dire "possiamo entrare quando vogliamo". Unica conseguenza pratica, oltre al disturbo è il dover rinviare alcune attività come le proiezioni video.

2- "CAMMINO CONTRO LE MAFIE"

Considerando la situazione preoccupante e che non ci era precedentemente evidente nella sua ramificazione e nel livello di infiltrazione, abbiamo pensato sia opportuno vincere il muro di silenzio e di informazione che avvolge la presenza delle mafie, con esponenti ben noti ed inseritisi tra i colletti bianchi della società. Riteniamo improcrastinabile raccontare, parlare e discutere di questo nelle scuole come nelle piazze, nei circoli come nelle parrocchie, al fine di informare e di raccogliere sensazioni e segnalazioni, facendo crescere quell'impegno civile, che nel proprio quotidiano può vedere ciascuna persona libera e semplice, parte attiva del contrasto alle attività e presenze mafiose.

Il "Cammino contro le mafie - 2006" che inizierà nelle prossime settimane, sarà anche occasione per allargare i rapporti e la rete di soggetti sociali, individui e collettivi che come noi, vogliono impegnarsi come "presidi" di contrasto alla cultura e pratica mafiosa. Ognuno di questi può divenire una sentinella, in contatto con le altre sparse sul territorio e garantire una più capillare azione di ricezione e segnalazione, utile ad un'azione ancora più incisiva dell'Osservatorio. Questa iniziativa si colloca pienamente nelle attività sviluppate con la Fondazione Antonino Caponnetto, e prosegue nell'azione di educazione alla legalità e giustizia sociale avviata dal "viaggio" di nonno Nino.

A caratterizzare questo "cammino" alcuni appuntamenti di piazza, che proponiamo di realizzare con la Circoscrizione Val Polcevera, quali:
- spettacolo ed incontro in piazza con i Ragazzi di Locri, in occasione della giornata della legalità (il 22 o 23 marzo);
- incontro con il Sindaco di Gela, Crocetta condannato a morte da Cosa Nostra, per realizzare un gemellaggio con Gela, e con Giovanni Impastato del Centro Peppino Impastato - casa della memoria di cintisi (giugno)

L'esperienza del "Cammino contro le Mafie" vedrà inoltre una trasferta il 21 marzo 2006 a Torino per la giornata della Legalità promossa da Don Luigi Ciotti - "Libera" (e successivamente agli Stati Generali della lotta alle Mafie promossi da Libera per il prossimo mese di ottobre).

 

3- PRESENTAZIONE DEL PATTO PROPOSTO ALL'ARCI

Il Consiglio Direttivo della Casa della Legalità ha espresso forte preoccupazione per la mancata risposta alla proposta di Patto di Collaborazione avanzata il 23 gennaio scorso dall'Ufficio di Presidenza e che si rivolgeva al Congresso Provinciale dell'ARCI. Crediamo che la proposta avanzata sia più che mai attuale e necessaria, anche alla luce del triste primato evidenziato dalle statistiche ufficiali sul consumo di droghe e sull'abuso di alcolici tra i minori e gli adolescenti della nostra città e regione. Inoltre l'attuazione del Patto avrebbe permesso di fornire un segnale chiaro sulla condivisione e attuazione della nuova normativa della nostra Regione e del Comune di Genova sulla realtà dei Circoli. Inoltre nuovi recenti interventi delle FFOO all'interno di strutture legate all'Arci si sarebbe potuto evitare, risolvendo il problema all'origine.

Confidavamo che essendo l'Arci una struttura che nazionalmente e nel sud é in prima linea nel contrasto alle mafie, anche qui si potesse lavorare nella medesima direzione, considerando la forte consistenza del radicamento delle mafie, con particolare riferimento a Cosa Nostra come già evidenziato da sentenze e provvedimenti di confisca e della 'Ndrangheta, come sottolineato in occasione dell'Inaugurazione dell'anno giudiziario dal P.G. della Cassazione, Marvulli, che cita la Liguria come prima delle regioni per presenza e attività del sodalizio criminale calabrese. Purtroppo, ed a malincuore dobbiamo ripeterlo, non ci è giunta alcuna risposta in merito, nonostante avessimo chiesto ripetutamente (telefonate, sms, e-mail) di avere una risposta ed un incontro. Abbiamo anche sottolineato che nell'ambito dell'azione di contrasto alle mafie, i silenzi e le assenze si possono facilmente prestare a molteplici interpretazioni: dalla paura all'indifferenza, dalla convivenza alla collusione. Purtroppo, e non si dica che non abbiamo cercato di coinvolgerli, abbiamo dovuto programmare le prossime attività senza il supporto dell'Arci di Genova.

Non vorremmo che questo silenzio derivasse dalla dialettica interna sulla questione etica e morale che qualche quotidiano locale a sollevato in merito ad alcuni dirigenti. Questa discussione può certamente essere svolta alla luce del sole e soprattutto senza compromettere le altre attività proprie di un'organizzazione territoriale dell'Arci.

Tutto questo perché noi riteniamo che tutta la società civile debba trovare unità nella lotta contro le Mafie, e quindi lasciamo cadere nel vuoto gli attacchi e la discriminazione pubblica portata dal Presidente regionale dell'Arci nei confronti della "Casa della Legalità - Osservatorio sulla criminalità e le mafie " e con questa alla Fondazione Antonino Caponnetto, in occasione delle dichiarazioni alla stampa cittadina il 18 gennaio scorso .Siamo ancora in attesa, invece, delle scuse per le minacce fisiche portateci il 17 gennaio 2006 e che abbiamo doverosamente denunciato all'autorità competente.

4- STATO E RILANCIO DELLA CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE

Allo stato attuale sono giunti 1.335 € di sottoscrizione, prevalentemente da fuori regione a partire dal dicembre scorso. Purtroppo siamo ancora in grande difficoltà ed il rischio di non reggere è alto, anche considerando che dobbiamo dotarci di un nuovo computer e di reperire un proiettore/monitor per le proiezioni dei video (considerando che il pezzo rimosso non è più reperibile).

PER LE SOTTOSCRIZIONI E' ATTIVO IL CONTO BANCARIO INTESTATO ALLA
"CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA»
Banco di Sardegna - Filiale I di Genova - conto n° 70032649 - abi 01015 - cab 01401 - cin X

5- PROGETTI E CONTRIBUTI PUBBLICI

Sul progetto della Fondazione Antonino Caponnetto articolato su tre moduli, per la legge regionale sulla Sicurezza, e relativo a: Educazione alla legalità e giustizia sociale nelle scuole; Strummerville, incontro con i ragazzi border line; Messa alla prova, ragazzi sentinelle di legalità. Non è giunta alcuna risposta.

Sono state molte le adesioni di rappresentanti istituzionali, amministratori locali e parlamentari alla Lettera-Appello a sostegno della Casa della Legalità del 24 settembre 2005. E' stata importante anche la mobilitazione della Circoscrizione Val Polcevera per promuovere le iniziative da noi realizzate.

Occorre però che, considerata la situazione di emergenza, si vedano promuovere con tempestività, da parte delle pubblica amministrazione, segnali concreti di sostegno e contributo.

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