Genova-Italia e il Partito degli affari

Scritto da vari

Genova-Italia kaput-mundi
Tra  destra e sinistra trionfa il partito degli affari


di un gruppo di cittadini italiani di Genova

(alias Roberto Straneo, Giorgio Bruni, Enrico D'Agostino, Roberta Bottaro, Simonetta Castiglion, Christian Abbondanza)

 

Usare la gente per il proprio interesse e i propri fini non è proprio sinonimo di Democrazia e Buon Governo. Accantonare il principio di rappresentanza delle istanze dei cittadini a favore del l’accondiscendenza verso i poteri forti significa potere delle oligarchia. Annullare ogni principio di etica e questione morale nella gestione della cosa pubblica svilisce il ruolo delle Istituzioni deprimendo il senso dello Stato.
Questa è l’Italia ed in essa Genova, il 27 luglio 2006.

Nella Camera, dopo la stagione delle leggi vergogna, si usa la realtà drammatica di un sistema carcerario divenuto - per responsabilità politica dei Governi dell’ultimo decennio - una discarica sociale dove la finalità del recupero è sostituita dalla negazione della dignità. Viene usata perché il provvedimento dell’indulto non è discusso per risolvere il problema, nella restituzione della dignità ai detenuti come in tutti paesi civili e sottraendo alla gestione penale problematiche che con essa hanno ben poco a che fare (immigrazione, tossicodipendenza, povertà), bensì viene usato per garantire, ben oltre le leggi vergogna, approvate dal governo Berlusconi, l’impunità a corrotti e corruttori, truffatori, arrivando anche a coloro che trattano il voto di scambio con le mafie. Una vergogna figlia della stessa trasversalità che qualche giorno fa aveva respinto la proposta d’impedire a condannati di mafia di entrare nella commissione antimafia, l’identica approvazione “bipartisan” dello scellerato patto sulla giustizia nella commissione Bicamerale di D’Alema.

Solo pochi parlamentari dell’Unione hanno votato contro una proposta d’indulto viziata dalla volontà di proteggere e tutelare i potenti tra cui molti parlamentari di destra e di sinistra. Ma uno dei principi con cui l’Unione si è presentata agli elettori non era quello di ristabilire che la Legge è uguale per tutti, e che non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B?

Ma è giusto: l’indulto salverà quella persona condannata a un anno quattro mesi e otto giorni (in appello) perché colpevole di rapina di uno shampoo a mano armata di yogurt e ugualmente Cesare Previti per la corruzione di giudici o Callisto Tanzi che ha distrutto la Parmalat e ridotto sul lastrico migliaia di onesti azionisti. Vale certamente per chi è finito in carcere perché aveva come unica speranza di sopravvivenza quella di immigrare, e vale anche per i furbetti del quartierino, e perché no a Toto vasa vasa Cuffaro o Marcello Dell’Utri.

Nel Consiglio comunale di Genova alla faccia di tutte le ricerche scientifiche che dimostrano la pericolosità per la salute degli esseri umani, oltre che dell’ambientale, su proposta del “grande sindaco progressista e no-global” viene approvata in tutta fretta la decisione di adottare una “nuova”, anzi “super innovativa”, tecnologia per eliminare i rifiuti: l’inceneritore.

Nel resto d’Europa dove li hanno sperimentati e subiti per decenni li dismettono, ma, nella Ge-Nova, si va più avanti, talmente avanti che si torna al punto di partenza degli altri. Naturalmente la “tutta fretta” è necessaria per avviare un’altra grande innovazione: procedura ristretta di appalto-concorso, attraverso il “dialogo competitivo”. Quindi ci si sbrighi a votare, perché il mercato delle vacche si deve aprire e avanti a chi offre di più…..la trasparenza ed il controllo sono optional, proprio mentre diversi studi dimostrano, ad esempio, che dietro al business dei rifiuti si sa nascondere bene, e cresce sempre di più, l’azione delle mafie.

Anche qui gli elettori dell’Unione avevano un’altra idea, l’hanno espressa, hanno portato studi su studi, hanno fatto parlare esperti, scienziati per dare l’informazione necessaria ai consiglieri comunali per valutare con coscienza e sceglier quindi di bocciare l’inceneritore e imboccare altre strade. Il Sindaco ha garantito alle migliaia di persone che hanno accolto l’appello di Grillo: “valuteremo” con attenzione! Infatti, nessun rinvio, anzi seduta anticipata e mentre si discuteva e poi si votava, pochi di questi cittadini si sono potuti avvicinare alla Sala Rossa, dove potevano guardare negli occhi i loro rappresentanti, motivo addotto l’ordine pubblico. Per chi non ha potuto vederli ecco chi ha votato contro: i consiglieri di R.C, Verdi, Lega,Liguria Nuova, coraggiosamente Fulvio Molfino e Bruno Delpino dei DS, si è astenuta Angela Burlando indip. DS, FI non ha votato, mentre AN, DS compreso il presidente regionale dell’Arci Massimilano Morettini, Margherita, UDEUR e gli altri del Gruppo Misto hanno votato a favore (31 si 8 no 1 astenuto).

La rappresentanza delle istanze dei cittadini, la coerenza ai programmi presentati agli elettori l’hanno incenerita, ma tanto c’è l’indulto... ed il partito degli affari, quello che usa altre sedi per decidere e far decidere, segna un altro punto, dopo quelli messi a segno a Savona, per esempio, con le colate di cemento selvagge sulla costa e sui borghi storici, o dopo le approvazioni rapide e silenziose dei progetti della TAV. Ma la Sinistra non era diversa?

Quanto ha ragione Adriano Sansa quando dichiara che i Ds sono legati ad interessi economici, di bottega e affaristici. Una parte di Genova e Savona sono in queste mani.
Quanto ha ragione Beppe Grillo: mandiamo a casa i dipendenti che non rispettano il contratto!
La strordinaria partecipazione di liberi cittadini, pensanti (a differenza dell'arrogante Tiezzi, solo per citarne uno), è la speranza concreta che l'impegno civile possa vincere su queste vergogne e correggere scelte scellerate..., che - come sembrava aver dichiarto l'Assessore Veardo alcune settimane fa - sono dettate e decise da lobby ben precise, fuori dai luoghi istituzionali preposti.

FacebookFacebookTwitterTwitterGoogleShareGoogleShareGoogleGoogleLinkedinLinkedinMySpaceMySpaceWindowsLiveWindowsLiveBloggerBlogger