Onore di Pianti - 23 maggio - Genova

Scritto da Ufficio di Presidenza




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 Sono le 16:30 da poco passate ed in pochi ci si ritrova all'appuntamento. Arrivano i "grillini", alias gli amici di Beppe Grillo del meetup di Genova. Parliamo del silenzio che ha avvolto questo drammatico anniversario. Arrivano le troupe di Telecittà e Telegenova, che ringraziamo insieme alla redazione del TG3 Liguria.
11 sono le Gerbere Gialle che abbiamo posto alla targa in ricordo di Falcone, Borsellino e dei "loro compagni di sacrificio". Gerbere Gialle perchè sono il fiore della memoria, unidici perchè undici sono le vittime delle stragi di Capaci e Via D'Amelio.
Decidiamo di iniziare e una volta che "il ricordo" inizia si avvicinano le persone, arrivano volti conosciuti e che non dimenticano, si ferma gente, qualche giovane, anche se pochi.

 Christian Abbondanza, per la Casa della Legalità, sottolinea l'esigenza di ricordare le vittime degli attentati di Capaci e di via D'Amelio, i magistrati e gli agenti caduti nella lotta alle organizzazioni Mafiose. Un ricordo che non può cadere nella retorica e che quindi ci impone di impegnarci per contrastare le mafie, al sud come al nord, di opporci con fermezza agli attacchi diffamatori contro i magistrati in prima linea, per pretendere uomini e mezzi per chi deve indagare, ma anche per far sì che la lotta alla mafia non venga solo delegata a giudici e agenti, ma sia dovere morale di ogni cittadino, come impegno civile e culturale. In Italia i giudici che combattono le mafie vengono denigrati e diffamati, è successo a Falcone e Borsellino che con queste sono stati isolati e poi uccisi.Un attacco che è proseguito contro Giancarlo Caselli che con il Pool di Palermo che ha "osato" arrestare e condannare i responsabili delle stragi, arrivando al "livello politico" facendo sì che Giulio Andreotti fosse riconosciuto colpevole di associazione mafiosa (sino alla primavera del 1980) e si è visto bloccare la strada per concorrere alla Procura Nazionale Antimafia, con una legge contra-personam. Un fatto gravissimo che non ci ha visto abbastanza vivi e indignati da poter fermare questa indecenza. Occorre quindi denunciare quel sistema dell'informazione che deve umilmente vergognarsi dei silenzi e delle ambiguità, di non aver ricordato questa data e di non aver coraggio di citare la parola mafia ed i nome dei mafiosi.
Come ha sottolineato Piero Grasso, bisogna colpire coloro i quali nella politica, nelle istituzioni e nella finanza proteggono e aiutano i boss e le loro organizzazioni mafiose.
Dobbiamo vincere il silenzio, l'oblio e l'indifferenza di quanti "vedono e passano", come se il problema non esistesse, o fosse lontano. Nella lotta per la legalità, nell'azione di contrasto alle mafie, mostrarsi o essere indifferenti significa essere complici, noi dobbiamo invece mostrarci vivi, cioè presenti ed attenti, capaci di non tacere e non cedere a minacce, intimidazioni o tentazioni.
Dimostrarci vivi, significa anche pretendere verità e giustizia anche per quelle decine e decine di morti ammazzati innocenti senza nomi importanti o cariche che solo in Calabria in meno di due anni hanno visto cadere sotto i colpi della 'ndrangheta anche bambini e dove dopo anni si attende ancora il certificato autoptico. Domani a Siderno, organizzata dai genitori di alcuni di questi ragazzi ci sarà la marcia del silenzio per : Gianluca, Massimilano , Paolino e tutti gli altri.

 Adriano Sansa, ha indicato quella targa che con Giancarlo Caselli, quando lui era Sindaco e Caselli alla Procura di Palermo, fu scoperta con l'impegno a non dimenticare il sacrificio di Falcone e Borsellino. Vedersi così in pochi è grave perchè dimostra che la memoria è smarrita, che il tempo passa troppo in fretta e che i bambini che passano e vedono quei nomi rischiano di non sapere chi siano e cosa rappresentino. Non dimenticare, come a tutte quelle manifestazioni sulla resistenza a cui è intervenuto come uomo delle Istituzioni, ma soprattutto come cittadino . Ricordare quei volti che tr i tanti che accettavano la dittatura fascista hanno scelto di combattere per la libertà, mettondo in gioco la loro giovane vita. Questo non significa che questi volti non rappresentassero la voglia di vivere, così come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che avevano una grande voglia di vivere non si sono sottratti al sogno di libertà e giustizia.
Quando ci ritrovammo qui con Giancarlo Caselli a dedicare questo spazio a loro, si prese l'impegno solenne di non dimenticare. Io sono qui anche per questo, ma la città, per cui io allora presi questo impegno non c'è. E' grave che nessun giornale oggi abbia ricordato, perchè se nessuno ricorda quei bambini che passano sotto quella targa non sapranno mai.
Resta quindi il dovere morale, come cittadini, di non dimenticare e pretendere impegno. Alle ultime scadenze elettorali e politiche è stata troppo debole l'istanza dei cittadini sui temi della legalità, della corruzione e della lotta alla mafia.
L'Italia è l'unico paese al modo ad avere più di un quarto del propio territorio, controllato dalle organizzazioni mafiose che sostituiscono il loro potere e la loro legge a quella dello Stato, siamo l'unico Paese dove la corruzione e l'assenza di rigore morale permette alle mafie di espandersi in tutto il territorio e condizionare la vita e i servizi pubblici.
E' possibile dire che siamo in grado di sconfiggere mafia e camorra, occorre per questo un impegno continuo, integerrimo e assoluto.

 Enrico D'Agostino, della Casa della Legalità, per testimoniare l'adesione alla Marcia del Silenzio di Siderno e per ricordare tutti i morti ammazzatti dalle mafie e che ancora attendono giustizia, ha letto una poesia di un ragazzo di Locri, Sacha:

Il Mio Cammino

Cammino,
sembro un povero bambino.
Sto cercando la retta via,
che un giorno sarà mia.
Devo capire cosa fare,
ma non devo scappare,
perchè sarebbe sono inutile.
Devi trovare una persona gentile
che ti potrebbe anche amare,
e che quando la vedi ti senti bollire.
Il cuore scalpita come non mai,
e lo sai,
e hai capito che ti sei innamorato,
però,se ti lascerà,ti sentirai
abbandonato.
Devi continuare il cammino,
puoi pure fermarti nel posto più vicino,
ma questo cammino lo devi finire
così i risultati puoi vedere.
Quando finirà sarai in un posto migliore
e tante persone potrai seguire.



LETTERA APERTA AI DIRETTORI  E CAPIREDATTORI DE:
- IL SECOLO XIX
- GENOVA - LA REPUBBLICA
- CORRIERE MERCANTILE

PER UNA VOLTA PROVATE UMILE VERGOGNA!

Non comprendiamo come si possa dirigere o coordinare redazioni giornalistiche importanti e tacere, ignorare anniversari tragici come il 23 maggio. 
Comunemente, con quanti abbiamo ricordato Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte oggi nel Porto Antico di Genova, siamo convinti che dobbiate provare umile vergogna!





Chi vede, si volta e passa...
L'indifferenza è complicità, è come quando si nega che il problema mafia sia anche al Nord, anche a Genova, per non disturbare o per non rompere equilibri consolidati di convivenze o connivenze "indicibili".







Un doveroso sincero ringraziamento alla Porto Antico spa che ha rinnovato la piena disponibilità ad ospitare la commemorazione. Un ringraziamento particolare ai responsabili degli Uffici Accoglienza/Vigilanza, Manifestazioni ed all'Area Menager, Renato D'Agostino.

Grazie anche agli agenti delle Forze dell'Ordine che hanno assicurato, con la loro presenza prima e durante la manifestazione, il regolare e tranquillo svolgimento di questo "ricordo".

Grazie anche all'associazione regionale del Lazio "Antonino Caponnetto" che ha aderito alla manifestazione del 23 maggio a Genova ed alla "marcia del silenzio" del 24 a Siderno.

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