I molti volti dell'intimidazione mafiosa

Scritto da Ufficio di Presidenza

La criminalità organizzata di origine siciliana, quella delle famiglie mafiose legate al clan di Madonia ed Emmanuello, continuano a svolgere attività illecite in diversi settori: dall'edilizia, al caporalato, dall'estorisione e l'usura al pizzo, dal gioco d'azzardo al giro di scommesse, senza tralasciare gli altri settori tradizionali, come lo spaccio. E' di pochi giorni fa la notizia dell'arresto di diverse persone legate alla famiglia dei Fiandaca. Ancora qualche settimana prima era arrivata la notizia che il grande vecchio dei Maurici era stato sorpreso dagli agenti dell'Arma dei Carabinieri, sottoposto al regime degli arresti domicialiari, tranquillamente fuori dall'abitazione. Prima del Cammino segni di nervosismo pesanti sono venuti da uno dei Ferro, arrestato per aver massacrato un vigile in pieno giorno in una delle vie principali di Certosa. Prima e dopo il Cammino sempre pesanti sono state le minacce, anche davanti agli agenti dei Carabinieri, da parte di un tipico personaggio da manovalanza mafiosa, il Barrese, nei nostri confronti. Intanto l'Ansalone si è fatto trovare al nostro rientro da Locri proprio sul retro della nostra sede con quel classico ghigno che ha rovinato l'immagine della sicilianità. Questo come altri fatti, strani ed ambigui, già denunciati alle autorità competenti...

Tutto questo è seguito ai pesanti attacchi da parte di alcuni esponenti della "Comunità riesina" sul sito di riesi.com, nella discussione di piazza (che ora sembra essere stata chiusa). Attacchi diffamatori, mistificazioni e inviti a "lasciare in pace la comunità riesina, smettando di chiedere di segnalare e denunciare alle autorità fatti e persone". Principale artefice degli attacchi in questo ambito è stato lo zì venè, alias Venanzio Maurici. Abbiamo risposto con chiarezza e nettezza (clicca qui), abbiamo pubblicato documenti, "un'altra storia", per dimostrare dove stava e sta la verità.

Ora rientrati da Locri sono avvenuti alcuni episodi, frutto di criminalità comune o intimidazioni mafiose? Hanno avuto come bersaglio il Segretario della Casa della Legalità, Enrico D'Agostino (già vittima di minacce e intimidazioni negli anni passati da parte degli ambienti di Cosa Nostra e seguiti in allora da Oscar Fioriolli, e principale oggetto -insieme ad Abbondanza- degli attacchi della "comunità riesina virtuale". Tutto denunciato già alle competenti autorità, dall'apertura del furgone, ad una telefonata per recarsi (per un lavoro si intende) vicino alla Concordia ( il principale circolo nella "piccola Riesi" ), ad un furto nel magazzino della sua ditta.

Inoltre non vorremmo che questi fatti siano riconducibili alla questione della festa della Madonna della Catena.Infatti anche quest'anno la Parrocchia di San Bartolomeo della Certosa non ha voluto organizzare la processione-festa della Madonna della Catena. Giusta decisione assunta per evitare che venisse strumentalizzata la sacralità e la fede della comunità parrocchiale, per coprire incontri e "scambi" tra le "famiglie di Cosa Nostra". Nonostate ciò sia ben chiaro qualcuno, come lo zì venè, continua a dire che quella dell'ultimo weekend di maggio a Genova Certosa sarà la festa della Madonna della Catena, mentre invece è la celebrazione Mariana, con la festa della comunità parrocchiale per la fine dell'anno scolastico, degli scout e delle famiglie.

L'Ufficio di Presidenza

 

 

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