Sale il nervosismo...cambia il vento

Scritto da Ufficio di Presidenza

VINCERE LA PAURA UNITI, ANNIENTA LA FORZA DELLE MAFIE

Questa mattina abbiamo svolto come previsto il presidio presso il mercato di Certosa, nella cosiddetta ‘piccola Riesi’. Eravamo abbastanza per fortuna, con il materiale per la promozione delle attività civili di contrasto alle mafie che portiamo avanti, soprattutto del “Cammino contro le mafie” e dell’appuntamento con i ragazzi di Locri del 22 marzo 2006...

Durante la distribuzione dei volantini della grande e colorata giornata di mercoledì prossimo e delle cartoline per chiedere “Verità e Giustizia per Nicola Calipari”, abbiamo enunciato anche la necessità di non chinare il capo davanti ai piccoli o grandi mafiosi che operano anche nel nostro territorio. Abbiamo ricordato i nomi delle “famiglie” attive di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta, pronunciandoli a voce alta. Abbiamo detto che denunciandoli è possibile colpirli, come dimostrano i recenti arresti per l’usura e che è anche possibile confiscare i patrimoni dei mafiosi, da utilizzare per fini sociali, come successo con i Fiandaca del Clan di Madonia. Abbiamo detto che qualcuno quando ha visto girare per queste strade il Signor Emmanuello, latitante, reggente del clan di Caltanisetta, ha girato il capo e abbassato lo sguardo. A quel punto la “manovalanza” di Cosa Nostra non ha più retto e dalle urla d’insulto si è passati alle minacce ad un palmo dal naso, in mezzo alla folla del mercato, pronunciando le frasi di rito. Noi siamo rimasti fermi a chiedere al soprannominato “la bestia” di dire che lui conosce quelle persone e chi l’ha mandato…Alla fine è lui che si è allontanato, perché noi non abbiamo ceduto ne un centimetro di strada ne chinato il capo.

Dal quel momento in molti sono venuti a stringere la mano, a dire cose risapute ma che nessuno mai aveva avuto il coraggio di pronunciare in mezzo alla “piccola Riesi” e chiedendo di tornare, erano i passanti ed esercenti del mercato.

Dopo aver concluso la distribuzione di tutti i volantini, abbiamo ricordato l’invito per tutte le persone che non vogliono più chinare la testa al passaggio ed alle richieste delle mafie, anche quando vengono portate dal Signor ‘zi Venè’, l’”autorità” di quelle strade e che si può, uniti, vincere la paura e far crollare la forza di questi signori nessuno. Quando si è citato poi che anche i Commercianti hanno aderito, con il Civ Mille Passi per Certosa, alla manifestazione del 22 marzo, il vecchio Maurici è partito come razzo verso il Civ…chissà cosa sarà andato a fare, forse sente il terreno tremare sotto i piedi come quel Ferro che ha pestato un agente della Polizia Municipale qualche giorno fa in pieno giorno, accanto ad una Chiesa. E a quel vigile va ancora una volta tutta la nostra solidarietà.

Noi andiamo avanti ed ogni giorno aumentano le persone, soprattutto i ragazzi, che vogliono sapere, che si informano e che vogliono poter chiudere la storia delle mafie per salvare il proprio futuro…Battiamo, davvero, un colpo e cambiamo il Paese.

 

P.S. Abbiamo notato che la tradizionale sede di discussione virtuale usata dai personaggi sopracitati dopo l'articolo di sabato scorso, si è svuotata...cosa vorrà dire? forse che la "cumbriccola è schiazzata", a buon intenditore poche parole.

Proviamo a dare un consiglio a lor signori. Sembra che i magazzini strabocchino di carciofi, e che nemmeno con l'organizzazione dell'abusivismo commerciale riescano a smantirli...lì usino contro il lorgorio della vita moderna, diceva una pubblicità d'altri tempi...dal livello di nervosismo ce nè bisogno!

 

 



Genova, 13 marzo 2006

Sale il nervosismo perchè cambia il vento... stringiamoci sempre di più le mani
del Consiglio Direttivo della Casa della Legalità

 

Stiamo notando, dal fine settimana scorso, un forte aumento del nervosismo negli ambienti della criminalità organizzata presente a Genova. Si sta mostrando con diversi atti e atteggiamenti volti a lanciare messaggi a vari fronti. Oggi l'arresto di uno dei Ferro di Riesi, con precedenti penali, per violenza e aggressione verso un vigile urbano vicino ad una Chiesa di Certosa. Sono segnali pesanti che testimoniano che i sodalizi criminali sono sempre più isolati, che dicono che sentono il terreno scricchiolare. Il muro di silenzio che li avvolge, la paura che gli ha dato forza nel passato, viene meno giorno dopo giorno.

Combatterli e sconfiggerli è possibile, quando all'azione preventiva e repressiva si aggiunge il risveglio delle coscienze degli individui, quando chi vuole giustizia e legalità sa stringersi e operare, camminare, insieme.

Nessuno può restare solo davanti alle minacce ed alle intimidazioni, alle prepotenze e violenze, portate dalle mafie. Chiunque sia oggetto di attacco troverà gli altri che si stringono intorno, a scudo civile e morale. Questo unirsi delle coscienze e dei gesti quotidiani, erode quella paura e quell'indifferenza di cui si nutre la mafia.

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