Erzelli...un ennesima edificazione collinare

Scritto da Andrea Agostini

Erzelli, piccola storia e molte domande su una ennesima edificazione collinare

Alla fine la maggioranza comunale tra perplessità e mal di pancia ha partorito il topolino.
Gli erzelli si faranno ( forse ). Gli interventi di critica da sinistra come da destra e le perplessità interne alla stessa maggioranza sono molte e per nulla fugate dagli interventi degli amministratori e del professor Castellano. Per arrivare al dunque bisogna fare un po' di storia...




L'operazione Erzelli
nasce negli anni novanta quando un importante imprenditore della  logistica che siedeva in consiglio comunale nelle file della maggioranza si aggiudica l'area per un pugno - un pugnetto invero - di soldi mentre l'amministrazione non intende aggiudicarsi quell'area e una volta passata in proprietà ad un imprenditore " amico " non pone alcun paletto sull'uso dell'area per impedirne l'ovvio e prevedibile degrado.
Il passo successivo si ha pochi anni dopo quando la maggioranza approva il nuovo piano regolatore con una precisa e vincolante opzione politica : mai piu' quartieri in collina ( i disastri sociali, ambientali ed economici di Voltri due, Lavatrici, via Maritano, Val Torbella , quarto sono ben chiari e visibili a tutti ).
Ma ecco la svolta. Nel duemiladue col patronaggio del professor Castellano e di Renzo Piano parte la proposta: facciamo agli Erzelli la nuova cittadella della scienza, con una occupazione garantita e di qualità, aziende pronte a delocalizzare a Genova attratte da un'area perfetta per le loro esigenze e un grande parco il piu' grande , il piu' bello. Renzo piano si spinge fino a rivendicare al progetto il compito di sanare la ferita del ponente in campo ambientale con un progetto che diceva basta alle solite edificazioni collinari, ai soliti supermarket all'infinita distesa di capannoni e svincoli figli di una gestione del territorio che lo ha sempre e ripetutamente massacrato.
Tutti incantati dal pifferaio magico, tutti affascinati, tutti d'accordo...unanimita' - noi non contiamo, non votiamo nelle assemblee elettive -.
E quindi via a vele spiegate verso l'Olimpo sopra Cornigliano..........
Ma ecco i primi intoppi , ecco i primi sommovimenti, le richieste di modifiche del progetto che deve essere piu' redditizio per i proponenti, la modifica della composizione della società per il progetto Leonardo ( banche e immobiliari milanesi con una piccola percentuale , residuale ancora nella disponibilità del professor Castellano ).
Per Renzo Piano è un vero e proprio atto di lesa maestà ( per noi era largamente prevedibile e detto e scritto da tempo ) Sta di fatto che Piano se ne va non disponibile a un progetto " con villette a schiera " che soddisfi le esigenze di redditualità finanziaria dei proprietari ( banche ed immobiliari ).
E così orfani del nume tutelare di fama mondiale il progetto riveduto e corretto (quasi triplicata la destinazione residenziale) arriva a Tursi e viene approvato, non senza mal di pancia e opposizioni di residenti e associazioni.
Appare chiaro che la stessa maggioranza che ha sostenuto la politica popolare e populistica dei quartieri dormitorio e dei capannoni genovesi non sarebbe arretrata davanti all'ennesima prova di coerenza. Del resto tutta la vicenda di questa amministrazione e della sua maggioranza in consiglio è la storia di un sistematico degrado ambientale del territori portato avanti a colpi di varianti al piano regolatore ( varianti sempre e solo per costruire ) , di trasferimenti di volumi a carico delle aree ambientalmente piu' pregiate della città ( e piu' redditizie per le immobiliari ) , di sistematico abbandono dei cittadini che a Sestri, a Sampierdarena, a Pegli , in val Bisagno come nel levante chiedevano e chiedono ancora con forza il rispetto degli impegni programmatici della amministrazione sistematicamente elusi con esigenze sempre declamate a gran voce di " fare cassa".

Ma tornando agli erzelli ci sono molte domande che hanno bisogno di risposte chiare e certe fuori da populismi o demagogie di parte.

Occupazione.
Il primo motore dell'operazione è quello dell'occupazione , del lavoro, di qualità, pulito, ad alto reddito. Purtroppo la presunta lista delle aziende pronta a trasferirsi a Cornigliano alta , o forse c'è¨ , ma non è certa. Noi non dubitiamo della buonafede del professor Castellano e del Sindaco che lo sostiene convinto. Ma se puta caso le 70 aziende che avrebbero mostrato interesse per l'operazione non si faranno avanti a coprire quel 70% di aree industriali che fine faranno quelle aree ? Ci saranno servite le solite variazioni di destinazione d'uso? O di volumi e di tipologia in corso d'opera? Perchè sia chiaro il consiglio comunale ha votato per fede , non c'è nessun contratto scritto, non ci sono impegni presi da nessuno ( apprendiamo dalle dichiarazioni del professor Castellano che sono 4 le aziende che si son dette pronte a trasferirsi, ma anche qui trasferimenti da una zona a un'altra , nessun incremento occupazionale.

Ambiente. Quelle aree sono inquinate
Pesantemente inquinate . Il recupero di aree simili è molto costoso ma preliminare per legge a qualunque edificazione. Esiste una stima certificata dei costi, e a chi andra' a carico il risanamento al precedente proprietario, al consorzio Leonardo, al pubblico ?

Ambiente bis. Il parco piu' grande della città
E il parco, l'immenso parco dove i figli del consigliere Lecce (capogruppo ds incantato dal progetto ) andranno a giocare sulle altalene chi lo curera'? Perchè un parco , si sa costa e lo sanno bene tutti gli ambientalisti che a Genova stanno tentando di salvare dall'incuria e dagli assalti cementizi e privatistici i parchi comunali. Questa maggioranza ha costantemente negli anni ridotto gli investimenti nel verde pubblico e ha sistematicamente concesso ai privati di invadere ed edificare nelle aree di verde di pregio ( pubbliche e private ). Niente di vietato, è la linea di politica urbanistica ed ambientale che questa amministrazione ha portato con il consenso della sua maggioranza in piena coerenza con la storia della gestione ambientale della città negli ultimi decenni. Ma certo pensare che questa amministrazione in scadenza e questa maggioranza consiliare che si ripropone agli elettori sapra' tutelare e gestire il verde cittadino e' una cosa che alla luce della storia fa ridere i polli.

Ambiente tris. In quell'area arriverà traffico, molto traffico,
sia privato che industriale e col traffico i soliti problemi di intasamento e di inquinamento di un'area notoriamente molto piu' che satura. Anche qui nessuno studio preliminare proposto ai consiglieri su costi delle infrastrutture. Altro che ferita sanata. Qui ci vogliono mettere il sale sulla ferita.

Ambiente trasporto pubblico
Ovviamente un nuovo quartiere ha bisogno di un servizio di trasporto pubblico. In attesa di funicolari, cremagliere, auto elettriche e quant'altro vorranno progettare e costruire ( ma siamo solo ai primi approcci ) c'è da fare i conti coi costi. Una linea di Bus costa ( mediamente ) 500.000 euro l'anno. L'azienda , recentemente privatizzata sta tagliando le linee ( in particolare le più costose , quelle collinari ). Anche qui nessuna proposta è stata avanzata, nessun costo è stato esaminato, sempre e solo la fede
immancabile di questa maggioranza nel radioso avvenire della città

Sociale. Un quartiere nuovo ha bisogno di strutture sociali
di presenze significative delle istituzioni in termini di sanità, assistenza , cultura e altro. Siccome in nessuno dei quartieri collinari sopracitati è stato fatto un investimento significativo in questi settori lasciando che il degrado aumentasse negli anni, quale possibilità c'è che questa volta si faccia in maniera diversa?

Ecco queste sono alcune delle domande che noi facciamo, domande inevase sistematicamente da amministratori ed imprenditori.

Non resta che sperare che il prossimo sindaco cominci dalla concretezza dei dati, con la trasparenza degli atti, col lasciare le favole e gli incantesimi ai luoghi del privato dove hanno una valenza inestimabile nell'educazione dei bambini.

Andrea Agostini
presidente circolo nuova ecologia legambiente genova

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