Burlando su Sansa ci risponde, noi gli replichiamo

Scritto da Ufficio di Presidenza

28.06.2007 - da LIGURIA NOTIZIE
GENOVA. 28 GIU. In relazione all'articolo da noi pubblicato "LETTERA APERTA "DELLA CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA" RIGUARDANTE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA CLAUDIO BURLANDO", il Presidente della Regione Liguria replica: "Non corrisponde al vero il fatto che non avrei gradito il commento di Adriano Sansa su eventuali speculazioni sul ponente ligure, tutt'altro visto che invece ho preso le sue parole molto seriamente, tanto da invitare il Procuratore capo di Savona ad indagare in merito." "E visto che la legalità sta a cuore anche a me, ho chiesto di aprire un'inchiesta. Se le cose stanno come sostengono i rappresentanti della Casa della Legalità l'intervento della Magistratura risulta quanto mai opportuno. A questo proposito mi sarei aspettato un plauso proprio per averlo sollecitato e non delle critiche."


RISPOSTA-REPLICA DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA
Apprendiamo dall'agenzia di stampa Liguria Notizie che Claudio Burlando a seguito della diffusione della nostra Nota Stampa di ieri ha fornito la risposta sopra riportata...


Prendiamo atto di questa e ci rammarichiamo per la mancanza di risposta nel merito delle contestazioni mosse nella nostra Nota Stampa, diverse ed articolate. I giochi di parole, come ha giustamente sottolineato Adriano Sansa, sono estremamente pericolosi e disdicevoli. Per interrompere, anziché potenziare, i rapporti di istituzioni - e società da queste controllate -, con imprese che sono indicate dai documenti ufficiali dello Stato come imprese di mafia, non occorre l'azione della magistratura, è nel potere delle Istituzioni. Inoltre la Regione Liguria , ha anche poteri che gli permettono di bloccare seduta stante le speculazioni edilizie e le devastazioni che le colate di cemento programmate sulla costa ligure certamente portano all'ambiente. Non serve un intervento della magistratura per adottare una variante di salvaguardia della costa ligure, bloccando alla radice ogni ipotesi e progetto di cementificazioni. Non ci si può ne mascherare dietro la magistratura, ne dietro gli Uffici Tecnici. Chi ha responsabilità di Governo regionale, e quindi parte fondamentale e decisiva nelle scelte urbanistiche, deve assumersi le responsabilità e non giocare con parole e ruoli. Esempi: presentare denuncia all'autorità giudiziaria per i progetti di edificazioni presentati ed approvati (e realizzati!) nonostante fossero in palese violazione di normative di legge e disposizioni urbanistiche; bloccare e rivedere, con volumetrie drasticamente inferiori e maggiori spazi pubblici verdi e attrezzati, il progetto che è stato - invece - approvato due giorni fa dalla Regione per l'area dell'ex manicomio di Cogoleto (sponsorizzato dall'ex sindaco di Cogoleto Luigi Cola). Questi, due esempi tra i molti possibili, insieme all'adozione di una provvedimento di moratoria di tutte le cementificazioni (che non siano il semplice restauro dei volumi esistenti) sulla costa ligure, sia residenziali, che commerciali, portuali e di auto-silos (partendo dal bloccare quelle approvate negli ultimi 5 anni). In questo modo si raccoglie l'inquietudine e si risponde alle esigenze di abitanti e ambiente. Se si voleva accogliere le preoccupazioni di Sansa e nostre, visto che la magistratura competente sta certamente già operando, occorre che la Regione faccia il suo dovere concretamente in questa direzione e non, come avviene, l'esatto opposto. Anche perché, mentre Burlando rispondeva quanto sopra, il suo Assessore all'Urbanistica, ex Sindaco di Savona, Carlo Ruggeri, continua nell'attaccare Adriano Sansa. Fatto curioso visto che, con Burlando, lui è certamente quello che conosce i particolari più minimi delle speculazioni edilizie, infatti tutte le opere in corso ed in programma dei mattonari in terra di Liguria hanno visto stendere, dalla sua amministrazione, tappeti dorati, mentre il fantomatico "ambientalista" savonese, Franco Zunino (della sinistra radicale, notare bene), non si accorgeva di nulla pur essendo l'Assessore all'Ambiente della medesima Giunta. Caltagirone, ad esempio, non avrebbe saputo, certamente, fare di peggio!

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