Burlando cerca di intimidire Adriano Sansa

Scritto da Ufficio di Presidenza

NOTA STAMPA
BURLANDO CERCA DI INTIMIDIRE SANSA E CHI SI OPPONE ALLE COLATE DI CEMENTO,
ESCE ALLO SCOPERTO IL "PROTETTORE" DEI MATTONARI

Claudio Burlando ha deciso di scrivere al Procuratore Capo di Savona, come risposta alle chiare e fondate critiche mosse, alle speculazioni sul ponente ligure ed il savonese in particolare, da Adriano Sansa. Burlando chiama Scolastico, o meglio gli scrive...

Probabilmente il nome del Procuratore gli ricorda i “grembiulini”, e quindi corre a chiedere aiuto nel cercare di intimidire quanti non tacciono sull’ondata di cemento che l’asse Burlando-Scajola sta facendo scendere sulla Liguria. Certo ci sono grandi firme di architetti di fama mondiale, utile specchietto per nascondere quelle speculazioni (residenze extra-lusso, porticcioli, box e strutture commerciali) che devastano l’ambiente, trasformano radicalmente il paesaggio e violano un armonia tra popolo e territorio. Già questo, già i grattacieli sul mare, le edificazione a diga che spaccano il rapporto (non solo visivo) tra terra, uomini e mare, già le torri moderne in centri urbani storici simbolo della cultura e tradizione secolare dei borghi di riviera, bastano a dare non solo inquietudine, ma disgusto e rabbia. Ma vi è di più. Sansa ha espresso una sintesi dei motivi di opposizione civile e morale alle speculazioni liguri, che molti individui e gruppi, studiosi dell’arte e dell’ambiente, urbanisti e magistrati, associazioni storiche, hanno a loro volta, e da subito, opposto la nettezza della ragione ai progetti di cemento e profitto. Quello di Claudio Burlando è davvero, come lo interpreta Sansa, un messaggio intimidatorio che ha il solo fine di minacciare problemi e ritorsioni a quanti si oppongono alle nuove speculazioni. Un messaggio che è bene ritiri in tutta fretta perché vergognoso! Ma un messaggio inequivocabile, che mette la firma sulla regia, una volta per tutte, dei fiumi di cemento sulle nostre riviere. Infatti Claudio Burlando, ormai, non può più dire che non ha le capacità di valutare, che non conosce il merito dei progetti e gli impatti urbanistici o i costi effettivi delle opere, che gli permise di conquistare l’assoluzione nei procedimenti per il Park di Piazza della Vittoria e quello del Tunnel di Caricamento. ( Sentenza 107 del 15.03.1995 – Sentenza 81 del 12.02.1997). Questa è una firma inequivocabile, non un’interpretazione, come poteva essere quella derivante dal constatare che molti dei nuovi “mostri” sulle coste liguri, vedono anche la firma dell’Architetto Vittorio Grattarola, amico di lunga data di Burlando. Ora non si può più dire che erano solo coincidenze che dietro a tutte le speculazioni, anche quelle approvate con volumetrie “tarroccate”, difformi profondamente dai vincoli, vi fossero le autorizzazioni del suo fedele assessore Ruggeri (ex sindaco di Savona), o quelle delle amministrazioni locali affini al suo stesso schieramento di ex sindaci ora nella sua Giunta e Maggioranza, o ancora quelle sponsorizzate, ad esempio, da sopraluoghi di Scajola e Caltagirone con i “furbetti” di turno. Ora non è più l’ennesima coincidenza che vedeva il presidente del Cda della ViaVai spa, Angelo Tromboni, (società indicata dall’Espresso vicinissima a Burlando, non da noi!) spuntare come mediatore nelle vicende dei progetti di Pesce e Fiorani.
Ora c’è l’avvallo ufficiale, la difesa d’ufficio, firmata da Claudio Burlando. Una intimidazione che coincide - guarda di nuovo le coincidenze - con messaggi di caloroso “invito” a smettere di attaccare “il mattone”, da parte di alcuni esponenti della massoneria, portato ad alcuni di quei protagonisti in terra di Savona della mobilitazione civile. Una forma velata di minaccia che, nuova coincidenza, avviene in contemporanea alla comparsa di manifesti inequivocabili nel savonese (quello riportato a lato, clicca l'immagine per ingrandirla), proprio dell'Impresa Pesce!
Ora Burlando non può non sapere a quali molteplici ragioni fa riferimento Adriano Sansa. Può cercare di ignorarle, ma questo atteggiamento fa trasparire solo arroganza e spudoratezza. Non può infatti negare che la Regione ha compiti, poteri e competenze tecniche per le verifiche ed i provvedimenti in materia. Non può quindi nascondersi.
Inoltre: Non ha mai letto delle denunce di architetti che subiscono minacce perché non hanno falsificato i progetti? Non ha mai letto che dietro a molte delle speculazioni targate Pesce vi è Fiorani con la sua cricca? Non ha letto che ci sono indagini aperte su tutto questo e sui fondi provenienti dalla mafia russa? Strano, non legge i quotidiani locali e nazionali da anni, almeno dal 2004, per non aver notato la vicenda; chi cura la rassegna stampa del Presidente diessino-dalemiano neo-veltroniano?
Non solo. Non sa che in Liguria vi sono imprese di mafia che ricevono appalti e incarichi? Strano basterebbe che leggesse, ogni tanto, le relazioni semestrali della Dia o della Commissione Parlamentare Antimafia, le sentenze ed i provvedimenti giudiziari, ed allora scoprirebbe che vi sono società indicate chiaramente come strumenti di riciclaggio ed infiltrazione negli appalti pubblici controllate delle organizzazioni mafiose, che operano tranquillamente, anche per incarichi diretti degli enti locali o delle società in cui la Regione ha partecipazioni! Scoprirebbe che da una di queste proviene anche il primo collaboratore di giustizia della ‘ndrangheta del nord Italia (Mamone) e ne scoprirebbe altre, che si sono viste ritirare dalla Prefettura competente, a seguito di sequestri preventivi dell’Autorità Giudiziaria, i certificati antimafia.
Non è inquietante questo panorama? Che termine preferisce usare Burlando? Ma dove ha vissuto e governato, in un Tempio “coperto”?
Quanti tratti comuni, in queste speculazioni, negli uomini che vi stanno alle spalle e nelle collusioni che le attorniano, ma anche nel clima intimidatorio, con quella Liguria degli anni Ottanta, quando Presidente della Regione era Alberto Teardo, con la sua associazione a delinquere e quel legame con la P 2 !

L'Ufficio di Presidenza
Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Enrico D'Agostino

 



Riportiamo di seguito l'articolo di Repubblica. Naturalmente sottoscriviamo pienamente le risposte e gli argomenti portati da Adriano Sansa che sono riportati in grassetto.

28.06.2007 – la Repubblica
Sul
progetto della Margonara dura reazione del presidente, che non ha gradito la sortita dell´ex sindaco sui "protagonisti inquietanti"
La battaglia di Fuksas
Burlando contro Sansa
La torre di Fuksas a Savona, che ha già scatenato la fantasia del comico Beppe Grillo e acceso polemiche di tutti i tipi, approda ora sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Savona Vincenzo Scolastico. E ci arriva per mezzo di una lettera del presidente della Regione Claudio Burlando. Al procuratore Burlando chiede di valutare l´opportunità di «un approfondimento» sulle dichiarazioni del presidente del tribunale per i minorenni di Genova Adriano Sansa a proposito di alcuni progetti edilizi che interessano Savona e Albissola Marina.
Secondo il resoconto giornalistico dei lavori di un convegno organizzato da Legambiente, il magistrato genovese - riferendosi al progetto del grattacielo Fuksas - avrebbe affermato tra l´altro che «quel grattacielo è solo una speculazione, e i protagonisti che ci sono dietro sono inquietanti».
E´ il termine «inquietanti» che ha attirato l´attenzione e la preoccupazione del presidente della Regione Liguria, considerata l´autorevolezza della fonte. E´ giusto - osserva Burlando - che le istituzioni siano messe in grado di valutare in modo obbiettivo le circostanze che dovessero emergere dagli eventuali approfondimenti della Magistratura.
«Ho letto i giornali - spiega Burlando - e quando ho visto quei giudizi ho telefonato al procuratore e gli ho fatto pervenire una lettera sottoponendogli il caso. Quei progetti sono all´esame degli uffici e faranno il loro iter, non ho la minima idea di quale sarà il loro esito, questo si vedrà, ma gli uffici regionali possono solo valutarne la compatibilità con la pianificazione urbanistica, con le norme ambientali e con quelle edilizie, tutto il resto non è di nostra competenza».
Al centro del caso c´è il progetto del porto turistico della Margonara con una torre alta 123 metri, disegnata appunto dall´architetto Fuksas, 700 posti barca, parcheggi e varie. I committenti sono due soci: il genovese Giovanni Gambardella e il francese Pierre Noiray che, come scrisse Nice Matin, venne indagato e arrestato - il processo è pendente - per false consulenze che sarebbero state riconducibili a porticcioli in Tunisia e in Italia. Il progetto, o meglio, l´idea progettuale, ha già scatenato fantasie e polemiche. Ha già preso posizione pubblicamente contro la torre proprio Adriano Sansa e nel dibattito è intervenuto l´ex assessore comunale di Genova Bruno Gabrielli, giudicandolo comunque un progetto irrealizzabile. Il patatrac è arrivato il 21 giugno scorso, nell´ambito del convegno.
Adriano Sansa è prima di tutto stupito dell´iniziativa del presidente Burlando. «Se non fosse che fa caldo e non voglio sprecare energie mi metterei a ridere. Ma come elettore della sinistra, che però non commetterà più l´errore di votarla solo per sbarrare il passo a Berlusconi, mi metterei a piangere. Il presidente Burlando si mette a giocare con le parole e forse anche con la magistratura. Insomma, se ora dico che mi inquieta come Burlando governa la Regione lui domani andrà dal procuratore capo di Genova? Il suo mi sembra un cammino di tortuosità politica. La Regione ha uffici, strumenti e funzionari in grado di accertare se dietro a determinate operazioni vi siano delle irregolarità. Invece si chiede alla procura di Savona di andarsi a informare sul perché si inquieta un cittadino che interviene ad un dibattito pubblico. E´ un percorso che, mi pare, abbia anche un sapore vagamente intimidatorio. Adesso chi parteciperà ad un convegno dovrà stare attento ad usare determinate parole?».
«Piuttosto - aggiunge Sansa - vorrei che la Regione si inquietasse di fronte a progetti e procedure che rovinano il nostro territorio. Vorrei che rispondesse alle accuse di inadempienza rispetto a leggi ambientali che sono state lanciate proprio su Repubblica dal presidente di Italia Nostra, Federico Valerio». «Infine - conclude l´ex sindaco - inquietante è un termine che non ha una sola lettura, quella criminale. Io mi posso inquietare perché determinati progetti mettono a rischio l´ambiente, perché posso ritenere inquietante un determinato modo di amministrare o di fare l´imprenditore, oppure di come viene interpretato il bene comune».

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