Tra Macrì e spari... nella Valpolcevera

Scritto da C.Abbondanza

Tanto perchè le smentite non mancano a quanti, agli alti livelli Istituzionali genovesi e liguri, sostengono che qui vada tutto bene e le mafie non hanno mai attecchito...ecco una breve rassegna di qualche fatto...


Nicodemo Macrì, della famiglia dei Macrì, della ‘ndrangheta, è di nuovo al centro delle attenzioni. Dopo aver gambizzato un ex Pugile Francesco Dell’Aquila, davanti al night “Le Mosche Bianche” della Foce, in via Pisacane, il 20 ottobre 2006, il Nicodemo fu arrestato a Pontedecimo, nella Valpolcevera, dallo SCO. Infatti il DNA ha tradito lui ed i complici, sempre di origine calabrese. Si sa la Valpolcevera (principalmente da Teglia-Bolzaneto in su) per i Macrì, della Locride, è terra prediletta, dove svolgono molteplici attività lavorative e commerciali, in parallelo a quelle criminali. Ed allora ecco che ora il Nicodemo ed altri stati riconosciuti quali responsabili di una rapina alla gioielleria Pittaluga, di Sant’Olcese, il 13 settembre 2006 e che gli ha reso 70mila euro. La rapina naturalmente a mano armata ora ha i responsabili: Nicodemo Macrì 34 anni, Alfredo Cannizzaro 36 anni, Alessandro Bruzzese 33 anni, Dino Canzanese 29 anni.
Spari nella notte…tra il 28 e 29 ottobre scorsi, in piena notte gli spari hanno preso di mira un bar-pizzeria di Via Negrotto Cambiaso a Rivarolo. L’attività presa di mira è “La strana coppia”, di Giuliano Zappa, già esercente di tabacchi e bar-caffetteria prima a Teglia e poi in via Negrotto Cambiaso. Naturalmente il titolare ha precisato che non ha mai avuto alcun tipo di minacce o richieste. Quando mai in questa zona qualcuno afferma il contrario? Una novità per questa zona ma certamente no! Gli episodi, che gli inquirenti indicavano come legati chiaramente al racket, sono diversi. Diversi episodi passati hanno visto l’uso di armi da fuoco e serrande perforate. Ad esempio una Pizzeria a Sampierdarena ed un’altro Bar proprio tra Sampierdarena e Certosa, quel rione ribattezzato “Piccola Riesi”, terra della famiglia Maurici legata a Cosa Nostra ed il cui esponente di primo piano, Giacomo Maurici, siede anche nel direttivo della neo “Associazione Amici di Riesi” (costituitasi presso il Circolo ARCI la Concordia ) che vede quale presidente il cugino di Giacomo, Venanzio Maurici (che sia proprio il segretario della Fillea Cgil di Genova? Chissà - guardiamo una foto tratta dal sito riesi.com di una festa dell'associazione riesina).
Le solite bazzecole dunque, tra spari e arresti… qui va sempre tutto bene, ed anche un boss mafioso, Rosario Caci, può tornare nella casa che gli è stata confiscata dalla Cassazione in via definitiva, semplicemente con una letterina al Presidente della Repubblica davanti alla quale le Istituzioni locali hanno scelto di lasciargli la casa che lo Stato ha confiscato,… probabilmente pensavano che se una sentenza della cassazione è definitiva ed inappellabile, magari il Presidente della Repubblica poteva travestirsi da Babbo Natale ed in spregio ad ogni legge e norma, regalargli la casa. Davvero è tutto a posto!

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