Davagna, tutta la storia della strada in "zona rossa", le terre del Sindaco,...

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

LA VICENDA DI DAVAGNA

Tutta la storia di quella strada in "zona rossa" che porta solo alle terre del Sindaco,
con gli avvalli della Provincia e troppi silenzi

[con i link a documenti, foto, video, cartografie]

Lo abbiamo sempre detto: la correttezza e la trasparenza della Pubblica Amministrazione è fondamentale per garantire una gestione della cosa pubblica nell'interesse generale dei cittadini. Quando il principio della buona amministrazione viene tradito significa che le scelte vengono piegate ad interessi particolari, di quel "partito - trasversale - degli affari", dei conflitti di interesse, delle clientele, alla corruzione e collusione. In un contesto viziato, in cui l'etica della responsabilità non è patrimonio degli amministratori, vi è una palese Questione Morale, da affrontare radicalmente...



Dopo aver esaminato e sviscerato due esempi di ciò (Celle Ligure e Genova) ora affrontiamo un altro caso che, tra l'altro, non comprendiamo come non abbia prodotto l'intervento di Autorità ed Enti preposti al controllo.


Davagna, Comune della Val Bisagno in Provincia di Genova.

Il Sindaco,Cevasco Candido Claudio, è proprietario insieme alle sorelle Angela Wanda e Rosalba, di alcuni immobili e ampi terreni nella frazione di Dercogna (dalle visure catastali: foglio 60 particelle 62, 466, 693, 694, 695, 24, 27, 58, 62, 176, 321, 345, 428, 33, 34, 816 - ex 56, 820 - ex 61, 52, 813 - ex 83, 53, 82; foglio 53 particella 91 e 92; foglio 61 particelle 24, 120, 152). La moglie del Sindaco Cevasco Candido Claudio, Rita Traverso, è proprietaria del terreno foglio 60 particella 55.
vedi foglio 60 della visura catastale (jpg)  
vedi visure catastali citate (pdf)

La sorella del Sindaco Cevasco Candido Claudio, Angela Wanda è coniugata con Capurro Luciano che è consigliere comunale e già dirigente di Rifondazione Comunista. Un loro figlio, Agostino - detto Danilo - che è Funzionario della Polizia Municipale di Davagna (indicato anche nel sito del Comune). Inoltre il Vigile di Davagna, nipote del Sindaco, Agostino Capurro, con Matteo Capurro, è socio della SE.DA.M. Sas (il primo con 6.000 euro di capitale ed il secondo con 9.000 euro) che si occupa delle onoranze funebri (trasporto, pratiche e gestioni cimiteriali) del Comune di Davagna, ma anche di commercio al dettaglio e all'ingrosso di alimenti, import ed export, gestione diretta e non di minimarker, supermercati e banchi fieristici, produzione di gelateria e pasticceria, somministrazione di bevande anche superalcoliche, bar, ristorante, pizzeria, gestione di discoteche, parchi giochi, impianti sportivi, sale gioco, stabilimenti balneari (a Davagna???), gestione di complessi immobiliari destinati alla comunità rientranti nelle tipologie sanitaria, alberghiera, case di riposo e di cura, istituti geriatrici, istituti di riabilitazione e di ginnastica; gestione di mense spacci e refezioni; vendita fiori freschi;  naturalmente anche con appalti con enti pubblici.

Le solite bazzecole, insomma... che tutti gli Enti vedono ma che nessuno osa mettere in discussione, vecchio o nuovo che sia. Ma andiamo avanti.

I terreni diCevasco Candido Claudio, Sindaco, e family sono boschi, fasce, ma il nuovo PUC -Piano Urbanistico Comunale - varato dal Comune di Davagna, ovvero dall'amministrazione del Sindaco Cevasco Candido Claudio, diventano Pr.
In quei terreni, secondo il provvedimento, sono quindi ammesse (articolo 11, paragrafo 3) nuove costruzioni realizzazione di spazi per il gioco come pallavolo, pallacanestro, bocce, minigolf, tiro con l'arco, ecc., ed altro. Ecco che il valore di quei terreni aumenta... che coincidenza.

vedi nuovo PUC di Davagna (pdf)
vedi estratto della relazione "geologica" allegata al PUC (pdf)
vedi parere sul PUC degli Uffici Tecnici della Regione Liguria (pdf)
vedi altri pareri sul PUC (pdf)

A questo punto occorre considerare che la Provinciadi Genova, ente preposto alla tutela del suolo e relativi a controlli/autorizzazioni, ha inserito nel Piano di Bacino del torrente Bisagno (approvato il 4/12/2001 e modificato il 6/07/2004) inserisce la zona di Davagna (e quella della frazione Dercogna) nella categoria di zona rossa nella particolare zona VI-MA-A"versato insediato  - mantenimento - pericolosità alta". Relativamente a questa zona si legge nel Piano di Bacino: "aree genericamente a più alta propensione al dissesto", e si legge anche che per quanto riguarda le zona VI -MA (soggetto a regime di mantenimento - non quindi MO ovvero di modificabilità)"le norme inerenti il suolo naturale prevalgono rispetto a quelle inerenti la viabilità, l'insediamento, la copertura vegetale...". In merito alla viabilità, il Piano, prescrive: "apertura di nuove strade ad eccezione della viabilità di tipo forestale, delle strade poderali ed interpoderali a servizio dei fondi e delle piste per gli interventi di consolidamento di frane e per le sistemazioni idrogeologiche ed idrauliche e fatta altresì eccezione per la viabilità, anche nelle zone ad alta e molto alta pericolosità... qualora sia tesa a collegare nuclei abitati non serviti o a migliorare la mobilità all'interno degli stessi, finalizzata esclusivamente al servizio dei residenti e per una larghezza non superiore a tre metri, comunque supportata da adeguate indagini e con la realizzazione di tutte le opere che salvaguardino la stabilità del versante".

vedi Piano di Bacino del Torrente Bisagno - fascicolo 4 (pdf)
vedi Cartografia del Rischio - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)
vedi Cartografia Geolitica - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)
vedi Cartografia Geomorfologica - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)
vedi Cartografia Idrogeologica - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)
vedi Cartografia Franosità - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)
vedi Cartografia Uso Suolo - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)
vedi Cartografia Pericolosità - Piano di Bacino Torr. Bisagno (jpg)

Già questo passaggio del Piano di Bacino del torrente Bisagno ci dice che la delicatezza e quindi i vincoli di quell'area - zona rossa, appunto -  non permette quanto previsto dal PUC voluto dall'Amministrazione di Cevasco Candido Claudio. Ma vi è di più, perché il bello deve ancora venire.

In quel bosco, cioè in quei terreni di Cevasco Candido Claudio e famiglia, non arriva la strada, però l'Amministrazione comunale del Sindaco Cevasco Candido Claudio, che ha modificato il PUC trasformando la destinazione ad uso del suolo - come abbiamo visto in Pr (nuove costruzioni,...)-, senza alcuna indagine geologica adeguata (lo affermano gli uffici tecnici della Regione Liguria! - clicca qui), provvede a stanziare circa 150mila euro per allargare una strada esistente, prolungandola sino ai terreni di proprietà sua e della sua famiglia.

Fatto è che la strada voluta dalla Amministrazione del Sindaco Cevasco Candido Claudio, però non collega nuclei abitati, non serviti, bensì passando davanti ad una casa di Cevasco Candido Claudio (nel cui giardino è ospitato il gabbiotto del Cantiere), raggiunge il bosco dei terreni suoi e della sua famiglia. Già qui la questione non regge! Il contrasto con le indicazioni del Piano di Bacino è evidente, palese... ma andiamo avanti...con ordine.

Nel mese di marzo 2003 il comune di Davagna tramite un impresa edile provvede a demolire il muro di contenimento di un terreno privato lungo la strada esistente (particella 75 del foglio 60), ed inizia la costruzione del nuovo manufatto, precisamente nei pressi del civico 22 di via Dercogna. Non appare alcun cartello indicante descrizione dell'opera, direttore lavori, data di inizio e quant'altro previsto dalle normative. A seguito delle richieste di spiegazioni da parte degli interessati (residenti di via Dercogna) i lavori vengono sospesi.

Dalla primavera 2003 all'aprile del 2007 tutto è fermo.
Il terreno il cui muro di contenimento era stato demolito è stato lasciato senza alcuna cordonatura, con il rischio evidente di frana, trattandosi di zona franosa (zona rossa appunto del Piano di Bacino). Il nuovo manufatto, che era stato costruito ed interrotto, peraltro con gli scarichi dell'acqua piovana che scarica nella piazzetta del civico 22, rappresenta un costante pericolo di cedimento proprio dinnanzi al civico 22, in quanto il muro in cemento armato è stato appoggiato su un muro a secco.

A seguito delle lettere di avvio di procedimento di esproprio inviate nel dicembre del2003 (alcuni ancora pendenti in sede Civile), i residenti e i proprietari dei terreni chiedono di ritirare copia della documentazione della pratica di "ampliamento e miglioramento della viabilità in località Dercogna".

Dall'esame della documentazione ritirata in Comune risulta che vi sia un progetto datato 08/08/2003, posteriore, quindi, all'inizio dei lavori (iniziati a marzo 2003), con capitolato anonimo e una "più che discutibile" pubblica utilità in quanto la strada NON andrebbe a servire il nucleo abitato, raggiungibile solo da una stretta e dissestata mulattiere a valle (nucleo abitato totalmente escluso dal percorso della "nuova strada" nonostante abitato da diversi anziani ed anche da un ultracentenario), ma andrebbe a servire solo terreni lontani da dette abitazioni (quelle di proprietà di Cevasco Candido  Claudio e familiari) ed una sola abitazione .


Alle osservazioni dei cittadini la Giunta dribbla. L'amministrazione comunale invia comunicazione con raccomandata informando i cittadini che hanno promosso le osservazioni dando comunicazione della approvazione del progetto con delibera 23 del 12/03/2004.
I cittadini presentano ricorso al Tar di Genova 08/08/2004 e impugnano la delibera, e nell'imminenza dell'udienza di sospensiva fissata l'8/07/2004, il Comune deposita la delibera del consiglio comunale 44 del 09/06/2004 in cui è annullata la delibera di approvazione del progetto per "autotutela".

Nel novembre 2005il Comune affigge il manifesto in cui si informa la cittadinanza che "in data 24/10/2005 la delibera 23 del 24/09/05 di adozione del PUC è diventata esecutiva...".

Il nuovo Piano Urbanistico Comunale prevede, come abbiamo già visto, una radicale modifica della zona in cui ricadono, casualmente per carità, i terreni di proprietà del Sindaco Cevasco Candido Claudio e dei suoi familiari (che per il Piano di Bacino risulta e resta "zona rossa" ad alto rischio). Ma nel nuovo PUC compare anche chiaramente il tracciato della "famosa strada" che porta ai terreni citati e non al nucleo abitato.

In data 13 gennaio 2006 i cittadini ricevono comunicazione dal Comune, con lettera raccomandata, dell'avvenuta Conferenza dei Servizi con la quale si informano dell'avvenuta riapprovazione del progetto della strada con delibera 15 del 21/06/2005 (sulla quale le persone in palese conflitto d'interesse non hanno votato).

I cittadini riescono, non con poche difficoltà, ad ottenere copia di quegli atti e nuovamente si notano  ennesime, gravissime violazioni.
Il progetto è firmato da un geometra e non da un ingegnere.

Progettista e direttore lavori è il geometra Umberto Barillari (Albo Geometri della Provincia di Genova - numero 2910), libero professionista. Peccato che a norma dell'art. 16 R.D. 11.02.1929 n. 274 la competenza dei geometri è limitati alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con l'esclusione di quelle che comportino l'adozione anche parziale di strutture in cemento armato. L'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con deliberazione 99 del 09.04.2002 precisa che l'affidamento della progettazione ad un geometra può essere effettuato nei limiti delle competenze professionali dello stesso, in particolare con esclusione delle opere in cemento armato.
Anche sul Responsabile del Procedimento i conti non tornano.

Il Responsabile unico del Procedimento è il Geometra Bracco Ottavio come risulta dalla Determinazione 10 del 19.02.2007 del Comune di Davagna (capitolo ulteriori informazioni - lettera K). Da data imprecisata, precedentemente era responsabile del procedimento la Dott.ssa Garbarono Francesca. Si ritiene opportuno precisare che il Geom. Bracco è entrato a far parte dell'organico comunale nel 2005, come collaboratore. Nelle determinazione sopraccitata risulta "dipendente di ruolo", certamente quindi ha un'anzianità non pari ad almeno 5 anni come stabilito per la figura del Responsabile del procedimento.

Nella prima decade di febbraio il Comune affigge un nuovo manifesto in cui comunica che con delibera 4 del 01.02.2006 è stato "riadottato" il PUC. Le richieste di accesso alla documentazione vengono ignorate ed i cittadini riescono ad averne copia solo contattando un Consigliere di minoranza.

I cittadini avanzano quindi un ennesima impugnazione al TAR, visto che l'Amministrazione ha nuovamente inserito nel Piano sia la destinazione ad uso Pr sia la nuova "strada". Nel frattempo è stata anche impugnata la delibera di approvazione del progetto della strada comunicata nel gennaio 2006 con ricorso 273/06. In questo ricorso viene anche evidenziato, con perizia geologica, la pericolosità della zona chiedendo la sospensiva.
Il Comune deposita
alla vigilia dell'udienza una perizia del geologo Rosato dove viene evidenziata la necessità di ulteriori accertamenti in "fase geologica esecutiva" (Prot. Comune di Davagna 2620 del 30.03.2006). La sospensiva viene quindi respinta.

Il Comune deposita inoltre un verbale della Conferenza dei Servizi in sede deliberante e le  disposizioni della Provincia di Genova
(provv. 967 del 20.02.2006) che riduce il percorso alla tavola 30 (strada senza sbocco e senza aree di manovra) oltre ad indicare la necessità di revisione progettuale, e della disposizione della Comunità Montana (provv. 498 del 20.02.2006).
vedi Fascicolo con i diversi provvedimenti (pdf)

La cosa è già curiosa perché alla Conferenza dei Servizi la Provincia e la Comunità Montana si presentano con pareri entrambi del 20 febbraio 2007. Ma andiamo ad esaminarne due dettagli.
Rispetto all'atto della Provincia di Genova Area 5 - n° 967 prot. generale 0018999/2006. Qui si afferma che viene, tra l'altro, prescritto: "3. Con riferimento alle criticità rilevate sotto il profilo geologico ed idrogeologico da parte della competente Area 06, e alla luce delle specifiche disposizioni che il Piano di Bacino del Torrente Bisagno dispone nel caso di realizzazioni di nuove viabilità nelle aree omogenee VI-MA "versanti insediati in regime normativo di mantenimento", è necessario che il tracciato in parola sia realizzato con caratteristiche tecniche e costruttive coerenti a quelle disposte dal sopraccitato art. 17, punto 2) lett. a) b) delle Norme del Piano di Bacino del Torrente Bisogno, che di seguito si riportano:
"... 2. a ) norme inerenti il suolo naturale
a1) interventi che richiedono sbancamenti e riporti che modificano negativamente la configurazione morfologica esistente, compromettendo la stabilità dei versanti ed incidono sul territorio producendone l'erosione, il dilavamento e/o l'impermeabilizzazione, fatta eccezione per le serre a tunnel, salvo quanto previsto allo specifico punto c);
a2) attività estrattive;
a3) discariche nelle zone ad alta e molto alta pericolosità riportate nella tav.15;


a4) interventi di qualunque tipo ove sono presenti frane attive e quiescenti, possibili crolli e caduta di massi, innesco ed espansione di "debris flow", sulle conoidi e sulle frange pedemontane attive e potenzialmente riattivabili, evidenziate nelle carte geomorfologiche e della franosità, se non preceduti da opere di sistemazione e riduzione delle condizioni di rischio a seguito di approfondite indagini specifiche di dettaglio;
a5) interventi di qualunque tipo nelle aree a pericolosità alta e molto alta pericolosità riportate nella tav. 15 se non a seguito di approfondite indagini specifiche di dettaglio


b) norme inerenti la viabilità:
b1) apertura di nuove strade ad eccezione delle viabilità di tipo forestale, delle strade poderali ed interpoderali a servizio dei fondi e delle piste per gli interventi di consolidamento di frane e per le sistemazioni idrogeologiche ed idrauliche e fatta altresì eccezione per la viabilità, anche nelle zone ad alta e molto alta pericolosità individuate nella tav. 15, qualora questa sia tesa a collegare nuclei abitati non serviti o a migliorare la mobilità all'interno degli stessi, finalizzata esclusivamente al servizio dei residenti e per una larghezza non superiore a metri 3, comunque supportata da adeguate indagini e con la realizzazione di tutte le opere che salvaguardino la stabilità del versante."

Pertanto il progetto definitivo del tracciato viario deve essere adeguato, così da corrispondere a tali disposizioni, nonché corredato con gli ulteriori elaborati di cui alla circolare regionale n 2077/1988, e dell'analisi in prospettiva sismica ai sensi del D.P.R. 380/2001, prima della formalizzazione del provvedimento finale di conclusione del procedimento di Conferenza di Servizi..."
Rispetto all'atto della Comunità Montana dell'Alta Valle Scrivia  - prot. 498 del 20.02.2006.
L'Ufficio difesa del suolo rispetto alla pratica 961 - prot. 4288 del 2.12.2005, esprime parere favorevole affermando chiaramente che il progettista è un geometra. Qui delle due l'una: o non hanno letto il progetto che prevede strutture in cemento armato e che quindi non può essere redatto da un Geometra, oppure lo hanno visto ma hanno fatto finta di nulla. Stando ai fatti dovrebbe essere valida la prima, considerando che il Presidente della Comunità Montana è Marco Bagnasco, ovvero Consigliere Comunale di Davagna (l'ente e l'organismo che ha approvato il progetto) e già vice-sindaco del medesimo Comune in questo stesso mandato. Ma andiamo avanti, perché vi è un passaggio strepitoso nelle considerazioni che rende evidente quanto sia curioso questo "parere favorevole". La ComunitàMontana, nell'atto prescrive che: "tutte le scarpate e le superfici nude che verranno a formarsi a seguito dei movimenti di terreno devono essere opportunamente profilate, sistemate con angoli di attrito idonei come suggerito dalle relazioni tecniche e/o geologico-tecniche eventualmente allegate ai progetti."."EVENTUALMENTE"???? Ma come, viene fatta una prescrizione a rispettare delle relazioni che eventualmente ci sono??? Ora: se ci sono devono averle lette e, quindi, la Comunità Montana deve sapere se ci sono o no; oppure, se quelle relazioni non le hanno lette, come fanno a prescrivere di rispettare le indicazioni in esse contenute???
vedi fascicolo provvedimenti e lettere Uffici Provincia (pdf)
vedi documento della Comunità Montana

Particolare forse irrilevante: dove sono queste relazioni geologiche? Dove sono gli studi sullo stato del suolo, delle problematiche idrogeologiche? Come può averle realizzate un Geometra? Inoltre non era lo stesso Comune di Davagna davanti al Tar ad aver depositato una perizia del geologo Rosato dove viene evidenziata la necessità di ulteriori accertamenti in "fase geologica esecutiva" (Prot. Comune di Davagna 2620 del 30.03.2006)??? Ma andiamo ancora avanti...

E' nello stesso atto della Provincia n° 967 prot. generale 0018999/2006 che si evidenzia - ma poi ignorandolo - che vi fosse da parte dell'Area 6 Difesa del Suolo un parere non favorevole."Esaminati gli elaborati predisposti dal Comune a corredo della variante urbanistica e del progetto in questione... con la nota 4779/2006... conclude con una VALUTAZIONE NON FAVOREVOLE". Come è possibile che il parere dell'area competente - considerando che siamo in una zona rossa del Piano di Bacino del Torrente Bisagno, ovvero zona ad alto rischio - venga ignorato? Non è dato saperlo.

I cittadini impugnano i provvedimenti, sottolineando la contraddizione e le lacune.
Il Comune di Davagna al parere non favorevole dell'Area 6 risponde chiedendo una "deroga" che viene concessa - con provv. 73532 del 04.07.2006 - ribaltando il parere 4479.

Nel marzo 2007 a seguito di un ulteriore esposto dettagliato degli abitanti l'Area 6 della Provincia risponde confermando che le perizie devono essere effettuate prima dell'inizio dei lavori.
Peccato che il Comune, nel marzo del 2007 appalta i lavori - con una gara informale con procedura negoziata - alla "SCAVI & AUTOTRASPORTI srl" di Ceranesi, per un importo di 107 mila euro ed il 18.04.2007 iniziano i lavoro. Ma le perizie? Gli studi sul sottosuolo? Non ci sono. I cittadini inoltrano al Sindaco una diffida il 20.04.2007 alla quale il Comune risponde senza dimostrare o indicare alcuna esecuzione delle perizie, e fa proseguire i lavori incurante della criticità della situazione geologica e del rischio per la pubblica incolumità.

La tecnica di esecuzione dei lavori è ben diversa dalle istruzioni e prescrizioni impartite dai diversi Enti (Provincia e Comunità Montana). Il carotaggio non vengono effettuate, ed anziché procedere alla realizzazione dell'opera a piccoli tratti: un muro lungo oltre 10 metri è stato costruito in un'unica campata!

Il 20.07.2007 dopo l'ennesimo ricorso 635/07, con cui gli abitanti impugnano le modalità di aggiudicazione della gara, e dopo 3 mesi dall'inizio dei lavori, arrivano i carotaggi. Evidenziati dalle foto effettuate dagli abitanti.

L'unico documento sullo stato del suolo di questa "zona rossa", ad alto pericolo, sono 3 pagine del Geologo Prof. Pietro Maifredi. Datate 24.07.2007 (quattro mesi dopo l'inizio dei lavori!).
In queste "Considerazioni geologiche sull'avanzamento dei lavori di costruzione della nuova strada comunale in Dercogna alta in Comune di Davagna (GE)" viene affermato, tra l'altro:
"La finalità dell'opera, è quella di "rendere raggiungibile carrabilmente la porzione di abitato in località Dercogna ubicata a monte della S.P. n. 14" che contraddistinguono la morfologia della frazione, ottenuta anche allargando in parte un tratto pedonale preesistente"... "Il Carotaggio ed il piezometro. Il Direttore dell'area 6 della Provincia di Genova, Dott. Geol. Mauro Lombardi, con nota 50649 del 19 aprile 2007, ribadiva il suo parere favorevole alla realizzazione della strada, raccomandando l'esecuzione di almeno un sondaggio a carotaggio continuo attrezzato con piezometro. Appena resa raggiungibile la zona a valle della prima casa è stato eseguito il carotaggio, terminato in data odierna ed attrezzato con piezometro. Non sono ancora state eseguite nuove verifiche di stabilità poiché occorre attendere che il livello di piezometro si assesti (il foro è stato eseguito a circolazione di acqua) e anche poiché, comunque, una lettura in questa stagione in assenza di piogge, non sarebbe significativa. Si precisa che le letture eseguite già in corso d'opera danno una superficie di saturazione con una soggiacenza di non meno di 15 metri , (un palazzo di cinque piani, per rendere l'idea), del tutto tranquillizzante per quanto riguarda la stabilità dell'area. Si ricorda anche che lo spostamento dei carichi dovuti alla strada è del tutto irrilevante nel contesto delle masse in gioco nel versante su cui è costruito l'abitato.... Ad avviso dello scrivente non sono emerse controindicazioni per la prosecuzione dei lavori, con l'unica avvertenza di eseguire sempre tratti brevi, con tempo asciutto, ultimando ogni lotto nel più breve tempo possibile".
Ecco i carotaggi non servono, non è necessario realizzarli prima dell'opera e va tutto bene. Quando vengono licenziati dalla Provincia tutti i professionisti che hanno effettuato gli studi per il Piano di Bacino che indica quella zona come "ad alto rischio"? Qui il suolo e sottosuolo è perfetto! Inoltre i campioni dei carotaggi non vi è stato nemmeno bisogno di esaminarli, è bastato un colpo d'occhio durante i lavori... infatti le cassette con i campioni al 3 ottobre 2007 erano ancora lì sul ciglio della "strada" (li abbiamo visti, fotografati, ripresi e mostrati ai Carabinieri!!!). Quale laboratorio autorizzato è stato incaricato di effettuare le analisi? Se li sono dimenticati lì???
Gli abitanti presenti ai carotaggi hanno indicato che fosse evidente la tipologia di terreno prelevato, indicando tra materiale frantumato un'alternarsi di trovanti, tufo e roccia sbriciolata.
Alla vigilia dell'udienza del TAR l'Amministrazione comunale presenta come documentazione le sopraccitate Considerazioni sulla situazione Geologica" così da attestare che tutto sia regolare.
vedi le Considerazioni Geologiche (pdf)

I lavori proseguono incuranti delle conseguenze sulla pubblica incolumità e le acque meteoriche vengono coinvogliate in un piccolo rio le cui capacità di assorbimento e smaltimento lasciano profondamente perplessi (nel video è ben visibile!)

In Provincia ci sono tutti gli esposti, le lettere, le osservazioni e contestazioni promosse dai cittadini di Dercogna alta. I cittadini sperano che con la "nuova" amministrazione qualcosa si muova e questo evidente "assurdo" di opera venga fermato anche perchè è un insieme di irregolarità gravissime, in una zona ad alto rischio!

Il 17luglio 2007 il neo Assessore al Territorio (difesa del suolo) Manuela Cappello avanza come relatrice in Giunta Provinciale il procedimento 524/2007 (cronologico 245 - prot 87701/2007) - che viene approvato ad unanimità - in cui non si fa menzione, rispetto alla direttiva impartita agli Uffici sull'adozione da parte dei Comuni dei Piani Urbanistici Comunali, ad un blocco delle "deroghe" e delle varianti per progetti quali quello del Comune di Davagna, limitando il provvedimento restrittivo ai soli territori di "pregio paesaggistico ed ambientale". La necessità, quindi, di porre un drastico "freno" ai provvedimenti di concessione in deroga per "zone ad alto rischio" - come quella di Dercogna - non è stato recepito, nonostante l'evidente chiarezza della situazione. Inoltre non si è evidenziato né nell'atto, né in successivi provvedimenti che non si possono allegare perché non ci sono, che non possono essere concesse deroghe (e non possono proseguire opere), su zone a rischio del Piano di Bacino del Torrente Bisagno, che non siano corredate da adeguati studi sull'assetto idrogeologico, nonché ridurre i margini di discrezionalità su opere che "palesemente" non sono "di pubblica utilità" bensì di interesse particolare e personale. Questo è l'ascolto che la "nuova politica" da ai cittadini?

Gli abitanti di Dercogna alta si recano in Provincia e parlano con l'Assessore all'Urbanistica Manuela Cappello. E' il giorno seguente all'approvazione, è il 18 luglio 2007.
Gli illustrano a voce tutta la situazione, gli mostrano tutti i documenti, tutte le carte. Gli mostrano le foto e la invitano ad un sopralluogo per rendersi conto della realtà. Chiedono un provvedimento deciso su questa problematica che rischia di vedere cedimenti drammatici sulle case poste a valle della "nuova strada", anche considerando che in alcuni punti (come si vede dal video) i cedimenti del terreno vi sono già, considerando che il muro in cemento armato di sostegno della "nuova strada" poggia sui pre-esistenti muretti a secco. Si incominciano a vedere anche delle crepe nella nuova costruzione. "Ahh, ma allora quella delibera???" è il commento a seguito dell'illustrazione dei cittadini viene pronunciato,...ebbene sì: quella delibeta! Pochi giorni prima del sopralluogo l'Assessore disdice l'appuntamento e non si reca a verificare la situazione. Non viene adottato alcun provvedimento, non viene apportata alcuna integrazione alla delibera del 17 luglio che diviene esecutiva trenta giorni dopo.

vedi raccolta fotografica 1 (pdf)
vedi raccolta fotografica 2 (pdf)


Recandosi sul posto oltre a comprendere pienamente i rischi palesi dell'opera in corso di costruzione, si può anche notare che uno dei cartelli di segnalazione del Cantiere è completamente "bianco", non è compilato in alcuna parte. Ma si noterebbe anche che il Cantiere non è minimamente indicato da alcuna segnalazione lungo la S.P. ne lungo via Darcogna. Si potrebbe anche verificare l'ampiezza del "rio" nel quale vengono dirottate le acque meteoriche, i muretti a secco a base del muro in cemento armato, l'assenza totale di protezione dell'area dei lavori, il movimento "in retro" dei camioncini non essendoci lo spazio di manovra ed anche il fatto che quella strada "di pubblica utilità" porta ad un bosco (i terreni di Cevasco Candido Claudio e familiari, oltre ad una casa dello stesso) e non è assolutamente utile al collegamento del nucleo abitato (a valle) abitato da decine di persone, soprattutto anziani. Ma da un sopraluogo ci si renderebbe conto anche del fatto che quella zona vede case e chiesa con profonde ferite per i cedimenti del terreno (proprio le case e la chiesa a valle della zona ove viene costruita la nuova "strada"). Certo qualcuno potrebbe pensare che ci sono i Vigili del Comune a controllare, ma il Vigile, lo abbiamo visto, è il nipote del Sindaco, Cevasco Candido Claudio. Ora la Provincia è l'ente preposto per la tutela del suolo. Perché, nonostante l'Assessore all'Urbanistica fosse stato informato nel dettaglio, questi non ha proceduto ad un sopraluogo per verificare se quanto affermatogli e documentatogli dai cittadini fosse vero o no? Perché non ha adottato alcun provvedimento? Perché nella delibera presentata e approvata sui PUC non ha inserito nulla in merito a questo tipo di problematiche che riguardano non solo la tutela ambientale, ma anche la sicurezza del suolo e delle persone? Noi, come gli abitanti di quella frazione "rossa", aspettiamo risposte concrete e soprattutto che si ponga fine a quanti piegano l'interesse pubblico a quello particolare e/o privato...
Come è possibile che l'Assessore competente della Provincia, venuta a conoscenza dei fatti (un progetto firmato da un Geometra che non può firmarlo per disposizioni legislative e normative, contraddizioni palesi nei pareri e nelle deliberazioni, assenza di adeguati studi sullo stato del sottosuolo, assenza pressoché totale di adeguato impianto di raccolta e smaltimento delle acque, conflitto di interesse evidente che fa da contraltare ad un evidente assenza del "carattere di utilità pubblica" dell'opera, e quanto altro evidenziato dalla problematica, partendo dal non rispetto delle disposizioni che prescrivevano i carotaggi da effettuarsi prima dell'avvio dei lavori nonché indicavano la necessità di costanti controlli) non provveda ad adottare i provvedimenti urgenti del caso, e non provveda nemmeno ad informare e denunciare questa situazione - chiedendo provvedimenti in merito - agli altri Enti ed Autorità preposti ai controlli ed alle verifiche? La Provincia se c'è batta un colpo!


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