Scheda sui Beni confiscati di Vico delle Mele a Genova

Scritto da Ufficio di Presidenza

Queste sono le foto esterne dei tre fondi e del portone di accesso all’appartamento sovrastante confiscati al clan di Piddù Madonia di Cosa Nostra nel centro storico di Genova, in vico Mele angolo Vicolo San Sepolcro.
Non appena i beni sono stati confiscati abbiamo preso contatti con il Comune di Genova (funzionario Franco Ravera) per avanzare una proposta di utilizzo a fini sociali dei beni confiscati. Un progetto semplice che partiva dal presupposto di collocare in questi spazi attività quotidiane (sia durante il giorno, sia la sera) ed un presidio protetto presso l’appartamento sovrastante. Tutto questo realizzando uno “sportello dei diritti e della legalità”, non come una sede di qualcuno, ma come strumento di promozione della legalità e dei diritti, ma anche di socialità, con più soggetti quali, oltre alla “Casa della Legalità, la Comunità di San Benedetto al Porto, Terre des hommes, Legambiente, Centro Sportivo Italiano, la Ludoteca Labyrtinth e altre realtà disponibili. Con questa attività "protetta" nel vicolo si permetterebbe certamente di bonificare sia il vicolo stesso, nella parte inferiore, che lo slargo tra il vicolo e vicolo S. Sepolcro, considerato che si posizionerebbe praticamente all'incrocio di tre vicoli.
Purtroppo il Comune non ha mai risposto. Ad uno dei tanti solleciti, tra un po' di ferie e un po' di mancate risposte, il funzionario ci rispose che “il sindaco aveva un’altra idea ed aveva promesso lo spazio per aprire un circolo per il gioco delle carte”, aggiungendo che “vi erano molti lavori da fare e che l’associazione a cui aveva pensato il sindaco li avrebbe realizzati in cambio di una riduzione del canone di affitto”. Noi siamo saltati sulla sedia. Per un bene confiscato non può decidere il sindaco. Il bene deve produrre un utilità sociale consistente e, altra ragione del sobbalzo, un bene confiscato non può essere dato in affitto! Abbiamo detto queste cose al funzionario e non abbiamo più saputo nulla, tranne che lì è tutto chiuso e l'appartamento invece sembra proprio essere tornato ai vecchi "proprietari". Adesso basta!!!! Riprendiamoci il maltolto, chiediamo alla nuova amministrazione comunale di assegnare subito questi beni per uso sociale. Solo colpendo i patrimoni mafiosi e rendendo visibile che il "potere" mafioso può essere colpito, si infligge un duro colpo alle mafie, con le parole non si fa niente!



 

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