Nota Stampa sui Beni Confiscati a Cosa Nostra a Genova - 2

Scritto da Ufficio di Presidenza

NOTA STAMPA
27.10.2007 - Oggi siamo tornati in Vico delle Mele e ci torneremo ancora sino a quando non saranno chiarite le responsabilità di quanto accaduto ed i beni confiscati non saranno liberati e assegnati, auspichiamo per l'attuazione del progetto che in via preliminare abbiamo inoltrato all'allora funzionario responsabile del Comune, a seguito dei perfezionamenti necessari. Con noi, alla ricollocazione dei "sigilli" - quelli posti ieri erano stati strappati - , c'erano anche il giornalista Marco Preve di Repubblica, il fotografo del quotidiano e la troupe dei RAI 3 Liguria. Intanto abbiamo appreso che l'Assessore comunale alla città educativa ed al centro storico, Massimiliano Morettini (ex Presidente Regionale dell'ARCI) avrebbe dichiarato, con una nota stampa, che il progetto di utilizzo sociale per Vico Mele non è stato "accantonato" (e di questo siamo contenti) ma sia fermo perchè su quei beni si era aperto un "contenzioso" su cui il Comune non voleva entrare...

Ora se questo è vero, l'unico "contenzioso" possibile, essendo davanti ad una sentenza definitiva - inappellabile! - della Suprema Corte di Cassazione che confiscava quei beni, può essere l'occupazione abusiva di quell'appartamento del boss Rosario Caci, e se il Comune non voleva entrarci, significa che non ha ordinato lo sgombero e ciò è gravissimo e chi è responsabile e co-responsabile di questa scelta deve dimettersi! Questo anche alla luce del fatto che il Comune di Genova ha acquisito i beni confiscati, sulla base della lista trasmessa dal Demanio con delibera del Consiglio Comunale n° 8 del 2007 (votata il 13.02.2007 e divenuta esecutiva il 27.02.2007 - clicca qui) e non si possa quindi affermare estraneità da parte del Comune. Anche i verbali delle Commissioni 3 e 4 del Consiglio Comunale di Genova riunite il 31.01.2007 (clicca qui)- prima del Consiglio Comunale deliberante in merito - parlano chiaramente di acquisizione anche dei beni confiscati di Vico Mele (appartamento ed i tre bassi), anche se rispetto a questi non si fa minimamente menzione alla proposta di progetto per l'utilizzo a fini sociali dello "Sportello della Legalità e dei Diritti" (clicca qui). Ora sembra - stando alle dichiarazioni dell'Assessore Morettini - che il Comune non ha poi preso in carico i beni di Vico Mele. Ciò significherebbe un comportamento gravissimo, ovvero che il Comune ha rinunciato a quei beni confiscati dallo Stato (indicatigli chiaramente dal Demanio!) perchè il boss Rosario Caci non li voleva mollare e li aveva rioccupati! Non vi è, infatti, ricorso possibile contro una sentenza definitiva - e quindi inappellabile! -della Cassazione, come quella che ha confiscato i beni a Cosa Nostra in Vico delle Mele a Genova! Davanti ai tentativi - ben conosciuti - da parte dei mafiosi di "bloccare" la restituzione del maltolto le Istituzioni non possono mostrarsi mai disponibili o tentennanti, bensì devono agire con fermezza e applicando il disposto della Cassazione, ovvero procedendo all'assegnazione dei beni confiscati a fini sociali come definito dalla Legge Rognoni-La Torre. Detto questo, quindi, il Comune, come la Prefettura, non possono esimersi dal rispondere del fatto inquietante accaduto, nonchè dei ritardi sull'assegnazione di tali beni ad uso sociale. Per questo chiediamo ufficialmente un incontro urgente sia al Prefetto, sia al Sindaco ed agli assessori competenti, perchè non si può perdere altro tempo, serve un segnale chiaro, concreto e inequivocabile: i beni confiscati non tornano alla mafia!

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