Dalla loggia coperta a Palazzo Chigi, è un bel "Via Vai"

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

 Inchiesta Catanzaro Why Not
Dalla loggia coperta a Palazzo Chigi, è un bel "Via Vai"


Dalle indagini avviate dalle Procure di Potenza e Catanzaro, quelle che hanno portato alla luce una loggia massonica coperta, arrivano nuove importanti novità che portano direttamente dentro Palazzo Chigi, agli uomini di Romano Prodi, e che vede la loggia massonica di San Marino come “protagonista”...


Associazione a delinquere, truffa, violazione della «legge Anselmi» sulle associazioni segrete, sono i capi di accusa a Luigi Bisignani, che, sempre secondo le prove raccolte dal pm De Magistris, è anche ritenuto “potenzialmente idoneo a gestire operazioni finanziarie finalizzate al riciclaggio di denaro”.

Sono capi di imputazioni pesanti che, suffragati da elementi probatori raccolti nell’inchiesta della Procura, vedono aggiungersi tra gli imputati Luigi Bisignani, strettamente collegato ad Antonino Saladino, ras della Compagnia delle Opere nel Sud. Una delle “teste” del comitato d’affari trasversale per la sottrazione dei fondi pubblici nazionali, europei e regionali (centinaia di milioni di euro) “operando con modalità occulte e con soci occulti e alimentando circuiti affaristici illegali, costituiti da professionisti, faccendieri, politici e imprenditori”.

Un’associazione a delinquere con forti legami anche all’estero, visto che le intercettazioni telefoniche hanno portato a individuare utenze telefoniche estere, e viste anche le verifiche bancarie.

Se Piero Scarpellini, che di Prodi è il Consigliere per gli Affari Esteri, ed è indagato con il figlio Alessandro, vi sono anche Piero Macrì – definito da Saladino “uomo di Prodi e della loggia di San Marino” e vi è anche Franco De Grano che è Capodipartimento per i fondi comunitari e cognato di Macrì.

Poi vi sono due società la DELTA SPA (che fa capo alla Cassa di Risparmio di San Marino) e la ILTE SPA di Milano. Queste avevano utenze telefoniche mobili “molto attive”. La ILTE SPA fa capo a Luigi Bisignani, “un ex socio attivo della P2”.

Parte del traffico telefonico della ILTE è stato ricostruito con il cellulare sequestrato al generale della GdF, Cretella Lombardo, che viene individuato con “un ruolo centrale e a dir poco inquietante nella fitta rete, occulta, per colludere in diversi ambienti istituzionali”.

Tra i contatti delle molteplici “sim” utilizzate vi era anche il finanziare Francesco Micheli, diverse attività legate a Bisignani ed anche una società di intercettazioni, la SIO srl, che “esegue servizi di intercettazioni e altre attività per conto dell’A.G.”.

Sul telefonino sequestrato a Antonio Saladino, il numero della DELTA spa è stato registrato con il nome “Romano Prodi”. Proprio quell’utenza era usata da anni, e non solo da Scarpellini, per i contatti con Bisignani, Saladino e le altre persone coinvolte a vario titolo (indagate e non) nel “programma criminoso consistente nella distribuzione di ruoli tra imprenditori, professionisti e pubblici amministratori, finalizzato a percepire illecitamente finanziamenti pubblici attraverso la costituzione di società o la partecipazione in società già costituite”.

E il cellulare? Rimane sempre attivo. Nel 2005 e fino al 2006 lo utilizzano “L'Ulivo - I democratici”. Da quest'anno è passato direttamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri.


Ma seguendo le tracce ufficiali di queste società ci sono, per l’ennesima volta, novità molto curiose che portano alla Liguria!

La società ILTA spa, che secondo le indagini fa capo a Bisignani (che nella visura camerale è indicato come “Procuratore”), possiede quote dell’ISTITUTO GRAFICO BASILE spa che porta dritti dritti alla VIA VAI spa.

Si proprio quella Via Vai spa che abbiamo già incontrato, indicata dall’Espresso nel 2001, come strana società sorta proprio in tempo per prendere in mano le edicole delle stazioni ferroviarie, e che viene indicata come società vicinissima a Claudio Burlando. Società che però, come ragione sociale, ha indicato la realizzazione di corsi di formazione professionale, sic!

La VIA VAI spa è di proprietà, come abbiamo già visto oltre che dell’ISTITUTO GRAFICO BASILE spa anche delle società SERVIZI STAMPA LIGURIA srl e SERVIZI STAMPA SARDEGNA srl dei Camponovo e della GI.PI.EMME srl dei Camponovo e Basile, oltre che da una miriade di piccoli azionisti.

Dalla VIA VAI spa avevamo anche trovato i legami tra i Camponovo e Vittorio Casale in una società di BINGO (Bingo House – alias Simy Consulting srl) ed un ulteriore collegamento delle società di Casale con la UNIPOL di Consorte. Ma il legame con i “furbetti” la VIA VAI spa lo fornisce anche nella persona del Presidente del Cda, Angelo Tromboni, già ex segretario del PCI di Ivrea beccato per tangentopoli, è stato indicato da Repubblica come uno dei “mediatori” delle operazioni di speculazione edilizia di Giampiero Fiorani sulla costa ligure. Speculazioni che hanno visto coinvolto l’immobiliarista savonese Pietro Pesce e che sono al centro di diverse indagini giudiziarie anche per minacce e misteriosi flussi finanziari russi e ucraini… ma di questo avevamo già parlato.

Eccoci di nuovo a questo legame tra Calabria e Liguria, su cui avevamo ricapitolato qualche giorno fa.

 



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Il Consiglio Regionale della Calabria va sciolto! Olte 30 consiglieri su 50 hanno pesanti guai giudiziari (per reati gravissimi). La costituzione prevede la possibilità di scioglierlo. Lo si faccia, si salvaguardi la credibilità delle Istituzioni!

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