In Liguria "va tutto bene" tra pizzo, racket, riciclaggio e "beneficenza"

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

La Spezia , 9 maggio 2007. Un nucleo della ‘ndrangheta dedita all’estorsione è stato scoperta dalla Squadra Mobile di La Spezia. Sono finiti agli arresti due giovani residenti a Sarzana, Daniele Faenza e Leone Stelitano, insieme a Angelo Tripodi a Reggio Calabria. Il quarto uomo, Giuliano Romeo, ha visto scattare lo stato di fermo nei suoi confronti per porto abusivo di armi...

L’accusa è: estorsione. Il “pizzo” (35 mila euro in contanti e 5.000 euro mensili) sono stati “imposti” ad un imprenditore spezzino del settore trasporti. Naturalmente il “pizzo” era per potergli garantire al meglio la protezione. Sono proprio generosi gli uomini delle ‘ndrine, sic! Nel recente passato la ditta era stata oggetto di un incendio doloso, poi qualche minaccia verbale, e lettere intimidatorie. L’imprenditore che ha capito che qui gli estorsori mafiosi si denunciano e finiscono subito dentro, ha denunciato alla Polizia. La Squadra Mobile è intervenuta e stroncato il tentativo di estorsione.

Genova, maggio 2007. La famiglia Mamone supera se stessa. Sono sempre quelli indicati dalla DIA come famiglia della ‘Ndrangheta (dal 2002), coinvolti in ripetuti sequestri di aree per disastri ambientali, da cui proviene un collaboratore di giustizia che lì ha denunciati, e che continuano ad avere appalti su appalti dalle amministrazioni pubbliche di Genova e Liguria. (Mentre nella Piana sono caduti un po’ in disgrazia, lì non amano i compari che non se la sanno cavare e soprattutto non vorrebbero perdere gli investimenti fatti). Dopo aver tentato di fare il colpaccio di impossessarsi dell’area ex Stoppani (una bomba ecologica tra le più pericolose d’Italia) per farci una delle loro bonifiche e poi cementificarla a piacere, non sembrano mollare l’osso.
Il Ministero dell’Ambiente non ha accettato che questi, con la ECO-GE e la SVILUPPO FEAL srl, acquisissero l’area dalla Immobiliare Val Lerone (la vecchia Stoppani) che aveva disatteso ogni adempimento prescritto e raggiunto il fallimento. Loro l’avevano detto: ci sacrifichiamo a prendere questa area e non chiedere un euro per bonificarla. Che generosi, anche loro, come gli ‘ndranghetusi di La Spezia.
M a è arrivato il Commissario straordinario e quindi addio acquisizione.
Ma loro ci tenevano, volevano donare qualcosa alla terra che li ospita. E così se il Commissario c’è, i lavoratori pure, loro cosa potevano fare? Eseguire gratuitamente la bonifica per conto della Val Lerone. E così hanno iniziato a portare via il materiale ferroso della Stoppani (che è praticamente tutto, tranne i liquami altamente tossici). I lavoratori che hanno qualche problemino ad arrivare a fine mese e nella permanente incertezza del futuro, hanno pensato che se la EcoGe con la Sviluppo S.c .A.r.l. si portavano via l’unica cosa che può essere venduta per produrre un minimo di indennizzo per i lavoratori (nei fallimenti hanno la precedenza su tutto e tutti!) a loro restava solo il cromo esavalente.
Quindi, questi lavoratori hanno deciso di tutelarsi: hanno bloccato i mezzi che portavano via i materiali. La EcoGe e la Sviluppo S.c .A.r.l. hanno risposto con una lettera in cui, vista la loro umanità assoluta ("facciamo tutto gratis"), si sono risentiti dell’atteggiamento degli operai e li hanno minacciati di denuncia penale. Che brava gente! I 27 lavoratori a questo punto hanno risposto con un esposto alla sezione fallimentare del Tribunale di Milano per essere tutelati, chissà quale sarà il prossimo capitolo?

Savona
, maggio 2007. Nella provincia di Savona, mentre le amministrazioni locali sono oberate dal lavoro per cambiare il volto del territorio, con colate di cemento a go go, ci sono alcuni che cercano di tutelare l’ambiente e le persone. Infatti sono state poste sotto sequestro numerose aree ove vi erano delle discariche abusive. Una routine per il savonese e la Liguria , che mantiene il primato (triste) per i reati delle Ecomafie nel Nord Italia. Ma è stata anche sgominata con un operazione antidroga, che aveva già prodotto arresti di diversi italiani, durata un anno e che ha visto scattare le ordinanze di arresto per quattro albanesi ed un italiano. L’operazione contro il traffico di cocaina dall’Albania, non è conclusa. Un componente del sodalizio criminale è ancora latitante. 20 sono le persone indagate. Naturalmente alla soddisfazione degli uomini della Polizia di Stato, questi hanno anche aggiunto che si tratta di una parte dell’associazione criminale su cui stanno lavorando. Insieme al sequestro dello stupefacente e denato, è stata anche renvenuta documentazione ritenuta utile allo sviluppo delle indagini.

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