Tra Superba e Superbia...

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

 Noi ci abbiamo provato, non a parole, con i fatti a costruire uno spazio di socialità gratuita e intrisa di contenuti educativi, di spirito critico e per la promozione della coscienza civile e della cultura della Legalità e della Giustizia sociale. Ci abbiamo provato in un territorio popolare, storicamente legato alla sinistra (Pci – Pds – Ds). Ci abbiamo provato perché in questa zona della città, forse indiscutibilmente la periferia più abbandonata, non vi sono spazi di questo tipo, dove si può ascoltare musica e incontrare altre culture, gratis, dove è possibile giocare, con giochi tradizionali, o nuovi o lontani, o con sport della mente, sempre gratis, ma non per vincere, bensì per incontrare altri e divertirsi. Costruire al contempo una risposta sociale e civile al degrado, al disagio minorile (qui l’emergenza ligure!), alla presenza – da decenni – ed attività radicata delle mafie, principalmente Cosa Nostra e ‘Ndrangheta...

Ci abbiamo provato, appunto, ma qualcuno non ha gradito. Abbiamo avuto vicino i reparti preposti dello Stato, sempre, che hanno dimostrato quanto di buono vi sia negli uomini e nelle donne che scelgono di servire la nostra Repubblica, chi in Magistratura, chi come agente di questo o quel reparto. Abbiamo avuto vicino gli uomini di fede, che nonostante noi prevalentemente laici, ci hanno accompagnato e affiancato in questo comune “Cammino”. Abbiamo avuto vicino ragazze e ragazzi, chi giovane  e chi no, di Movimenti e Associazioni “radicali” nella loro coerenza e nel loro rigore, come Legambiente, il Social Forum della Valpolcevera, il Collettivo Stati di Allucinazione, il Coordinamento della pace della vallata, il Coordinamento NoTav, il Forum per la Sinistra Europea , il CSI, la Ludoteca Labyrinth , la Comunità di San Benedetto al Porto, la comunità di Capoverde e tanti altri… Abbiamo avuto vicino persone semplici che come noi credono (sperano) in un cambiamento. Abbiamo avuto vicino studenti e docenti di molte scuole che vogliono capire, conoscere, farsi un idea e agire. Abbiamo avuto vicino persone che hanno permesso tutto questo con le loro sottoscrizioni e donazioni, visto che i contributi pubblici non ci stanno per certe “bazzecole”. Non abbiamo invece avuto vicino quanti si riempiono la bocca di “recupero delle periferie” o di “nuova socialità”… Professionisti della politica parlata e professionisti del sociale a tariffa, come per magia sono evaporati nella loro nuvola rossa

Da quando si sono mosse le cose è iniziata, prima la “guerra” per far chiudere questo spazio, da chi per il suo ruolo avrebbe dovuto costruirlo, e poi, dopo, è calato il silenzio delle Istituzioni, tutte quelle locali. Ma ancora una volta gli uomini e le donne vere delle Istituzioni ci sono e si sono dichiarati, al nostro fianco esortandoci a resistere, come Beppe Lumia dei Ds e come Angela Napoli di An, perché la Legalità e la lotta alla mafia, come loro dimostrano, è spogliarsi delle appartenenze politiche  per agire concretamente. Ancora una volta chi vive veramente nel sociale, non per soldi, voti o fama c’è stato, come don Luigi Ciotti e Libera, come Democrazia e Legalità, come Riferimenti e tanti altri che ci hanno aiutato e ci hanno esortato anch’essi a non cedere.
Che strano, chi vive e amministra questo territorio, tace eppure dovrebbe conoscerlo, o no? Strano anche che chi detiene praticamente il monopolio del mondo dei cosiddetti “Circoli” dovrebbe sapere che il gioco d’azzardo, come lo spaccio di droga o altro sono attività delle mafie che vengono infiltrate anche nei Circoli, o no?
Noi non cediamo, ma per continuare dobbiamo vendere cara la pelle. Visto che sono arrivati dei turisti ‘ndranghetusi, in questa terra quasi “prediletta”, in coincidenza di un processo a Savona, non vogliamo certo farli restare poco in questa nostra bella città… Che girino e rigirino un po’.
Quindi abbandoniamo la Valpolcevera. Per un periodo, auspichiamo breve, le attività proseguiranno in sedi dislocate. Quelle ludiche ed educative in un posto, quelle di approfondimento e dibattito in altre, quelle degli osservatori in una sede, per sicurezza, riservata. Appena sarà individuata una struttura idonea e sicura si ripartirà riunificando il tutto.
I segnali dobbiamo dirlo son tutto altro che buoni, proprio l’altro giorno il vicesindaco Ghio, dichiarava che non capisce perché le famiglie in difficoltà rifiutino la casa popolare in Valpolcevera, a Begato, asserendo che se rifiutano significa che non hanno bisogno. Oltre all’arroganza di detto individuo, esponente pessimo della borghesia figlia delle partecipazioni statali, dell’epoca d’oro del Craxismo (e Teardismo piduista), continua ad essere negata, dalla sinistra che governa, la drammaticità e la vergogna di quartieri degradati, perché abbandonati pervicacemente, dove non vi è null’altro che droga, violenza, avviamento alla criminalità, quando non si sceglie, invece, di chiudersi nella propria casa, e rinunciare a vivere il territorio  e la comunità. Ma l’assessore Ghio ha anche pecche gravi come assessore al patrimonio, non solo quindi per il ruolo di uomo di fiducia dell’ex consulente di Teardo, Ligato e Necci (persone di indubbia “onorata società”). Infatti nell’ambito del comune di Genova ci sono molti beni confiscati alle mafie, che però non sono assegnati, cioè non vengono riutilizzati a fini sociali. Ma c’è di più i pochi che sono assegnati lo sono in via riservata come se, ancora pervicacemente non si debba sapere che la mafia è costretta a restituire il maltolto e soprattutto non si deve sapere che la mafia è anche nella grande “città rossa”. E poi quando qualcuno chiede l’assegnazione per un progetto specifico di una rete di diverse associazioni (perché a conoscenza dell’esistenza di un bene confiscato nel cuore della città a pochi metri da palazzo Tursi e dal patrimonio “dell’umanità”, in quanto la Cassazione ha reso definitivo il procedimento di confisca) questi non rispondono e quando diventa pubblica la notizia e si richiede al funzionario preposto cosa stia succedendo, questi risponde che il Sindaco e l’Assessore hanno già pensato e deciso a chi darlo e che la soluzione trovata avrebbe permesso anche di stabilire un canone d’affitto agevolato. Ma come faceva il Sindaco e l’Assessore a decidere a chi assegnare il bene confiscato prima di averlo in consegna? E soprattutto hanno ristabilito la legislatura della Repubblica Marinara, visto che la legge Rognoni-La Torre, voluta da Libera di don Luigi Ciotti, esclude categoricamente che i beni confiscati vengano dati in affitto?
Considerato che quelli che ci governano, in questa città, hanno le loro punte massime di consenso proprio nei quartieri con la più alta influenza mafiosa, viene quasi da pensare che sia per questo che non fanno nulla per invertire quelle dinamiche sociali e culturali che rappresentano l’humus per il radicamento ed il consolidamento dei sodalizi mafiosi, e dunque cosa dobbiamo aspettarci? Come si fa a restare seri, pacati, disponibili quando per l’ennesima volta vengono a parlare, cioè a ripromettere, del recupero, della centralità e della straordinaria risorsa che sono le periferie? (come se non fossero proprio  loro i responsabili di tali obbrobri urbanistici e sociali) Dobbiamo di nuovo farci incantare da parole senza senso come il “liberismo sociale”? O dobbiamo storpiare la storia del movimento democratico  e antifascista sentendo parlare e affidandoci a formule come “odio di classe”? Perché cambi qualcosa davvero, dobbiamo aspettare che vinca il centro-destra? O è già tutto comunque, comunemente e come sempre, deciso dai due Claudio, lo Scajola ed il Burlando? Vedremo, noi, come ha invitato a fare Beppe Grillo, sottoporremo una dichiarazione di intenti (intesa come assunzione di responsabilità: o mantengo  o me ne vado) ai candidati sindaco. Chi la sottoscriverà, sarà invitato ad un confronto pubblico, chi non la sottoscriverà sarà ignorato, perché non ha senso perdere tempo con chi nasconde la realtà, ben protetto da giornali servili e oligarchie partitocratrichesindacaliassociativecooperative… non ha senso perdere tempo con gli struzzi (o le struzze). Ve lo faremo sapere, come sempre si và avanti fino alla fine e semineremo vento, perché qualcosa deve pur cambiare.

PS
Qualcuno, sembra proprio, che abbia non solo la passione ad esprimere concetti rovesciando il significato delle parole, storpiandone il senso, ma sembra che, parlando di Genova, faccia una confusione di fondo tra “ la Superba ” e “ la Superbia ”. Che la Beata Vergine del Fuoco, nel suo giorno, illumini una rivolta delle coscienze, alimenti la rabbia per il disgusto, smascherando i sotterfugi delle nomenklature che rendono Genova una città di marmo, ultima repubblica sovietica, dove si fanno le primarie con il vincitore già deciso, con le segreterie dei partiti che hanno già pianificato tutto e mobilitato il tutto...come disse l'ex segretario dei DS, Ubaldo Benvenuti, ad Adriano Sansa, prima di "cacciarlo" da Sindaco perchè non ha capacità comunicativa (sic!): se noi decidiamo che quel muratore (o autista) laggiù deve essere eletto Sindaco, quello lo diventerà! Alla faccia della partecipazione, della trasparenza e della democrazia...il candidato unico per un unico obiettivo...continuare a fare ciò che più aggrada a certe confraternite, così che anche le colate di cemento rosso nel ponente ligure non subiscano stop nel capoluogo che ha dato, sempre, tanto alla causa...cooperativa.

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